A chi interessa la “non notizia” ?

Un paio di sabati fa, ebbi qualche secondo di esaltazione dovuto alla goduriosa sensazione di non sentirmi più l’unico “tendenzialmente pazzo” abitante sulla faccia della terra. Facevo la spesa dentro un noto supermercato tedesco e, mentre mi aggiravo fra gli scaffali, notai che i commessi, sistemando la merce, parlavano da soli.

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Una soluzione c’è sempre !

Durante le mie bellissime ferie invernali, mi colpirono due notizie simili: due adolescenti si sono tolti la vita, in quanto vittime del bullismo. Erano stanchi di essere presi di mira dai loro coetanei, stanchi di essere diventati dei fenomeni da baraccone su Facebook, stanchi di vivere.

Ovviamente i media hanno discusso molto sull’argomento, intervistando familiari, amici, pseudoamici, presidi, venditori di kebab, psicologi, ecc. ecc. Non sono mancate le puntualissime cazzate demagogiche che si tirano in ballo quando una persona, magari di giovane età, decide di togliersi la vita. Presenti all’appello, quindi, palloncini bianchi e striscioni che evocano questa o quella canzone o magari proprio la canzone preferita del povero butel che non c’è più. Tutto ciò, per nostra grande fortuna, amplificato da telegiornali come Studio Aperto, perchè si sa, i funerali con annessi abbracci intrisi di lacrime fra amici e, ripeto, palloncini e striscioni, fanno molto commuovere la gente che solitamente guarda questi grandi pezzi di giornalismo. Musica strappalacrime intervallata, ogni tanto, da qualche parola pronunciata con tono triste e via. Tutto condito con un ingrediente che va usato sempre, il cacio sui maccheroni di ogni servizio del genere: le colpe di Facebook.

Io, al solito, mi sono fatto tante domande: fermo restando che la morte è sempre una cosa tragica, specie quando si ha il coraggio di andarci incontro volutamente, in un’ipotetica bilancia, quanto pesa il bullismo e quanto il carattere, evidentemente debole, di una persona ? Qua e la sul web ho letto certi commenti di gente che si è azzardata a dire, in buona sostanza: “se non sei in grado di combattere i bulli sei un debole e se sei un debole puoi anche morire. Il mondo non sentirà la tua mancanza”. La maggiorparte delle persone, invece, insiste sulla problematica bullismo e, tanto per metterci un “rinforzino”, si parla anche della legge contro l’omofobia (non approvata nella scorsa legislatura, quella dei Responsabili… per essere chiari). Infine, qualche psicologo, parla del fatto che i Social Network hanno cambiato la nostra vita e questi incidono irrimediabilmente su di essa.

Cosa penso io di tutta sta sporca faccenda ? partiamo proprio dai social network. Sono aumentati i suicidi perchè esiste Facebook ? non credo proprio (semmai i divorzi !). Il bullismo è una malattia tipica di questi ultimi anni ? ma nemmeno per il ca…volo ! Una legge contro l’omofobia servirebbe per far capire a quattro coglioni che è ridicolo giocare al “Piccolo fastistazzo” ?  Ma si, perchè no ? Perchè ci dobbiamo far mancare una legge ? Certo, in primo luogo bisognerebbe legalizzare le coppie di fatto, anzichè continuare a dare spazio al sacerdote di turno che considera una malattia essere gay (o che dice che bisognerebbe sposarsi prima di trombare !!! ahahahah).

A mio modo di vedere, il bullismo c’è stato sempre, così come i suicidi. Mi pare financo ovvio. Non ho visto sottolineare da nessuno che esiste sicuramente un filo che lega tutte ste storie, ed è il male di vivere. Porcaputtana, è mai possibile che ci arrivi un operaio come me, ma nessun studioso intervistato con alle spalle una mega libreria (di cui, in realtà, non conosce nemmeno una minchia di titolo) ? Ragazzi, il problema non è essere presi in giro. Oggi accade perchè indossi i pantaloni rosa, ieri perchè facevi parte dello Scaglione appena arrivato in caserma. C’è chi si uccide perchè disoccupato, chi perchè ha preso un Quattro in matematica, chi perchè è stato bocciato, chi perchè è stato mollato dalla morosa o dal moroso. Facebook c’entra ben poco. Anzi, grazie ai sn possiamo capire meglio i nostri figli. Incredibile che io stia difendendo Facebook….

