L’uomo che sussurrava ai criceti.

Sono stato invitato da Marco, un bravo ragazzo conosciuto nell’azienda dove lavoravo parecchi anni fa, ad andare a mangiare insieme un kebab. Nel messaggio c’era scritto: “Mobys, tu che sei un esperto, non puoi non provare un mega kekab infinito. Lo preparano in un posto appena fuori Verona. Ti ci vuole un mese per terminarlo !”. Spiegai a Marco che, da qualche mese, ho intrapreso una nuova strada culinaria. Adoro il kebab e, sicuramente, lo mangerò ancora, ma avete presente quando vi scatta la molla ? Quando “l’omino nel cervello” vi indica una nuova via da percorrere ? A me è accaduto proprio questo. Dopo 43 anni di abbuffate senza ritegno, ho iniziato a vedere il cibo sotto un’altra ottica. Non sono tipo da dieta, rimango una buona forchetta, ma non concepisco più il cibo come qualcosa da spazzolare per soddisfare la propria voglia animalesca, mischiando cibi e sapori senza alcun senso e badando esclusivamente alla quantità piuttosto che alla qualità. Ammetto che, probabilmente, Masterchef (pardon: quella merda di masterchef…) mi ha un po’ cambiato. Resto un fanatico della cucina mediterranea, non voglio assolutamente sentir parlare di nouvelle corsine e non mi interessa mangiare in un ristorante dove si spendono 200 euro per mangiare un ravanello al forno posto su un letto di crema di asparago e circondato da piselli freschi dell’africa-transpolesana.

Quando incontri un tipo che non vedi da anni, la prima domanda che ti fa è: “dove lavori, adesso ?“, mentre la seconda è: “a fighe come sei messo ?“. Se il tizio lo incontri in Sicilia, automaticamente la prima domanda sparisce e si passa direttamente alla seconda. Stessa cosa accade se incontri una tua ex. In questo caso, però, entra in gioco una certa eleganza tra il francese e l’alto borghese, e il quesito è: “Ti vedi con qualche troia ?“. Infine (scusate le mie solite parentesi del minchio), se ti rivedi con una semplice amica, è probabile che ti chieda se hanno aperto un nuovo negozio di scarpe nel centro commerciale che si trova vicino casa tua.

Capirete bene, dunque, che con Marco il discorso scivolò subito sul rapporto uomo-donna. Niente kebab, solo un bar tranquillo e due luridissimi spritz. Probabilmente Marco ricordava solo vagamente il mio essere fondamentalmente un mega cazzaro, quindi si è verificata, dopo qualche minuto, una situazione antipatica di cui mi resi conto tardivamente. Io gli raccontavo le mie gesta, più o meno serie e più o meno surreali, lui era entrato in quello che definisco “Girone dei Dannati v.2.0”, ovvero aveva sposato l’apatia più totale. Io cazzeggio da una vita, lui mangia tristezza e malinconia.

Poiché, quando eravamo colleghi ed avevamo la possibilità, si rideva come scemi parlando di mega cazzate, io ho proseguito su questo “cliché”, raccontandogli, per esempio, qualche mia proverbiale ed immancabile gaffe (ricordatevi che sono il Presidente dei Gaffisti italiani), vedi quella volta che spaccai il box della boccia (di plastica, mannaggia a lui) perché con una tipa volevo fare una scena tipo pornazzo, dimenticando miseramente le mie (e sottovalutando le sue …) misure, per finire con quella volta in cui, dopo aver fatto i miei classici 39 secondi di notte infuocata, fatta di passione e sesso sfrenato, mi feci sfuggire la domanda: “Scusa, ti devo qualcosa per il disturbo  ??“.

Marco rideva e mi ringraziò. Mi disse che non rideva così da secoli e che ci saremmo dovuti vedere più spesso. Non poteva sapere che uno dei miei settemila difetti è che, se io rivedo una persona per più di due volte in dodici mesi, a meno che non sia mia madre, mi rompo enormemente le palle.

Poco fa dissi che lui era entrato nel girone dei dannati ed io, scherzando come un imbecille, non mi resi conto che c’era qualcosa che non andava. Un qualcosa che uscì fuori dopo mezzora di risate, aneddoti lavorativi e discorsi inerenti i miei sogni sulle mete turistiche da raggiungere.

Forse Marco era depresso ed è entrato in una fase molto pericolosa nella vita di una persona, quella dell’apatia. Probabilmente apatia e depressione vanno a braccetto, ma non voglio scrivere un articolo psicologico, visto che non è il mio campo.  Ho visto una persona che ha mollato tutto ciò che di positivo offre o quantomeno potrebbe offrire la vita. Tutto ciò dopo essersi separato dalla moglie Beatrice.

