I viaggi sono un cerchio che non si chiude mai. 

Amici, ma quanto è bella la frase che ho pensato come titolo ? Prima di scriverla l’ho cercata su google perchè mi sembrava strano che nessuno ci avesse pensato prima, e ho scoperto che è tutta farina del mio sacco ! Non sono un genio ? Foisseeeeeee.

Pensavo al cerchio che si chiude dopo aver trascorso la Pasqua a Milano, una città che non avevo mai visto prima. Giunto in tram, a pochi passi da Piazza Duomo, non appena mi trovai davanti il famoso monumento, pensai: “Caro Mobys, con Milano il cerchio si chiude”. Non è così !

Scrivere un post sui luoghi che ho visitato in tutta la mia vita è impossibile. Non sono mai stato un grandissimo viaggiatore da aereo e mete esotiche/erotiche, ma guardando le mie foto su Flickr l’altro giorno mi resi conto che, quantomeno in Italia, ho visitato parecchi bei posti. La prova del nove l’ho avuta quando ebbi serie difficoltà a scegliere la meta dove andare a scattare foto in questo periodo così ricco di ponti.

In un forum ho scritto che la fotografia mi ha salvato la vita. E’ un’iperbole, ma in fondo devo dire che solo grazie a questo hobby, peraltro conosciuto in epoca relativamente recente (direi 2009 circa), ho scoperto il gusto di visitare nuovi posti e le mie gite domenicali sono diventate qualcosa a cui non intendo rinunciare.

Tutto iniziò quando nel già citato Meemi (l’unico vero socialnetwork mai esistito sulla faccia del web) l’amico Tiziano vide una mia foto e disse “Secondo me, sei da reflex !”. Sinceramente non sapevo nemmeno cosa significasse la parola reflex, mi informai e mi stuzzicava l’idea di iniziare a scattare con qualcosa di semi professionale, anche perchè ai tempi chissà quale citofonino avevo, altro che iPhone…

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La “Sfera da mago” che mi è arrivata dalla Cina. Parecchio difficile da utilizzare, ti consente di fare cose incredibili. Nella foto ero ai bordi del Lago di Toblino.

Il discorso sulle macchine fotografiche è infinito, come quello sui viaggi, quindi tagliamolo qua. O qui ? Vabbè tagliamolo lo stesso ! Ho già parlato dell’argomento foto in un post passato (Ti scatterò una foto). La cosa che mi premeva dire è che la passione per la fotografia mi ha portato a vedere posti meravigliosi e l’essere stimolato a “creare” qualcosa di mio e quindi evitare di scattare in automatico o le classiche foto da cellulare punta e scatta, mi ha portato spesso a fare tantissimi km, malgrado il mio maledetto difetto di avere il mal di testa quando guido tanto.

Un difetto che ho cercato di tenere a bada tramite appositi braccialetti, olii essenziali e perfino la Vagisil spalmata sulle tempie. Adesso va molto meglio, ma ogni volta che torno dalle mie gite fotografiche, sembro reduce da una partita di calcetto. Alla stanchezza da viaggio e da guida si somma quella legata al fatto che spesso c’è da camminare tanto e con uno zainetto in spalla, con magari più obiettivi, non è il massimo della vita, specie per uno come me che è tutto fuorchè un tipo sportivo.

La passione per la fotografia mi ha cambiato: adesso, qualsiasi passo io faccia, vedo potenziali immagini da catturare. Mi piacerebbe postare scatti assurdi, partoriti dalla mia mente mezza folle, ma ancora non ho il coraggio necessario e, alla fin fine, le mie foto non sono di un livello superiore rispetto a qualsiasi altro turista per caso. Lo scatto viene prima di qualsiasi cosa: non mi interessa se mi trovo dentro una Chiesa o dentro lo stadio dell’Inter, mi interessa esclusivamente cercare di portare a casa una bella fotografia.

