Il coraggio di prendersi una pausa.

Recentemente ho scoperto una funzione di Facebook che non conoscevo. Cliccando su “Amici”, oltre a “Rimuovi dagli amici” (che è l’opzione che utilizzo più spesso) c’è, l’ahimè poco utilizzato “Segui”, “Modifica liste di amici” e “Prenditi una Pausa”.

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A chi interessa la “non notizia” ?

Un paio di sabati fa, ebbi qualche secondo di esaltazione dovuto alla goduriosa sensazione di non sentirmi più l’unico “tendenzialmente pazzo” abitante sulla faccia della terra. Facevo la spesa dentro un noto supermercato tedesco e, mentre mi aggiravo fra gli scaffali, notai che i commessi, sistemando la merce, parlavano da soli.

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Nuove “Reactions” su Facebook : quando un clic è comunque meglio del silenzio…

Mark Suchenberg mi scrisse una email verso fine novembre. Lo ricordo ancora oggi perché in quel periodo “festeggio” (ancora non ho capito se autoironicamente o con cognizione di causa) il mio approdo in terra veneta, avvenuto il 20 novembre del 2001.

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Una soluzione c’è sempre !

Durante le mie bellissime ferie invernali, mi colpirono due notizie simili: due adolescenti si sono tolti la vita, in quanto vittime del bullismo. Erano stanchi di essere presi di mira dai loro coetanei, stanchi di essere diventati dei fenomeni da baraccone su Facebook, stanchi di vivere.

Ovviamente i media hanno discusso molto sull’argomento, intervistando familiari, amici, pseudoamici, presidi, venditori di kebab, psicologi, ecc. ecc. Non sono mancate le puntualissime cazzate demagogiche che si tirano in ballo quando una persona, magari di giovane età, decide di togliersi la vita. Presenti all’appello, quindi, palloncini bianchi e striscioni che evocano questa o quella canzone o magari proprio la canzone preferita del povero butel che non c’è più. Tutto ciò, per nostra grande fortuna, amplificato da telegiornali come Studio Aperto, perchè si sa, i funerali con annessi abbracci intrisi di lacrime fra amici e, ripeto, palloncini e striscioni, fanno molto commuovere la gente che solitamente guarda questi grandi pezzi di giornalismo. Musica strappalacrime intervallata, ogni tanto, da qualche parola pronunciata con tono triste e via. Tutto condito con un ingrediente che va usato sempre, il cacio sui maccheroni di ogni servizio del genere: le colpe di Facebook.

Io, al solito, mi sono fatto tante domande: fermo restando che la morte è sempre una cosa tragica, specie quando si ha il coraggio di andarci incontro volutamente, in un’ipotetica bilancia, quanto pesa il bullismo e quanto il carattere, evidentemente debole, di una persona ? Qua e la sul web ho letto certi commenti di gente che si è azzardata a dire, in buona sostanza: “se non sei in grado di combattere i bulli sei un debole e se sei un debole puoi anche morire. Il mondo non sentirà la tua mancanza”. La maggiorparte delle persone, invece, insiste sulla problematica bullismo e, tanto per metterci un “rinforzino”, si parla anche della legge contro l’omofobia (non approvata nella scorsa legislatura, quella dei Responsabili… per essere chiari). Infine, qualche psicologo, parla del fatto che i Social Network hanno cambiato la nostra vita e questi incidono irrimediabilmente su di essa.

Cosa penso io di tutta sta sporca faccenda ? partiamo proprio dai social network. Sono aumentati i suicidi perchè esiste Facebook ? non credo proprio (semmai i divorzi !). Il bullismo è una malattia tipica di questi ultimi anni ? ma nemmeno per il ca…volo ! Una legge contro l’omofobia servirebbe per far capire a quattro coglioni che è ridicolo giocare al “Piccolo fastistazzo” ?  Ma si, perchè no ? Perchè ci dobbiamo far mancare una legge ? Certo, in primo luogo bisognerebbe legalizzare le coppie di fatto, anzichè continuare a dare spazio al sacerdote di turno che considera una malattia essere gay (o che dice che bisognerebbe sposarsi prima di trombare !!! ahahahah).