Marco ha smesso di sognare, non ha più stimoli, non gli interessa trovarsi una nuova morosa (pur non mancandogli le fans, essendo obiettivamente un bel butel ed avendo un buon giro), maledice le ferie peggio di Sheldon Cooper, la domenica la passa a sistemare il giardino e a fare le pulizie di casa aiutando la madre e la sorella che vivono con lui. Non ha più passioni. Io gli parlavo in maniera entusiasta del nuovo film di Quentin Tarantino che sarebbe uscito dopo qualche settimana (e che è proiettato proprio in questi giorni al cinema), lui mi diceva che si addormenta dopo cinque minuti che inizia qualcosa, sia che si tratti di una partita, sia che si tratti di un bel film.

Ad un certo punto, siccome nel mio piccolo cerco sempre di aiutare gli altri, pur essendo un clown un po’ scemo, mi incazzai. Posso capire tutto, posso capire la delusione sentimentale, il fatto che la separazione è sempre un trauma, il lutto in famiglia, le incazzature al lavoro (ricordatevi che sono anche il Presidente italiano degli Incazzati al Lavoro), il momento-no, il sentirsi spaesati perché l’Arcangelo Gabriele ti preannuncia la prossima maternità, ma questo “tirare i remi in barca”, questo “dimettersi dalla vita”, questo voltare le spalle alla qualsiasi, a 45 anni, no, non lo accetto. Non sono un separato, ma non accetto l’idea che, malgrado passino gli anni, si resti vincolati a quella parentesi della vita finita male.

Ho sempre detto in queste pagine che io, pur essendo un cazzaro dalla nascita, vedo la vita un po’ alla Dr. House, cioè credo che ci sia più sofferenza che felicità, ma questo non vuol dire smettere di provarci e soprattutto di crederci ! Io, vivendo in queste condizioni (e Marco sa di vivere in questo status), avrei il terrore della vecchiaia. Avrei cioè il terrore di arrivare a 82 anni e dire “ma che cazzo ho fatto in vita mia ? Perché ho vissuto DAVVERO sino a tot anni ?”. Che poi è il terrore che ho anche io, ancora oggi (perché far sorridere ogni tanto gli altri capirete bene che non mi basta come bilancio positivo).

Marco mi ha detto che ha due criceti. Essendo interista (questa si che è una disgrazia !!), li ha chiamati Rodrigo (come l’attaccante Palacio) e Icarda (teribile…). Il mio ex collega potrebbe viaggiare, andare ovunque (la casa è di proprietà e nemmeno si preoccupa del conto in banca perché stanno così bene di famiglia che potrebbe perfino smettere di lavorare !), farsi dei bellissimi week end romantici con una nuova ragazza in uno chalet di montagna, ecc. Obiettivamente ha avuto (e ha ancor oggi) TUTTO ciò che io non ho (famiglia accanto, soldi da buttare, donne che gli sbavano dietro, forma fisica invidiabile), tuttavia, non si rende conto di queste sue fortune, non le percepisce o non gli interessa percepirle.

Non sto dicendo che “morto un Papa se ne fa un altro”, non sopporto questo proverbio, le persone sono sempre uniche ed insostiuibili. Di conseguenza non “DEVE” trovarsi per forza una nuova compagna ma quantomeno potrebbe semplicemente divertirsi con gli amici o comunque avere delle passioni, come nel mio caso è la fotografia (e probabilmente se io non sono diventato un Marco è soprattutto grazie a questo hobby).

Invece no, perché chi decide che la vita fa schifo, odia la qualsiasi. Quando ci salutammo, mi disse: “Mobys, io ho smesso di amare. Non mi ci vedo più con una tipa accanto, voglio starmene da solo, sto benissimo così, credimi. Le donne sono vuote, sono una minestra insipida, la gente mi annoia. Tu almeno per qualche minuto mi fai distrarre, come quando iniziavamo il turno alle 5.30 e già ridevamo, ma solitamente le persone sono buone solo per chiederti qualcosa”.

Io confido che la classica “molla”, citata all’inizio di questo articolo, faccia cambiare idea a Marco. Resta il fatto che, secondo me, sta sprecando tempo prezioso della sua vita, quella vita che gli sta scorrendo via come la sabbia fra le mani. Può succedere di innamorarsi della persona sbagliata (mio record anche da questo punto di vista !), ma questo non vuol dire che bisogna arrendersi. Non siamo tutti uguali, non esiste che le donne sono tutte troie e che gli uomini pensano solo a trombare.

Mentre c’è una vita da vivere, lui passa il tempo a sussurrare qualcosa ai suoi criceti. Spero che, quando si sveglierà, non sarà troppo tardi. Vivere da single non è una disgrazia, decidere di non vivere è un vero peccato.

Scusate per gli errori.

Masterchef Italia (edizione 5) è una cagata pazzesca.