Qualche volta ho anche rischiato qualcosina, tipo quando mi sono ritrovato in mezzo al nulla in montagna, oppure quando mi ritrovai in una piazza di un paesino del mantovano in uno scenario surreale: negozi chiusi, nessuno che passeggiava e la piazza preda di un folto gruppo di extracomunitari che con gran veemenza intendeva spiegarmi in quale vicolo potevo andare a fare delle foto spettacolari. Quella volta me ne sono uscito con un “Suca” di valenza internazionale….

Scegliere il luogo dove andare non è facile. Ottime dritte vengono da siti come quello dei Borghi più belli d’Italia o delle Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano. Una volta notato il borgo interessante, bisogna capire quanto lo sia dal punto di vista fotografico e generale. Qualche spunto utile viene offerto dalla recensioni di tripadvisor (dove ho ottenuto un gran numero di “recensioni utili”: grazie !).

La cosa più importante è capire se quel determinato luogo vale i chilometri che bisogna fare per raggiungerlo. Il 25 aprile, dopo aver visitato la discreta Treviso, ho fatto tanta strada in più per raggiungere Cison di Valmarino, ma non valeva assolutamente la pena. La stessa cosa vale magari per la mia cara San Giorgio di Valpolicella, posto davvero incantevole ma che, secondo me, non vale lo sforzo da parte di persone che vivono a più di 100 km di distanza ! Facciamo anche 50…

Come in tutto nella vita, è importante la componente “culo”. Per questo tra fotografi amatoriali l’augurio che si pronuncia spesso è “Buona luce !”. Il posto può essere anche meraviglioso ma se il cielo è grigio, addio foto stupende e se le foto fanno cagare per me è una vera tragedia perchè ho fatto un sacrificio fisico ed economico assolutamente inutile. Insomma, a me interessa scattare, non comprare souvenir !

Tuttavia, le condizioni meteo sono facilmente intuibili tramite vari siti, c’è un margine di errore, ma diciamo che è abbastanza improbabile che sia previso cielo sereno ed invece si trovi pioggia ! Sono altre le amare sorprese che si celano dietro l’angolo: la posizione del sole (a meno che non decidiate di passare tutto il giorno in quella meta), oppure i dannati mercati; io lo beccai a Ferrara e per me quella fu una trasferta fallimentare.

Per concludere il discorso legato agli intoppi, non posso non citare il vero e proprio grande super incubo di qualsiasi fotografo: le due coppie che si aggirano nei vostri pressi. Tutti pensano che i bimbi rompicoglioni rappresentino la vera piaga dell’umanità, in realtà, probabilmente, non avete mai fatto caso a cosa accade quando due coppie si trovano nei pressi di una scena che volete immortalare. Prima si fa la foto lei, poi il lui dell’altra coppia, poi il selfie di quell’altro coglione, e facciamoci anche il selfie insieme, e proviamo a metterci così, e proviamo a metterci colì, che ne pensi di fare swinging ?, aspè riprova perchè sono venuta col prezzemolo sui denti, facciamo la foto anche con i bimbi, (ma ai bimbi non gliene fotte un cazzo delle foto, loro vogliono giustamente solo correre e giocare !!), allora grida, urla, perdite di tempo, rotture di cazzo che, in confronto, il classico pullman di turisti 90 enni, vogliosi ed insaziabili, rappresenta il meno peggio !

Milano non ha chiuso il cerchio dei viaggi. Nella mia vita ho visto tantissimi posti, pochi sono quelli in cui tornerei di corsa, vedi Roma e Londra. Milano mi è piaciuta tantissimo malgrado la calca pasquale. Ho anche stretto la mano a Gianluca Di Marzio, uno dei miei giornalisti preferiti, che era a passeggio con la moglie. Paradossalmente conosco bene Roma, ma non ci sono mai tornato per fotografarla. Questo è il mio piccolo grande cruccio. Anche quando sono stato a Venezia non avevo la mentalità del fotografo. Idem per Londra, vista nel 2009, quando forse avevo una di quelle compatte che si trovano dentro le patatine. Tre posti stupendi visti, vissuti (almeno quello !), ma non immortalati decentemente ! Assolutamente da tornarci.

