L’uomo che sussurrava ai criceti.

Sono stato invitato da Marco, un bravo ragazzo conosciuto nell’azienda dove lavoravo parecchi anni fa, ad andare a mangiare insieme un kebab. Nel messaggio c’era scritto: “Mobys, tu che sei un esperto, non puoi non provare un mega kekab infinito. Lo preparano in un posto appena fuori Verona. Ti ci vuole un mese per terminarlo !”. Spiegai a Marco che, da qualche mese, ho intrapreso una nuova strada culinaria. Adoro il kebab e, sicuramente, lo mangerò ancora, ma avete presente quando vi scatta la molla ? Quando “l’omino nel cervello” vi indica una nuova via da percorrere ? A me è accaduto proprio questo. Dopo 43 anni di abbuffate senza ritegno, ho iniziato a vedere il cibo sotto un’altra ottica. Non sono tipo da dieta, rimango una buona forchetta, ma non concepisco più il cibo come qualcosa da spazzolare per soddisfare la propria voglia animalesca, mischiando cibi e sapori senza alcun senso e badando esclusivamente alla quantità piuttosto che alla qualità. Ammetto che, probabilmente, Masterchef (pardon: quella merda di masterchef…) mi ha un po’ cambiato. Resto un fanatico della cucina mediterranea, non voglio assolutamente sentir parlare di nouvelle corsine e non mi interessa mangiare in un ristorante dove si spendono 200 euro per mangiare un ravanello al forno posto su un letto di crema di asparago e circondato da piselli freschi dell’africa-transpolesana.

Quando incontri un tipo che non vedi da anni, la prima domanda che ti fa è: “dove lavori, adesso ?“, mentre la seconda è: “a fighe come sei messo ?“. Se il tizio lo incontri in Sicilia, automaticamente la prima domanda sparisce e si passa direttamente alla seconda. Stessa cosa accade se incontri una tua ex. In questo caso, però, entra in gioco una certa eleganza tra il francese e l’alto borghese, e il quesito è: “Ti vedi con qualche troia ?“. Infine (scusate le mie solite parentesi del minchio), se ti rivedi con una semplice amica, è probabile che ti chieda se hanno aperto un nuovo negozio di scarpe nel centro commerciale che si trova vicino casa tua.

Capirete bene, dunque, che con Marco il discorso scivolò subito sul rapporto uomo-donna. Niente kebab, solo un bar tranquillo e due luridissimi spritz. Probabilmente Marco ricordava solo vagamente il mio essere fondamentalmente un mega cazzaro, quindi si è verificata, dopo qualche minuto, una situazione antipatica di cui mi resi conto tardivamente. Io gli raccontavo le mie gesta, più o meno serie e più o meno surreali, lui era entrato in quello che definisco “Girone dei Dannati v.2.0”, ovvero aveva sposato l’apatia più totale. Io cazzeggio da una vita, lui mangia tristezza e malinconia.

Poiché, quando eravamo colleghi ed avevamo la possibilità, si rideva come scemi parlando di mega cazzate, io ho proseguito su questo “cliché”, raccontandogli, per esempio, qualche mia proverbiale ed immancabile gaffe (ricordatevi che sono il Presidente dei Gaffisti italiani), vedi quella volta che spaccai il box della boccia (di plastica, mannaggia a lui) perché con una tipa volevo fare una scena tipo pornazzo, dimenticando miseramente le mie (e sottovalutando le sue …) misure, per finire con quella volta in cui, dopo aver fatto i miei classici 39 secondi di notte infuocata, fatta di passione e sesso sfrenato, mi feci sfuggire la domanda: “Scusa, ti devo qualcosa per il disturbo  ??“.

Marco rideva e mi ringraziò. Mi disse che non rideva così da secoli e che ci saremmo dovuti vedere più spesso. Non poteva sapere che uno dei miei settemila difetti è che, se io rivedo una persona per più di due volte in dodici mesi, a meno che non sia mia madre, mi rompo enormemente le palle.

