Il grosso guaio dell’Europa ? Il crocifisso !

Dopo aver crocifisso Pietro Marrazzo, è la volta del crocifisso stesso a salire sul banco degli imputati. Questa settimana, infatti, la corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, accogliendo il ricorso di una donna finlandese, residente da anni nel padovano, ha sentenziato che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce “una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”.

Ovviamente, in Italia, il paese di poeti, Santi e navigatori (su internet), è scoppiata la polemica, derivante dal fatto che siamo, probabilmente, sia lo stato più cattolico dell’Europa (anche perchè abbiamo il Vaticano dietro l’angolo), sia quello più intollerante. Per parecchie persone, infatti, togliere il crocifisso dalle aule è sbagliatissimo solo perchè, così facendo, tendiamo sempre più ad islamizzarci. Insomma, se togli il crocifisso, educhi potenziali musulmani.

Al di là di questo esilarante partito (che poi rappresenta anche coloro che non mangiano il kebab per lo stesso motivo…), le scuole di pensiero sono sostanzialmente due. Come detto, i cattolici, si sono parecchio arrabbiati, rivendicando le radici cristiane dell’Europa e dando, in maniera signorile, del testa di cazzo, a coloro che hanno scritto la costituzione europea, non mensionando la parte religiosa, ma concentrandosi sulla laicità dei singoli stati.

Ecco, appunto, la laicità dello stato. Qui subentra la seconda scuola di pensiero. Ovvero gente che asserisce che lo stato è laico, ognuno è libero, per fortuna, di professare la religione che vuole, io non voglio che i miei figli siano traumatizzati da un simbolo che rappresenta, esclusivamente, la religione cattolica (perchè poi è inutile che mi raccontino menate clamorose sul crocifisso che rappresenta “un simbolo universale di libertà”).

Tra questi, cioè nel partito degli affetti da “trauma da crocifisso”, ci sono, ovviamente, gli atei. In questi giorni, hanno intervistato anche qualche membro dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, al quale non sembrava vero di salire alla ribalta. Anche loro, ovviamente, sono dalla parte della signora finlandese, detta anche “non ho un cazzo da fare tutto il giorno e quindi faccio ricorsi alla corte europea”.

Insomma, un ateo, quando entra in classe e vede un crocifisso, è talmente sconvolto, che non riesce nè a seguire la lezione nè, tantomeno, a guardare le gambe della prof di matematica. Insomma, grossi cazzi a china town.

Andiamo alla cosa più importante di questo articolo, ovvero al mio punto di vista. Come avrete senz’altro capito leggendomi fin qui, io non sono dalla parte di chi pretende che il crocifisso venga tolto dalle aule. Secondo me, attorno ad un simbolo, stiamo creando, come sempre del resto, un casino assolutamente inutile. Io vivo in uno stato laico, certe ingerenze cattoliche mi stanno sulle balle, ma il crocifisso in aula non mi dava fastidio nemmeno quando giocavo a fare il comunistazzo.

Il crocifisso è un simbolo positivo, su questo non ci piove. Per molti è qualcosa di importante, altri possono tranquillamente non amarlo e mostrarsi conseguentemente indifferenti, non certo sconvolti o addirittura condizionati.

Se gli studenti fossero obbligati a dire il Padre Nostro ogni mattina, allora sarei d’accordo a porre un freno. Il mio bimbo, ovemai fosse non cattolico, si troverebbe in difficoltà, perchè o dovrebbe far finta o se ne starebbe seduto, con conseguente rottura di minchia da parte degli altri compagnetti che, magari, lo metterebbero al rogo nel cortile della scuola.

Al di là di questa mia ferma convinzione, derivata, ribadisco, dal fatto che hanno voluto sollevare tanta polvere in una stanza dove era stata passata la cera, al di là del fatto che, in molti stati europei, già da parecchi anni, il crocifisso è stato tolto dalle aule, ci sono due mie considerazioni finali che voglio riportarvi.

In primo luogo, grazie o a causa di questa polemica sul crocifisso, ci siamo resi conto che esiste un organismo europeo. Questo è il vero grande miracolo. Insomma, nessun cittadino europeo si sente tale, figurarsi se prendiamo in considerazione un governo sovrannazionale. Purtroppo i politici vogliono giocare a scimmiottare gli Stati Uniti e noi poveri comuni mortali cosa possiamo fare ? Siamo divisi e diversi tra italiani, altro che sentirmi fratello di un francese. Ogni tanto, evidentemente, qualcuno che ha la grossa fortuna di aggirarsi in quelle belle stanze di Strasburgo, deve farsi vivo, deve dire e scrivere minchiate, altrimenti nessuno se li caga. C’è poco da fare. A livello politico, l’europa non conta un cazzo, sia per il mondo intero che, ripeto, per noi europei stessi.

L’altra e conclusiva considerazione riguarda la libertà, ovvero la parola più bella del mondo. Libertà. Nella scuola elementare di Latina c’è la maggioranza di genitori che vuole togliere il crocifisso dalle aule ? In caso affermativo, il crocifisso va tolto, altrimenti, con tutto il rispetto (sempre dovuto) alla minoranza, il simbolo resta attaccato al muro. Invece di prendere queste decisioni, totalmente inutili, gli organismi politici si dovrebbero occupare di problemi che attanagliano le persone. Strade, ponti, ferrovie, lavoro, ecc. Lasciamo ai singoli individui la libertà di scegliere ste cavolate religiose, stando certi che non è un simbolo che fa la discriminazione, ma gli atteggiamenti. Spesso, i silenzi, sono più distruttivi di un oggetto.

Democrazia è rispetto per la minoranza e potere alla maggioranza. Se, alla maggioranza dei genitori, non da fastidio il crocifisso, anzi, lo considera un valore, perchè qualcuno deve farlo togliere ? Stesso discorso per gli studenti delle superiori. Si discute e si decide, ascoltando entrambe le ragioni. Perchè vuoi lasciarlo ? perchè vorresti toglierlo ? Vedrete che gli studenti, tra un’occupazione e l’altra, saranno capaci di decidere 🙂