A mio modo di vedere, il bullismo c’è stato sempre, così come i suicidi. Mi pare financo ovvio. Non ho visto sottolineare da nessuno che esiste sicuramente un filo che lega tutte ste storie, ed è il male di vivere. Porcaputtana, è mai possibile che ci arrivi un operaio come me, ma nessun studioso intervistato con alle spalle una mega libreria (di cui, in realtà, non conosce nemmeno una minchia di titolo) ? Ragazzi, il problema non è essere presi in giro. Oggi accade perchè indossi i pantaloni rosa, ieri perchè facevi parte dello Scaglione appena arrivato in caserma. C’è chi si uccide perchè disoccupato, chi perchè ha preso un Quattro in matematica, chi perchè è stato bocciato, chi perchè è stato mollato dalla morosa o dal moroso. Facebook c’entra ben poco. Anzi, grazie ai sn possiamo capire meglio i nostri figli. Incredibile che io stia difendendo Facebook….

Torniamo seri. Se ci fate caso (e ci avete fatto sicuramente caso, anche se non siete psicologi), in tutti gli esempi appena citati, c’è la componente di cui facevo riferimento qualche paragrafo prima, ovvero il male di vivere. Orbene, se non fossero esistiti quelle merde di bulli, mi sarei salvato ? la mia vita sarebbe stata felice ? “avevo tutto, la mia famiglia mi capiva, i miei amici anche, mi piacevano gli hobby che praticavo ma…. quei bulli, quei maledettissimi bulli sono entrati nella mia vita costringendomi ad uccidermi”. No, non credo che sia così. Così come non credo in una società senza bullismo. Certo, sarebbe stupendo, ma questa è la vitaccia, sarebbe bello vivere in un mondo senza bulli, stupratori e cattolici, ma che possiamo fare ? ce li dobbiamo sorbire.

La vita ti schiaccia e devi essere il primo che attacca. Io non criticherò mai una persona che si è tolta la vita, dico solo che mi fa incazzare l’arresa. La soluzione c’è sempre, specie quando si è giovani. Diverso, per esempio, il caso del “maestro” Mario Monicelli: aveva 95 anni e un cancro alla prostata in fase terminale. Gli mancava solo l’emozione di volare….

Lo so, quando una persona attraversa un brutto periodo, quando non c’è un appiglio, un punto di riferimento positivo, non esistono belle parole che tengano e che possano far cambiare idea. E’ vero, come disse la mamma di una vittima, bisogna stare accanto alle persone deboli, i quali hanno un carattere sensibile e rischiano di crollare a seguito di una scritta sui muri a loro dedicata. Dobbiamo fare di tutto per stare accanto a queste persone, piuttosto che andare a comprare i palloncini per il funerale. Bisogna ascoltare, ascoltare, ascoltare. Una cosa che non fa più nessuno, dai giovanissimi agli anziani. Quante volte l’ho detto ? Siamo tutti impegnati a correre, a farci i cazzi nostri e a mostrarli al mondo intero, ma pochi si rendono conto che, spesso, basta prendersi un caffè insieme, per far sentire la propria vicinanza ad una persona. Per gli adolescenti è ancora peggio perchè l’effetto-giungla è ancora più accentuato, c’è molta competizione, i genitori sono assenti e spesso separati, quindi sti poveri picciottelli crescono soli in tutti i sensi, anche se io ho conosciuto persone che sono cresciute da sole (o, peggio ancora, costrette ad accudire i fratelli minori, sostituendosi ai genitori o ad uno dei due), e posso garantivi che hanno due coglioni grandi quanto la mia pancia !

In definitiva, cari ragazzi, non nascondetevi dietro ai soliti luoghi comuni, scegliendo vie estreme come la morte o il ricorrere alle droghe (moltissimi scelgono la seconda opzione; ed è pur sempre una morte). Poc’anzi ho fatto un riferimento ad un grande regista perchè capisco coloro che, dinnanzi ad una morte preannunciata, decidono di anticipare i tempi (in culo alla balena), ma per tutto il resto cercate di capire che il motivo per vivere c’è SEMPRE e che, anche se la parola di genitori, amici, dottori, prostitute, edicolanti, ecc., può esservi d’aiuto, bisogna che capiate che la soluzione è dentro di voi ! Questa è una battuta storica che ricorda Quelo, ma è proprio così ! Mille parole dette o cento “mi piace” su facebook non vi cambieranno la visione della vita. Bisogna, quindi, lavorare su se stessi, occorre che vi lasciate andare, che facciate finta di fare come quel coglionazzo di Mobys al mare, ossia i “morti a galla”, lasciandovi spostare dalle onde del mare, ovvero della vita. Seguite le onde, non costruite dighe, non afferrate il primo ramo che vi viene a tiro (leggi: famiglia) credendo che rappresenti l’unica ancora di salvezza, non crediate che tutto il mondo vi vuole male: non è possibile, vi rendete conto ? Vi è stata data una grande occasione: vivere. Cominciate ad uscire da casa e soprattutto dai socialnetwork, fatevi una bella corsetta, magari ascoltando la vostra musica preferita tramite un lettore mp3, e poi mi saprete dire se vale veramente la pena rinunciare a ciò e a tanto tanto altro ancora… Non pensiate, infine, che uccidendovi la fate pagare, in qualche maniera, a tutti coloro che non vi hanno consentito di vivere felicemente. Dopo un mese al massimo, tutti si dimenticheranno di voi. Compreso Studio Aperto.

