Le persone sono importanti.

I proverbi, molto spesso, dicono delle sacrosante verità. Ogni tanto, ne becco qualcuno che, come disse Galileo in uno dei peggiori bar di Caracas: “mi fa girare le palle centomila volte più velocemente rispetto al movimento della terra attorno al sole” (voi non conoscevate questo retroscena ma io, che sono un grosso blogger, ve lo sto svelando in diretta e in esclusiva !).

Ovviamente non sto qui, in questa notte di mezza estate, a farvi la lista dei miei proverbi preferiti e di quelli che odio. Stasera mi limito a citarne due che proprio non digerisco. Quello partorito dallo Zù Giulio Andreotti (“fidarsi è bene ma a non fidarsi spesso ci si azzecca”) e quello che mi veniva enunciato spessissimo nella mia ultima esperienza lavorativa palermitana di 15/20 anni fa: “Tutti siamo utili ma nessuno è indispensabile“. Sul primo, nonchè su tutti i proverbi, ognuno può avere una visione diversa. Per me è un’autentica merda. Tutti i proverbi e gli aforismi che conducono la mente umana verso la negatività, la tristezza, la sfortuna, il nemico che è alle porte, ecc., a me, sinceramente, fanno cagare, peggio di un pranzo a base di pasta e fagioli ed insalata di patate e ceci. Purtroppo la frase detta dal famoso politico suonava e suona bene, quindi è diventata un “must” ma, se ci pensate bene, è la madre di tutte le battaglie che ruotano attorno al non fidarsi di nessuno perchè il nostro vicino può essere un maniaco sessuale, un negro (anche se bianco), un bianconero, un biancosarti, un piedofilo (perchè guarda sempre i piedi), un catanese che dice arancini, un vicentino magnagatti, ecc. ecc. Ma, ripeto, ognuno può pensarla come vuole.

L’altro discorso sul “siamo tutti utili ma nessuno è indispensabile”, può essere valido a livello lavorativo, e ci mancherebbe altro se non fosse così ! Per il rispetto dell’azienda, quindi dei titolari in primis e degli altri colleghi in dopis, è giusto che, se uno va fora dai cojoni, dopo l’iniziale periodo di confusione, legato al dover insegnare il lavoro al neo assunto, tutto prosegua e si continui ad andare avanti.

Tuttavia il fulcro del mio post (minchia che pallo bene quando mi ci metto !) non verte sulle problematiche lavorative. Parlare di lavoro il venerdì sera è come parlare di shopping con una donna. Faccio quindi un discorso generico, al fine di esprimere il mio umile punto di vista. Secondo me, spesso, si da poca importanza al valore di una persona. Nessuno è indispensabile ma spesso si è quantomeno Importanti ! Quando capita di fare discorsi analoghi, qualcuno risponde prestamente: “eh ma bisogna trovare la felicità dentro di noi”, “bisogna sentirsi bene soprattutto con noi stessi”. Ecco, per me, ste frasi da Raffaele Morelli de noialtri, non c’entrano una benemerita minchia !

Io sono il primo a dire che il nostro Io è al centro di tutto (sino a pochi mesi fa non ci credevo, ma stasera non voglio nuovamente annoiarvi col buddismo), ho finalmente scoperto, seppur tardivamente, che dare troppo peso agli altri, dove per altri intendo anche persone che vi stanno vicinissime, è sempre sbagliato. Puntare su se stessi rende il palazzo ben solido ed è l’unica maniera per vivere davvero felici. Ma cosa ce ne facciamo di uno scheletro di palazzo ? Cosa ce ne fotte se le sue fondamenta sono a prova di terremoto, se poi non lo completiamo ? Sono le persone che ci completano, non il sole, il mare e le nuvole. Nessuno è un’isola !

A volte si arriva al punto in cui bisogna tagliare i rami secchi. Spesso la scelta è dolorosa, perchè ti aspetti di tutto, fuorchè cancellare dalla tua vita gente che conosci da vent’anni, ma è giusto andare avanti. La tua squadra del cuore va avanti anche se ha perso un pezzo da novanta (che a sua volta magari ha perso la dignità), l’azienda dove lavori va avanti anche se un collega è andato in pensione, la tua vita va avanti anche se, con quella determinata persona, non c’è più quella sintonia di una volta. E allora inizi a distaccarti, hai davanti agli occhi la nave che dopo aver salpato, man mano che passa il tempo, diventa sempre più piccola, fino a quando sparisce dalla tua vista. Certi rapporti sono così ma, a meno che non siate animali, stronzi, o animali stronzi, vi resta comunque qualcosa dentro (a volte financo un picciriddu da partorire).