Per quanto riguarda i “sogni”, cioè i posti che mi auguro con tutto il cuore di vedere quanto prima, a prescindere dalle foto, direi che, da appassionato di calcio, metto in cima alla lista la visita all’Old Trafford (lo stadio del mio amato Manchester United) e, sogno dei sogni, mi piacerebbe tantissimo assistere ad una partita ad Anfield Road, lo stadio del Liverpool, con relativo canto dell’inno “You’ll never walk alone“, sperando che il mio cuore regga. Per il resto penso a Sydney, Dubai, Hong Kong, i castelli scozzesi. Una visita molto “forte”, ma che voglio assolutamente fare, è quella al campo di Auschwitz.

Tornando ai Borghi più Belli d’Italia, devo dire che tra Lombardia, Trentino, Veneto ed Emilia Romagna, li ho visitati praticamente tutti. Come dicevo prima, molti meritano la visita, altri sono un po’ “forzati”. Qualcuno è visitabile in pochissimo tempo, per altri ne occorre di più. In parecchi casi, purtroppo, ci sono ancora troppe auto in pieno centro.

Non riesco a fare una sorta di classifica dei miei luoghi preferiti, sia perchè adoro troppo la Toscana, e quindi mi viene quasi istintivo dire che qualsiasi angolo di quella regione è favoloso, sia perchè, ripeto, a parte qualche raro flop, ogni luogo ti lascia un briciolo di emozione, a meno che voi non siate delle persone apatiche che vivono trascinando passivamente il passeggino o il carrello della spesa 🙂

L’Italia è bella proprio perchè conserva dei tesori dietro ogni angolo. Magari a fronte di una cazzo di Grazzano Visconti, ti ritrovi una Bobbio spettacolare. Poi passa il tempo e ti ricordi le perle e non certo i flop (un po’ come con le donne…), ti porti dentro al cuore, come detto, città come Londra o Roma, ma anche Caorle, Bergamo, per non parlare di posti poco conosciuti come Limone sul Garda o l’incredibile Montisola, una montagna-isola sul Lago d’Iseo. E’ stato bello vedere Brescello, il set di Don Camillo e Peppone, per non parlare di Torino e di Trieste, due grandi città che hanno, secondo me, due piazze fra le più stupende (se non le più stupende) di tutta la nazione.

Ovunque vai apprezzi gli scorci (per non parlare della cucina), magari ti incazzi per il casino che hai trovato, ma in fondo il bello è anche questo, cioè uscire da casa e fare il Mobys, ovvero  ritrovarsi tra la gente senza far parte della gente, per poi tornarsene nella propria amata caverna.

Il numero dei luoghi da visitare non potrà mai esaurirsi, ecco perchè il cerchio non si chiude. Il mio consiglio conclusivo è quello di godersi quelle ore o quelle giornate, magari scattando foto, magari postando anche la vostra esperienza sui social network, ma non dimenticando di godersi la magia di quei posti.

Piazza San Carlo a Torino, il Castello di Miramare a Trieste, la Rocca di Manerba nel bresciano, il Lago di Braies in Trentino, per fare qualche esempio che mi viene in mente adesso, sono posti da fotografare in tutti i modi possibili, ma non dimenticatevi mai di fermarvi, zittire vostro figlio logorroico, e assaporare quell’istante, perchè quell’istante, credetemi, tale e quale, non tornerà mai più…

Scusate gli errori ma sono troppo incazzato.

15 thoughts on “I viaggi sono un cerchio che non si chiude mai. 

  1. vincenzomobys 25 maggio 2017 / 21:29

    Mi sorprende che qualcuno mi abbia pensato. Mi sorprende il fatto che qualcuno mi abbia pensato non per raccontarmi le sue disgrazie, ma per il semplice gusto di farsi sentire. Per questo ti adoro cara Vincenza63 😀

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  2. vincenza63 25 maggio 2017 / 21:26

    Fai bene così, sai?
    Alla fine ciò che conta è trovarsi.
    Sei fortunato, diciamo… molti credono di vivere ma…
    Perchè ti sorprende che abbia pensato a te?
    Non commento a vanvera, tu hai la mia stima.
    Grazie per avermi fatto entrare!

