Una nuova amica: la chitarra di James Taylor

Tra i miei canali preferiti del maestoso bouquet di Sky, c’è Sky Arte.

Su Sky Arte ho apprezzato tanti “Speciali” dedicati, per esempio, ai Depeche Mode e ultimamente anche il reality “Master of Photography” che ho seguito con parecchia attenzione anche perchè, a differenza del ben più noto cooking-show “Masterchef”, sicuramente capisco più di Apertura di Diaframma piuttosto che di apertura di una sogliola.

In una delle mie tante “performance zappinghistiche” beccai un tizio che deliziò il mio palato auricolare all’istante. Insomma fu amore a prima vista. Mi chiesi, con la solita eleganza che mi contraddistingue: “Cu minchia è ??” e vidi che si trattava di uno speciale dedicato a tal James Taylor, un cantante americano famosissimo e che spopolò soprattutto negli anni 70.

Poggiai il telecomando alla sinistra del padre e restai colpito dalla musica di questo cantante di Boston di cui sconoscevo totalmente l’esistenza. Ammetto di essere stato (e di essere) sempre molto “chiuso” a livello musicale, cioè difficilmente mi entusiasma qualcosa non partorita dai Depeche Mode o da Tiziano Ferro. Per carità, nella mia lista “Superpreferite del Mobys” di Spotify c’è di tutto, ma da qua ad ascoltare un intero CD di un cantante o di una cantante a me sconosciuto/a, ce ne vuole. In pratica ho quello che chiamerei “blocco dell’ascoltatore”.

Con James Talylor ho riscoperto il piacere di sentire musica. L’altro giorno, mentre tornavo dal lavoro, pensavo addirittura di intitolare questo post “Ascolta Taylor e fai pace col mondo”, perchè da quando la sua musica fuoriesce dagli altoparlanti della mia spettacolare autovettura, sono di ottimo umore. E allora qua subentra il classico dubbio Marzullo-Style: può la musica aiutarti a vivere meglio la vita ? sicuramente si !

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James Taylor

Subito dopo aver visto lo speciale su Sky, mi precipitai, col mio solito passo elefantesco, verso il Mac e vidi cosa mi propinava e proponeva Amazon. Acquistai, senza avere il benchè minimo dubbio, una sorta di mini Greatest Hits, ad un costo ridicolissimo (mi pare addirittura inferiore ai 5 euro). Non volevo “scommettere” più di tanto, ero convinto che “tanto dopo un paio di canzoni farò eject e butterò fuori dal finestrino il cd come vorrei fare con i bimbi scassaminchia“. Scelsi financo la famosa spedizione “morto di fame”, ovvero quella che costa zero, la quale consiste nel farsi tirare addosso il pacco dal corriere (se lui si ferma e scende dal furgone sei squalificato e paghi la penale !).

Incredibile ma vero, mi piacquero tutte le canzoni. Le sentivo una ad una, non skippavo, non abbassavo il volume. Questo continuo passare dal country al rock, dal blues al pop, lo rendono perfetto per i miei gusti ! Tutto ciò, come dissi pocanzi, mi metteva di ottimo umore. James Taylor e la sua chitarra mi hanno trasmesso gioia, serenità, allegria, voglia di cantare come un pirla sotto la doccia.

Superato l’esame, voglio andare avanti, voglio di più, ho “fame” della chiatarra di questo bostoniano del ’48; insomma ho capito che Taylor mi piace ! Entro alla Comet e do un’occhiata al reparto cd, anche perchè è domenica e il mio animo gentile mi dice che, se entro in un centro commerciale, quantomeno devo comprare qualcosa, non rompere solo le palle ! Vedo un’altra Greatest Hits, stavolta di due bellissimi cd, afferro il malloppo e vado alla cassa.

Morale della favola ? Da luglio ascolto solo James Taylor. Sono contento anche perchè ho sfatato una sorta di maledizione, cioè credevo e temevo davvero di non riuscire ad apprezzare qualcosa che non fosse stato prodotto dai Depeche Mode, “colonna sonora della mia vita”, come disse il mio grande fratello in una sua rara perla filosofica ! 🙂

Le mie preferite ? “My traveling Star”, “Never die young” e “Hard Times come Again No More”, ma vi posso garantire che mi è davvero difficile trovare la superpreferita, mi piacciono tutte (questo vuol dire che o mi piace davvero la sua musica in tutte le sue sfaccettature, o sono stati bravissimi ad inserire le 35 canzoni di questa collezione “The Essential”).

Se avete tre minuti di tempo e soprattutto volete, ripeto, far pace col mondo, ascoltate questi capolavori.
Vi lascio col video live di “Never die young”. Spegnete la luce della vostra stanza, girate il display del cellulare verso la scrivania per un attimo (che tanto non si muore), alzate il volume del vostro computer e ditemi se non vi emozionate…

 

 

Fra acqua brodosa e Miss Logorrea

Le ferie sono finite e quasi tutti siamo tornati nei rispettivi ovili.