Le persone sono importanti. Frequento un gruppo (non vi dico di cosa sto parlando. Potrebbe essere il gruppo di cherichetti, quello dei sub, quello degli amanti dell’Amiga 500, ecc.), in cui ho notato che sussiste questo brutto vizio: chi si allontana viene presto dimenticato. Sono cazzi sua. Rifletterà, mediterà, valuterà ed eventualmente ritornerà. Sa dove trovarci ! Ogni tanto magari chiamiamo la Giessica di turno per sapere come va, le facciamo presente che non vediamo l’ora che torni, magari le diciamo pure che parlare di pesci senza di lei non è la stessa cosa, ma, amici miei, sono tutte cose “da facciata”. Scusate ma io non credo in questa “politica”, mi dispiace, lo dico forte e chiaro e lo dirò chiaramente anche fuori da questo blog.

Fermo restando che Giessica ha pieno diritto di starsene per i cazzi suoi, fermo restando che non sono mai entrato a far parte di sette che ti cercano nel cuore della notte per dirti che devi tornare nel gregge, secondo me c’è una componente, che si chiama CUORE, troppo spesso sottovalutata. Non mi interessa se il mondo gira così, non mi interessa se è giusto che sia così, a me questa cosa non mi piace.

E allora cosa dobbiamo fare, caro Mobys ? Appostarci sotto casa di Jessica (ogni tanto lo scrivo giusto !) stile stalker ? Continuare a mandarle sms ? Fare degli striscioni e appenderli di fronte casa sua ? No, dico soltanto che la gente non è stupida. Gruppo o non gruppo, amico o mezzo amico che tu sia, la gente capisce quando ti rivolgi ad essa con un atteggiamento formale. “Pronto vincenzo vuoi venire in pizzeria sabato sera ?”, “ehmm sabato ???? …. mmmmm”, “no no vabbè lascia perdere, tanto immaginavo che dicessi di no, ciao”. E sticazzi !

Insistere (specie con un tipo come me, che quando sente il fiato sul collo, inizia a correre come una pantera) è sempre sbagliato, ma le persone possono anche avere dei problemi tali da aver bisogno di qualcosa di più di una minchia di sms !

Le persone sono importanti, non bisogna lasciarle andare frettolosamente per la propria strada. Non dobbiamo aggrapparci alle caviglie di nessuno, come facevamo all’asilo con le nostre mamme, ma dobbiamo imparare ad ascoltare, una cosa che ormai pochi fanno. Tutti a postare e a pubblicare foto di gattini meravigliosi, nessuno (o comunque pochi) che guarda cosa hai da dire tu !

Guardare le stelle col cannocchiale è spettacolare, ma ogni tanto bisogna occuparsi d’altro. Voglio dire che le nostre passioni sono importanti ma bisogna anche trovare il tempo per dedicarsi agli altri. Invece siamo tutti a “Senso Unico”, partiamo come razzi e non guardiamo per nulla cosa ci lasciamo dietro, cosa abbiamo appena sorpassato, cosa stiamo sorpassando. La vita è diventata come i concerti, in cui la gente passa più tempo col telefonino in mano che a godersi lo spettacolo. Metaforicamente parlando il telefonino è il nostro mondo, il palco è ciò che succede realmente attorno a noi, accanto a noi !

E allora non faccio il buonista, non dico per l’ennesima volta “prendetevi cura del vostro vicino, anzichè fare discussioni inutili sull’adozione a distanza di un cavallo zoppo”, dico semplicemente: godetevi le persone, le persone sono importanti. Prima di chiudere la porta in faccia al prossimo, riflettete sul fatto che quella persona, che state abbandonando al proprio destino con estrema facilità, un giorno potreste essere voi !

“Non esiste povertà peggiore che non avere amore da dare”, Madre Teresa di Calcutta.

Scusate le chiacchiere e gli errori.

“La Rivoluzione del coniglio”: la magnifica storia di un buddista NORMALE !

Antonello Dose è, fra le tante cose, un giornalista che, da un ventennio, conduce il programma radiofonico “Il ruggito del coniglio” su Rai Radiodue.