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  3. vincenzomobys 25 maggio 2017 / 21:01

    Si, diciamo che sono un blogger anomalo, cioè scrivo solo quando sono particolarmente in vena … Varie vicissitudini, profondo ed acuito disgusto per il genere umano (vedi strage di Manchester …), mi portano ad isolarmi sempre di più, piuttosto che a scrivere. Sembrerà strano ma, malgrado ciò, sono contento. Rientrando nella mia amata caverna ho ritrovato serenità e pace, che vanno a sommarsi con la rinnovata consapevolezza di entrarci poco con questo mondo fatto di bombe, di odio, e di selfie; un mondo dove apparire è più importante di essere. Sono contento di aver trovato l’unica compagnia con cui mi trovo perfettamente a mio agio: me stesso ! Grazie per avermi pensato.

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  4. vincenza63 25 maggio 2017 / 20:50

    Ciao Vincenzo,
    non ti leggo da un po’. Tutto bene?
    Un caro abbraccio,
    Vicky

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  5. vincenza63 8 maggio 2017 / 23:16

    Ma quanto dannatamente bello è questo post!!!
    Sei cresciuto, amico mio e non credo nel fisico (non ti ho mai visto)…
    Sei stato a Milano cavoli, e io a Pasqua c’ero… ma già, mi sa che non sai che vivo in provincia di Milano.
    Sai, più di vent’anni fa, quando ancora ero completamente autosufficiente e soprattutto usavo bene le mani, fotografavo di tutto con una Minolta manuale completa di grandangolo, teleobiettivo ecc.
    Lei c’è ancora, le mie mani no. Così imprimo immagini nel cuore e nella mente e poi cerco di raccontarle traducendole in parole e musica.
    Sei bravo, Vincenzo, mi sono infervorata e per tutta la lettura e anche ora ho sentito il tuo calore per ciò che fai.
    Grazie!
    Il cerchio non si chiude, si allarga o si stringe come l’obiettivo della reflex, per lasciar passare luce, vita e Bellezza.
    A presto!
    La mia prossima meta? Padova. Poi Lecco. Poi…

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  6. Come parole di polvere 8 maggio 2017 / 12:29

    Bravo!!!@ io vivo a Torino e la tua sfera…..la invidio già!!!!!@@

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  7. vincenzomobys 6 maggio 2017 / 11:37

    Ripeto cara (nonché unica) amica mia, io non giudico l’operato di ognuno. Il mezzo è bello perché ci permette di essere liberi di pubblicare ciò che vogliamo. Ad un certo punto però non ha senso che io veda mille post, di cui sinceramente non mi frega nulla, mentre nel mio caso spunta l’artrite alle dita ! La gente non capisce che NESSUNO è migliore degli altri in quanto a post interessanti !! Nessuno. Siamo tutti nella stessa barca. Ma consentimi, quando io mi vedo circondato da post contro Renzi, post di gente che fa finta di essere felice tenendo il bicchiere in mano in un aperitivo tra fighetti, gente che scrive anche quante volte va al cesso, ecc., ecc., allora, mi dispiace, ma mi tiro indietro, abbandono tutti, dentro e fuori Facebook. Nessuno può dire che io non abbia dato una seppur minima possibilità di essermi amico !

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  8. Calla 6 maggio 2017 / 11:27

    Ecco perchè io non sono su FB e non comprerò mai uno SmartPhone con cui condividere foto, ecc.
    Ne ho già fin troppo di tempo dedicato ad sms ed e-mail che preferisco la comunicazione dal vivo….
    Una volta, ai miei “tempi” ci si telefonava ogni tanto per mantenere i rapporti con gli amici lontani, ed ora invece della classica cartolina puoi spedire la foto di dove sei (e di te stesso) su WhattsApp.
    Punti di vista opposti sulle foto (qualcuno potrebbe amare la foto dei gattini invece del tuo paesaggio) e difficoltà a scrivere facendo capire ciò che si vuole esprimere, sono ulteriori “problemi” che innescano malintesi quando si vuole comunicare in modi diversi dalla viva voce.
    Non tutti hanno la (tua) capacità di far trasparire le emozioni da semplici parole scritte.
    Mi dispiace per la tua decisione, molte persone perderanno qualcosa….

