“La Rivoluzione del coniglio”: la magnifica storia di un buddista NORMALE !

Antonello Dose è, fra le tante cose, un giornalista che, da un ventennio, conduce il programma radiofonico “Il ruggito del coniglio” su Rai Radiodue.

Non ascolto la radio e non conosco questa persona. In una delle mie “escursioni libresche domenicali”, notai il suo libro per un paio di motivi: innanzitutto il sottotitolo è “come il buddismo mi ha cambiato la vita”, e chi sta facendo questo tipo di percorso, vedi il sottoscritto, parla spesso di cambio di stile di vita. In secondo luogo, non mi sembrava vero notare che, in un intero scaffale in cui le librerie Giunti posizionano vergognosamente ed esclusivamente libri sul buddismo riferiti al Dalai Lama e a Osho, finalmente c’era un libro che parlasse della filosofia che seguo, ovvero quella che fa riferimento a Nichiren Daishonin.

Dopo aver letto delle positivissime recensioni su Amazon, decisi di comprarlo. Devo dire che l’ho “divorato” !

Come dico spesso, non sono un recensore. Noto con piacere che le mie recensioni scritte su TripAdvisor, riguardanti località e ristoranti, ottengono un buon punteggio, probabilmente dovrei dedicare più tempo a questo tipo di attività, ma tutto, alla fin fine, verte attorno al Giudizio e a me non piace moltissimo giudicare l’operato degli altri, a meno che non mi facciano incazzare (vedi ristorante giapponese aperto dentro dentro il Galassia di San Giovanni Lupatoto). In definitiva, non credo che il mio livello di scrittura da “pseudo giornalaio diplomato all’Industriale”, mi consenta di scrivere delle belle recensioni.

Malgrado ciò, volevo condividere con voi la mia esperienza alquanto positiva nell’aver letto un libro bellissimo che mi ha colpito soprattutto per un aspetto: è un racconto di una persona normale che parla del buddismo senza perdersi in inutili disquisizioni filosofiche, che un po’ come al Mobys (Dose perdonarivoluzionemi se uso codesto accostamento !) riesce a centrifugare perfettamente il dolce e l’amaro, raccontando una storia bella, che ha un senso, e che non si perde in discorsi capibili solo da una persona che sale in cima al Monte Baldo per meditare insieme agli augelli e a San Francesco resuscitato.

Tempo fa scrissi un post sull’Elogio alla Normalità (post del 1/5/2016). Ero stanco di notare, a destra e a manca, persone che cercavano di nascondere i propri difetti, sparandole continuamente grosse e credendosi esseri superiori solo perchè magari hanno procreato o perchè sono stati artefici di “grandi trasgressioni”, come mangiarsi un kebab all’una di notte ! Probabilmente, grazie alla cassa di risonanza offerta dai socialnetwork, molti sono vittime delle manie di protagonismo di fantozziana memoria.

“La Rivoluzione del coniglio” è un libro normale, scritto da una persona normale e rivolto soprattutto ai buddisti che recitando Nam-Myoho-Renge-Kyo credono (a ragione) di poter cambiare le sorti della propria vita e di migliorare tutto ciò che li circonda.

Non so nemmeno quanti libri abbia letto sull’argomento, ho perso il conto ! Sono una delle poche persone che ha conosciuto la Soka Gakkai dopo aver letto qualche libro. Ci sono entrato da solo, non c’è stato nessuno che mi ha accompagnato ad uno dei nostri meeting (Zadankai), e un giorno magari vi racconterò cosa ha provato, un timido-orso-forse asociale come me, quando si è ritrovato in un soggiorno di una casa sconosciuta, in mezzo ad una decina di persone che parlavano giapponese, forse coreano, o magari cinese della bassa Provenza.. Ma questa è un’altra storia.

Ho letto parecchi libri, qualcuno mi ha coinvolto, altri meno. Ero partito proprio da Osho, ma quando arrivavo a pagina 20, mi rendevo conto di capirne nella stessa misura in cui capisco le donne: un emerito cazzo.