Non ascolto la radio e non conosco questa persona. In una delle mie “escursioni libresche domenicali”, notai il suo libro per un paio di motivi: innanzitutto il sottotitolo è “come il buddismo mi ha cambiato la vita”, e chi sta facendo questo tipo di percorso, vedi il sottoscritto, parla spesso di cambio di stile di vita. In secondo luogo, non mi sembrava vero notare che, in un intero scaffale in cui le librerie Giunti posizionano vergognosamente ed esclusivamente libri sul buddismo riferiti al Dalai Lama e a Osho, finalmente c’era un libro che parlasse della filosofia che seguo, ovvero quella che fa riferimento a Nichiren Daishonin.

Dopo aver letto delle positivissime recensioni su Amazon, decisi di comprarlo. Devo dire che l’ho “divorato” !

Come dico spesso, non sono un recensore. Noto con piacere che le mie recensioni scritte su TripAdvisor, riguardanti località e ristoranti, ottengono un buon punteggio, probabilmente dovrei dedicare più tempo a questo tipo di attività, ma tutto, alla fin fine, verte attorno al Giudizio e a me non piace moltissimo giudicare l’operato degli altri, a meno che non mi facciano incazzare (vedi ristorante giapponese aperto dentro dentro il Galassia di San Giovanni Lupatoto). In definitiva, non credo che il mio livello di scrittura da “pseudo giornalaio diplomato all’Industriale”, mi consenta di scrivere delle belle recensioni.

Malgrado ciò, volevo condividere con voi la mia esperienza alquanto positiva nell’aver letto un libro bellissimo che mi ha colpito soprattutto per un aspetto: è un racconto di una persona normale che parla del buddismo senza perdersi in inutili disquisizioni filosofiche, che un po’ come al Mobys (Dose perdonarivoluzionemi se uso codesto accostamento !) riesce a centrifugare perfettamente il dolce e l’amaro, raccontando una storia bella, che ha un senso, e che non si perde in discorsi capibili solo da una persona che sale in cima al Monte Baldo per meditare insieme agli augelli e a San Francesco resuscitato.

Tempo fa scrissi un post sull’Elogio alla Normalità (post del 1/5/2016). Ero stanco di notare, a destra e a manca, persone che cercavano di nascondere i propri difetti, sparandole continuamente grosse e credendosi esseri superiori solo perchè magari hanno procreato o perchè sono stati artefici di “grandi trasgressioni”, come mangiarsi un kebab all’una di notte ! Probabilmente, grazie alla cassa di risonanza offerta dai socialnetwork, molti sono vittime delle manie di protagonismo di fantozziana memoria.

“La Rivoluzione del coniglio” è un libro normale, scritto da una persona normale e rivolto soprattutto ai buddisti che recitando Nam-Myoho-Renge-Kyo credono (a ragione) di poter cambiare le sorti della propria vita e di migliorare tutto ciò che li circonda.

Non so nemmeno quanti libri abbia letto sull’argomento, ho perso il conto ! Sono una delle poche persone che ha conosciuto la Soka Gakkai dopo aver letto qualche libro. Ci sono entrato da solo, non c’è stato nessuno che mi ha accompagnato ad uno dei nostri meeting (Zadankai), e un giorno magari vi racconterò cosa ha provato, un timido-orso-forse asociale come me, quando si è ritrovato in un soggiorno di una casa sconosciuta, in mezzo ad una decina di persone che parlavano giapponese, forse coreano, o magari cinese della bassa Provenza.. Ma questa è un’altra storia.

Ho letto parecchi libri, qualcuno mi ha coinvolto, altri meno. Ero partito proprio da Osho, ma quando arrivavo a pagina 20, mi rendevo conto di capirne nella stessa misura in cui capisco le donne: un emerito cazzo.

Questo di Dose è un bellissimo libro perchè non si perde, come dicevo all’inizio, in discorsi complicati. Lo leggi con piacere perchè ti sembra di ascoltare un amico, direi “il buddista della porta accanto”, ti rendi conto di essere meno solo; sei felice perchè pensi che da qualche parte del mondo esiste una persona che ha compiuto un percorso molto simile a quello che stai intraprendendo o hai intrapreso.

E’ un libro stupendo perchè ti regala la cosa più preziosa al mondo, dopo l’amicizia: la speranza. La speranza che continuando a recitare, continuando a percorrere questo stupendo cammino, le cose vadano sempre meglio o addirittura si sistemino. “La rivoluzione del coniglio” fa riferimento alla tua Rivoluzione Umana sulla quale il Maestro Ikeda ha scritto tantissimi libri. Perchè ? Perchè, ripeto per l’ennesima volta, è la rivoluzione di una persona che ha sofferto e che ha intravvisto la luce in fondo al tunnel grazie al buddismo.