Poco fa dissi che lui era entrato nel girone dei dannati ed io, scherzando come un imbecille, non mi resi conto che c’era qualcosa che non andava. Un qualcosa che uscì fuori dopo mezzora di risate, aneddoti lavorativi e discorsi inerenti i miei sogni sulle mete turistiche da raggiungere.

Forse Marco era depresso ed è entrato in una fase molto pericolosa nella vita di una persona, quella dell’apatia. Probabilmente apatia e depressione vanno a braccetto, ma non voglio scrivere un articolo psicologico, visto che non è il mio campo.  Ho visto una persona che ha mollato tutto ciò che di positivo offre o quantomeno potrebbe offrire la vita. Tutto ciò dopo essersi separato dalla moglie Beatrice.

Marco ha smesso di sognare, non ha più stimoli, non gli interessa trovarsi una nuova morosa (pur non mancandogli le fans, essendo obiettivamente un bel butel ed avendo un buon giro), maledice le ferie peggio di Sheldon Cooper, la domenica la passa a sistemare il giardino e a fare le pulizie di casa aiutando la madre e la sorella che vivono con lui. Non ha più passioni. Io gli parlavo in maniera entusiasta del nuovo film di Quentin Tarantino che sarebbe uscito dopo qualche settimana (e che è proiettato proprio in questi giorni al cinema), lui mi diceva che si addormenta dopo cinque minuti che inizia qualcosa, sia che si tratti di una partita, sia che si tratti di un bel film.

Ad un certo punto, siccome nel mio piccolo cerco sempre di aiutare gli altri, pur essendo un clown un po’ scemo, mi incazzai. Posso capire tutto, posso capire la delusione sentimentale, il fatto che la separazione è sempre un trauma, il lutto in famiglia, le incazzature al lavoro (ricordatevi che sono anche il Presidente italiano degli Incazzati al Lavoro), il momento-no, il sentirsi spaesati perché l’Arcangelo Gabriele ti preannuncia la prossima maternità, ma questo “tirare i remi in barca”, questo “dimettersi dalla vita”, questo voltare le spalle alla qualsiasi, a 45 anni, no, non lo accetto. Non sono un separato, ma non accetto l’idea che, malgrado passino gli anni, si resti vincolati a quella parentesi della vita finita male.

Ho sempre detto in queste pagine che io, pur essendo un cazzaro dalla nascita, vedo la vita un po’ alla Dr. House, cioè credo che ci sia più sofferenza che felicità, ma questo non vuol dire smettere di provarci e soprattutto di crederci ! Io, vivendo in queste condizioni (e Marco sa di vivere in questo status), avrei il terrore della vecchiaia. Avrei cioè il terrore di arrivare a 82 anni e dire “ma che cazzo ho fatto in vita mia ? Perché ho vissuto DAVVERO sino a tot anni ?”. Che poi è il terrore che ho anche io, ancora oggi (perché far sorridere ogni tanto gli altri capirete bene che non mi basta come bilancio positivo).

Marco mi ha detto che ha due criceti. Essendo interista (questa si che è una disgrazia !!), li ha chiamati Rodrigo (come l’attaccante Palacio) e Icarda (teribile…). Il mio ex collega potrebbe viaggiare, andare ovunque (la casa è di proprietà e nemmeno si preoccupa del conto in banca perché stanno così bene di famiglia che potrebbe perfino smettere di lavorare !), farsi dei bellissimi week end romantici con una nuova ragazza in uno chalet di montagna, ecc. Obiettivamente ha avuto (e ha ancor oggi) TUTTO ciò che io non ho (famiglia accanto, soldi da buttare, donne che gli sbavano dietro, forma fisica invidiabile), tuttavia, non si rende conto di queste sue fortune, non le percepisce o non gli interessa percepirle.