Torniamo seri. Se ci fate caso (e ci avete fatto sicuramente caso, anche se non siete psicologi), in tutti gli esempi appena citati, c’è la componente di cui facevo riferimento qualche paragrafo prima, ovvero il male di vivere. Orbene, se non fossero esistiti quelle merde di bulli, mi sarei salvato ? la mia vita sarebbe stata felice ? “avevo tutto, la mia famiglia mi capiva, i miei amici anche, mi piacevano gli hobby che praticavo ma…. quei bulli, quei maledettissimi bulli sono entrati nella mia vita costringendomi ad uccidermi”. No, non credo che sia così. Così come non credo in una società senza bullismo. Certo, sarebbe stupendo, ma questa è la vitaccia, sarebbe bello vivere in un mondo senza bulli, stupratori e cattolici, ma che possiamo fare ? ce li dobbiamo sorbire.

La vita ti schiaccia e devi essere il primo che attacca. Io non criticherò mai una persona che si è tolta la vita, dico solo che mi fa incazzare l’arresa. La soluzione c’è sempre, specie quando si è giovani. Diverso, per esempio, il caso del “maestro” Mario Monicelli: aveva 95 anni e un cancro alla prostata in fase terminale. Gli mancava solo l’emozione di volare….

Lo so, quando una persona attraversa un brutto periodo, quando non c’è un appiglio, un punto di riferimento positivo, non esistono belle parole che tengano e che possano far cambiare idea. E’ vero, come disse la mamma di una vittima, bisogna stare accanto alle persone deboli, i quali hanno un carattere sensibile e rischiano di crollare a seguito di una scritta sui muri a loro dedicata. Dobbiamo fare di tutto per stare accanto a queste persone, piuttosto che andare a comprare i palloncini per il funerale. Bisogna ascoltare, ascoltare, ascoltare. Una cosa che non fa più nessuno, dai giovanissimi agli anziani. Quante volte l’ho detto ? Siamo tutti impegnati a correre, a farci i cazzi nostri e a mostrarli al mondo intero, ma pochi si rendono conto che, spesso, basta prendersi un caffè insieme, per far sentire la propria vicinanza ad una persona. Per gli adolescenti è ancora peggio perchè l’effetto-giungla è ancora più accentuato, c’è molta competizione, i genitori sono assenti e spesso separati, quindi sti poveri picciottelli crescono soli in tutti i sensi, anche se io ho conosciuto persone che sono cresciute da sole (o, peggio ancora, costrette ad accudire i fratelli minori, sostituendosi ai genitori o ad uno dei due), e posso garantivi che hanno due coglioni grandi quanto la mia pancia !

In definitiva, cari ragazzi, non nascondetevi dietro ai soliti luoghi comuni, scegliendo vie estreme come la morte o il ricorrere alle droghe (moltissimi scelgono la seconda opzione; ed è pur sempre una morte). Poc’anzi ho fatto un riferimento ad un grande regista perchè capisco coloro che, dinnanzi ad una morte preannunciata, decidono di anticipare i tempi (in culo alla balena), ma per tutto il resto cercate di capire che il motivo per vivere c’è SEMPRE e che, anche se la parola di genitori, amici, dottori, prostitute, edicolanti, ecc., può esservi d’aiuto, bisogna che capiate che la soluzione è dentro di voi ! Questa è una battuta storica che ricorda Quelo, ma è proprio così ! Mille parole dette o cento “mi piace” su facebook non vi cambieranno la visione della vita. Bisogna, quindi, lavorare su se stessi, occorre che vi lasciate andare, che facciate finta di fare come quel coglionazzo di Mobys al mare, ossia i “morti a galla”, lasciandovi spostare dalle onde del mare, ovvero della vita. Seguite le onde, non costruite dighe, non afferrate il primo ramo che vi viene a tiro (leggi: famiglia) credendo che rappresenti l’unica ancora di salvezza, non crediate che tutto il mondo vi vuole male: non è possibile, vi rendete conto ? Vi è stata data una grande occasione: vivere. Cominciate ad uscire da casa e soprattutto dai socialnetwork, fatevi una bella corsetta, magari ascoltando la vostra musica preferita tramite un lettore mp3, e poi mi saprete dire se vale veramente la pena rinunciare a ciò e a tanto tanto altro ancora… Non pensiate, infine, che uccidendovi la fate pagare, in qualche maniera, a tutti coloro che non vi hanno consentito di vivere felicemente. Dopo un mese al massimo, tutti si dimenticheranno di voi. Compreso Studio Aperto.

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