Si lo so, parecchi di voi, ieri sera, subito dopo l’eliminazione della mia adorata Rubina, avranno pensato: “E adesso chi lo tiene il Mobys ?“.

Come la vendetta è un piatto che va servito freddo, anche per scrivere le proprie opinioni è cosa buona e giusta darsi qualche ora al fine di “sbollire”, anche perché, quando si è incazzati, si rischia sempre di commettere qualche gaffe clamorosa. Per fortuna oggi è stato un giorno lavorativo, quindi ho avuto tutto il tempo per metabolizzare. C’era una volta una specie di lord che, in quanto tale, criticò un collega che lo aveva definito “frocio”. Avendo vinto la partita, e quindi essendo su di giri, il lord si mostrò schifato dinnanzi le telecamere. “Certa gente non dovrebbe allenare in Serie A !!”, sentenziò l’uomo con schiena dritta e capello fulgido, mentre cappuccetto rosso raccoglieva le ciliegie e il lupo si faceva un kebab vicino la stazione centrale di Milano. Qualche settimana dopo, il lord perse una partita importantissima e, uscendo dal campo, mostrò il dito medio ai tifosi avversari presenti in tribuna. Fu una caduta di stile clamorosa e, infatti, “mister belluomo” si scusò con tutto lo sporco mondo che gli stava sotto ai piedi. Morale: non si parla mai troppo, né tantomeno troppo presto.

Non vi nascondo che ieri sera sono andato a letto parecchio incazzato. Un livello di arrabbiatura tale (l’Incazzometro misurava 90/100) lo raggiungo solo in altri due casi: quando l’Avellino perde per un errore arbitrale oppure quando finiscono i punti metallici dentro la pinzatrice che uso in ufficio. Mi chiedo come mai, nel 2016, nell’era della fibra, della realtà virtuale, dei cavalli ad alta velocità, ecc. ecc, non ci sia uno stronzo capace di inventare un sistema che mi indichi che la mia pinzatrice è a livello “rosso fisso” !!

Torniamo seri …. Rubina è stata eliminata perché ha completamente sbagliato il pressure test finale, su questo c’è ben poco da dire, lo ha ammesso anche lei. Tuttavia ho notato, per l’ennesima volta, delle lacune pazzesche, molte delle quali magari dovute al regolamento, altre a seguito di decisioni obiettivamente discutili dei quattro giudici.

Ho già detto nel precedente articolo, che noi telespettatori saremmo stupidi se giudicassimo dei piatti che possiamo solo guardare. Un piatto non è una fotografia, bisogna sentirne gli odori e apprezzarne o meno i sapori.

Il Mobys quindi non fa, come detto più volte, l’esperto. Non sono un food blogger, anzi non sono nemmeno un blogger se dobbiamo dirla tutta, per questo alla fine di ogni articolo mi scuso per gli errori sicuramente commessi. Tuttavia ci sono delle cose che non mi vanno proprio giù. Forse diventando tifosi sconfiniamo nella faziosità, vediamo arbitri cornuti e complotti ovunque, diventiamo un po’ paranoici. Del resto chi vive una passione, chi tifa, ci mette l’anima, prova emozioni e non sta a sentire quei coglioni che ti dicono che il calcio è tutto falso, la tv è falsa, il mondo è falso, gli extraterrestri abuseranno di noi e il pollo allo spiedo, in realtà, spesso è una quaglia cresciuta in cattività.

Perché non accetto l’eliminazione di Rubina ? Forse perché mi mancheranno i suoi occhioni incredibilmente spettacolari ? Assolutamente no, perché Rubina ha già aperto un canale YouTube e chiunque può seguirla tramite questo sito, Facebook a parte. Restano le ingiustizie e le minchiate di una edizione, quella italiana, che fa acqua da tutte le parti, di un reality dove si cucina con le mani ma si ragiona con i piedi.

Rubina è stata tartassata dai rivali sin dalla prima puntata. Noi fans eravamo orgogliosi di questa cosa: “date Rubina”, “vai Rubina”, “sei la più forte”, “sei la futura vincitrice”, “sei la migliore ed è per questo che cercano di ostacolarti”. Solo i forti sono temuti, mica i coglionazzi ! Ieri sera, però, noi poveri illusi, ci siamo resi conto (dopo lei stessa, ovviamente) che a forza di sgambettare, sono riusciti a farla eliminare.