Le mie vacanze sono sempre diverse rispetto alle precedenti. Quali sono state le più belle ? sicuramente quelle da giovanissimo e quelle che verranno. Con questo voglio dire che non mi sono piaciute le vacanze estive 2016 ? assolutamente no ! sono stato tranquillo e sereno e, sinceramente, non pretendevo una virgola di più.

Sono contento anche perché ho chiuso il cerchio. Nella mia vita sono partito da solo, con un gruppo di amici, con una coppia di amici, con un singolo amico e con la morosa. Insomma, ho provato diversi modi di vivere le ferie e diversi tipi di compagnia. Quale rappresenta il migliore ? Non saprei, come dico sempre c’è qualcosa da prendere in qualsiasi esperienza si faccia.

In questo momento, a due settimane circa dalla fine delle mie vacanze, penso che la cosa più importante sia non trascorrere delle ferie incubo. Per esempio io non posso ricordare piacevolmente l’estate di qualche anno fa, quando decisi di partire con il mio amico Nicola alla conquista di Rimini e di tutte le gnocche possibili ed immaginabili.

L’errore che si commette spesso, è quello di considerare un Amico, quindi un partner infallibile, colui con cui trascorri qualche ora il sabato sera. In vacanza è tutto diverso, basta mezza giornata di condivisione della stanza per notare difetti che non avevi notato in anni di scorribande serali. Nicola si rivelò una pessima compagnia, era alquanto pesante, soprattutto perché trovava da ridire su ogni cosa che si faceva e su ogni posto dove si mangiava (troppo caro, si mangia male, le cameriere sono brutte, la pasta è scotta, il prosciutto non è crudo abbastanza, qua dentro mi sento più affumicato di una braciola di maiale, ecc.). Altro che femmine e champagne ! Inoltre (ma questo lo sapevo già prima di partire) eravamo esattamente all’opposto a livello di R.S.S. (Ricerca Scopo Scopistico): lui puntava qualsiasi donna, seguendo il vecchio principio “basta che respiri”, io anziché guardare culi e tette, mi innamoravo della tipetta con occhialini che sfogliava un romanzo dentro una libreria, posto dove mi rifugiai per qualche ora perché altrimenti gli avrei staccato la testa. Malgrado i suoi difetti, oggi invidio Nicola: lui si è sposato, mentre io continuo ad annoiarmi, pur avendo provato svariate posizioni del kamasutra con le mie ultime Partners.

Anche le ferie in gruppo non furono un granché, eccezion fatta, ripeto, per il periodo adolescenziale o comunque under 25. Mi ricordo qualche anno fa, quando partii con due ragazzi e due ragazze. Eravamo cinque amici. Secondo me, partire con donne che non sono legate con i membri (in senso buono, non siate maliziosi !) del gruppo, non ha molto senso. Se trovano altri “masculi” ci resti un po’ male, se si mettono nei guai ti senti in dovere di intervenire; inoltre non puoi nemmeno provarci perché c’è la regola dell’amico ! In definitiva, partire con donne che sono solo amiche è solo una rottura di minchia.

Come ho già detto mille volte, la donna è D.S. (Donna Scassaminchia) di suo, se poi vi portate l’amica in vacanza fate un autogol clamoroso. Un po’ come se, quando siete insieme alla vostra compagna, osate scegliere il posto in spiaggia ! Non fate mai questo errore imperdonabile, fate scegliere sempre lei. Idem per quanto riguarda la cassa dove pagare la spesa. Ci sono cose che DEVONO fare loro, altrimenti trascorrerete ore a sentirla brontolare sul “perché ti sei messo qui, che ci sono sassi grossi ?” o sul fatto che “alla cassa numero 8 c’era meno gente, io proprio non ti capisco, io proprio guarda … “, ecc.

Torniamo alle vacanze in gruppo. Quell’anno andammo in Toscana, ovvero nella mia regione preferita, dove infatti tornai da solo l’anno scorso. Con noi c’era tal Maurizio, detto “Sorbola” (non chiedetemi il motivo), che era il classico tipo che ritiene di essere il simpatico della compagnia, il “se non ci fossi io vi annoiereste a morte”, il Jerry Calà de noialtri. Invece faceva cagare. E non ve lo dice uno che è sempre molto critico di suo, ma lo dicevano anche gli altri. Del resto il suo cavallo di battaglia era quello di attribuire soprannomi stile indiani dei fumetti, a chiunque. Per qualche giorno mi son dovuto sorbire le sue “perle”: ricordo ancora “la donna dal clitoride grande”, “l’uomo della grossa pancia”, “la piccola piccole tette”…

Per il resto che dirvi ? tornando a queste ultime ferie, come sempre mi è piaciuto stare in spiaggia a rilassarmi e a fare ciò che mi viene più naturale. Perché avete pensato subito alle scorreggie ? mi riferivo all’osservare gli altri, soprattutto nella prima parte delle ferie, quando a Cefalù, essendo da solo, era quasi scontato fantasticare o analizzare il comportamento altrui. Le figure sono sempre le stesse, le persone ovviamente cambiano, ma gli atteggiamenti in spiaggia si ripetono, anno dopo anno.

