Una nuova amica: la chitarra di James Taylor.

Tra i miei canali preferiti del maestoso bouquet di Sky, c’è Sky Arte.

Su Sky Arte ho apprezzato tanti “Speciali” dedicati, per esempio, ai Depeche Mode e ultimamente anche il reality “Master of Photography” che ho seguito con parecchia attenzione anche perchè, a differenza del ben più noto cooking-show “Masterchef”, sicuramente capisco più di Apertura di Diaframma piuttosto che di apertura di una sogliola.

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Fra acqua brodosa e Miss Logorrea.

Le ferie sono finite e quasi tutti siamo tornati nei rispettivi ovili.

Le mie vacanze sono sempre diverse rispetto alle precedenti. Quali sono state le più belle ? sicuramente quelle da giovanissimo e quelle che verranno. Con questo voglio dire che non mi sono piaciute le vacanze estive 2016 ? assolutamente no ! sono stato tranquillo e sereno e, sinceramente, non pretendevo una virgola di più.

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Il femminicidio si può contrastare con l’Autostima (sottotitolo: Spegnete le fiaccole e accendete il cervello !)

Chi visita spesso il Pianeta Mobys, sa benissimo che in queste pagine difficilmente trova articoli scritti in modalità “politically correct“, anche perché, fra i mille difetti che ha l’autore di questo blog, c’è il non riuscire, nemmeno sforzandosi, a seguire la massa, a cavalcare l’onda e ad essere uno dei tanti che accende virtualmente una candela per sentirsi particolarmente vicino ad un popolo vittima di un evento atmosferico catastrofico oppure a persone che hanno subito violenze e lutti.

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Papa Francesco è un grande ! (detto da un non cattolico).

E’ sbagliato essere attaccati a cani e gatti e ignorare i vicini“. Questa tipica frase da Mobys, sapete da chi è stata pronunciata ? dal Papa ! Il Pontefice non ha puntato il dito nei confronti di chi possiede un animale ma sull’eccessiva attenzione che viene spesso rivolta agli animali domestici, accompagnata all’indifferenza verso il prossimo. “Quante volte – da detto Papa Francesco – vediamo gente tanto attaccata ai gatti e ai cani ma che non si sognano do aiutare il vicino o la vicina di casa ? La pietà non va confusa con la compassione per gli animali che vivono con noi, accade infatti che a volte si provi immenso amore nei confronti degli animali e si rimanga indifferenti di fronte alle sofferenze dei fratelli” (Vedi articolo de LaRepubblica.it ).

Sante parole. Parole che io, nel mio piccolo, chilo in più, chilo in meno, pronuncio da anni. Vomitevoli certi commenti letti in calce alla notizia ovviamente diffusa dai vari siti come TgCom o LaRepubblica.it. “Questo Comunista non mi è mai piaciuto ! Dopo le esternazioni di oggi contro gli animali, mi piace ancora meno !”. Già definire “comunista” un Papa è da coglioni, ma pazienza … ci vuole tanta pazienza.

Ahimè, temo che non ci sia speranza. Facebook ci ha talmente “pecoronizzati” dal dover essere sempre tutti d’accordo con tutto. Dobbiamo sempre farci piacere ciò che già piace, perché se a venti persone piace, chi sono io per dire che invece fa cagare ? Il Blog del Mobys ? Ma cosa me ne importa ? c’è da commentare il link sulla dieta rivoluzionaria a base di cicoria e porri ! Non ho tempo per quello sfigato !

Il Papa non ha detto che bisogna maltrattare o abbandonare gli animali, ha detto una cosa che qualsiasi persona dotata di un minimo di intelligenza potrebbe e dovrebbe capire al volo: va benissimo avere animali domestici a casa, ma ricordiamoci delle Persone ! Lo so, per molti di voi questo è un concetto scontato, ma credetemi, vedo troppo spesso l’incredibile sbilanciamento nei confronti dell’animale eletto a “miglior amico dell’uomo”: Stocazzo !

Io ho amici, nella cosiddetta “bassa veronese” (ovvero la migliore zona della provincia di Verona dal punto di vista della qualità delle persone. Fonte: “Centro Studi Bicienzu”), che hanno canazzi, ma sono persone splendide, sono persone che ti spalancano la porta di casa e del cuore se hai bisogno di qualcosa. Purtroppo non sono tutti così e molti dimenticano che amare gli animali non deve pregiudicare il rapporto con le persone. Mi rendo conto che è bellissimo convivere con un animaletto che vi è fedele, ma state pur certi che se avete qualche problema, verrà in vostro soccorso un amico, non certo il criceto.