Cracco ha detto: “E’ una gara dove vince chi cucina meglio e perde chi commette errori nei momenti clou”. Non è così, carissimo chef. Le sfide si vincono o si perdono, ma vanno giocate ad armi pari. A Masterchef non accade ciò. Nella prova in esterna con protagonista Valentino Rossi, Rubina fu messa in panchina per scelta. Se fosse rimasta in quella posizione, avrebbe sfidato l’altra concorrente che aveva perso la prova in studio. Dentro o fuori per quale colpa ? Nessuna ! Durante la prova, per cercare di salvarsi il culo, il fotografo Andrea Torelli decise di giocarsi la carta di far subentrare la panchinara alla persona che era troppo lenta, sostituendo Sylvie con, appunto, Rubina. E’ vero che la pisana andò ugualmente al pressure finale ma lo fece in quanto facente parte della squadra perdente, non per decisione presa a priori da chi ha vinto la prova. E’ giusto che il vincitore di una prova abbia dei vantaggi, ma mi sembra altrettanto giusto limitarli allo scegliersi i compagni di brigata oppure, assegnando più cose da cucinare ad altri, come accaduto giovedì 11 con Alida e Erica, abilmente punite da Laura. Anche togliere un’impastatrice/Planetaria, come fece Marzia (ovviamente a chi ? A Rubina !), può rappresentare un “simpatico vantaggio” a scapito degli altri, ma quantomeno la partita si gioca. Giocarsela è un conto, mandare sempre la stessa persona alla sfida finale, è un altro.

In Masterchef assistiamo quindi ad un paradosso: la persona che poteva vincere la prova e che magari è arrivata un filino dopo il vincitore, viene sbattuta, da quest’ultimo, direttamente alla sfida finale, quella “del dentro o fuori”. A Valencia il copione si ripeté, perché ovviamente quando una cosa è organizzata alla cazzo di cane, deve proseguire in questa maniera stilisticamente discutibile. La prova in studio fu vinta da Dario, il quale si fece la sua squadra e poi decise una cosa inedita: mandare direttamente Rubina alla sfida finale. Ma che sorpresa !!! Quello di preparare il pranzo per una stanza di un Hotel a cinque stelle, fu una sfida parecchio complicata, Rubina si salvò e perse le penne il buon Mattia, persona molto in gamba ma che, a differenza della mitica toscanaccia, quantomeno aveva perso la sfida con la sua brigata.

Le incongruenze non finiscono qui. Passando dal fatto che la musica di sottofondo è eccessivamente alta, cosa che già segnalo da anni (ma dopo ieri sera ho capito che quando qualcosa è organizzata AT MINCHIAM, non è certo la musica il problema ! In ogni caso vi invito a guardare qualche spezzone di Masterchef Usa o Australia per capire se sono io l’esagerato…), arriviamo al capitolo finale, cioè ieri. La squadra di Rubina perde la sfida in esterna e va giustamente al pressure finale, dove ad aspettare, fresca come le rose, c’era Erica, ovvero una che doveva cucinare le arancine ma che si era dimenticata di prendere il riso in dispensa. Praticamente è come andare in asilo e rendersi conto di aver lasciato il proprio figlio a casa.

Poiché non c’è limite all’idiozia umana, cosa partorisce il genio ? Al genio viene in mente di far sfidare prima i tre concorrenti della brigata perdente, peraltro non in una ma in TRE prove, per poi far duellare il peggiore dei tre contro chi aveva perso la prova in studio. Di conseguenza ci siamo ritrovati con tre persone (Rubina, Alida e Giovanni) che si sono spaccati il culo per evitare lo scontro finale con Erica (una di quelle personcine che adoro in quanto vivono in funzione del mi faccio fottere dal primo coglione che capita poi, appena mi molla, entro nel partito delle cretine che dicono “odio gli uomini”). In verità, questa sorta di “semifinale” era già stata attuata in precedenza ma, consentitemi, un conto è fare tre simpatiche prove stile “togli le lumache dai gusci”, un conto è cucinare tre piatti con tempistiche sempre più stringenti (prima 20, poi 10, infine 5 minuti).

Non discuto ulteriormente sulla bravura di Erica, non mi interessa nulla in questa sede. Ho avuto un sacco di colleghi così: piangono piangono e non appena ti giri, ti inculano. Sto ponendo solo l’accento sul fatto che abbiamo tenuto una persona a riposare, mentre hanno ridotto, uno dei tre (che poteva essere anche Alida o Giovanni, non importa !) allo sfinimento. GENIALE ! Praticamente è come se dovessimo decidere le retrocessioni dalla serie A alla B in questa maniera: l’ultima sta tranquilla a riposare, intanto tre squadre si sfidano per vedere chi è la peggiore. La peggiore incontrerà, dopo aver disputato tre partite, l’ultima in classifica. Secondo voi, chi ha più probabilità di vincere ? l’ultima, seppur palesemente più scarsa ma ben riposata o la sfidante che viene da tre sfide col sangue agli occhi ?