Non sto dicendo che “morto un Papa se ne fa un altro”, non sopporto questo proverbio, le persone sono sempre uniche ed insostiuibili. Di conseguenza non “DEVE” trovarsi per forza una nuova compagna ma quantomeno potrebbe semplicemente divertirsi con gli amici o comunque avere delle passioni, come nel mio caso è la fotografia (e probabilmente se io non sono diventato un Marco è soprattutto grazie a questo hobby).

Invece no, perché chi decide che la vita fa schifo, odia la qualsiasi. Quando ci salutammo, mi disse: “Mobys, io ho smesso di amare. Non mi ci vedo più con una tipa accanto, voglio starmene da solo, sto benissimo così, credimi. Le donne sono vuote, sono una minestra insipida, la gente mi annoia. Tu almeno per qualche minuto mi fai distrarre, come quando iniziavamo il turno alle 5.30 e già ridevamo, ma solitamente le persone sono buone solo per chiederti qualcosa”.

Io confido che la classica “molla”, citata all’inizio di questo articolo, faccia cambiare idea a Marco. Resta il fatto che, secondo me, sta sprecando tempo prezioso della sua vita, quella vita che gli sta scorrendo via come la sabbia fra le mani. Può succedere di innamorarsi della persona sbagliata (mio record anche da questo punto di vista !), ma questo non vuol dire che bisogna arrendersi. Non siamo tutti uguali, non esiste che le donne sono tutte troie e che gli uomini pensano solo a trombare.

Mentre c’è una vita da vivere, lui passa il tempo a sussurrare qualcosa ai suoi criceti. Spero che, quando si sveglierà, non sarà troppo tardi. Vivere da single non è una disgrazia, decidere di non vivere è un vero peccato.

Scusate per gli errori.

Un Masterchef (edizione 5) nordico in cui Rubina fa innamorare mezza Italia. 

Ci risiamo: non appena trovo la donna dei miei sogni, diventa popolarissima e addio Mobys ! Scherzi a parte, eccoci qua a parlare della quinta edizione di Masterchef. Il mio precedente articolo, pubblicato il 6 marzo del 2015 (Amaro Masterchef), era amaro come il suo stesso titolo, adesso parliamo invece di qualcosa di positivo.

Rubina da Pontedera (toh! una toscanaccia !) ha conquistato me e credo la maggioranza dei telespettatori che seguono il food reality di Sky. Si, lo so, si fa presto a dire “Bona”, ma in Rubina c’è molto altro di più. E’ evidente e netta la sua bravura, al punto di essere la più temuta dagli altri concorrenti e poi, c’è ben poco da dire, è la classica donna sognata da tanti masculiddi (solo sogni, perché fra poco si sposa), perché coniuga bellezza e tonnellate di “attributi” che spesso mancano agli uomini stessi. Senza fare il pissicologo de noialtri, credo che una persona del genere ne abbia passate così tante, da diventare la roccia che è oggi e che vediamo in tv. In questi casi non so se dire “mi dispiace” o meno, cioè non so se è preferibile una vita liscia come l’olio, che magari finisce in maniera grigia, piuttosto che avere avuto tanti sgambetti (volevo dire falli, ma stavolta non la voglio buttare sul pornografico al solito mio… anche perché non mi permetterei mai) ma diventare una persona forte che non si abbatte nemmeno se il Papa decide di togliersi le vesti e sposare Maria De Filippi.

A differenza di tanti appassionati di Masterchef, io non faccio valutazioni sui piatti, semplicemente perché non sono uno che in cucina “ci sa fare”. Sono come Valentino Rossi, che è apparso nello scorso episodio dicendo “so preparare solo il caffè”. Del resto, si può avere una passione anche senza essere esperti e comunque voi sarete d’accordo con me quando dico che è meglio un ignorante dichiarato come me, piuttosto chi spara frasi del tipo “ho messo un pizzico di timo per dargli quel NONSOCCHE’…”, elargendosi a piccolo masterchef. Un amico mi ha detto: “tu dovresti fare il giudice di Masterchef”. Macché ! Non ho assolutamente le competenze. Se rinasco, piuttosto, voglio fare il “vaticanista”. Ve lo immaginate lo stress lavorativo che può avere uno che di lavoro fa il giornalista-vaticanista ? Secondo me è 150 gradi sotto zero !