Il miglior amico dell’uomo è l’uomo stesso (cit. Mobys). Non importa se abbiamo incontrato dieci stronzi nella nostra vita, non può essere che la gente sia tutta da buttar via, evidentemente stiamo commettendo l’errore di cercare nella direzione sbagliata (o semplicemente di cercare, che poi è l’errore per esempio che feci io cercando la morosa) !

Leggo recensioni negative di ristoranti scritte da personcine che non si lamentano per la qualità del cibo, bensì perché “non fanno entrare i nostri amici a quattro zampe”. Io l’altra volta mi sono rovinato il pranzo perché qualche tavolo più avanti al mio c’era un amichetto a quattro zampe che rendeva l’aria puzzolente. Avete tutto il diritto di avere un cane e andare a magnar in un ristorante ma io, se permettete, ho anche diritto di mangiare senza sentire quel fetore ! Perché il tuo diritto è superiore al mio ? Hai scelto di avere un canazzo di grossa stazza ? devi accettare l’idea che in quel ristorante non ti facciano entrare ! Non è un loro capriccio ma qualcosa che ha un senso, come ha avuto senso, qualche anno fa, abolire il fumo dentro i locali. Tu non andrai più in quel ristorante ?  Pazienza ! la vita è bella perché offre tante chance ! Puoi fare anche l’animalista del minchio, ma devi accettare l’idea che le persone che vogliono mangiare in un ambiente più igienico sono di più ! A casa tua puoi goderti tutto il puzzo che vuoi, io al ristorante ho diritto di sentire l’odore dei cibi, non quel tanfo vomitevole.

Per non parlare del fatto che “la legge dice che i cani, in orario diurno, hanno pieno DIRITTO di abbaiare”. Stocazzo parte seconda ! Del resto i cani hanno il problema del lunedì, della sveglia all’alba, dello stress, del fatto di arrivare o meno alla pensione, del capo che urla o della capa stile Demi Moore che ti fa trovare sulla scrivania un pizzino con la scritta “scopami stronzo !”, ecc.

Ci vuole il buon senso, come in tutte le cose. Nella maggior parte dei casi, gli animali rovinano la vita agli altri perché sono semplicemente maleducati. I cani per certi versi sono come i bimbi. Non esiste un bimbo maleducato in quanto bimbo, esiste un bimbo che rompe il cazzo perché i genitori sono esseri mediocri.

Il messaggio del Papa mi è sembrato alquanto lineare e semplice eppure, anche in questo caso, c’è gente che ha da ridire, ci sono sempre i “talebani mentali”, quelli che difendono la propria idea arroccandosi e difendendola a qualsiasi costo ! Adottano l’infallibile sistema del “razzismo all’incontrario”: “tu ce l’hai con me perché sono negro”, mi disse un ex collega. Gli andò male, perché aveva davanti l’unica persona al mondo che vede esclusivamente altre Persone, fregandosene altamente se sono neri, gialli, gay, troie, lesbiatane, ecc. “Io ce l’ho con te perché sei rincoglionito”, gli risposi, ma tanto lui era già apposto perché aveva l’alibi del negro e tutto ruotava attorno a quella scusa. La stessa cosa, ripeto, è accaduta dopo la frase del Papa. “Non si odiano gli animali” ! Ma cosa c’entra ? chi ha detto che è sbagliato avere un animale domestico ? I miei vicini hanno dei gatti, l’amore verso gli animali è sacro, intanto però scagazzano nel mio giardino ! E’ giusto così ?  Ci vuole anzitutto e SEMPRE il rispetto per le persone, se poi tu sei un cane peggio del tuo cane, allora go poco da dir.

E allora, amici miei, amate gli animali, ma non dimenticate che avere un Fuffi a casa non vuol dire escludere un Fuffo o una Fuffa-persona. Le persone sono insostituibili, non possiamo colmare le nostre lacune sentimentali-psicologiche-ecc., con un animale domestico. L’egoismo, e più in generale i problemi, non si risolvono adottando qualche Sfigatto o qualche cane. Piuttosto amatevi e moltiplicatevi ! Prima di pensare di adottare un canazzo bau-bau, riflettete sul fatto che a livello di ricerche su google “non riesco a venire” è secondo solo a “non riesco a dormire” e prima di “dimagrire”, “studiare” e “trovare lavoro” 🙂 !