Ok, con questo articolo chiudo l’argomento Masterchef. E’ un programma che non seguirò più. Per fortuna c’è l’edizione USA con Gordon Ramsey. Le sfide culinarie sono belle, si impara sempre qualcosa (non è certo il Grande Fratello), ma bisogna esser capaci di fare qualcosa di serio, altrimenti è meglio che si diventi autori dei programmi di Antonella Clerici o, peggio ancora, per Barbara D’Urso. Le strategie sono sempre importanti ed interessanti, ma nel momento in cui Napoli e Juventus scenderanno in campo, l’arbitro non chiederà al capitano del Napoli capolista di mandare in tribuna un giocatore bianconero.

Come accade, ahimè, nelle nostre rispettive sedi lavorative, ci sono figli e figliastri e la meritocrazia non viene degnamente presa in considerazione. L’Italia da qualche anno ha intrapreso la strada della genuflessione nei confronti dei tanti e dalle tante Alida. Tutti odiano Alida ma nessuno si rende conto che, pur essendo molto giovane, la tizia in questione rappresenta la direzione in cui va la nostra amata Nazione. Mi meraviglia che chef stellati si rendano complici di un pessimo teatrino, dove vince chi gli sta più simpatico e non chi merita. Come dicevo all’inizio, non possiamo premiare qualcuno “a sensazione”, ma non venitemi a dire che presentare un piatto dentro delle latte merita la vittoria, non venitemi a dire che concorrenti come Erica, che fanno più di una PORCHERIA, possono giocarsi una sfida alla pari ! Ultima chance si, ma quantomeno alla pari !

Ultima nota di colore. Per carità, Facebook non fa testo ed essere popolari non vuol dire essere ottimi chef, ma mi ha fatto riflettere che, in questo Festival delle Cazzate, sono stati eliminati in un solo colpo Mattia (26.400) e Rubina (23.600), due persone che, messe insieme, vantano 50.000 seguaci, ovvero la somma dei seguaci di Alida (10.300), Dario (12.500), Lorenzo (14.000) e Maradona (13.200); se volete aggiungete anche i 5.000 della mitica Lucia e possiamo dire che due persone “tiravano” quasi quanto altre cinque. Evidentemente il web, pur non sentendo gli odori, ha intuito più cose rispetto ai quattro giudici o di andrà (spero presto) a produrre La Prova del cuoco.

Hanno sbagliato, sono tutti scarsi o quantomeno in malafede e, a questo punto, siccome voglio fare il lord anche io, dico: che si fottano ! Non mi interessava la vittoria della più bella, mi sarebbe piaciuto vedere vincere una persona meravigliosa e avrei comprato il suo libro di ricette. Non vedevo l’ora. A questo punto credo che vincerà Alida, quindi sarà lei a realizzare il libro, vendendo ovviamente venticinque copie… Si, proprio venticinque, come gli euro che spetterebbero a chi si è inventato una cazzata del genere. Ah dimenticavo: da domani niente pasta Voiello ! Piuttosto compro quella della Lidl … 🙂

Scusate per gli errori.

Un Masterchef (edizione 5) nordico in cui Rubina fa innamorare mezza Italia. 

Ci risiamo: non appena trovo la donna dei miei sogni, diventa popolarissima e addio Mobys ! Scherzi a parte, eccoci qua a parlare della quinta edizione di Masterchef. Il mio precedente articolo, pubblicato il 6 marzo del 2015 (Amaro Masterchef), era amaro come il suo stesso titolo, adesso parliamo invece di qualcosa di positivo.

Rubina da Pontedera (toh! una toscanaccia !) ha conquistato me e credo la maggioranza dei telespettatori che seguono il food reality di Sky. Si, lo so, si fa presto a dire “Bona”, ma in Rubina c’è molto altro di più. E’ evidente e netta la sua bravura, al punto di essere la più temuta dagli altri concorrenti e poi, c’è ben poco da dire, è la classica donna sognata da tanti masculiddi (solo sogni, perché fra poco si sposa), perché coniuga bellezza e tonnellate di “attributi” che spesso mancano agli uomini stessi. Senza fare il pissicologo de noialtri, credo che una persona del genere ne abbia passate così tante, da diventare la roccia che è oggi e che vediamo in tv. In questi casi non so se dire “mi dispiace” o meno, cioè non so se è preferibile una vita liscia come l’olio, che magari finisce in maniera grigia, piuttosto che avere avuto tanti sgambetti (volevo dire falli, ma stavolta non la voglio buttare sul pornografico al solito mio… anche perché non mi permetterei mai) ma diventare una persona forte che non si abbatte nemmeno se il Papa decide di togliersi le vesti e sposare Maria De Filippi.