Caro Antonello, con una persona come te non smetterei mai di parlare di buddismo. Tu forse, vivendo in una città come Roma, non ti rendi conto quanto sia difficile rivoluzionare la propria vita in mezzo al deserto. E’ una grande e difficilissima sfida. Io sono molto contento ma ancora mi sento all’inizio di quel percorso che ho citato prima, altro che vedere la luce in fondo al tunnel. In questo mio percorso sono felice di aver incontrato, a parte i miei compagni di fede, il tuo libro, perchè tutti noi abbiamo bisogno di parole come le tue, di discorsi NORMALI, non di parabole, iperboli, triangoli isosceli, oscilloscopi, legge di Ohm, madonne lacrimanti e quant’altro…

E allora ti ringrazio. Tu, ovviamente, non leggerai mai queste mie parole ma non importa: ti ringrazio ugualmente. E malgrado la mia vista sia abbastanza stanca dopo l’ennesima giornata infernale in ufficio, ho dedicato la mia serata a cercare di fare ciò che è il mio più grande sogno, da qualche mese a questa parte: aiutare gli altri. E se, in definitiva io, nel mio piccolo, in questo spazio che rappresenta una goccia nell’oceano, posso, con la mia testimonianza positiva, aiutare UNA persona a stare meglio grazie alla lettura del tuo libro (e grazie quindi al buddismo), non posso che esserne felice !

Arriverà la fine !

Scrivo all’indomani del sabato sera in cui Londra è stata vittima di un altro attentato e dove a Torino c’è stato un pauroso fuggi fuggi generale da una Piazza San Carlo gremita per assistere allo show del Real Madrid.

Per svariati motivi ho sempre evitato argomenti particolarmente “scottanti”. Nella maggior parte dei casi ci si divide ancora di più, non si arriva quasi mai ad una soluzione che metta completamente d’accordo Guelfi e Ghibellini e, come ho detto più volte, il mio fine principale, nel momento in cui scrivo, a parte la componente-sfogo, è quello di far sorridere, non di peggiorare il vostro umore, magari già sotto terra dopo aver visto Tg e certe incantevoli  trasmissioni televisive.

Mi dispiace, ma oggi non riesco a non trasmettervi il mio pensiero, non ce la faccio a tenermelo dentro, mi sento come uno stomaco alle prese con una mega porzione di pasta e fagioli.

Mi fa riflettere e mi amareggia soprattutto un dato: a Torino ci sono stati 1.527 feriti e tre persone (di cui un bambino) sono in gravi condizioni. Nella stessa serata, un furgone attraversa London Bridge, investe diverse persone, quattro terroristi scendono dal veicolo, con fare non curante iniziano a sgozzare chiunque gli veniva a tiro e il bilancio è di 6 morti e 50 feriti. Insomma, anche se la bellissima piazza torinese era gremita e a Londra parliamo di una seppur frequentatissima zona, possiamo ben dire che l’isis ha fatto più danni con la psicosi a Torino che con i suoi soldati a Londra.

Del resto, lo sapevamo tutti anche prima di ieri. La psicosi ha cambiato le nostre vite. Oggi, alla Lidl, avevo accanto l’ennesima donna musulmana, sicuramente molto più pacifica di me, ma mentre guardavamo contemporaneamente le confezioni di mele golden, stavo quasi per dirle: “prego prego, le prenda pure, non vorrei che se le prendessi io, qui saltiamo tutti per aria”. Si lo so, sono stupido anche quando c’è da piangere.

Mentre tornavo a casa, mille pensieri assalivano la mia mente: il primo fu “ma non sentono caldo con sto velo in testa ?”. Successivamente il mio cervello fu capace, incredibilmente, di partorire idee ben più serie.

Mi chiedevo (e mi chiedo spesso): Come se ne esce ? Arriverà la fine di questo incubo ?

Andiamo per esclusione. Rinunciare a frequentare eventi, cioè praticamente a vivere, è sbagliatissimo. La daremmo vinta a questa gentaglia. Bisogna quindi continuare a vivere le nostre vite, ben consapevoli del fatto che siamo in guerra. Solo che prima c’erano i romani che andavano a scassare la minchia ai greci per una fornitura di yogurt scaduti, adesso il nemico potrebbe essere il nostro vicino di casa, come se già non bastassero gli scassaminchia col karaoke, i cani che abbaiano 10 ore al giorno e quelli che tagliano l’erba puntualmente la domenica alle 15. Sei pensionato, non hai nulla da fare tutto il giorno ma quando la tagli l’erba ? La domenica alle 15 ! Gli va giusto quel giorno e giusto a quell’ora … Torniamo seri.

ariana1La seconda considerazione che ha partorito la mia mente geniale (…) è che sicuramente non vinceranno mai. Si, ho capito che forse nel corano c’è scritto che un giorno il mondo sarà popolato esclusivamente da musulmani, ma ciò non accadrà mai. La battaglia non è solo di religione (cosa te la prendi a fare con i bambini che vanno al concerto di Ariana Grande a Manchester ?) ma culturale, e li vede soli contro tutti. Soli perfino contro altri musulmani (ai concerti vanno tutti !).