E così abbiamo i due pirla che continuavano ad usare la parola “Compà” (compare, una figura fondamentale in Sicilia) in ogni frase che dicevano, l’idiota che definì “brodoso” lo stupendo e limpido mare di Cefalù (ho capito che intendeva dire che l’acqua era calda, ma bastava dire calda !), per finire con due figure ultra classiche: il malato del meteo, che arriva in spiaggia, guarda il cielo e, malgrado sia azzurrissimo, dice “mi sa che oggi viene giù il diluvio” (cosa che ovviamente non avverrà), e Miss Logorrea, ovvero la tizia che non smette mai di parlare. Che poi ci sono certe campionesse del mondo che nemmeno immaginate. A Cefalù c’era una tizia che finiva di parlare dei suoi problemi fisici con una e subito dopo chiedeva all’altra come andava col lavoro. Mentre l’altra rispondeva, lei ovviamente inseriva le sue problematiche lavorative. Spuntavano i bambini e lei chiedeva “sei stato promosso ?”, ecc. Un incubo.

Ho chiesto ad un mio amico di inventare un’App che silenzia le persone. Molti non capiscono che a volte il silenzio è d’oro. Ovviamente enjoy the silence non vuol dire stare col cellulare in mano ! Parentesi: Chi mi inventa un’App che mi segnala se quella data auto è dentro quel dato parcheggio ? cioè io prima di parcheggiare, per esempio all’Auchan, vorrei sapere se ha posteggiato (o posteggerà mentre io sono lì) anche quella X persona che mi sta sulle palle. Non mi interessa il posto preciso (c’è la privacy !!), ma quantomeno sapere se c’è.

Tornando ai discorsi seri, come sempre l’oscar della spiaggia va ai miei adorati bimbi. Mi dispiace essere ripetitivo, ma essi rappresentano gli unici esseri umani che riescono sempre a cambiarmi l’umore non in meglio, ma in molto meglio. In questo momento ricordo un maschietto minuscolo, ancora nella fase pannolino, che, nelle sue intenzioni, voleva aiutare il padre a inserire il supporto dell’ombrellone sulla ghiaia. Con le mani faceva il gesto come se il suo apporto fosse fondamentale. Bellissima anche una piccola principessa che rompeva i coglioni allo zio alle prese col Sudoku: continuava a sparare numeri, convinta di essere di aiuto. “Io dico sei, cinque, metti quattro”. Protagonista hi-tech dell’estate è stata la macchina fotografica Go-Pro. Ne ho viste parecchie, molti ragazzi la sfruttano mentre si tuffano dagli scogli. Innumerevoli ovviamente i selfie e quelli che definisco “IperSelfie”, ovvero i selfie scattati da persone “leggermente sovrappeso”, i quali ovviamente puntano tutto sul colore degli occhi (e sulla simpatia …).

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Il mare di Draga di Moschiena (foto Mobys)

Due parole sulla Croazia. E’ la seconda volta che mi reco da quelle parti. Sono rimasto piacevolmente colpito perché in buona sostanza ti ritrovi con tre vantaggi: non sei distante dall’Italia, ti godi un mare che qui da noi è solo al sud e spendi cifre che non sono paragonabili a quelle italiane. Insomma ti fai una bella vacanza, senza dover ricorrere a prestiti o alla vendita temporanea di tua moglie. La Croazia è nettamente migliorata rispetto a quella che ho conosciuto nel 2009. Hanno fatto grandi progressi. Adesso vedremo cosa accadrà quando (e se, perché ancora non si ha una data certa) passeranno all’Euro anche loro. Inutile dirvi che, come spesso accade, la zona incide tantissimo, anche a livello economico. La mia sensazione è che i luoghi pieni di giovani siano più cari. Malgrado sia riuscito a beccare, per la seconda volta, un posto più per famiglie che per single, ho dei bei ricordi di Draga di Moschiena, di Abbazia e soprattutto di Backa.

Resto comunque dell’idea che ogni anno bisogna cambiare, non mi riferisco esclusivamente alla Croazia ma parlo in generale. La vita è troppo breve per farsi più di un periodo di ferie nello stesso posto. Gli unici posti dove tornerei ben volentieri sono Londra e Roma, per il resto, per un “folle ricercatore di emozioni” come il sottoscritto, è sempre opportuno puntare su nuovi lidi e nuove compagnie. La noia mi annoia.

 

 

Il femminicidio si può contrastare con l’Autostima (sottotitolo: Spegnete le fiaccole e accendete il cervello !)

