Il coraggio di prendersi una pausa.

Recentemente ho scoperto una funzione di Facebook che non conoscevo. Cliccando su “Amici”, oltre a “Rimuovi dagli amici” (che è l’opzione che utilizzo più spesso) c’è, l’ahimè poco utilizzato “Segui”, “Modifica liste di amici” e “Prenditi una Pausa”.

Il “prenditi una pausa”, in realtà, nacque circa un annetto fa, e fu inserito per permettere a chi interrompeva una relazione sentimentale, di “congelare” il proprio o la propria ex. In questa maniera, la persona appena mollata, non poteva vedere, per esempio, i post riguardanti le nuove relazioni.

Prendendoti una pausa, quindi, nascondi a quella determinata persona, certi aspetti della tua nuova vita.

Inutile dirvi che, secondo me, questa funzione rappresenta una grandissima minchiata, perchè, nella stragande maggioranza dei casi, si cancella direttamente la persona che ti ha (o che hai) appena lasciato ! Segue il blocco su facebook, il blocco su whatsapp, l’eliminazione di quelle poche testimonianze fotografiche cartacee che erano bellamente esposte nella propria stanza/casa, riti voodoo, pubblicazione di video compromettenti, dichiarazioni offensive, palesemente false, che mirano alla sfera sessuale dell’ex partner (“è mezzo ghei”, “è una buttanazza”, “puzzava come un vitello orbo”, “i nostri rapporti duravano sette secondi come gli spot durante le partite di calcio”, ecc. ecc. Altro che prendersi una pausa !

Adesso questa funzione è applicabile a chiunque, cioè la si può utilizzare anche se non stiamo cambiando il nostro status sentimentale. Il principio resta lo stesso e non è affatto malaccio (applicato a chiunque e non all’ex !). Stai partendo per un bellissimo viaggio e non vuoi che le tue colleghe vedano quanto ti diverti mentre loro sgobbano ? Metti la persona “in pausa”, anzichè cancellarla, e puoi tranquillamente postare senza perdere tempo a filtrare. Con la pausa, quindi, neghi a quella determinata persona, per un determinato periodo, la possibilità di vedere cosa pubblichi.

Così facendo, eviti la cancellazione che, per esempio nel mio caso, ha portato tanta gente ad offendersi. Malgrado la mia lunghissima militanza nei social network, questa è una cosa che non ho mai capito. Ti offendi se ti cancello, ma da mesi non hai mai messo un “mi piace” nella mia bacheca ! Insomma hai il diritto di “non cagarmi” manco di striscio però, se ti cancello, sono uno stronzo ! Che strano meccanismo ! Non sarebbe più facile avere meno amici ed interagire con tutti ? Non sarebbe più bello far sentire la tua vicinanza alle persone che magari tengono particolarmente alla tua parola, anche se detta ogni tanto ? Come dico da un decennio, facebook è un giochino, ma è un gioco di società, non una slot machine. Ci si diverte tutti insieme, ognuno fa la sua parte, non esiste colui che rappresenta “lo Re”, l’autore di post sempre interessanti e meravigliosi, mentre gli altri sono merde che scrivono banalità. Siamo tutti interessanti e, nello stesso tempo, inutili !

Questa scoperta causale del tasto di Facebook, mi ha fatto riflettere sul prendersi una pausa in generale.

Guarda caso, qualche settimana fa, il mio amato Avellino ha perso dentro casa il derby contro la Salernitana. Vincevamo 2-0 ad un quarto d’ora dalla fine, ma poi abbiamo perso 2-3 al 96simo minuto ! Per la prima volta in vita mia, ho provato una grandissima rabbia nei confronti della mia squadra del cuore. In 40 anni ne ho viste di sconfitte, ho patito anche parecchie retrocessioni, ma quella domenica è scattato, dentro di me, qualcosa di inedito.