A differenza di tanti appassionati di Masterchef, io non faccio valutazioni sui piatti, semplicemente perché non sono uno che in cucina “ci sa fare”. Sono come Valentino Rossi, che è apparso nello scorso episodio dicendo “so preparare solo il caffè”. Del resto, si può avere una passione anche senza essere esperti e comunque voi sarete d’accordo con me quando dico che è meglio un ignorante dichiarato come me, piuttosto chi spara frasi del tipo “ho messo un pizzico di timo per dargli quel NONSOCCHE’…”, elargendosi a piccolo masterchef. Un amico mi ha detto: “tu dovresti fare il giudice di Masterchef”. Macché ! Non ho assolutamente le competenze. Se rinasco, piuttosto, voglio fare il “vaticanista”. Ve lo immaginate lo stress lavorativo che può avere uno che di lavoro fa il giornalista-vaticanista ? Secondo me è 150 gradi sotto zero !

Secondo me giudicare i piatti senza sentirne gli odori e i sapori, è impossibile. Possiamo far caso semmai agli “errori tecnici”, perché gli errori sono indiscutibili, anche se spesso le cose belle nascono da prove mal riuscite. Io per esempio, in quel tempo, mi misi con Laura non appena ebbi intuito che sua sorella Beatrice era lesbica. Tornando seri c’è da dire che, del resto, state leggendo una persona che vive nella zona dell’Amarone, un vino che sta spopolando in tutto il mondo e che è nato proprio a seguito di un errore.

Non giudico quindi il risotto di tizio o il mappazzone di quell’altra, vado semplicemente a simpatia e devo dire che segnandomi il numero delle persone che seguono i partecipanti ancora in gara, mi ritrovo perfettamente d’accordo con il primo posto, dove c’è Rubina con 9.048 persone che la seguono, ma sono molto deluso dal risultato di Lucia, altra donna con le palle quadrate ma che è penultima in questa speciale classifica che ho stilato pochi minuti fa. ATTENZIONE: aggiornerò la classifica ogni domenica !

A parità di palle, evidentemente, incide la bellezza, ma se c’è una persona con cui andrei MOLTO volentieri a cena, è proprio la bresciana Lucia, una delle poche “compagne” ancora rimaste su questa fredda terra. Voi mi chiederete: ma come ? non andresti a cena con Rubina ? ragazzi, volete farmi cenare o farmi venire un colpo ? pur imbottito di cardiotonici non riuscirei a reggere l’emozione. Lucia è un capolavoro di Persona, donna tosta, simpatica, divertente, intelligente e soprattutto VERA. Dio salvi le poche persone Vere rimaste sulla terra.

Per concludere (di seguito vedrete la graduatoria completa), spendiamo due parole anche sugli altri concorrenti. Rubina e Lucia a parte, faccio il tifo anche per Andrea Torelli, fotografo di Borgo Valsugana; noi artisti (ehm…) cerchiamo la perfezione anche in un piatto semplice. Bravo Andrea, sarà sicuramente un nikonista ! Mi dispiace ma credo che sarà uno dei prossimi ad uscire. Molto simpatico anche Darione (Dario Baruffa) da Ferrara: una persona molto preparata che potrebbe arrivare anche fra i primi tre. Non vedo l’ora di andare a mangiare nel suo ristorante.

Per quanto riguarda gli altri, stendo un velo pietoso, poiché parliamo di persone che non mi trasmettono alcuna emozione, sia a livello personale sia come piatti, eccezion fatta per il padovano Mattia, che è la classica persona che definisco “in gamba, anche se mi sta sulle palle”. I vari Giovanni, Sylvie, Alida, Erica, ecc., mi trasmettono lo stesso carisma di Francesca Michielin …

La numero cinque è comunque una strana edizione: degli ultimi dodici concorrenti, il più meridionale è di Latina, alla faccia di chi dice che al sud si capisce di cucina molto più che al nord ma soprattutto (ed io faccio parte di costoro) che al nord è difficile mangiare decentemente (sul caffè invece hanno ragione).

In attesa di vedere la mia amica Carla partecipare (andrebbe mooooolto avanti), vi saluto e mi scuso per gli errori ! Ciao Rubina, auguri per la tua carriera e felice matrimonio. Non preoccuparti per me: è meglio aver amato e perso che non avere mai amato (sto scherzando, ovviamente !).

Classifica Popolarità su Facebook (aggiornata domenica 28/2/2016):

ULTIMO AGGIORNAMENTO PRIMA DELLA FINALE DI GIOVEDÌ. FINALMENTE SI PONE FINE A QUESTA GRANDISSIMA BUFFONATA.

  1. Mattia = 36.606
  2. Lorenzo = 33.940
  3. Rubina = 32.586
  4. Maradona = 20.957
  5. Alida = 16.928
  6. Erica = 16.019
  7. Dario = 15.985
  8. Lucia = 14.411
  9. Andrea = 12.125
  10. Beatrice = 8.992
  11. Marzia = 8.070
  12. Luigi = 6.117
  13. Giovanni = 5.483
  14. Laura = 3.493
  15. Sylvie = 3.150
  16. Alice = 2.686
  17. Sabina = 1.774
  18. Francesco = 1.306
  19. Ivana = 638

In grassetto i tre finalisti.

