Se solo mi avessi baciato ancora …

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Ci sono cose che vanno fatte in un momento ben definito della nostra vita. Ci sono cose che non possono ripetersi, ci sono treni che passano una sola volta e che non rivedremo mai più. Il problema è che tu non puoi sapere cosa ti riserva il futuro, paradossalmente potresti essere anche il più ottimista della terra ma se il destino (o chi per lui) ha deciso che non proverai più certe sensazioni, hai ben poco da disperarti. Allora non c’è soluzione ? Come ho detto parecchi articoli fa, la soluzione c’è sempre. Non è questione di essere ottimisti o meno, c’è semplicemente da prenderne atto. E allora puoi anche sederti sulla stessa panchina della stazione, puoi vestirti nella stessa maniera, puoi tornare allo stesso orario, ma quel treno non passerà più.

Sistemando la mia libreria, mi è capitata fra le mani la mia agenda scolastica del 1990. Parliamo quindi di ben 26 anni orsono ! Un’eternità ! Mi è sempre piaciuto scrivere, giocare a fare il giornalista, lo faccio sin da quando andavo alle scuole medie, questo blog è nato proprio per questo motivo. Scrivevo dei piccoli “giornali” parlando delle partite di calcio disputate con i miei cugini, facevo financo del gossip su quel tale che si era innamorato della biondina del secondo piano e scrivevo sulle agende, sia nel periodo scolastico che successivamente. Scrivevo tutto, mi piaceva l’idea di “scattare una foto” alla mia vita, parlando prima dei miei compagni di classe e successivamente delle mie uscite del sabato sera. Sulle mie agende (me ne sono rimaste alla fine quattro, che ho portato con me in quel di Verona) trovo quindi commenti sulla nascita del Partito Democratico della Sinistra ma anche giudizi sui film visti al cinema con i miei amici. Trovo giudizi sulla prestazione dell’Avellino ma anche il racconto dei miei sabati sera.

Torniamo al 1990, a questa agenda che, vi ripeto, mi è capitata casualmente fra le mani. I mondiali e le “notti magiche” di Totò Schillaci sono finiti già da un pezzo. Siamo a fine novembre, esattamente al 26. Scrivo: “Oggi sono conosciuto una girl very nice”. Il “sono” è voluto, sin da piccolo mi piaceva cazzeggiare con le parole. Seppur ricordi perfettamente quel periodo, e anche se ho già letto e riletto questa mia agenda, mi viene da soffermarmi. So che non mi fa granchè bene ricordare i bei tempi della mia giovinezza e so altrettanto bene che ancora oggi, ripeto dopo quasi trent’anni, non è “opportuno” riaprire proprio questa agenda, infatti l’ho tenuta chiusa da un giro di nastro adesivo. Tuttavia sono molto sereno, mi diverte rileggere le cazzate che scrivevo a 18 anni. Smetto di sistemare casa, mi metto in poltrona e rileggo quelle pagine, mentre fuori c’è un temporale da paura. Sembra che il maltempo mi concili la lettura, è un po’ come se i tuoni mi sveglino dal torpore e mi facciano ricordare il passato.

Il 26 novembre 1990 conosco tal Mary dentro un panificio dove mi recavo ogni sera ad acquistare il pane quotidiano (a Palermo si panifica a qualsiasi ora del giorno). Ovviamente scrivo che sono “innamoratissimo”, e tante menate che in questa sede vi evito. Credo che Mary abbia rappresentato il mio primo vero grande amore. Prima di allora pensavo che mettersi con una ragazza rappresentasse qualcosa di naturale, ma non c’era sentimento, non me ne fregava più di tanto: visto che Tony era messo con Francesca, io mi mettevo con la sua amica Patrizia. Eravamo quattro amici e ci muovevamo in blocco anche da questo punto di vista (credo che anche oggi sia così per i giovani).