Questo di Dose è un bellissimo libro perchè non si perde, come dicevo all’inizio, in discorsi complicati. Lo leggi con piacere perchè ti sembra di ascoltare un amico, direi “il buddista della porta accanto”, ti rendi conto di essere meno solo; sei felice perchè pensi che da qualche parte del mondo esiste una persona che ha compiuto un percorso molto simile a quello che stai intraprendendo o hai intrapreso.

E’ un libro stupendo perchè ti regala la cosa più preziosa al mondo, dopo l’amicizia: la speranza. La speranza che continuando a recitare, continuando a percorrere questo stupendo cammino, le cose vadano sempre meglio o addirittura si sistemino. “La rivoluzione del coniglio” fa riferimento alla tua Rivoluzione Umana sulla quale il Maestro Ikeda ha scritto tantissimi libri. Perchè ? Perchè, ripeto per l’ennesima volta, è la rivoluzione di una persona che ha sofferto e che ha intravvisto la luce in fondo al tunnel grazie al buddismo.

Caro Antonello, con una persona come te non smetterei mai di parlare di buddismo. Tu forse, vivendo in una città come Roma, non ti rendi conto quanto sia difficile rivoluzionare la propria vita in mezzo al deserto. E’ una grande e difficilissima sfida. Io sono molto contento ma ancora mi sento all’inizio di quel percorso che ho citato prima, altro che vedere la luce in fondo al tunnel. In questo mio percorso sono felice di aver incontrato, a parte i miei compagni di fede, il tuo libro, perchè tutti noi abbiamo bisogno di parole come le tue, di discorsi NORMALI, non di parabole, iperboli, triangoli isosceli, oscilloscopi, legge di Ohm, madonne lacrimanti e quant’altro…

E allora ti ringrazio. Tu, ovviamente, non leggerai mai queste mie parole ma non importa: ti ringrazio ugualmente. E malgrado la mia vista sia abbastanza stanca dopo l’ennesima giornata infernale in ufficio, ho dedicato la mia serata a cercare di fare ciò che è il mio più grande sogno, da qualche mese a questa parte: aiutare gli altri. E se, in definitiva io, nel mio piccolo, in questo spazio che rappresenta una goccia nell’oceano, posso, con la mia testimonianza positiva, aiutare UNA persona a stare meglio grazie alla lettura del tuo libro (e grazie quindi al buddismo), non posso che esserne felice !

L’umorismo “da riso in bianco”…

Qualcuno mi considera una mente “tendenzialmente folle”, la quale partorisce, ripetutamente, parole così strambe che farebbero accapponare la pelle agli accademici della crusca.

Ogni tanto trovo qualcuno che ragiona “alla Mobys”, e ciò, ovviamente, mi fa piacere. L’altro giorno, parlando al telefono con una gentile signorina, feci una delle mie classiche battute: “Il peso è di 800 kg. Mi sto riferendo ovviamente al bancale di vino, non al mio !”. Lei rispose facendo altre battute e, dopo che il discorso scivolò sul famigerato “umorismo anglosassone”, mi colpì dicendo: “Si, in effetti, il mio è un umorismo da riso in bianco“.

Umorismo da riso in bianco ? Mai sentito prima ! E cosa facciamo quando sentiamo o leggiamo qualcosa di strano ? Googlizziamo ! Telefonate e whatsapp a parte, cercare qualche minchiata su Google è l’unica maniera per non utilizzare il telefonino solo per i social network. Ecco, non esiste una frase del genere: la mia interlocutrice è una Mobys, ovvero una che spara minchiate senza un filo logico. Mi sono innamorato !

Guarda caso, qualche giorno prima, mi ero inventato l’S.C.M., ovvero il “Sarcasmo Camionistico della Minchia”. In pratica, feci caso al fatto che, qualche camionista, entrando nel mio ufficio, abbozza un sorrisino che dura qualche millesimo di secondo di troppo. Quando il sorriso supera i valori standard, indicati nelle apposite tabelle stilate dall’Organizzazione Mondale della Sanità, vuol dire che c’è qualche problema: o il tizio si è innamorato di te (e, visti i miei gusti, non sarebbe il caso) o ti sta pigghiannu pù culu. Dopo il primo, secondo, terzo sorrisino, ecco l’illuminazione: i camionisti notano la bottiglia di acqua Danone Vitasnella, posizionata in bella vista sulla mia scrivania, e pensaranno sicuramente: “Guarda sto mona… Prima si fotte kebab, risotti e costate, e poi cerca di rimediare con la fantomatica acqua che elimina l’acqua…”.