Chi visita spesso il Pianeta Mobys, sa benissimo che in queste pagine difficilmente trova articoli scritti in modalità “politically correct“, anche perché, fra i mille difetti che ha l’autore di questo blog, c’è il non riuscire, nemmeno sforzandosi, a seguire la massa, a cavalcare l’onda e ad essere uno dei tanti che accende virtualmente una candela per sentirsi particolarmente vicino ad un popolo vittima di un evento atmosferico catastrofico oppure a persone che hanno subito violenze e lutti.

Potrei farlo. Sicuramente seguire la massa, assecondare, versare lacrime ipocrite, mi farebbe ottenere più delle canoniche cinque visite ad ogni articolo scritto e mi consentirebbe anche di avere qualche “mi piace” in più dei canonici cinque che ottengo quando scrivo un post su Facebook. Ma Pianeta Mobys non è un giornale di regime, non mi interessa l’audience, non mi serve l’approvazione né della massa, né di talune persone più o meno amiche. Il Pianeta Mobys è un giornale leggibile da chiunque, il fatto che piaccia o meno, non mi renderà mai diverso, sia come Mobys che come Vincenzo, cioè dentro e fuori Internet.

Dopo l’ultimo evento delittuoso, avvenuto peraltro a pochi km da casa mia, è balzato alla ribalta delle cronache il problema del femminicidio, ovvero il fatto che ci sono tanti coglioni che uccidono la propria compagna o ex.

Premetto che secondo me è strano questo meccanismo legato a certi tipi di morte. Perché parlo di certi tipi di morte ? perché ho la netta sensazione che l’essere umano sia portato erroneamente a considerare la morte “evitabile”, e quindi suscettibile di rabbia, della non accettazione, ecc., oppure “giusta”, cioè inevitabile. In questo caso, in molti la prendono con filosofia: in fondo è morto di cancro, “pazienza, era giovane ma del resto il destino ha voluto così”, ” Vorrà dire che il Signore l’ha voluto con se“, ecc., e anche se versiamo ugualmente litri di lacrime, la prendiamo un tantino meglio.

Il femminicidio è considerata una morte “evitabile”, quindi genera rabbia, sconforto, fiaccolate, palloncini bianchi, augelli che volano in cielo come se fossimo ad un matrimonio, e magari s’ode financo una canzone di Ligabue. Nessuno parla di destino. L’incidente è frutto del destino, l’infarto è dovuto al destino, il cancro è il massimo della roulette chiamata destino e perfino la bombola di gas scoppiata nell’appartamento accanto è frutto del destino. Il femminicidio No. Molti pensano che si possa combattere, evitare, eliminare: ci vorrebbero le leggi, lo Stato deve tutelare maggiormente le donne vittime dei malati mentali di turno, ecc. ecc.

Perché la morte a causa della mano di un coglione provoca più sgomento rispetto a quella provocata dall’altro coglione che entra in un locale e spara a raffica ? Per il semplice motivo che l’uccisione legata ad un terrorista la consideriamo “frutto del destino”, mentre quella effettuata dal proprio compagno non riusciamo a capirla, perché è intollerabile essere uccise da chi ha condiviso con noi momenti di passione, magari anche di amore o addirittura da colui con cui abbiamo concepito figli. Riusciamo nell’impresa di considerare più intollerabile il femminicidio che l’infanticidio !

Dire cosa scatta nella mente di un uomo quando decide di uccidere la propria compagna, non posso certo saperlo, per questo ci sono studiosi e psichiatri che, nella loro inutile attività, quantomeno possono fornire una spiegazione che comunque non cambia lo stato dei fatti. La morte è morte e comunque sia avvenuta, hai ben poco da discutere. E’ come protestare dopo che l’arbitro ti ha fischiato un rigore contro. Che minchia protesti ? pensi che l’arbitro cambi idea ?

So per certo che qualcosa si poterebbe fare, fermo restando il discorso destino-roulette che feci prima. Va bene, magari dal punto di vista Stato, le denunce delle persone maltrattate dovrebbero essere prese maggiormente in considerazione. Tuttavia, lo Stato non può controllare ogni coglione che è fuori di testa, quindi la migliore arma resta evitare di avere a che fare con certa gente. Io non credo al fatto che l’uomo che uccide sia preso da raptus dopo aver condotto una vita amorevole, equilibrata e premurosa. Mi dispiace ma, nella mia ignoranza sociale (lo ammetto !) non ci credo.

Mi fa rabbia, tantissima rabbia, leggere di donne uccise dopo che lui ha chiesto un incontro “per chiarirsi” dopo tot mesi, dopo che lei ha accettato di incontrare il suo ex perché pensava che fosse cambiato, perché “in fondo lo amo ancora“. Mi fa rabbia, troppissima rabbia, questo ennesimo controsenso delle donne. Da un lato così intelligenti e dotate di metaforiche palle, dall’altro così prive di autostima da farsi menare o maltrattare dal proprio compagno anche a livello psicologico. Così pronte a chiudere la porta in faccia al Mobys perché magari non è figo ma così deboli da accettare di farsi calpestare da colui che, sicuramente ha meno chili di me, ma è altrettanto sicuramente una merda.