Vedere gli odiati nemici granata festeggiare proprio dentro casa nostra, cioè al Partenio, vederli gioire (per loro vincere contro l’Avellino è come vincere contro il Barcellona) per una vittoria incredibile e ottenuta segnando tre gol da oratorio, mi ha fatto imbestialire come non mai. Dicevo che ho notato una reazione inedita da parte mia. E’ il mio corpo che cambia, nella gioa e nel dolore ? Proprio io che, da anni, dico di essere un tifoso in perfetto stile inglese (si pensa alla partita mentre si svolge e quando finisce arrivpausa3ederci, grazie e pensiamo alla prossima), mi sono altamente incazzato rovinandomi la domenica sera. Vedere quei pirla in biancoverde che correvano alla cazzo di cane mentre i nostri avversari sembravano essere diventati, da un momento all’altro, il Real Madrid, mi ha fatto cadere le palle a terra.

Arrivo al fulcro del discorso. Possiamo prenderci una pausa dalle nostre passioni ? Possiamo “allentare la presa”, perchè ci rendiamo conto che i nostri beniamini sono una banda di scarsoni, allenatore compreso ? Si ! Questo vuol dire non tifare più ? Assolutamente no ! Rinunciare all’Avellino (e alla musica dei Depeche Mode) sono le uniche due cose che non potrei mai fare ! Sono nato innamorato dei colori biancoverdi e della musica dei Depeche, e ci morirò. Cosa cambia allora ? Cambia il fatto che io non intendo più rovinarmi il fegato perchè quattro pellegrini, sicuramente ben pagati, non si rendono conto che quella maglia va onorata e che possiamo ovviamente perdere le partite ma mai la dignità !

Nel mio ultimo post, pubblicato nel forum dei tifosi biancoverdi (ecco, mi sono preso una pausa… ), ho scritto che quella domenica, per me, si è rotto qualcosa. Non è stata una partita come le altre, non dovevamo perdere, soprattutto in quella maniera. Che faccio ? Mi ridimensiono, anzi, per meglio dire, ridimensiono il mio rapporto con la mia squadra del cuore. Se nel week end voglio andare a visitare una località per scattare qualche foto (altra mia grande passione), ci andrò, e vaffanculo alla partita.

Sino a poco tempo fa questa, per me, sarebbe stata una bestemmia, ma adesso la penso così. Non posso farmi condizionare l’umore da una squadra di merda. Se andremo in serie A, faremo pace. Fino ad allora, facciano pure quel che vogliono; l’unica certezza è che guarderò la partita solo se sono a casa e non ho nulla di meglio da fare (sino a poco tempo fa invece programmavo l’intero sabato in funzione del match delle ore 15.00).

Nel calcio si vince e si perde. Non possiamo essere tutti juventini o napoletani, e mi rendo conto che non è facile tifare per una squadra che deve ringraziare il cielo per rimanere in Serie B. Ripeto, non smetterò mai di tifare per il lupo, ma ho capito che questa squadra, in questo periodo storico, non merita tutte le mie attenzioni. Sarebbe come continuare ad osannare la cucina della moglie dopo che lei continua a spezzare gli spaghetti. Ad un certo punto la molli e basta ! “Ma Mobys, lei è bona !”: non importa, spezza gli spaghetti, va mollata e basta, mi ha rotto i coglioni !!! 🙂

Amici miei, in questo mio classico sproloquio del venerdì sera, voglio dire che prendersi una pausa dalle passioni, è del tutto normale. Come si dice spesso, solo gli stolti non cambiano mai idea. C’è chi ha mollato i fumetti, chi i videogames, chi la Formula 1, chi la corsa in bici, ecc. Insomma la vita è tutto un divenire di emozioni, di novità, e non possiamo stare sempre fermi a guardare le stelle pensando a quanto sarebbe bello farsi una canna sdraiati su un cofano di una Cadillac del 1955.

pausa2.jpegPrendendoci una pausa, non buttiamo nella munnizza qualcosa ma, come detto, la ridimensioniamo. Succede anche con gli amici. Ad un certo punto, ti rendi conto che il rapporto è logoro, spesso è praticamente morto ma, per abitudine, continuamo a tenerlo in vita. Spesso, stupidamente, solo “in virtà di quello che fu”.