Si lo so, è solo una mia paranoia, ma a volte mi sento davvero preso per il culo. Qualche settimana fa, ho chiamato l’idraulico per un problema alla caldaia (che belli i tempi in cui accendevo la caldaia per riscaldare le mie stanche membra !). Gli idraulici, com’è noto, fanno continuamente ciò che tutti noi ci limitiamo a fare dentro la doccia o in auto: canticchiano. Evidentemente, avere a che fare con tubi, acqua, filettature, teflon, ecc., fa subentrare un meccanismo tale nella loro mente, da renderli perpetuamente felici. Oppure pensano che, anche se il lavoro è da 2 euro, te ne inculeranno 50, e questo ovviamente renderebbe felice chiunque. L’unico nero che rende felici le persone ! Orbene, io posso capire che canticchi, posso anche capire che un po’ canticchi e un po’ fischietti, ma, aspè, sto sentendo bene ? Salendo le scale di casa mia, fischietta la musica che si ode quando una coppia entra in chiesa per sposarsi ! Cazzarola, lo stavo buttando fuori a calci ! Ma fai della sottile ironia ? Proprio a me, un single da guinnes da primati, mi fischietti la musichetta del matrimonio ? Cosa è ? un augurio o un segno di cattivo presagio ?

A volte le cose non si spiegano e tutto risulta essere più deprimente della sigla di Twin Peaks. Deprimente come coloro che si sono affrettati a postare su facebook la foto del mitico Peppino Impastato, corredata con tanto di pensiero profondissimo contro la mafia: peccato che nessuno abbia avuto tre secondi di tempo per commentare la foto che io stesso ho scattato alla volante della scorta di Giovanni Falcone (la “quartosavona” che ha fatto il giro dell’Italia, partita da Peschiera del Garda e giunta a Palermo in occasione del 25° anniversario della strage di Capaci). Ma questa è una vecchia storia, ormai mi sono arreso, ho capito che, su Facebook, la voglia di apparire supera di gran lunga quella di interagire con gli altri. Peccato, l’idea non era malvagia…

Lo so, bisognerebbe rilassarsi di più, ma il caldo non mi aiuta. Vorrei fare un corso di meditazione, ma nei dintorni del paese in cui vivo c’è ben poco. La scorsa domenica, mentre perdevo la mia canonica mezz’oretta in libreria, notai un settore dedicato ai libri da colorare. “Libri antistress da colorare”. Per me leggere “antistress” è come per Rocco Siffredi vedere una vagina. Prendo, sfoglio e mi stavo agitando ancora di più. Ma come minchia ci si rilassa aprendo quelle pagine piene di forme assurde, pavoni, sagome, triangoli che si mischiano con i quadrati, parentesi tonde, parentesi quadre, ecc. ??? A me verrebbe l’ansia, altro che metodo di rilassamento !sushi

Ecco, qualcosa che mi rilassa è il pranzo nei ristoranti giappocinesi. Il problema, semmai, è che mangio troppo. Secondo me, un giorno vieteranno la formula “all you can eat”, perchè, per maiali come me, non c’è speranza ! Un ultimo sushi e poi vado via, un ultimissimo involtino primavera e poi giuro di andar via, oh! cavolo, il sushi col tonno è arrivato adesso, porcatroia ci sono i noodles caldi caldi, ecc. ecc. Un incubo. Esco sempre soddisfatto da quei posti. Ogni tanto vengo assalito da una delle mie tante malattie, ovvero la “fantasite acuta”, e mi vengono in mente scene che mi portano a sorridere da solo e ad apparire quindi obiettivamente mezzo pazzo. Un paio di sabati fa, mi è passato davanti un ragazzo con un bel piattazzo ricco di cosucce succulenti e stavo quasi per chiedergli: “Ascolta, bel butel, già che sei in piedi, mi faresti un piatto uguale ? non ti devi disturbare più di tanto, lo devi fare preciso al tuo, mi piacciono tutte le cose che hai preso ! Magari mi lasci questo e tu vai a rifartelo”. Chissà che faccia avrebbe fatto..