Secondo me giudicare i piatti senza sentirne gli odori e i sapori, è impossibile. Possiamo far caso semmai agli “errori tecnici”, perché gli errori sono indiscutibili, anche se spesso le cose belle nascono da prove mal riuscite. Io per esempio, in quel tempo, mi misi con Laura non appena ebbi intuito che sua sorella Beatrice era lesbica. Tornando seri c’è da dire che, del resto, state leggendo una persona che vive nella zona dell’Amarone, un vino che sta spopolando in tutto il mondo e che è nato proprio a seguito di un errore.

Non giudico quindi il risotto di tizio o il mappazzone di quell’altra, vado semplicemente a simpatia e devo dire che segnandomi il numero delle persone che seguono i partecipanti ancora in gara, mi ritrovo perfettamente d’accordo con il primo posto, dove c’è Rubina con 9.048 persone che la seguono, ma sono molto deluso dal risultato di Lucia, altra donna con le palle quadrate ma che è penultima in questa speciale classifica che ho stilato pochi minuti fa. ATTENZIONE: aggiornerò la classifica ogni domenica !

A parità di palle, evidentemente, incide la bellezza, ma se c’è una persona con cui andrei MOLTO volentieri a cena, è proprio la bresciana Lucia, una delle poche “compagne” ancora rimaste su questa fredda terra. Voi mi chiederete: ma come ? non andresti a cena con Rubina ? ragazzi, volete farmi cenare o farmi venire un colpo ? pur imbottito di cardiotonici non riuscirei a reggere l’emozione. Lucia è un capolavoro di Persona, donna tosta, simpatica, divertente, intelligente e soprattutto VERA. Dio salvi le poche persone Vere rimaste sulla terra.

Per concludere (di seguito vedrete la graduatoria completa), spendiamo due parole anche sugli altri concorrenti. Rubina e Lucia a parte, faccio il tifo anche per Andrea Torelli, fotografo di Borgo Valsugana; noi artisti (ehm…) cerchiamo la perfezione anche in un piatto semplice. Bravo Andrea, sarà sicuramente un nikonista ! Mi dispiace ma credo che sarà uno dei prossimi ad uscire. Molto simpatico anche Darione (Dario Baruffa) da Ferrara: una persona molto preparata che potrebbe arrivare anche fra i primi tre. Non vedo l’ora di andare a mangiare nel suo ristorante.

Per quanto riguarda gli altri, stendo un velo pietoso, poiché parliamo di persone che non mi trasmettono alcuna emozione, sia a livello personale sia come piatti, eccezion fatta per il padovano Mattia, che è la classica persona che definisco “in gamba, anche se mi sta sulle palle”. I vari Giovanni, Sylvie, Alida, Erica, ecc., mi trasmettono lo stesso carisma di Francesca Michielin …

La numero cinque è comunque una strana edizione: degli ultimi dodici concorrenti, il più meridionale è di Latina, alla faccia di chi dice che al sud si capisce di cucina molto più che al nord ma soprattutto (ed io faccio parte di costoro) che al nord è difficile mangiare decentemente (sul caffè invece hanno ragione).

In attesa di vedere la mia amica Carla partecipare (andrebbe mooooolto avanti), vi saluto e mi scuso per gli errori ! Ciao Rubina, auguri per la tua carriera e felice matrimonio. Non preoccuparti per me: è meglio aver amato e perso che non avere mai amato (sto scherzando, ovviamente !).

Classifica Popolarità su Facebook (aggiornata domenica 28/2/2016):

ULTIMO AGGIORNAMENTO PRIMA DELLA FINALE DI GIOVEDÌ. FINALMENTE SI PONE FINE A QUESTA GRANDISSIMA BUFFONATA.