Ci manca il coraggio di staccare la spina. Certe volte, per evitare di prendersi una pausa, va a finire che il rapporto finisce del tutto ! Dobbiamo invece intuire quando è il momento di fermarci, dobbiamo avere la forza di premere l’apposito tasto di richiesta di fermata che c’è sull’autobus, anzichè poltrire, accettare tutto passivamente, e aspettare il capolinea così da scendere insieme agli altri. La vita non si affronta lasciandosi trascinare dalla corrente del fiume e continuando a pensare “speremo di non beccare uno scoglione”.

Mi sto riferendo a tutto: dagli hobby alle amicizie, dall’amore alle patatine fritte.

Meglio una pausa che, per carità, spesso può lasciare l’amaro in bocca, che l’addio. La pausa la possiamo interrompere quando vogliamo, gli addii sono più faticosi da recuperare. Ho detto addio a molte persone, le quali hanno scelto di cancellarsi dalla mia vita, evitando anche quel minimo sindacale, quel messaggio romantico tipo “Suca”, probabilmente perchè, in fondo, non gli “servivo”. Va bene così ! Come ho scritto tante volte in questo blog, non riducetevi ad elemosinare l’amicizia ! Siete tutte persone valide (a parte i salernitani…ahahah) e non avete bisogno di prostarvi, magari per farvi l’uscitina al cinemino con l’amichino che legge Topolino e guida il Maggiolino.

Prendersi una pausa è una fuga ? Vuol dire non assumersi alcuna responsabilità ? No ! E’ prendersi il tempo per riflettere e, soprattutto, dare il giusto peso alle cose e alle persone. Perchè, cari lettori, una cosa è certa: non possiamo stare male perchè quattro pirla smettono di correre e si fanno fottere tre volte da una squadra modestissima; non possiamo stare male perchè le persone, solo perchè magari in quel periodo gli gira così, smettono di scriverci, non possiamo stare male perchè se non frequento quei tre stronzi resto da solo/a in casa, non possiamo fotterci un intero stipendio per comprare videogiochi, non possiamo rovinarci la vita perchè “eh ma io lo amo”, ecc. ecc.

Non possiamo nemmeno farci condizionare da certe risposte o dai numerosi “silenzi assordanti” che patiamo sui socialnetwork: si può vivere anche senza facebook, è solo questione di farci l’abitudine (ultimamente ci sto seriamente pensando. Evidentemente l’anzianità e i capelli brizzolati mi stanno portando a cambiare parecchie cose).

Ad un certo punto ci si deve fermare. Fermarsi e riflettere. Certe piante hanno bisogno di essere annaffiate, ma i rami secchi vanno tagliati. Si sopravvive (bisogna !!) ad un amore finito, figuriamoci se non riusciamo a tagliare i rami secchi e certe cose che non ci divertono più !!

Possiamo fare “alla facebook”, cioè tornare indietro, possiamo limare qualcosa, oppure, addirittura, troncare del tutto certi rapporti o certe passioni.

Questo, per me, è un atto di coraggio e di forza.

Scusate gli errori.

Traduzione testo.

 

 

 

9 thoughts on “Il coraggio di prendersi una pausa.

  1. Laura Parise 10 novembre 2017 / 20:42

    È giusto prendersi una pausa quando se ne sente il bisogno, com’è giusto arrabbiarsi con la squadra del cuore quando di cuore in campo non ne mette! Io sono la prima critica, e anche feroce degli undici della mia squadra che scendono in campo, se perdono con onore è un conto, ma se le prendono perchè han fatto finta di correre… beh allora… son tutto un altro paio di maniche! Idem Vale per quelle persone che, non ti si filano mai, ma prova un pò tu a restituire il favore… allora si offendono. Che Carini che sono…

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  2. Giorgiana Bratu 10 novembre 2017 / 13:33

    Riesci a farmi sempre sorridere ed è una bella cosa.
    Sai che non sapevo di questa possibilità di mettere in pausa? Sei proprio sicuro che esista? Adesso vado a controllare, potrebbe essere utile… 🙂

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  3. CarlaNonnaPapera 4 novembre 2017 / 10:07

    Si..mi piace pensare che la nostra amicizia non è finita ma è rimasta in “stand-by”….