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Facebook: spesso bisogna turarsi il naso.

Durante le ferie, avendo molto tempo a disposizione (oramai dare una lettura ad un quotidiano sportivo ti occupa non più di dieci minuti), ho riflettuto e letto parecchi pareri sparsi sul web e non vi nascondo che, per certi versi, ho “limato” qualche mia convinzione.

Ho sempre definito Facebook un validissimo (il numero uno) social newtork per quanto riguarda il marketing. Avrete senz’altro notato che tutte le aziende, piccole e grandi, fanno riferimento alla loro pagina Facebook. Anche nelle vetrine dei negozi oramai campeggia l’adesivo “Seguici su Facebook o Twitter”. Quello che ho sempre contestato io è che, come in tutti gli altri socialnetwork (forse solo Meemi si salva), c’è una gran voglia di apparire ma scarsa propensione ad interagire con gli altri.

Spesso ho la sensazione che su faccialibro si badi più all’audience che ai contenuti e alla comunicazione vera e propria. E qui subentra una marea di paradossi. C’è la mamma che posta cinquecento foto al giorno dei suoi pargoletti (ma che non commenterà mai un cazzo sulla tua bacheca), c’è chi si espone fin troppo solo per postare una frase ad effetto, ma che poi, se incalzato, si tira indietro, per la serie “preferisco non parlarne qui” (e allora perchè lanci il sasso ?), c’è chi, come dissi in queste pagine tantissimi mesi fa, scrive un post solo per notare la reazione di talune persone e che, ovviamente (e stupidamente), si infastidisce se voi intervenite (addirittura cancellando i vostri commenti), c’è chi, top del top, scrive tantissimo nella vostra bacheca ma pretende “un po’ di sobrietà” nella sua e c’è chi fa collezione di amici (ma cosa ne farà ? Forse ogni cento amici c’è un buono sconto per la benzina ?).

C’è, in definitiva, come dicevo prima, tanta, tantissima voglia di esserci continuamente (magari postando dieci status al giorno), dimenticando che il “gioco” è bello se c’è interazione, e nessuno sta su facebook per leggere i tuoi continui spostamenti, dalla camera al cesso, dal cesso al garage, dal lavaggio del cane alla cagata marrone chiaro del picciriddu. Di esempi ve ne potrei fare ancora tanti altri, ma sono sicuro che voi stessi ne vedrete delle belle.

L’aspetto che mi da più fastidio è, comunque, rappresentato dal fatto che la gente non risponde ai messaggi. Questa è una cosa che non ho mai concepito, anche per una questione di educazione. Io potrei capire che infastidisca un messaggio del tipo “ciao, sei m o f ?”, oppure “ciao, hai delle belle tette”, ma se uno chiede qualcosa in maniera educata, è inconcepibile, per il mio modo di essere, dentro e fuori  internet, non ricevere una risposta altrettanto educata.

Perchè parlavo, all’inizio, di mio atteggiamento più “morbido” nei confronti di certi aspetti di Facebook ? mi riferisco alle cancellazioni, di cui io, come molti sanno, sono stato sempre un accanito sostenitore :-). La mia idea è stata sempre chiara: per me facebook è un gioco, se tu non scrivi MAI nella mia bacheca, tanto vale cancellarti. Io voglio solo persone che scrivino, perchè io sono un chiacchierone che sta ovunque, legge e scrive in moltissime bachece (e anche negli altri social sono così, altro che audience) e gradirei che mi si restituisca, almeno in parte, ciò che io do agli altri ! E allora, cancellazioni a go go e lista amici limitata ad una decina di persone “d’elitè”. Il massimo della mia incazzatura avveniva quando la persona in questione era molto attiva in bacheche altrui.