Alla prossima e scusate gli errori.

P.S. Questo è il primo articolo pubblicato su pianetamobys.com. Ho deciso di acquistare il dominio, pur non avevo mai avuto quel minimo sindacale di lettori / commenti / condivisioni, ecc. , perché il blog (come la fotografia, i Depeche Mode e l’Avellino), è una mia grande passione e mi piaceva l’idea di avere un dominio raggiungibile più agevolmente. Voi comunque non preoccupatevi: pensate sempre alla cicoria ! 🙂

 

I veri problemi dei single.

Coldiretti, con un tatto simile a quello di un colonnello nazista, nel giorno di San Valentino ha reso nota un’analisi basata sui dati Istat. Secondo tale interessantissimo studio, chi vive da solo deve far fronte ad un costo della vita superiore rispetto a chi vive in coppia o in famiglia.

Ho sempre creduto che il massimo dei sogni fosse quello di vivere nella casa del Mulino Bianco oppure di farmi un APE in spiaggia in compagnia di un  gruppo di ragazzi festosi e sorridenti che, a loro volta, abbracciano delle gnocche stratosferiche, invece no ! Non potevo certo immaginare che, il 14 febbraio, subito dopo sveglio, avrei letto, tramite il sito di TGCOM24, che il carrello per un single costa in media 274 euro al mese contro i 190 di una famiglia di 2-3 persone. Le spese per l’abitazione ? pesano addirittura il doppio.

Dopo questa botta di vita immaginate come abbia affrontato quel drammatico giorno, cascato peraltro di domenica. Mi illusi che l’incazzatura mi sarebbe passata andando a mangiare Sushi, ma ciò purtroppo rappresentò un’autentica zappa sui piedi. Il ristorante era pieno di coppie che, bacchette in mano, si passavano il sushi uno con l’altra, “amore prova questo”, “tesoro che ne pensi di quest’altro ?”, “pucci pucci che ne pensi del mio sushi ?”, “E se a casa ti cospargessi il corpo di salsa di soia ?“, ecc. ecc. Non so il perché ma, secondo me, il pranzo o la cena a base di sushi, provoca un aumento esponenziale dell’appetito sessuale della coppia. Del resto, è difficile immaginare certe performance dopo aver mangiato un chilo di fiorentina…

Siamo davvero una categoria di poveri sfortunati ? Vivere da single costa di più rispetto ad una vita da accoppiati ? Ci ho pensato parecchio mentre, in sella al mio cavallo Belfast, percorrevo i sentieri del Monte Baldo, alla ricerca di qualche sporco pellerossa che sicuramente ancora vivacchia in queste zone.

La Coldiretti ha fatto uno studio basato sui numeri e quindi c’è poco da discutere. Dal mio punto di vista, credo che le disgrazie siano altre, e non mi sto riferendo alle menate smielose derivate dal non trovare l’altra metà della mela.

In base alla mia esperienza di single incallito, posso dire che ci sono vari aspetti che mi infastidiscono. In primo luogo, non hai un confronto continuo con una persona che ti sta accanto. C’è chi vive in famiglia, ma genitori, fratelli, sorelle ed amici non possono sostituire una persona a cui passi il sushi e che sa se ti piace farlo strano o se urli mentre lui ti uccella. Di conseguenza, non avendo una valvola di sfogo (in ogni senso…) le incazzature lavorative ti rimangono tutte dentro.

Abbandonando il discorso pissicologico da 1 euro e 20 centesimi, devo dire che la prima cosa che mi infastidisce del mio status è legata alle vacanze. Partire in due è più bello perché si condivide qualcosa ma è anche conveniente dal punto di vista economico perché la camera doppia costa meno di quella singola. Qualsiasi offerta troviate nei volantini dei supermercati è riferita al classico “soggiorno per due persone”.