Jacopo non ha una pagina con profilo pubblico.

Classifica Popolarità su Facebook (aggiornata lunedì 22/2/2016):

ANCORA IN GARA:

1) Lorenzo = 20.459

2) Maradona = 15.657

3) Alida = 13.376

4) Erica = 13.342

CLASSIFICA ELIMINATI (i primi cinque):

Rubina = 29.959
Mattia = 29.593
Dario = 14.869
Lucia = 11.699
Sylvie = 3.044


Classifica Popolarità su Facebook (aggiornata domenica 14/2/2016):

UN DOPPIO CAPOLAVORO DEI GIUDICI CHE, IN PRATICA, TOLGONO DAL CAMPIONATO NAPOLI E JUVENTUS. A QUESTO PUNTO DIVENTA UNA TRISTE SFIDA FRA GREGARI.

  1. Lorenzo = 13.948
  2. Maradona = 13.161
  3. Dario = 12.578
  4. Erica = 11.005
  5. Alida = 10.348
  6. Lucia = 4.953

CLASSIFICA ELIMINATI:

  1. Mattia = 26.346
  2. Rubina = 23.652
  3. Andrea = 10.266
  4. Beatrice = 8.275
  5. Marzia = 6.718
  6. Luigi = 5.440
  7. Giovanni = 4.611
  8. Laura = 3.228
  9. Sylvie = 2.868
  10. Alice = 2.542
  11. Sabina = 1.690
  12. Francesco = 1.187
  13. Ivana = 591
  14. Japolo = 0 (non ha una pagina con profilo pubblico)

Classifica Popolarità su Facebook (aggiornata domenica 7/2/2016):

LO “STATO VENETO” CONSENTE A MATTIA DI SUPERARE RUBINA !

  1. Mattia = 18.750
  2. Rubina = 16.809
  3. Dario = 10.864
  4. Maradona = 10.304
  5. Erica = 8.638
  6. Lorenzo = 8.426
  7. Alida = 7.990
  8. Lucia = 3.475
  9. Sylvie = 2.459

Classifica Popolarità su Facebook (aggiornata domenica 31/01/2016):

LORENZO SUPERA (ALLA GRANDE) GIOVANNI

  1. Rubina = 12.571
  2. Mattia = 11.792
  3. Dario = 7.220
  4. Maradona = 6.869
  5. Erica = 5.762
  6. Alida = 4.715
  7. Lorenzo = 4.133
  8. Giovanni = 3.296
  9. Lucia = 2.694
  10. Sylvie = 1.916

Classifica Popolarità su Facebook (domenica 24/01/2016, ovvero quando ho pubblicato l’articolo):

  1. Rubina da Pontedera (PI) = 9.048
  2. Mattia da Selvazzano Dentro (PD) = 5.596
  3. Dario da Berra (FE) = 5.510
  4. Andrea da Borgo Valsugana (TN) = 5.215
  5. Maradona da Trieste (ma libanese) = 4.413
  6. Erica da Ravenna = 3.844
  7. Alida da Torino = 2.967
  8. Laura da Bellinzona = 2.682
  9. Giovanni da Latina = 2.551
  10. Lorenzo da Roana (VI) = 2.429
  11. Lucia da Brescia = 1.746
  12. Sylvie da Casciano (VA) (ma francese) = 1.435

 

 

Amaro Masterchef (edizione 4)

Si è conclusa la quarta edizione di Masterchef Italia, uno dei miei programmi super preferiti.

Negli ultimissimi giorni prima della finale, come ormai tutti gli appassionati del cooking show di Sky sapranno, è scoppiata una grandissima polemica con il programma Striscia la Notizia, reo di aver svelato il nome del vincitore a poche ore dalla finale stessa.

Ne avrete già lette di tutti i colori sull’argomento. A mio modo di vedere lo sgambetto di Striscia è frutto di un’emittente televisiva giunta oramai alla deriva. Quando si arriva a raschiare il barile, barbaradursizzandosi, si produce solo merda. Mediaset, così come la Rai, si sogna la qualità dei programmi Sky, una piattaforma televisiva che, seppur a pagamento, quantomeno offre un servizio di qualità e nel panorama televisivo attuale, solo La 7 riesce ad essere una tv sia gratis che dotata di qualità e dignità. Ecco perché dico spesso che mi “bruciano” più i 110 euro di canone Rai che i i 60 euro mensili di Sky.

Striscia la Notizia ormai si trascina stancamente come un vecchio attore teatrale che ha fatto una più che discreta carriera ma che, oramai, giunto nella fase finale della sua vita, non riesce più nemmeno a ricordarsi il suo nome. Sale sul palco perché il suo nome è legato ad un passato glorioso, ma ormai non ha più cartucce da sparare, non ha più verve. Insomma è un calciatore che, anziché ritirarsi quando è ancora al top, va ad elemosinare qualche soldino nei campi delle categorie inferiori.