Cosa è cambiato negli ultimi mesi ? innanzitutto ho capito che, pur avendo dieci amici, quello scambio di battute/pareri/prese in giro/ecc., non avviene. C’è poco da fare: le persone che interagiscono davvero equivalgono al numero di veri amici che avete nella vita. In secondo luogo, ho dovuto sorbirmi il risentimento di tante persone che avevo forse frettolosamente cancellato. Ho sempre considerato stupido tale sentimento (scusa, se non scrivi, vai fuori dalle palle !), ora ci ho ripensato. Ed è questo il succo del mio articolo (si, lo so, ci sono arrivato dopo 600 battute, ma abbiate pazienza).

Parliamoci chiaro: la maggiorparte delle persone che vi richiede l’amicizia non scriverà mai o quasi mai sulla vostra bacheca. Vi richiedono l’amicizia o per aumentare il (maledetto) numero di iscritti o per farsi i cazzi vostri. Spesso commettiamo (io il primo) l’errore di accettare troppo frettolosamente una richiesta d’amicizia e di cancellare altrettanto velocemente. Sarebbe opportuno invece fare una riflessione a priori, perchè è meglio non accettare una richiesta piuttosto che cancellare.

Facebook non è quello che noi pensiamo. Coloro che conoscono il web dalla sua nascita, vedi il sottoscritto, difficilmente possono accettare certi meccanismi, ecco perchè spesso bisogna turarsi il naso. Quella che per noi può essere una normalissima funzione (la cancellazione), viene spesso interpretata come una grave offesa e una sorta di porta sbattuta in faccia. Mentre cancellare una persona conosciuta su fb stesso è assolutamente indolore, io consiglio di evitare di cancellare persone che conoscete di presenza, onde evitare, tra le altre cose, che questa vostra azione diventi argomento principale di una serata in pizzeria. Lo so, spesso abbiamo motivazioni valide, al di la della “scarsa attività” dell’utente in questione, ma resta sempre valido il discorso “filtro” in luogo alla cancellazione. Motivazioni valide ? Per esempio, recentemente, ho cancellato delle persone che, anzichè commentare le mie foto, mi criticavano per non averli invitati a venire con me, per non parlare di un mio collega perennemente “muto” ma che, l’indomani, alle 8.02, mi diceva “ah, ti piace il risotto di Isola !”.

Per la “massa”, facebook è come la rubrica del telefono. Se sfogliate la vostra rubrica cartacea o scorrete quella sul cellulare, vedrete che, su cento nomi, ne utilizzate cinque. Eppure vi sembra giusto avere anche il numero dello zio pino o di vostro cugino, pur sapendo che vi vedete esclusivamente nei matrimoni o nei funerali. Per molti è così, cioè “è giusto esserci”. Non mi dilungo su questo punto, ma mi limito a dire che, probabilmente, ciò scaturisce dalla scellerata idea di inserire nomi e cognomi all’interno di un sito internet. Finchè, su Mirc, eravamo “cazzone_72”, “passerina84”, “capitan findus”, ecc., non c’era nessun problema, poi sono arrivati i nomi reali e, appunto, l’effetto-rubrica telefonica 🙂

Parlavo di paradossi. Uno dei più grandi paradossi di questo cavolo di social network è che, incredibile ma vero, l’utente non si offende (o magari non ci fa caso) se non scrivete mai sulla sua bacheca, ma apre un caso politico internazione ed, eventualmente, una guerra termonucleare, se osate cancellarlo. Soluzioni ? io, sotto l’ombrellone, ne ho pensate tre: 1) disattivare l’account, per la serie “mi sono rotto i coglioni del fatto che una cosa nata nel mondo virtuale può incidere (perchè incide, che vi piaccia o meno !) nella mia vita reale”; 2) applicare il famoso “Lodo Mobys”, cioè “lasciare cadere la cosa”, ovvero allontanarsi senza fare proclami (cosa che ho già sperimentato positivamente quando ho abbandonato altri social. Temevo di non poterne fare a meno, invece non me ne sono mai pentito); 3) utilizzare i magnifici filtri che vengono offerti dal mezzo stesso. Mettete tutti su una bella lista-Inattivi (“con Restrizioni”), nascondendo la vostra attività a tutti coloro che vi hanno richiesto l’amicizia solo per sbirciare ma che soffronto di crampi alle dita e non ce la fanno neppure a cliccare su “mi piace” (in realtà non vi leggono affatto, per questo non commentano mai, ma di questo ho già parlato). Non ti cancello, ma almeno non ti mostro la mia attività.