Lo scorso week end guardavo sbavando i pacchetti di viaggio che si trovano nei centri commerciali. “Fuga dalla città”, “Due Notti a spasso in Europa, “Cene da chef”, per citare solo tre dei pacchetti che prenderei al volo. Ah ma non posso, in fondo c’è scritto “Per DUE persone”. E vaffanculo ! Si, potrei comprare il pacchetto e andarci da solo, ma non è molto divertente come idea. E’ un po’ come comprare un coupon di Groupon. Ieri mattina lessi “Tris di Risotti in Valpolicella”. Bello ! Ah, ma è per due persone ! Anche in questo caso potrei andarci da solo, ma immaginate il cameriere che mi vede entrare nel locale. “Buongiorno avrei un coupon per due ma sono solo. Mi spettano porzioni doppie ?”. “Prego sig. sfigato, si accomodi in questo bellissimo tavolo vista cesso”.

Ho parlato di risotti. Senza pensare a qualcosa di complicato come i viaggi (io, come sempre, sto portando l’argomento sul puro cazzeggio, perché so benissimo che si può partire o andare a cena con un semplice amico !), vi sembra corretto che in qualsiasi ristorante non si possa ordinare un risotto perché nel menù c’è scritto “Minimo due persone” ? E questo povero cristo del Mobys, quando lo può mangiare un risotto ? Eh ma sai c’è mantecatura, per una sola persona è complicato, ecc. Ma ragazzi, nell’epoca dei robot che cucinano anche le animelle gratinate, è mai possibile che ancora non si riesca a superare questo cazzo di scoglio ? C’è chi addirittura ha vinto Masterchef pensando di cuocere le arancine senza riso ! E’ mai possibile che io debba essere costretto a invitare la mia amica-prostituta Svetlana a cena solo per mangiare un misero risotto al tastasal ?

Insomma, i problemi sono tanti. Sto escludendo gli acquisti compulsivi tipici dei single. Ieri notai sopra la mia lavatrice una scatolina di “RISOLVO !”. Ho pensato “ma che cazzo è sta cosa ? Ma quando l’ho comprato ? ma soprattutto: PERCHE’ ?”. Poi mi sono ricordato: è un prodotto (FONDAMENTALE nella vita di ogni persona…) che elimina gli odori e rimuove il calcare e i residui di detersivo. “Risolvo ! cura lavatrice mantiene le varie componenti pulite ed efficienti, per una perfetta manutenzione che si traduce anche in un risparmio di energia“. Sticazzi ! Ma cosa mi passava per la testa quando misi questa scatola IMG_5095.jpgnel carrello ? Proprio io che ho amici i quali mi prendono in giro perché anni fa ho comprato un “Soffiatore-Aspiratore-Tritafoglie” pur non avendo né giardino né un albero (in realtà nella mia testa volevo soffiare la POLVERE che risiedeva fra i ciottoli del posto auto…). Per non parlare dei seicento tipi di mocio lavapavimenti acquistati. Ho cambiato più moci che ragazze: supermocio, rotomocio, mop, semplice a strisce gialle, a strisce blu, sintetico, in microfibra, quello super speciale che si strizza mentre lo passi, ecc. ecc.

Eh si, è proprio dura la vita da single ! Ma del resto non possiamo avere tutto dalla vita: o hai tutta la libertà di questo mondo, oppure ti tocca sorbire una probabile/possibile D.S. (donna Scassaminchia, marchio registrato dal Mobys) che, specie quando è nella fase pre ciclo, ti porta a pensare: ma perché le donne non hanno una valvola tipo bambola gonfiabile ? 🙂

Nuove “Reactions” su Facebook : quando un clic è comunque meglio del silenzio…

Mark Suchenberg mi scrisse una email verso fine novembre. Lo ricordo ancora oggi perché in quel periodo “festeggio” (ancora non ho capito se autoironicamente o con cognizione di causa) il mio approdo in terra veneta, avvenuto il 20 novembre del 2001.

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L’uomo che sussurrava ai criceti.

Sono stato invitato da Marco, un bravo ragazzo conosciuto nell’azienda dove lavoravo parecchi anni fa, ad andare a mangiare insieme un kebab. Nel messaggio c’era scritto: “Mobys, tu che sei un esperto, non puoi non provare un mega kekab infinito. Lo preparano in un posto appena fuori Verona. Ti ci vuole un mese per terminarlo !”.

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Un Masterchef (edizione 5) nordico in cui Rubina fa innamorare mezza Italia. 