Lo capisco, non possiamo capire subito che quel tizio ha grossi problemi mentali, ma quando il tutto diventa evidente, figli o non figli, amore o non amore, uccello grosso o uccello lungo, bisogna troncare, al costo di andare a vivere a Scampia. Leggo troppe scuse sceme ! Scusate se mi permetto di giudicare persone che hanno sofferto, soffrono o hanno addirittura perso la vita. Sembrerò un cattivo, un pezzo di merda, ma mi dispiace, mi fanno incazzare certi atteggiamenti che poi portano puntualmente alle disgrazie. L’altro giorno una donna è stata violentata da tre magrebini. Non oso immaginare cosa abbia potuto provare quella poveretta per tutta la notte. Poi leggo “è stata attirata con un pretesto in un casolare abbandonato”. Ma porca puttana, cosa ti dice il cervello ? Quale può essere il pretesto ? Giocare a Cancassonne ? Parlare di cous cous ? Niente può giustificare la violenza ma mi sembra superfluo ribadire il concetto di prima: la porta non va tenuta sempre chiusa per qualcuno e spalancata per altri.

Ripeto, se seguissi l’idea che molti (la maggioranza ??) degli uomini hanno, ovvero se considerassi le donne degli esseri inferiori, allora tutto troverebbe una spiegazione. Ma non è così, e questo fatto di usare il bastone con le brave persone e la carota con dei pezzi di merda, mi fa stare molto male. Svegliatevi, non siate perennemente superficiali ! Per carità, poi, come già ribadito, quando il destino decide di prendervi e portarvi nella vigna del Signore (che poi nel mio caso, visto il mio amore nei confronti della vendemmia, preferirei per cortesia un oliveto; ho già fatto richiesta a San Pietro), c’è poco da discutere.

Qualcuno potrebbe obiettare: “Mobys, ragioni come il classico uomo che attribuisce la colpa dei misfatti alle donne stesse, come coloro i quali dicono che indossando la minigonna, si è andata a cercare lo stupro”. Non è così, io non sto dando colpe, cerco solo di dire che in tutto ci deve essere una misura, ci vuole oculatezza e soprattutto amor proprio.

Io vorrei parlare (ma non ce la posso fare, sono il blogger meno cagato della storia dell’Internetti …) con le persone che OGNI GIORNO soffrono perché vivono con bestie che le tormentano e che le violentano in ogni senso. BASTA ! La vita è una sola, smettetela di pensare che tanto ci saranno altre chance. Non c’è un altro 19 giugno 2016, non c’è l’occasione del riscatto, non ci sono trenta vergini lesbiatane che vi aspettano in paradiso, nell’Aldilà non ci sono arancine sempre calde servite da Santa Lucia in persona e vin santo per tutti: la vita è ADESSO !

Ogni volta che una persona muore dopo un femminicidio, NESSUNO sa nulla. Famiglia e amici erano all’oscuro di tutto. Porco can, perfino i bimbi sono capaci oramai di segnalare gli abusi subiti (ogni volta che un bimbo denuncia, stappo una bottiglia di ottimo champagne francese, ma che dico ? di ottimo prosecco veneto), fatelo anche voi.

Nessun uomo (a parte me) è un’isola, non esiste il “volevo ma non ho potuto”, “non avevo la forza”, “non ho trovato il coraggio”: non bisogna accettare passivamente tutto perché “vuol dire che merito ciò”. Possiamo avere le nostre piccole sfortune, possiamo condurre una vita insoddisfacente, ma una cosa è certa: non meritiamo di soffrire a causa di persone che ci considerano proprietà privata, giocattoli, esseri inferiori, cose, bambole gonfiabili in carne ed ossa. Non fatevi fregare da coloro che vi dicono che di solitudine si muore. Non è vero ! Amore non vuol dire che tu diventi di mia esclusiva proprietà, Amore non vuol dire che tu esci quando te lo dico io e che vedi esclusivamente le persone che dico io. Amore non è privarti della tua libertà, della tua dignità di essere umano prima e di donna poi.

L’altra volta scrissi un post sul Papa (ovviamente fra il non cagato e il non capito, come sempre …) sull’ENORME indifferenza che c’è in giro, specie al Nord Italia. Ecco, cercate di PARLARE con le persone che magari stanno soffrendo, anziché fare la seratina ipocrita con una fiaccola in mano. Godiamoci le persone finché esistono, anziché correre a piangerle quando è troppo tardi. E’ inutile fare donazioni all’Unicef se poi viviamo con i paraocchi.

Spegnete le fiaccole e accendete il cervello !