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  9. vincenzomobys 6 maggio 2017 / 10:44

    Chi è (anzi chi era) su Facebook ha capito … va bene tutto, va bene commentare e linkare qualsiasi minchiata legata ai gattini che si trombamo i topini, ma alla lunga l’indifferenza fa male, dentro e fuori il web. Ed io purtroppo ho capito troppo tardi che per andare avanti dovevo troncare di netto le pseudo amicizie del passato, gente che non vedo da anni (per carità anche a causa mia) ma che evidentemente giudica un lavoro troppo faticoso mettere UN mi piace a certe foto e certi post che scatto o pubblico col cuore. Hanno tutti tempo per condividere le foto dei propri figli (di cui non possiamo certo farne a meno !) o di altre amenità tipo notizie di cronaca che ognuno di noi già può vedersi per conto proprio, ma MAI per persone obiettivamente sole e che vorrebbero solo una carezza, mica sesso tantrico. Sta cosa non l’ha capito nessuno ed io adesso mi comporterò di conseguenza … ciao

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  10. Calla 6 maggio 2017 / 10:36

    Anch’io non faccio parte di quelli che “scattano” e che i bei momenti li conservano solo nel cuore.
    Sono d’accordo quando dici che alcuni posti (anche se molto gettonati) non valgono la pena, mentre altri che magari abbiamo anche più vicino a noi, sono assolutamente fantastici.
    Ovviamente tutto ciò è soggettivo: come sai sono reduce da St.Moritz e dai laghetti che si incontrano lungo il trenino rosso del Bernina, ma che a mio avviso non superano l’atmosfera magica del lago di Braies….!!
    Poi….ognuno porta a casa quello che ama: tu le foto, io i sapori dei piatti tipici…!!!
    Mai che facciano un viaggetto insieme, la tua fotocamera ed i miei ricettari….
    p.s.: ma perchè alla fine hai scritto “sono troppo incazzato”?

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  11. vincenzomobys 2 maggio 2017 / 21:05

    Capire cosa c’è dietro ogni mio umile scatto. Questo hai fatto tu, carissimo Red. E ciò mi da l’ulteriore conferma che, paradossi della vita e del web, il Mobys è più capito da perfetti sconosciuti, piuttosto che da amici di lungo corso ! Grazie per il link, domani correrò a visitarlo

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  12. redbavon 2 maggio 2017 / 21:00

    Non sono capace a fotografare, a cogliere quell’istante. Sono però affascinato da quest’arte e questo tuo post riesce a trasmettermi la tua passione in modo vivido e pulsante. Di tanto in tanto provo a lasciarmi trasportare da foto e nella mia webbettola puoi trovare storie ispirate o semplicemente foto che mi sembrano rappresentare le mie parole (o l’intenzione che più o meno malamente provo a comunicare) di Alec Soth, Nan Goldin o, ancora, trovare improbabili intrecci tra i videogiochi e la fotografia di Rinko Kawauchi.
    A te che ami la fotografia chiedo una cortesia. Tempo fa ho scritto un racconto “iCamera 2.0. Vita da fotocamera” e sarei curioso se sono riuscito a cogliere quell’attimo almeno con la tastiera. Se ti va, è qui: https://redbavon.wordpress.com/2015/11/23/icamera-2-0-vita-da-fotocamera/
    Grazie mille OnBeciè!

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  13. Come parole di polvere 1 maggio 2017 / 21:49

    Che bello…..siamo tutti cerchi…🌹🌷😉

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  14. stefitiz60 1 maggio 2017 / 21:35

    Onorato della tua citazione, onorato pure di esserti consigliere sulle mete da raggiungere per fotografare. Hai ragione, mai fermarsi che ci sarà sempre qualcosa di nuovo da scoprire. P.s.: hai ragione, Cison di valmarino non è granché, mentre Trieste e Braies…

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