Fino a prova contraria i tutti siamo di più, solo che per adesso i furbastri rompono il cazzo in Europa, ma provate a fare incazzare i cinesi. Perchè non vanno a prendere di petto le persone in Corea ? Ziocan, la Corea no, quelli lì ci sparano i missili nel culo ! E come mai in Australia non succede mai nulla ? E in Argentina ? In Messico ? In Canada ? Qual è il loro obiettivo ? distruggere le armate blu ? conquistare 18 località europee a loro scelta ? Hanno un carro armato, un fante e un cavaliere e non sanno come minchia si gioca a Risiko ?

Tranquilli ragazzi, l’estremismo islamico non l’avrà mai vinta. Mieterà purtroppo altre vittime, lo so, lo sappiamo tutti, siamo in guerra, ma dobbiamo andare avanti. Purtroppo noi buddisti siamo gli unici individui a pregare per la pace del mondo, ma siamo troppo pochi e troppo poco potenti.

Il mondo sta cambiando e si sta adeguando alle nuove minacce. Noi stiamo vivendo questa fase. Si arricchiranno le aziende che produrranno nuove tecnologie e arriveremo, secondo me, al giorno in cui entrando nei centri commerciali, le telecamere leggeranno la nostra retina oculare (vedi film Johnny Mnemonic), sapendo all’istante che il Mobys ha un debole non tanto per le donne, quanto per il sushi.

Siamo, ripeto, in una fase di transizione e stiamo tutti imparando. Il terrore, il sangue, le lacrime, ci DEVONO far apprendere nuovi strumenti e una nuova mentalità. Ieri sera, a Torino, bastava secondo me qualche poliziotto alla capitano Harris con un megafono per limitare i danni. Quando viaggio in aereo e c’è qualche pertubazione, mi harristolgo le cuffie e ascolto ciò che dice il comandante. Magari bluffa, ma la sua voce, l’apprendere che “stiamo semplicemente attraversando una turbolenza, tenete allacciate le cinture di sicurezza”, mi da conforto. Ieri scappavano tutti senza alcun senso. Ci fossero stati degli altoparlanti, la gente poteva anche non credere ad un cazzo, ma io mi sarei tranquillizzato. A parte il fatto che, considerata la mia mole, se fossi caduto, la gente avrebbe fatto prima a girarmi attorno piuttosto che a scavalcarmi ! :-). Si parla di scarsa organizzazione. Ok, potremmo riconsiderare l’idea di riempire le piazze come ai vecchi tempi, ma il pericolo è dietro l’angolo: centri commerciali, cinema, ristoranti, teatri, ecc. Quindi è perfettamente inutile prendersela con chi ha organizzato il maxi schermo a Torino !

Ci saranno altri attentati, sicuramente un giorno colpiranno anche l’Italia, magari colpiranno anche me che sono un grosso blogger buddista. E chissenefrega ? Non vinceranno mai. Attentati, arresti, attentati sventati, altri arresti. Dobbiamo abituarci a questa merda. Arriverà la fine. Non so se la conosceremo noi o i nostri figli, ma arriverà. Poi magari faremo la guerra a chi ama la carbonara, ma pazienza. Il mondo è popolato da tante persone che fanno dell’odio il proprio stile di vita.

Ricordatevi, amici miei, che essi sono e saranno sempre e comunque una minoranza.

Fanno casino, rompono le palle, hanno modificato il nostro stile di vita (se non ci fossero stati gli attentati, ieri sera a Torino non sarebbe accaduto un bel nulla !), ma la gente che odia, isis o non isis, rappresenta comunque una minima parte. Certo, nello specifico questi hanno un’arma formidabile: si fanno saltare per aria. Inoltre chiunque sia in possesso di un veicolo, prendendo spunto da Nizza, può far danni, ma arriverà il giorno in cui capiranno che il Vero ed Unico paradiso è qui e ora, non certo chissà dove e con chissà quante vergini.