Ci risiamo: non appena trovo la donna dei miei sogni, diventa popolarissima e addio Mobys ! Scherzi a parte, eccoci qua a parlare della quinta edizione di Masterchef. Il mio precedente articolo, pubblicato il 6 marzo del 2015 (Amaro Masterchef), era amaro come il suo stesso titolo, adesso parliamo invece di qualcosa di positivo.

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Quel Natale un po’ “piccante”…

Il Natale, per me, è stato sempre sinonimo di ferie ma anche di ritorno a Palermo. Tuttavia c’è stato un anno in cui, per problemi lavorativi, non avendo ferie a disposizione, trascorsi le festività in terra veneta. Non era un dramma per me, anche perché avevo appena comprato casa, mi piaceva l’idea di festeggiare a casa mia, ma soprattutto, da qualche mese, frequentavo tal Alessia di Borgo Trento.

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Il Caos Calmo del Mobys.

Vi capita mai di avere il tempo e la possibilità di riflettere ? Non mi riferisco al partorire chissà quali pensieri filosofici recitando la parte del poeta, del rivoluzionario o del poeta-rivoluzionario, ma a pensare a cosa avete attorno o a cosa vi è capitato in passato. A me capita di sedermi su una panchina e pensare “ai cazzi miei”, lasciando che il cellulare continui a vibrare in tasca a seguito delle notifiche di Flickr e staccando quindi davvero la spina, da tutto e da tutti. Poco importa se la panchina, come scrissi nel post precedente, si trovi dentro un centro commerciale o a mezzo metro dal magico scenario offerto dal Lago di Garda. Io la chiamo “panchina Caos Calmo”, perché la scena del Mobys seduto mi ricorda tanto il mio amatissimo Nanni Moretti in uno dei suoi meravigliosi film (“Caos Calmo” del 2008, tratto dall’omonimo romanzo del sempre mitico Sandro Veronesi, premio Strega 2006).

coverL’altro giorno mi soffermai qualche minuto ai bordi di una strada, esattamente a pochi metri da un guardrail completamente distrutto a seguito di un incidente avvenuto qualche mese fa. Ero sconvolto perché il guardrail era piegato su se stesso come se fosse di cartone e mi vennero i brividi al pensiero che era stato ridotto in quello stato a seguito del violento impatto fra la macchina di una ragazza (una delle tante vittime della strada di cui sai che sono in coma ma di cui poi non si sa più nulla; ho sempre detto che manca un telegiornale basato sul “come è andata a finire” e non solo su “come è andata oggi”) e un camion.

Brividi che si associano ad una tristezza indescrivibile pensando che questo incidente è avvenuto a dieci metri dal luogo dove ha perso la vita il mio migliore amico. Non è mia intenzione scrivere un post triste dove racconto la mia vita e narro degli episodi che hanno rappresentato dei pugni sullo stomaco, ma pensavo al fatto che “tutto scorre”, “tutto passa”, nel bene o nel male, ed è logico che sia così, non c’è alternativa, non sto certo scoprendo l’acqua calda ! C’è l’incidente, arriva l’ambulanza, la polizia per i rilievi, c’è la corsa all’ospedale (quando c’è ancora da correre …), poi interviene la squadra che pulisce, la strada viene riaperta e si riprende a circolare. Altri milioni di macchine passeranno da quel punto e dentro ognuna di esse c’è una storia, c’è una persona che va a lavorare, c’è una che ha litigato col marito, ecc. ecc.

Tutto passa … Per forza ! La vita continua, ti dicono sempre. Muore un familiare o un amico e c’è ben poco da fare, la vita continua. C’è chi ha la fortuna di avere una Fede e allora, armati di rosario e di mille preghierine, va avanti trovando un minimo di consolazione. Chi è ateo come me, deve “correre” sempre, alla Forrest Gump, perché non appena poggia il suo deretano su una panchina, magari per ammirare il lago, viene assalito dai ricordi.

Spesso si piange e si ride nello stesso tempo. Un po’ come quando piove anche se c’è il sole. Si piange perché, come disse un mio cugino (fu l’unica frase sensata che ho sentito durante il funerale di mio padre), “non ci si abitua mai al distacco”. Si ride perché ti ricordi gli aneddoti divertenti.