Ah! Mobys, proprio tu non parlare di facce ! Chissà com’era la mia, quella sera di un annetto fa quando, per far colpo su tal Consuelo da Buttapietra, organizzai una cenetta a lume di candela a casa mia, ingaggiando un amico che, per guadagnarsi da vivere, faceva lo Chef a domicilio. Cazzarola, stava andando tutto a meraviglia (anche se lei indossava i pantaloni e non un abito corto, e per me una donna con i pantaloni è come un gran premio di Formula 1 senza la Ferrari…), avevo altresì messo su uno di quei cd di musica rilassante indit-shirt-non-sono-pazzo-mia-madre-mi-ha-fatto-controllare-citazioni-sheldon-cooper-the-big-bang-theoryana, vado un attimo al Cessò per fare un bisognò (quel cazzo di prosecco mi fa un effetto diuretico peggio dell’acqua frizzante) e, al mio ritorno, li trovo che pomiciano sopra il tavolo della cucina ! Immaginate quanto mi incazzai ! “Dico, almeno certe cose fatele sul divano, non sul posto dove devo mangiare”, sbottai con fare comprensibilmente polemico (mi stava sfuggendo qualcosa ?).

Chiudo qui queste mie profondissime riflessioni estive, sicuramente incasinate come un negozio gestito da cinesi, sicuramente senza senso, un po’ come il calcolo della radice quadrata (ancora oggi mi chiedo perchè a scuola mi abbiano “violentato” pissicologicamente con questo cazzo di radice quadrata !) e sicuramente storie poco esileranti, a differenza, per esempio, di quella degli operai fiat che erano depressi perchè non gli era consentito di rientrare al lavoro !

ahahahahahah ancora oggi rido…. “Ciao come stai ? Ti vedo giù ! Ti è morto il cane ? Ti sei separato ?”. “No, sai Vincè, mi pagano lo stipendio però, per ragioni disciplinari, non mi fanno tornare in fabrica a spaccarmi la schiena, quindi sono molto depresso”… ahahahaha ve salutooooooooo !

Arriverà la fine !

Scrivo all’indomani del sabato sera in cui Londra è stata vittima di un altro attentato e dove a Torino c’è stato un pauroso fuggi fuggi generale da una Piazza San Carlo gremita per assistere allo show del Real Madrid.

Per svariati motivi ho sempre evitato argomenti particolarmente “scottanti”. Nella maggior parte dei casi ci si divide ancora di più, non si arriva quasi mai ad una soluzione che metta completamente d’accordo Guelfi e Ghibellini e, come ho detto più volte, il mio fine principale, nel momento in cui scrivo, a parte la componente-sfogo, è quello di far sorridere, non di peggiorare il vostro umore, magari già sotto terra dopo aver visto Tg e certe incantevoli  trasmissioni televisive.

Mi dispiace, ma oggi non riesco a non trasmettervi il mio pensiero, non ce la faccio a tenermelo dentro, mi sento come uno stomaco alle prese con una mega porzione di pasta e fagioli.

Mi fa riflettere e mi amareggia soprattutto un dato: a Torino ci sono stati 1.527 feriti e tre persone (di cui un bambino) sono in gravi condizioni. Nella stessa serata, un furgone attraversa London Bridge, investe diverse persone, quattro terroristi scendono dal veicolo, con fare non curante iniziano a sgozzare chiunque gli veniva a tiro e il bilancio è di 6 morti e 50 feriti. Insomma, anche se la bellissima piazza torinese era gremita e a Londra parliamo di una seppur frequentatissima zona, possiamo ben dire che l’isis ha fatto più danni con la psicosi a Torino che con i suoi soldati a Londra.

Del resto, lo sapevamo tutti anche prima di ieri. La psicosi ha cambiato le nostre vite. Oggi, alla Lidl, avevo accanto l’ennesima donna musulmana, sicuramente molto più pacifica di me, ma mentre guardavamo contemporaneamente le confezioni di mele golden, stavo quasi per dirle: “prego prego, le prenda pure, non vorrei che se le prendessi io, qui saltiamo tutti per aria”. Si lo so, sono stupido anche quando c’è da piangere.