Mi sono dilungato, scusatemi. Siccome, come ho detto all’inizio, ho sempre preferito evitare certi argomenti, difficilmente tornerò su questo, peraltro abbastanza spinoso. Non tornandoci probabilmente più, voglio concludere con una mia ultima idea sull’argomento estremismo islamico. Un’idea che fra l’altro coltivo da tantissimi anni. Ecco, secondo me non esistono i cosidetti “musulmani moderati”. Questo non vuol dire che tutti i musulmani sono terroristi, ci mancherebbe altro !

Secondo me, essi si dividono in due semplici categorie: quelli che uccidono (molti dei quali magari nelle loro vite probabilmente hanno letto solo fumetti, altro che Corano !) e quelli che, fondamentalmente approvano, ma non possono ammetterlo perchè, appunto, si definiscono “moderati”. Approvano ma non possono ammetterlo perchè pensano “qui in occidente ho trovato il paradiso, benessere, centri commerciali, aria condizionata, acqua corrente, ecc., siete tutti degli infedeli di merda, ma io sfrutto questo vostro benessere perchè in fondo la vita è una”. Per la serie: musulmano si, fesso no.

Non dobbiamo perseguire gli untori, non dobbiamo fare alcuna guerra preventiva, ma non credo di dire un’eresia asserendo che i primi nemici dei terroristi dovrebbero essere i musulmani stessi !

Se i palermitani sporcassero le strade di Verona, è più probabile che ascoltino le parole dissuasive degli altri palermitani, magari più anziani, piuttosto che quelle dei veronesi, che sicuramente tanto odiano ! Il problema semmai è: ci sono palermitani contrari alla munnizza per le strade di Verona ? Oppure davanti alle telecamere faccio lo sdegnato e quando chiudo la porta apro una bottiglia di buon prosecco per festeggiare i cumuli di munnizza creati dai miei simili ?

Sarò pessimista ma non credo che ci sia stato UN musulmano che abbia pianto all’indomani delle stragi compiute dai loro “fratelli” ! Io, invece, dopo Manchester, ho trascorso dei giorni molto tristi, non mi andava nemmeno di scrivere o di suonare l’arpa.

Forse diranno che hanno esagerato, forse diranno che basterebbe scrivere “Suca Papa”, “Inter merda”, ecc., ma, nel loro cuore, non c’è alcuna tristezza e alcun disgusto. Ne sono certo, anche se ovviamente mi auguro di sbagliarmi di grosso !

Mi chiedo, infine, come si fa ad essere terroristi nella città più bella del mondo, cioè Londra, un luogo che sogno quotidianamente manco fosse Monica Bellucci ! Io posso capire che coltivi l’odio a Scicli, a Volargne, a Biondè, ma non a Londra ! (consentitemi questa battuta !).

Scusate gli errori.

Vi lascio con un video che mi ha fatto ridere tantissimo, ma che, all’indomani del caos di Torino, si esprime meglio delle mie tante parole…

 

 

Come festeggia la Pasqua un buddista ? Mangiando la cassata !

La novità del 2017 non è tanto la nuova attrazione a Gardaland, quanto il fatto che parecchi amici, sia di presenza che via sms, mi hanno chiesto: “Vincè, ma possiamo augurarti Buona Pasqua ?”.

Ecco, li ho uccisi tutti.

Torniamo seri e cerchiamo, almeno nella notte in cui nasce il bambinello (scusate ho un po’ di confusione in testa…), di scrivere un post quantomeno “presentabule”.

Si, potete augurarmi Buona Pasqua, cosa del resto che ho fatto e farò anch’io, rivolgendomi ai miei amici e alle mie fans.

Sinceramente non mi interessa se, col mio atteggiamento troppo “moderato”, vado contro i principi del buddismo di Nichiren Daishonin. Chi mi conosce bene sa benissimo che odio le etichette e soprattutto le barricate. Prima di essere un buddista sono una persona e sono un (fiero) italiano. Sono nato in una terra cattolica che mi sta dando la possibilità e la libertà di praticare un’altra “religione” senza essere perseguitato.

Ho massimo rispetto nei confronti dei cattolici e di chiunque, non faccio parte di una sorta di schieramento avversario, non sono un “alternativo della minchia”, mi godo sto lunedì di pasquetta in vacanza e, se fossi nella mia Palermo, mangerei una fetta di cassata (massimo due ! aspè la terza nel pomeriggio insieme al caffè delle cinque…), rigorosamente la parte verde, quella che sa di pistacchio.