Sito web: “Stop al Femminicidio”

Papa Francesco è un grande ! (detto da un non cattolico).

E’ sbagliato essere attaccati a cani e gatti e ignorare i vicini“. Questa tipica frase da Mobys, sapete da chi è stata pronunciata ? dal Papa ! Il Pontefice non ha puntato il dito nei confronti di chi possiede un animale ma sull’eccessiva attenzione che viene spesso rivolta agli animali domestici, accompagnata all’indifferenza verso il prossimo. “Quante volte – da detto Papa Francesco – vediamo gente tanto attaccata ai gatti e ai cani ma che non si sognano do aiutare il vicino o la vicina di casa ? La pietà non va confusa con la compassione per gli animali che vivono con noi, accade infatti che a volte si provi immenso amore nei confronti degli animali e si rimanga indifferenti di fronte alle sofferenze dei fratelli” (Vedi articolo de LaRepubblica.it ).

Sante parole. Parole che io, nel mio piccolo, chilo in più, chilo in meno, pronuncio da anni. Vomitevoli certi commenti letti in calce alla notizia ovviamente diffusa dai vari siti come TgCom o LaRepubblica.it. “Questo Comunista non mi è mai piaciuto ! Dopo le esternazioni di oggi contro gli animali, mi piace ancora meno !”. Già definire “comunista” un Papa è da coglioni, ma pazienza … ci vuole tanta pazienza.

Ahimè, temo che non ci sia speranza. Facebook ci ha talmente “pecoronizzati” dal dover essere sempre tutti d’accordo con tutto. Dobbiamo sempre farci piacere ciò che già piace, perché se a venti persone piace, chi sono io per dire che invece fa cagare ? Il Blog del Mobys ? Ma cosa me ne importa ? c’è da commentare il link sulla dieta rivoluzionaria a base di cicoria e porri ! Non ho tempo per quello sfigato !

Il Papa non ha detto che bisogna maltrattare o abbandonare gli animali, ha detto una cosa che qualsiasi persona dotata di un minimo di intelligenza potrebbe e dovrebbe capire al volo: va benissimo avere animali domestici a casa, ma ricordiamoci delle Persone ! Lo so, per molti di voi questo è un concetto scontato, ma credetemi, vedo troppo spesso l’incredibile sbilanciamento nei confronti dell’animale eletto a “miglior amico dell’uomo”: Stocazzo !

Io ho amici, nella cosiddetta “bassa veronese” (ovvero la migliore zona della provincia di Verona dal punto di vista della qualità delle persone. Fonte: “Centro Studi Bicienzu”), che hanno canazzi, ma sono persone splendide, sono persone che ti spalancano la porta di casa e del cuore se hai bisogno di qualcosa. Purtroppo non sono tutti così e molti dimenticano che amare gli animali non deve pregiudicare il rapporto con le persone. Mi rendo conto che è bellissimo convivere con un animaletto che vi è fedele, ma state pur certi che se avete qualche problema, verrà in vostro soccorso un amico, non certo il criceto.

Il miglior amico dell’uomo è l’uomo stesso (cit. Mobys). Non importa se abbiamo incontrato dieci stronzi nella nostra vita, non può essere che la gente sia tutta da buttar via, evidentemente stiamo commettendo l’errore di cercare nella direzione sbagliata (o semplicemente di cercare, che poi è l’errore per esempio che feci io cercando la morosa) !

Leggo recensioni negative di ristoranti scritte da personcine che non si lamentano per la qualità del cibo, bensì perché “non fanno entrare i nostri amici a quattro zampe”. Io l’altra volta mi sono rovinato il pranzo perché qualche tavolo più avanti al mio c’era un amichetto a quattro zampe che rendeva l’aria puzzolente. Avete tutto il diritto di avere un cane e andare a magnar in un ristorante ma io, se permettete, ho anche diritto di mangiare senza sentire quel fetore ! Perché il tuo diritto è superiore al mio ? Hai scelto di avere un canazzo di grossa stazza ? devi accettare l’idea che in quel ristorante non ti facciano entrare ! Non è un loro capriccio ma qualcosa che ha un senso, come ha avuto senso, qualche anno fa, abolire il fumo dentro i locali. Tu non andrai più in quel ristorante ?  Pazienza ! la vita è bella perché offre tante chance ! Puoi fare anche l’animalista del minchio, ma devi accettare l’idea che le persone che vogliono mangiare in un ambiente più igienico sono di più ! A casa tua puoi goderti tutto il puzzo che vuoi, io al ristorante ho diritto di sentire l’odore dei cibi, non quel tanfo vomitevole.

Per non parlare del fatto che “la legge dice che i cani, in orario diurno, hanno pieno DIRITTO di abbaiare”. Stocazzo parte seconda ! Del resto i cani hanno il problema del lunedì, della sveglia all’alba, dello stress, del fatto di arrivare o meno alla pensione, del capo che urla o della capa stile Demi Moore che ti fa trovare sulla scrivania un pizzino con la scritta “scopami stronzo !”, ecc.