  1. Mattia = 36.606
  2. Lorenzo = 33.940
  3. Rubina = 32.586
  4. Maradona = 20.957
  5. Alida = 16.928
  6. Erica = 16.019
  7. Dario = 15.985
  8. Lucia = 14.411
  9. Andrea = 12.125
  10. Beatrice = 8.992
  11. Marzia = 8.070
  12. Luigi = 6.117
  13. Giovanni = 5.483
  14. Laura = 3.493
  15. Sylvie = 3.150
  16. Alice = 2.686
  17. Sabina = 1.774
  18. Francesco = 1.306
  19. Ivana = 638

In grassetto i tre finalisti.

Jacopo non ha una pagina con profilo pubblico.

Classifica Popolarità su Facebook (aggiornata lunedì 22/2/2016):

ANCORA IN GARA:

1) Lorenzo = 20.459

2) Maradona = 15.657

3) Alida = 13.376

4) Erica = 13.342

CLASSIFICA ELIMINATI (i primi cinque):

Rubina = 29.959
Mattia = 29.593
Dario = 14.869
Lucia = 11.699
Sylvie = 3.044


Classifica Popolarità su Facebook (aggiornata domenica 14/2/2016):

UN DOPPIO CAPOLAVORO DEI GIUDICI CHE, IN PRATICA, TOLGONO DAL CAMPIONATO NAPOLI E JUVENTUS. A QUESTO PUNTO DIVENTA UNA TRISTE SFIDA FRA GREGARI.

  1. Lorenzo = 13.948
  2. Maradona = 13.161
  3. Dario = 12.578
  4. Erica = 11.005
  5. Alida = 10.348
  6. Lucia = 4.953

CLASSIFICA ELIMINATI:

  1. Mattia = 26.346
  2. Rubina = 23.652
  3. Andrea = 10.266
  4. Beatrice = 8.275
  5. Marzia = 6.718
  6. Luigi = 5.440
  7. Giovanni = 4.611
  8. Laura = 3.228
  9. Sylvie = 2.868
  10. Alice = 2.542
  11. Sabina = 1.690
  12. Francesco = 1.187
  13. Ivana = 591
  14. Japolo = 0 (non ha una pagina con profilo pubblico)

Classifica Popolarità su Facebook (aggiornata domenica 7/2/2016):

LO “STATO VENETO” CONSENTE A MATTIA DI SUPERARE RUBINA !

  1. Mattia = 18.750
  2. Rubina = 16.809
  3. Dario = 10.864
  4. Maradona = 10.304
  5. Erica = 8.638
  6. Lorenzo = 8.426
  7. Alida = 7.990
  8. Lucia = 3.475
  9. Sylvie = 2.459

Classifica Popolarità su Facebook (aggiornata domenica 31/01/2016):

LORENZO SUPERA (ALLA GRANDE) GIOVANNI

  1. Rubina = 12.571
  2. Mattia = 11.792
  3. Dario = 7.220
  4. Maradona = 6.869
  5. Erica = 5.762
  6. Alida = 4.715
  7. Lorenzo = 4.133
  8. Giovanni = 3.296
  9. Lucia = 2.694
  10. Sylvie = 1.916

Classifica Popolarità su Facebook (domenica 24/01/2016, ovvero quando ho pubblicato l’articolo):

  1. Rubina da Pontedera (PI) = 9.048
  2. Mattia da Selvazzano Dentro (PD) = 5.596
  3. Dario da Berra (FE) = 5.510
  4. Andrea da Borgo Valsugana (TN) = 5.215
  5. Maradona da Trieste (ma libanese) = 4.413
  6. Erica da Ravenna = 3.844
  7. Alida da Torino = 2.967
  8. Laura da Bellinzona = 2.682
  9. Giovanni da Latina = 2.551
  10. Lorenzo da Roana (VI) = 2.429
  11. Lucia da Brescia = 1.746
  12. Sylvie da Casciano (VA) (ma francese) = 1.435