Ci sono due categoria di persone. Ci sono i “jenny la carogna de noialtri”, come un tecnico telefonico super tatuato che ho conosciuto un anno fa: mi raccontò di aver perso un amico (lui non sapeva ovviamente della mia storia) e che da allora la sua vita cambiò radicalmente. Aveva perso 40 chili e iniziò a trombare come un riccio. So che può sembrare assurdo, ma in effetti il nesso c’è. Passi dalla grande tristezza per la perdita di una persona cara, al massimo della vitalità (anche se su questo potremmo discutere…), ovvero la scopatina. La perdita dell’amico, per “Jenny”, servì da spinta per vedere la vita in maniera completamente diversa. Una vita da “fotti fotti che Dio perdona a tutti”, come si dice a Palermo.

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Carlo Levi, “Monografie”

Nel mio caso è andata e sta andando molto diversamente. In primo luogo perché è venuto a mancare un importante pilastro mentale che ha rappresentato un mio fedele compagno per 40 e passa anni, ovvero la convinzione che, prima o poi, gli ultimi saranno i primi. Il mio amico era “sfigatello”, non come persona, ma proprio a seguito di eventi avvenuti durante la sua vita. Eravamo due giocatori convinti che, prima o poi, sarebbe arrivata la chiamata da una squadra di Serie A. Invece io sono rimasto in serie D e lui … ha proprio smesso di giocare. In secondo luogo, c’è sempre la solita storiella del “ti accorgi di quanto era importante una persona quando non ce l’hai più affianco”. Anche questo è un fatto vero. Ad un certo punto ti manca l’aria, ti guardi attorno e pensi “ma la parete dove mi sono appoggiato sino ad oggi, dove cazzo è andata a finire ?” (questo succede soprattutto quando si perde un genitore). Arranchi, cerchi di trovare un punto di riferimento, ma non c’è, non c’è più. Le persone sono insostituibili, specie se sono uniche, specie se sono i tuoi più grandi amici ai quali sino al giorno prima della disgrazia gli raccontavi ogni pelo della tua vita. E’ come se, intenti a dipingere un quadro, vi venisse a mancare un colore. Come puoi farne a meno ? Come puoi accettarlo ? Inoltre inizi a notare tutti i difetti di coloro che ti stanno attorno. Vedi nero ciò che sino a qualche tempo prima era colorato.

Ma tutto passa. In quella strada si continua a circolare (e ahimè, come detto, a sbattere), in quella merda di lastra di marmo della camera mortuaria saranno adagiati tanti altri poveri cristi, come tanti altri poveri cristi sono stati adagiati prima del vostro caro defunto. Così è la vita, del resto, come detto, non abbiamo alternativa. Bisogna continuare a “combattere”, se non altro in onore di coloro che non sono più su quel campo di battaglia che è la vita. Guai a farsi prendere dallo sconforto. Spesso mi immagino il mio amico che mi dice “zio can Vincè, fai pure quella cosa, tu che puoi, fallo anche per me, che passo tutto il giorno a bere caffè con San Pietro”.

E allora divertitevi con le persone che vi stanno accanto, amici o compagni di vita che siano. Non è una frase “porta sfiga”, figuratevi (poi se avete sta malattia, non posso farci nulla !!). Non state appresso a quelli che definisco “talebani dell’ottimismo” perché le persone che vi dicono “fuori tutto è magnifico” sono i primi ad avere grossi problemi. Spacco tutto a destra, spacco tutto a sinistra, e poi si fanno di cocaina. Evitate anche gli ultra negativi, perché quelli sono praticamente degli zombi.

Spesso, anzi spessissimo, non abbiamo la percezione del valore delle persone che abbiamo a portata di mano. Sogniamo Leo Messi mentre abbiamo in rosa Roberto Baggio e non ce ne rendiamo nemmeno conto. La vita DEVE essere allegria e spensieratezza, finché la sorte ce lo consente. Io ho avuto la fortuna di “giocare” con un fuoriclasse e le sue “prestazioni”, i suoi insegnamenti, i suoi modi di fare, insomma, tutto ciò che lo riguarda, nel bene o nel male, me lo porterò per sempre nel mio cuore, ben consapevole che bisogna andare avanti ma che determinate persone, ripeto, non sono sostituibili con niente e nessuno.

Washington Irving ha detto: “C’è qualcosa di sacro nelle lacrime. Non sono un segno di debolezza ma di potere. Sono messaggere di dolore travolgente e di amore indescrivibile“.