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  4. redbavon 28 ottobre 2017 / 22:01

    Ecco meno male che nel nick ho il colore rosso così non si vede quanto mi sono appicciato. Ma che sono cose da dire a uno blogger da strapazzo?!? 🙂 Poi magari ci credo, mi monto la testa e tocca fasciarmela dopo poco.
    A parte le battute, anche io sono contento e onorato di questa nostra reciproca affinità e comunanza, anche se separata da uno schermo.
    Per FB non ti crucciare, io sto pensando di chiudere tutti gli account sui vari social aperti per innata curiosità. Non li uso e non mi interessano, a parte per qualche persona cara e lontana. Li tengo aperti solo per loro. Mi fa piacere – e ho avuto modo di scrivertelo in altra e più privata sede – che rimani dei nostri. La tua tastiera mi è cara quanto la pastiera di mammà.
    Buona domenica anche a te e non ti crucciare per l’Avellino (mitico quello dei tempi di Dirceu, non so perché ma nei miei ricordi è così!)

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  5. vincenzomobys 28 ottobre 2017 / 21:29

    @Liza. Facebook è utile, per esempio, se sei iscritto a qualche gruppo. È carino perché rappresenta il tuo diario e dopo qualche anno potrebbe farti piacere rivedere un determinato post. Insomma ha senz’altro degli aspetti positivi. Col tempo, però, molti sono diventati dei “postatori compulsivi”, e ce ne sbattiamo di cosa pubblicano gli altri. Tuttavia li vogliamo Amici, perché così ci facciamo i cazzi loro ! Credo che si sia raggiunto l’apice dell’idiozia con la pubblicazione di foto che ritraggono i propri figli con i volti coperti dagli Smiles. Praticamente DEVI pubblicare per forza il tuo capolavoro di prole ma, per un ridicolo ricorso alla privacy, oscuri il volto !! Ma allora perché pubblichi certe cose ? A chi interessa l’immagine di te che abbracci un volto coperto da un disegno ? Abbiamo un po’ perso la testa. Potrei fare altri esempi, ma mi limito a dire: sino ad un anno fa, il mio blog veniva letto esclusivamente da chi notava il link su Facebook. Le mie poche visite venivano TUTTE da Facebook. Adesso è cambiato tutto. Per ogni articolo, il 70 % sono miei followers di WordPress, il 28 % sono persone che fanno ricerche su Google, il 2 % sono coloro che si collegano tramite Facebook (praticamente un paio. Del resto ho soltanto una ventina di amici). Ecco, a differenza di anni fa, non polemizzo, dico semplicemente che .. non mi serve più !! 😀😀😀

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  6. vincenzomobys 28 ottobre 2017 / 21:18

    @redbavon. Ciao carissimo (nonché mitico) Claudio. Grazie ma il Blog (insieme alla Fotografia) è posizionato al terzo posto di questa sorta di classifica di amori indistruttibili. No, le mie pause riguardano (e riguarderanno) le persone e probabilmente Facebook, ma non il blog, specie dopo aver incontrato te ! 🙂 Per me, conoscere RedBavon, è stato come per Dante incontrare Virgilio ! 🙂 E vorresti mica mollare dopo un incontro del genere ? 🙂 buona domenica.

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  7. redbavon 28 ottobre 2017 / 15:42

    Prendersi una pausa è un atto di coraggio di questi tempi, in cui “correre” sembra lo sport preferito. Correre senza mai guardarsi indietro. L’otium al tempo dei Romani era solo per gli uomini liberi, non per gli schiavi poiché la loro funzione era la continua attività produttiva. Oggi, come gli schiavi, siamo costretti a un’attività frenetica e somigliamo sempre di più a un criceto in gabbia sulla sua ruota. Quindi sia benvenuto il tasto “pausa”.
    Quando schiaccerai di nuovo il tasto “Play”, mi trovi qua. Sempre se lo vorrai.

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  8. Liza 28 ottobre 2017 / 06:54

    Ti diro’… sn 6 anni che nn ho piu’ fb e nn mi manca x niente. Bonjour 😊

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