Nella vita, Rispetto è la parola chiave. Rispetto per le libertà altrui. Come ho già scritto in passato, ho avuto amici omosessuali e per me non erano nè gay e nè lesbiatane, erano semplicemente Roberto, Michele, Laura ed Elisa. Le persone vengono prima di tutto, ed etichettarle vuol dire creare quelle barriere che io odio con tutto me stesso.

Buona Pasqua a tutti. Buona Pasqua anche a chi si mangia l’agnello. Ebbene sì, a me non interessa se vi mangiate l’agnello a Pasqua ! Perchè sta battaglia ? Perchè è un animale simpatico ? Perchè, come mi disse un mio collega una volta, non è giusto che venga privato della sua vita così giovane ? Ok, ma quando uccidete una mosca o una zanzara prima gli chiedete se ha fatto la Prima Comunione ? Perchè la sogliola ha meno diritti ?

Festeggiate e vivete la vostra vita senza mettere sempre e per forza lo zampino nelle vite altrui. Vi piace l’agnello ? Ripeto, avete il diritto di mangiarvelo (visto che non c’è una legge dello Stato che lo vieta); non vi piace perchè vi sentireste in colpa ? Non lo fate ! Non c’è bisogno di gridare ai quattro venti che bisogna abolire questa usanza, non c’è bisogno che martedì rompiate le palle postando su facebook che avete trascorso la pasquetta mangiando fragole, bacche selvatiche e yogurt magro 0,1%.

Io non sono mai stato un vero cattolico, quindi per me questa festa non ha mai avuto alcun significato. L’unico mio pensiero, anni addietro, era quello di organizzare le grigliate con gli amici. Bei tempi. Questo era per me la Pasqua, ovvero un’occasione per fare mega mangiate con gli amici, giocando col supersantos fra un’aletta di pollo e l’immancabile “crastu” (per i miei amici veneti, il crasto è il maschio della pecora). I baci al sapore di sasizza e di stigghiole erano qualcosa di un romantico unico ! 🙂

Adesso che sono buddista non cambia chissà quanto la sostanza. Anzi forse, se proprio devo dirvela tutta, e non so se il buddismo c’entri o meno, ma in cuor mio mi piacerebbe fare una mega grigliata non solo con gli amici, ma con coloro che definisco “I veri ultimi”. Essi non sono i senzatetto, i barboni, i profughi, ecc., ma le persone sole.

In uno dei meeting buddisti del giovedì (“Zadankai”) feci il solito Mobys che è puntualmente troppo “poco ancorato” per essere il perfettino-figo della situazione, e mi permisi di citare Madre Teresa di Calcutta, la quale una volta disse: “L’amore comincia prendendosi cura di quelli più vicini, quelli che sono a casa”. Sto principio l’avete letto spesso in questo noioso Blog, mi dispiace essere ripetitivo, ma per me è fondamentale. E’ fuori dubbio che la gente che soffre merita tutto l’aiuto di questo mondo, ma per me è altrettanto indubbio che troppo spesso ci dimentichiamo di coloro che ci stanno accanto.

E allora Buona Pasqua anche a te, persona sola che magari vaghi senza una meta alla ricerca di risposte, di qualche sorriso e magari di un briciolo di compagnia. A te che non hai nessuno che ti fa una campagna per donare 2 euro, a te che non sei mai preso in considerazione quando si allestiscono i banchetti dove si vendono azalee, arance, castagne, ricchi premi e cotillon. A te che spegni e riaccendi il cellulare perchè pensi che ci sia un virus che impedisca l’arrivo degli sms …

Se ben ricordo per i cattolici la Pasqua è “Resurrezione”. Ecco, ovunque tu sia, spero che avvenga la tua piccola grande “resurrezione”, che tu esca dal tunnel della solitudine, della tristezza o addirittura della depressione.

Puoi e DEVI farcela !

Non esiste uomo sulla terra che meriti di essere infelice e solo. Il tempo trascorso senza sorridere è tempo perso ! E pazienza se non vivete dove si producono le cassate, qualcosa di ugualmente buono (e ipocalorico…) lo troverete comunque ! 🙂

Vi abbraccio tutti tutti tutti !

Nasce “Dal cannolo all’Amarone”.

Ad un certo punto guardi la tua amata autovettura e pensi: quasi quasi è ora di cambiarla. Hai nuovamente speso qualche soldino per sistemarla ma poi capisci che non vale più la pena, che i chilometri percorsi sono tantissimi, che sicuramente dopo qualche mesetto capiterà un altro guasto e opti quindi per il cambiamento. Qualcuno penserà che questa è una delle mie tante metafore e che, parlando di auto, in realtà mi riferisco ai matrimoni, ma credetemi stavolta “metafora involontaria fù” (pregasi pronunciarlo in dialetto siculo).