Mentre tornavo a casa, mille pensieri assalivano la mia mente: il primo fu “ma non sentono caldo con sto velo in testa ?”. Successivamente il mio cervello fu capace, incredibilmente, di partorire idee ben più serie.

Mi chiedevo (e mi chiedo spesso): Come se ne esce ? Arriverà la fine di questo incubo ?

Andiamo per esclusione. Rinunciare a frequentare eventi, cioè praticamente a vivere, è sbagliatissimo. La daremmo vinta a questa gentaglia. Bisogna quindi continuare a vivere le nostre vite, ben consapevoli del fatto che siamo in guerra. Solo che prima c’erano i romani che andavano a scassare la minchia ai greci per una fornitura di yogurt scaduti, adesso il nemico potrebbe essere il nostro vicino di casa, come se già non bastassero gli scassaminchia col karaoke, i cani che abbaiano 10 ore al giorno e quelli che tagliano l’erba puntualmente la domenica alle 15. Sei pensionato, non hai nulla da fare tutto il giorno ma quando la tagli l’erba ? La domenica alle 15 ! Gli va giusto quel giorno e giusto a quell’ora … Torniamo seri.

ariana1La seconda considerazione che ha partorito la mia mente geniale (…) è che sicuramente non vinceranno mai. Si, ho capito che forse nel corano c’è scritto che un giorno il mondo sarà popolato esclusivamente da musulmani, ma ciò non accadrà mai. La battaglia non è solo di religione (cosa te la prendi a fare con i bambini che vanno al concerto di Ariana Grande a Manchester ?) ma culturale, e li vede soli contro tutti. Soli perfino contro altri musulmani (ai concerti vanno tutti !).

Fino a prova contraria i tutti siamo di più, solo che per adesso i furbastri rompono il cazzo in Europa, ma provate a fare incazzare i cinesi. Perchè non vanno a prendere di petto le persone in Corea ? Ziocan, la Corea no, quelli lì ci sparano i missili nel culo ! E come mai in Australia non succede mai nulla ? E in Argentina ? In Messico ? In Canada ? Qual è il loro obiettivo ? distruggere le armate blu ? conquistare 18 località europee a loro scelta ? Hanno un carro armato, un fante e un cavaliere e non sanno come minchia si gioca a Risiko ?

Tranquilli ragazzi, l’estremismo islamico non l’avrà mai vinta. Mieterà purtroppo altre vittime, lo so, lo sappiamo tutti, siamo in guerra, ma dobbiamo andare avanti. Purtroppo noi buddisti siamo gli unici individui a pregare per la pace del mondo, ma siamo troppo pochi e troppo poco potenti.

Il mondo sta cambiando e si sta adeguando alle nuove minacce. Noi stiamo vivendo questa fase. Si arricchiranno le aziende che produrranno nuove tecnologie e arriveremo, secondo me, al giorno in cui entrando nei centri commerciali, le telecamere leggeranno la nostra retina oculare (vedi film Johnny Mnemonic), sapendo all’istante che il Mobys ha un debole non tanto per le donne, quanto per il sushi.

Siamo, ripeto, in una fase di transizione e stiamo tutti imparando. Il terrore, il sangue, le lacrime, ci DEVONO far apprendere nuovi strumenti e una nuova mentalità. Ieri sera, a Torino, bastava secondo me qualche poliziotto alla capitano Harris con un megafono per limitare i danni. Quando viaggio in aereo e c’è qualche pertubazione, mi harristolgo le cuffie e ascolto ciò che dice il comandante. Magari bluffa, ma la sua voce, l’apprendere che “stiamo semplicemente attraversando una turbolenza, tenete allacciate le cinture di sicurezza”, mi da conforto. Ieri scappavano tutti senza alcun senso. Ci fossero stati degli altoparlanti, la gente poteva anche non credere ad un cazzo, ma io mi sarei tranquillizzato. A parte il fatto che, considerata la mia mole, se fossi caduto, la gente avrebbe fatto prima a girarmi attorno piuttosto che a scavalcarmi ! :-). Si parla di scarsa organizzazione. Ok, potremmo riconsiderare l’idea di riempire le piazze come ai vecchi tempi, ma il pericolo è dietro l’angolo: centri commerciali, cinema, ristoranti, teatri, ecc. Quindi è perfettamente inutile prendersela con chi ha organizzato il maxi schermo a Torino !