Cosa ho scritto prima ? Facebook non è come noi ci immaginiamo e il livello medio basso della stragande maggioranza dei suoi utenti, fa in modo che, mentre tutti capiscono che sono stati cancellati, pochi si renderanno conto di far parte di una lista di “esclusi” e, malgrado ciò (ennesimo paradosso) non si cancelleranno !

I citrulli di Facebook.

Come disse un famoso filosofo greco: “finchè esisteranno i citrulli, ci saranno anche gli acchiappa citrulli”. Questo mio post non è il solito articolo del Mobys, ma un invito a non entrare nel tunnel dei rincoglioniti.

Ho notato che parecchie persone hanno letto e leggono il mio articolo “I Filtri di facebook”, che scrissi, a suo tempo, di corsa, ma che, evidentemente, risulta utile a qualcuno. Già che ci sono, vi invito a scrivermi in privato se avete dubbi: non sono un esperto del web, ma, se posso, sarò lieto di dare una mano.

Parlavamo di citrulli. Ecco, in questi ultimi giorni, mi sono stati segnalati due gruppi altamente idioti ma che, malgrado ciò, hanno coinvolto anche qualche amico mio, ad ennesima conferma di quanto ho detto più volte: la gente si rompe le palle a leggere un blog, ma non c’è problema se c’è da passare per idioti.

Ovviamente non discuto sulla marea dei gruppi stupidi di cui facebook è pieno: ognuno è libero di cazzeggiare e di trascorrere il tempo come preferisce, ma, per favore, ragazzi: “occorrono 10.000 firme altrimenti fb diventa a pagamento” ??? ahahahahahah. Ma è difficile capire che si tratta di una mega bufala, l’ultima (ma non ultima, purtroppo) delle tante minchiate di cui internet è vittima ? Per non parlare del gruppo che ti consente di avere l’account Vip !

Quante risate mi sono fatto oggi, anche se ci sarebbe da piangere, perchè vedo gente che ancora ci casca clamorosamente. Qualcuno mi potrebbe dire: “embè, anche quando, che succede ?”. Succede che, il creatore del gruppo-fuffa, ha la possibilità di vendere gli spazi pubblicitari, grazie al fatto che è riuscito a racimolare mille, duemila, tremila iscritti. Vende spazi anche tramite i bellissimi messaggi che poi, magari incazzandovi o magari senza nemmeno farci caso, provvederete a cancellare in fretta e furia.

Pensate se gli iscritti raggiungono quota diecimila ! Di conseguenza voi (citrulli), pur senza volerlo, date una grossa mano al truffaldino di turno. Nella migliore delle ipotesi, c’è qualcuno che vi sta prendendo per il culo e vuole vedere a che livello arriva (ma sarà bloccato da facebook stesso, è solo questione di tempo).

A me fa incazzare l’ignoranza che serpeggia nella rete. Ma dove siete stati fino ad oggi ? Nelle caverne ? Non vi ricordate del messenger che sarebbe diventato a pagamento (con l’omino che avrebbe cambiato colore) ? e che dire del bimbo morente che ha bisogno di email-spam per vivere altri due mesi ? Per finire alla classica catena di Sant’Antonio formato www, che ti invita a mandare “questa email a sette persone perchè altrimenti la sfiga ti perseguiterà”.

Sveglia ragazzi. Liberissimi di usare quel videogames che è Facebook, ma evitate di cliccare a cazzo e, già che ci sono, invito qualche mio caro amico a smetterla di invitarmi a Farmville. La legge è uguale per tutti, non ci sto niente a cancellare il contatto e a bloccare la persona, amico, fratello, sorella, prete, chiunque sia. Sapete già che uso Facebook solo per ricevere ed inviare messaggi, sapete anche che ogni tanto intervengo quando mi appare davanti agli occhi un raro caso di discussione seria, quindi non cercate di coinvolgermi nei giochetti del minchio. Io non sto attraversando un periodo di incertezza, mi sono semplicemente rotto le palle.

Un bellissimo gruppo, dove si parla delle bufale di Facebook, ha il seguente indirizzo : http://www.facebook.com/group.php?gid=48129754519