Ho deciso di cambiare il nome del mio blog. Il “Pianeta Mobys” non esiste più (l’indirizzo resta uguale http://www.pianetamobys.com, anche perchè è un dominio che ho acquistato).

Ad un certo punto, dopo otto anni di blog, 124 articoli, 11.660 visualizzazioni e 4.500 visitatori, mi sono reso conto (saranno i capelli bianchi…) che la parola Pianeta non solo poteva rappresentare l’emblema dell’autorefenzialità e dell’egocentrismo, ma poteva altresì indurre il lettore a pensare “questo è il blog di Vincenzo Mobys, il dr.House de noialtri, colui che schifa talmente tanto la gente, da crearsi perfino un Pianeta tutto suo !”.

E’ paradossale che questo cambiamento potrebbe apparire come uno dei miei rari esempi di apertura verso il mondo, proprio nel momento di maggiore chiusura nei confronti del mondo stesso ! Insomma mando in soffitta il “Pianeta Mobys”, proprio nel momento in cui io stesso, nella vita reale, e non certo per cazzeggiare, ho deciso di limitare al massimo le mie apparizioni in società nonchè tutta una serie di buone creanze, per dirla alla Scheldon Cooper (insomma non aspettatevi i miei auguri di Buona Pasqua !). Ma non divaghiamo, almeno in questo post !

Ho trascorso decinaia e decinaia di giorni a pensare al nome da dare al mio blog, perchè è facile dire “cambio la macchina”, il problema semmai, schei a parte, è: quale macchina comprare ??

Ho fatto una classica short-list e alla fine ha prevalso “Dal cannolo all’Amarone”, per due semplicissimi motivi. In primo luogo perchè è indiscutibile che la mia vita sia stata condizionata, irrimediabilmente, dal passaggio da Palermo a Verona, quindi dalla patria dei cannoli (e di tante altre cose con 0,1% di grassi, nonchè prive di olio di palma) alla capitale dell’Amarone, uno dei vini italiani ad avere più successo al mondo. In secondo luogo, tale scelta è scaturita dalla mia volontà di far riferimento alla caratteristica più marcata di questo blog, ovvero la continua alternanza tra il dolce e l’amaro.

Il primo nome che mi venne in mente è stato proprio quello che ha rappresentato il motto del Pianeta Mobys per tanti anni, appunto “Il dolce e l’amaro”, ma purtroppo qualcuno ci ha già pensato. Idem per “Agrodolce” (ma questo era ovvio !). Altri nomi in ballo erano “Into the Veneto”, “Diario di un siculveneto” (ma io non sarò mai nè un siculo nè un veneto), “Da Mondello al Garda”, “Tra sogni e realtà” (ma ho scoperto che hanno fatto una minchia di trasmissione chiamata praticamente così !), “Parole di burro”, “Urlando contro il cielo” (ma sapeva tanto da adolescente-incazzoso-brufoloso-ormonoso-eccitatoso-segaioso) e, dulcis in fundo, quello che mi piaceva moltissimo era “Useless”, perchè legava il mio blog ad una delle mie canzoni superpreferite dei miei adorati Depeche Mode. Non sto qui a pubblicarvi la traduzione, vi dico solo che è davvero una canzone stupenda sotto tutti i punti di vista. Purtroppo anche in questo caso qualcuno è arrivato prima di me e “The Useless Blog” esiste già.

Adesso vi saluto. Visto che, evento più unico che raro, sono riuscito a non scrivere un lungo poema, e vista la portata rivoluzionaria della mia scelta (cavolo, detto così sembra vero !), volevo fare una cosa che non ho mai fatto in questi otto anni. Voglio ringraziare RedBavon, Vikibaum, Carla, Tiziano, Vincenza e Giuliana.

Nessuno ha l’obbligo di prendersi la briga di scrivere un commento, nè tantomeno di leggere le stronzate che scrivo. Voi siete fra le pochissime persone ad aver capito che, soprattutto Vincenzo (e solo dopo il Blog in sè), aveva bisogno del vostro “sostegno” per andare avanti. Non sto criticando chi non commenta mai (già leggermi è un’impresa, considerato cosa offre il web), sto solo dicendo che spesso dimentichiamo che l’indifferenza fa più male di un vaffanculo.