Mi incavolo con Striscia perché ha fatto la furbata ? No, mi fanno solo una gran pena, perché Antonio Ricci, sino a qualche anno fa, quando Striscia era un programma imperdibile e tutti conoscevamo (e sognavamo), per esempio, le due veline (alzi la mano chi sa come sono le attuali !), avrebbe messo in onda uno scoop legato ad un’ingiustizia sociale, ad un’opera incompiuta, a qualcosa che ci faceva incazzare. Dicevamo spesso “Meno male che ci sono programmi come Report e Striscia la Notizia !”. Adesso ci si occupa del vincitore di Masterchef. Tristissimo.

Ho vissuto quindi con un certo amaro in bocca le ore precedenti alla finale. E’ come registrarsi una partita ma apprendere il risultato perché ti mandano un sms. La cosa più divertente è che, per la prima volta nella storia di questo programma, alla fine ho esultato per la vittoria di Stefano, sia perché, nella gara finale, l’ho ritenuto superiore a Nicolò, sia perché, facendo zapping proprio durante quella maledetta serata in cui Striscia rendeva nota la classifica finale, avevo intuito che il vincitore sarebbe stato Nicolò ! Per fortuna il mio dito zappingatore è stato così veloce da non farmi rendere conto che stavano parlando del butel milanese su un’altra questione e non sulla classifica finale. E’ stata quindi una doppia sorpresa vedere vincere Stefano !

Vi lascio con qualche mia considerazione finale. Masterchef (da qui deriva il titolo di questo articolo), è un bellissimo programma (l’unico “reality” che seguo) ma che non riesce ancora ad azzeccare la messa in onda della finale. L’anno scorso ci fu un vero casino. L’idea fu ottima, perché pronunciarono il nome del vincitore in diretta, ma a livello tecnico fu una trasmissione scadente (audio pessimo, giudici che non sapevano cosa cazzo dire, gente che gridava, ecc.). Adesso spero che abbiano capito che, per evitare nuove performance da parte di poveri cristi-“non voglio soldi mi offri un panino ?“, bisogna tornare a pronunciare in diretta il nome del vincitore. Inoltre, colgo l’occasione per togliermi un sassolino dalla scarpa, grande quanto la mia panza: possibile che nessuno si renda conto che la musica di sottofondo è troppo alta ? Posso capire la musichetta da suspense, ma è un continuo !! Probabilmente sono vittima della qualità della mia soundbar Bose, ma, credetemi, la musica ha troppi decibel ! E’ un programma di cucina, non Superclassifica show con supertelegattone ! Belli i  tempi quando Mediaset era una gran tv !

MasterChef_4_2014_PT12_EP24_03_Finale_Finalisti-copiaInfine, due parole sul vincitore: bravo Stefano ! Come ho detto prima, è la prima volta che esulto. Nelle edizioni precedenti hanno vinto sempre persone che non mi emozionavano per nulla. Non a caso, ieri sera, i tre giudici hanno detto che è stata la migliore edizione di questo programma. Peccato per Amelia, ma sono sicuro che rivedremo presto la casertana in tv. Ha un viso e un sorriso che non bucano il video, lo spaccano proprio ! E’ bravissima, suo padre è stato, ed è ancora oggi, davvero un grande maestro. Ne sentiremo parlare, a differenza dei precedenti concorrenti. A proposito, fans dell’Isola dei Famosi, adesso tocca a voi sorbirvi la nostra ex amica Rachida ! 🙂 Uno degli aspetti più belli di questo programma è rappresentato dal fatto che, ad un certo punto, ti affezioni ai partecipanti e ti dispiace che poi l’edizione finisca. Io non mi sarei mai aspettato, per esempio, di provare immensa simpatia per un catechista come Paolo. E che dire del Conte Garozzo ? Persone a cui stringerei volentieri la mano !amelia-300x161

Stefano è un bravo chef ma soprattutto ha rappresentato per me la vittoria di un quarantenne su un ragazzo che ha la metà dei suoi anni, un ragazzo in gamba (tutti si stanno scandalizzando perché Cracco ha assunto Nicolò, ma negli ultimi momenti post finale si sente che lo chef vicentino dice al giovane “quando vuoi ti aspetto”), ma che era semplicemente da medaglia di bronzo. L’agente immobiliare veneto ha dimostrato che non si è mica vecchi a 42 anni e, soprattutto, che non è mai troppo tardi per sognare. In poche settimane, il buon Stefano da Adria (Rovigo) ha vinto Masterchef e ha saputo che sarebbe diventato papà per la prima volta. Non vedo l’ora che apra un ristorante per andarlo a trovare.

Cccciaoooooooooooo !