Ci vuole il buon senso, come in tutte le cose. Nella maggior parte dei casi, gli animali rovinano la vita agli altri perché sono semplicemente maleducati. I cani per certi versi sono come i bimbi. Non esiste un bimbo maleducato in quanto bimbo, esiste un bimbo che rompe il cazzo perché i genitori sono esseri mediocri.

Il messaggio del Papa mi è sembrato alquanto lineare e semplice eppure, anche in questo caso, c’è gente che ha da ridire, ci sono sempre i “talebani mentali”, quelli che difendono la propria idea arroccandosi e difendendola a qualsiasi costo ! Adottano l’infallibile sistema del “razzismo all’incontrario”: “tu ce l’hai con me perché sono negro”, mi disse un ex collega. Gli andò male, perché aveva davanti l’unica persona al mondo che vede esclusivamente altre Persone, fregandosene altamente se sono neri, gialli, gay, troie, lesbiatane, ecc. “Io ce l’ho con te perché sei rincoglionito”, gli risposi, ma tanto lui era già apposto perché aveva l’alibi del negro e tutto ruotava attorno a quella scusa. La stessa cosa, ripeto, è accaduta dopo la frase del Papa. “Non si odiano gli animali” ! Ma cosa c’entra ? chi ha detto che è sbagliato avere un animale domestico ? I miei vicini hanno dei gatti, l’amore verso gli animali è sacro, intanto però scagazzano nel mio giardino ! E’ giusto così ?  Ci vuole anzitutto e SEMPRE il rispetto per le persone, se poi tu sei un cane peggio del tuo cane, allora go poco da dir.

E allora, amici miei, amate gli animali, ma non dimenticate che avere un Fuffi a casa non vuol dire escludere un Fuffo o una Fuffa-persona. Le persone sono insostituibili, non possiamo colmare le nostre lacune sentimentali-psicologiche-ecc., con un animale domestico. L’egoismo, e più in generale i problemi, non si risolvono adottando qualche Sfigatto o qualche cane. Piuttosto amatevi e moltiplicatevi ! Prima di pensare di adottare un canazzo bau-bau, riflettete sul fatto che a livello di ricerche su google “non riesco a venire” è secondo solo a “non riesco a dormire” e prima di “dimagrire”, “studiare” e “trovare lavoro” 🙂 !

Alla prossima e scusate gli errori.

P.S. Questo è il primo articolo pubblicato su pianetamobys.com. Ho deciso di acquistare il dominio, pur non avevo mai avuto quel minimo sindacale di lettori / commenti / condivisioni, ecc. , perché il blog (come la fotografia, i Depeche Mode e l’Avellino), è una mia grande passione e mi piaceva l’idea di avere un dominio raggiungibile più agevolmente. Voi comunque non preoccupatevi: pensate sempre alla cicoria ! 🙂

 

I veri problemi dei single.

Coldiretti, con un tatto simile a quello di un colonnello nazista, nel giorno di San Valentino ha reso nota un’analisi basata sui dati Istat. Secondo tale interessantissimo studio, chi vive da solo deve far fronte ad un costo della vita superiore rispetto a chi vive in coppia o in famiglia.

Ho sempre creduto che il massimo dei sogni fosse quello di vivere nella casa del Mulino Bianco oppure di farmi un APE in spiaggia in compagnia di un  gruppo di ragazzi festosi e sorridenti che, a loro volta, abbracciano delle gnocche stratosferiche, invece no ! Non potevo certo immaginare che, il 14 febbraio, subito dopo sveglio, avrei letto, tramite il sito di TGCOM24, che il carrello per un single costa in media 274 euro al mese contro i 190 di una famiglia di 2-3 persone. Le spese per l’abitazione ? pesano addirittura il doppio.

Dopo questa botta di vita immaginate come abbia affrontato quel drammatico giorno, cascato peraltro di domenica. Mi illusi che l’incazzatura mi sarebbe passata andando a mangiare Sushi, ma ciò purtroppo rappresentò un’autentica zappa sui piedi. Il ristorante era pieno di coppie che, bacchette in mano, si passavano il sushi uno con l’altra, “amore prova questo”, “tesoro che ne pensi di quest’altro ?”, “pucci pucci che ne pensi del mio sushi ?”, “E se a casa ti cospargessi il corpo di salsa di soia ?“, ecc. ecc. Non so il perché ma, secondo me, il pranzo o la cena a base di sushi, provoca un aumento esponenziale dell’appetito sessuale della coppia. Del resto, è difficile immaginare certe performance dopo aver mangiato un chilo di fiorentina…

Siamo davvero una categoria di poveri sfortunati ? Vivere da single costa di più rispetto ad una vita da accoppiati ? Ci ho pensato parecchio mentre, in sella al mio cavallo Belfast, percorrevo i sentieri del Monte Baldo, alla ricerca di qualche sporco pellerossa che sicuramente ancora vivacchia in queste zone.