Ci saranno altri attentati, sicuramente un giorno colpiranno anche l’Italia, magari colpiranno anche me che sono un grosso blogger buddista. E chissenefrega ? Non vinceranno mai. Attentati, arresti, attentati sventati, altri arresti. Dobbiamo abituarci a questa merda. Arriverà la fine. Non so se la conosceremo noi o i nostri figli, ma arriverà. Poi magari faremo la guerra a chi ama la carbonara, ma pazienza. Il mondo è popolato da tante persone che fanno dell’odio il proprio stile di vita.

Ricordatevi, amici miei, che essi sono e saranno sempre e comunque una minoranza.

Fanno casino, rompono le palle, hanno modificato il nostro stile di vita (se non ci fossero stati gli attentati, ieri sera a Torino non sarebbe accaduto un bel nulla !), ma la gente che odia, isis o non isis, rappresenta comunque una minima parte. Certo, nello specifico questi hanno un’arma formidabile: si fanno saltare per aria. Inoltre chiunque sia in possesso di un veicolo, prendendo spunto da Nizza, può far danni, ma arriverà il giorno in cui capiranno che il Vero ed Unico paradiso è qui e ora, non certo chissà dove e con chissà quante vergini.

Mi sono dilungato, scusatemi. Siccome, come ho detto all’inizio, ho sempre preferito evitare certi argomenti, difficilmente tornerò su questo, peraltro abbastanza spinoso. Non tornandoci probabilmente più, voglio concludere con una mia ultima idea sull’argomento estremismo islamico. Un’idea che fra l’altro coltivo da tantissimi anni. Ecco, secondo me non esistono i cosidetti “musulmani moderati”. Questo non vuol dire che tutti i musulmani sono terroristi, ci mancherebbe altro !

Secondo me, essi si dividono in due semplici categorie: quelli che uccidono (molti dei quali magari nelle loro vite probabilmente hanno letto solo fumetti, altro che Corano !) e quelli che, fondamentalmente approvano, ma non possono ammetterlo perchè, appunto, si definiscono “moderati”. Approvano ma non possono ammetterlo perchè pensano “qui in occidente ho trovato il paradiso, benessere, centri commerciali, aria condizionata, acqua corrente, ecc., siete tutti degli infedeli di merda, ma io sfrutto questo vostro benessere perchè in fondo la vita è una”. Per la serie: musulmano si, fesso no.

Non dobbiamo perseguire gli untori, non dobbiamo fare alcuna guerra preventiva, ma non credo di dire un’eresia asserendo che i primi nemici dei terroristi dovrebbero essere i musulmani stessi !

Se i palermitani sporcassero le strade di Verona, è più probabile che ascoltino le parole dissuasive degli altri palermitani, magari più anziani, piuttosto che quelle dei veronesi, che sicuramente tanto odiano ! Il problema semmai è: ci sono palermitani contrari alla munnizza per le strade di Verona ? Oppure davanti alle telecamere faccio lo sdegnato e quando chiudo la porta apro una bottiglia di buon prosecco per festeggiare i cumuli di munnizza creati dai miei simili ?

Sarò pessimista ma non credo che ci sia stato UN musulmano che abbia pianto all’indomani delle stragi compiute dai loro “fratelli” ! Io, invece, dopo Manchester, ho trascorso dei giorni molto tristi, non mi andava nemmeno di scrivere o di suonare l’arpa.

Forse diranno che hanno esagerato, forse diranno che basterebbe scrivere “Suca Papa”, “Inter merda”, ecc., ma, nel loro cuore, non c’è alcuna tristezza e alcun disgusto. Ne sono certo, anche se ovviamente mi auguro di sbagliarmi di grosso !

Mi chiedo, infine, come si fa ad essere terroristi nella città più bella del mondo, cioè Londra, un luogo che sogno quotidianamente manco fosse Monica Bellucci ! Io posso capire che coltivi l’odio a Scicli, a Volargne, a Biondè, ma non a Londra ! (consentitemi questa battuta !).

Scusate gli errori.

Vi lascio con un video che mi ha fatto ridere tantissimo, ma che, all’indomani del caos di Torino, si esprime meglio delle mie tante parole…