La Coldiretti ha fatto uno studio basato sui numeri e quindi c’è poco da discutere. Dal mio punto di vista, credo che le disgrazie siano altre, e non mi sto riferendo alle menate smielose derivate dal non trovare l’altra metà della mela.

In base alla mia esperienza di single incallito, posso dire che ci sono vari aspetti che mi infastidiscono. In primo luogo, non hai un confronto continuo con una persona che ti sta accanto. C’è chi vive in famiglia, ma genitori, fratelli, sorelle ed amici non possono sostituire una persona a cui passi il sushi e che sa se ti piace farlo strano o se urli mentre lui ti uccella. Di conseguenza, non avendo una valvola di sfogo (in ogni senso…) le incazzature lavorative ti rimangono tutte dentro.

Abbandonando il discorso pissicologico da 1 euro e 20 centesimi, devo dire che la prima cosa che mi infastidisce del mio status è legata alle vacanze. Partire in due è più bello perché si condivide qualcosa ma è anche conveniente dal punto di vista economico perché la camera doppia costa meno di quella singola. Qualsiasi offerta troviate nei volantini dei supermercati è riferita al classico “soggiorno per due persone”.

Lo scorso week end guardavo sbavando i pacchetti di viaggio che si trovano nei centri commerciali. “Fuga dalla città”, “Due Notti a spasso in Europa, “Cene da chef”, per citare solo tre dei pacchetti che prenderei al volo. Ah ma non posso, in fondo c’è scritto “Per DUE persone”. E vaffanculo ! Si, potrei comprare il pacchetto e andarci da solo, ma non è molto divertente come idea. E’ un po’ come comprare un coupon di Groupon. Ieri mattina lessi “Tris di Risotti in Valpolicella”. Bello ! Ah, ma è per due persone ! Anche in questo caso potrei andarci da solo, ma immaginate il cameriere che mi vede entrare nel locale. “Buongiorno avrei un coupon per due ma sono solo. Mi spettano porzioni doppie ?”. “Prego sig. sfigato, si accomodi in questo bellissimo tavolo vista cesso”.

Ho parlato di risotti. Senza pensare a qualcosa di complicato come i viaggi (io, come sempre, sto portando l’argomento sul puro cazzeggio, perché so benissimo che si può partire o andare a cena con un semplice amico !), vi sembra corretto che in qualsiasi ristorante non si possa ordinare un risotto perché nel menù c’è scritto “Minimo due persone” ? E questo povero cristo del Mobys, quando lo può mangiare un risotto ? Eh ma sai c’è mantecatura, per una sola persona è complicato, ecc. Ma ragazzi, nell’epoca dei robot che cucinano anche le animelle gratinate, è mai possibile che ancora non si riesca a superare questo cazzo di scoglio ? C’è chi addirittura ha vinto Masterchef pensando di cuocere le arancine senza riso ! E’ mai possibile che io debba essere costretto a invitare la mia amica-prostituta Svetlana a cena solo per mangiare un misero risotto al tastasal ?

Insomma, i problemi sono tanti. Sto escludendo gli acquisti compulsivi tipici dei single. Ieri notai sopra la mia lavatrice una scatolina di “RISOLVO !”. Ho pensato “ma che cazzo è sta cosa ? Ma quando l’ho comprato ? ma soprattutto: PERCHE’ ?”. Poi mi sono ricordato: è un prodotto (FONDAMENTALE nella vita di ogni persona…) che elimina gli odori e rimuove il calcare e i residui di detersivo. “Risolvo ! cura lavatrice mantiene le varie componenti pulite ed efficienti, per una perfetta manutenzione che si traduce anche in un risparmio di energia“. Sticazzi ! Ma cosa mi passava per la testa quando misi questa scatola IMG_5095.jpgnel carrello ? Proprio io che ho amici i quali mi prendono in giro perché anni fa ho comprato un “Soffiatore-Aspiratore-Tritafoglie” pur non avendo né giardino né un albero (in realtà nella mia testa volevo soffiare la POLVERE che risiedeva fra i ciottoli del posto auto…). Per non parlare dei seicento tipi di mocio lavapavimenti acquistati. Ho cambiato più moci che ragazze: supermocio, rotomocio, mop, semplice a strisce gialle, a strisce blu, sintetico, in microfibra, quello super speciale che si strizza mentre lo passi, ecc. ecc.

Eh si, è proprio dura la vita da single ! Ma del resto non possiamo avere tutto dalla vita: o hai tutta la libertà di questo mondo, oppure ti tocca sorbire una probabile/possibile D.S. (donna Scassaminchia, marchio registrato dal Mobys) che, specie quando è nella fase pre ciclo, ti porta a pensare: ma perché le donne non hanno una valvola tipo bambola gonfiabile ? 🙂