Con Mary scattò qualcosa, ma non è la lametta da 20 euro che pubbicizzano in tv. Non c’entra il sesso, non c’entra il “Vincenzo è fidanzato” con la X di turno, era tutto diverso. Non vedevo l’ora che fosse sera per rivederla. Speravo che ci fossero altri clienti prima di me, così da allungare di qualche minuto il tempo che avevo a disposizione per ammirarla. Era perfetta, era mia moglie.

Purtroppo a scuola non potevo nascondere nulla. Ero già allora “troppo personaggio” per far finta di niente. I miei amici capirono che c’era qualcosa di diverso in me, presero la mia agenda ed iniziarono a scrivere anch’essi i loro pensieri !! Incredibimente avevo creato dei mostri ! In questa sorta di mia “rievocazione storica”, presto molta più attenzione a leggere i loro commenti piuttosto che i miei. Molti sono scritti “tanto per”, altri sono significativi. Vi inoltro quelli che mi hanno fatto più sorridere e/o riflettere.

Samuele scrive: “La ragazza evidentemente ha lasciato il segno…. Vincenzo comincia a dare i primi segni di squilibrio mentale“. Antonello: “Vincenzo è u megghiu i tutti (il migliore di tutti) perchè rimembra i suoi pensieri amorosi. Finalmente ha cominciato a raccontare le sue vicissitudini, il mistero del suo strano comportamento. Vincenzo fa capire che la sua esistenza è stata sconvolta da un qualcosa che ha cambiato radicalmente la sua vita”. Fabio: “Sono riuscito a sapere cosa assilla Vincenzo ! Non è altro che una creatura angelica vestita di bianco”.

Non voglio tediarvi ulteriormente, anche perchè l’articolo diventerebbe un libro ! La cosa più importante è che la storia con Mary ebbe un inizio. Erano ben altri tempi rispetto ad oggi. La sera, dopo aver finito di lavorare io la aspettavo fuori il panificio e la accompagnavo con la mia Vespa 50 in una via nei pressi dove viveva. Erano tempi in cui il “padre della femmina” non doveva sapere che sua figlia (peraltro minorenne) si stava vedendo con un picciotto…

fullsizerenderLa storia con Mary durò praticamente fino alla primavera del 1991. Alla fin fine stiamo parlando di pochissimi mesi, ma sicuramente e probabilmente i più bellissimi ed intensi della mia vita. Sembrava tutto perfetto, praticamente eravamo cinquecentro metri sopra il cielo prima ancora che Moccia scrivesse quel minchia di libro, ma quando si è giovani tutto finisce con la stessa velocità con cui inizia. Mary smise di lavorare in quel panificio, i nostri incontri divennero più difficoltosi (ah se ci fossero stati i telefonini già allora … !) e alla fine incontrò un altro e mi mollò. Era una serata tempestosa come quella di stasera. Minchia quanto pioveva, sia dal cielo che dai miei occhi ! :-). Non ci siamo dati nemmeno l’ultimo bacio … orco can.

Di storie, dopo Mary, ce ne sono state altre, non tantissime, lo ammetto, ma nessuna particolarmente significativa, niente che io, stasera, ricordi con una certa emozione. Ecco perchè all’inizio di questo articolo parlo di treno che passa una volta nella vita. Per parecchi (troppi) anni, l’errore mio è stato quello di cercare Mary in ogni ragazza che incontravo, di considerare le mie potenziali patner “non all’altezza”, ma soprattutto di vedere la “fine” prima ancora che iniziasse qualcosa. Divenni pessimista, iniziai a collezionare bocciature scolastiche, ero seriamente incazzato col mondo. Mii fa sorridere il fatto che oggi spesso mi si definisca “Orso”. In realtà molti non hanno ancora capito che io non nutro alcuna passione per le caverne, ho semplicemente il desiderio di stare lontano da persone con cui non sto affatto bene ! Ma torniamo a noi.

Mentre tutti sono andati avanti, io sono rimasto per anni “bloccato”: non voglio mettermi con te perchè tanto so che finirà; tu non hai il suo stesso sguardo; se almeno sorridessi come lei …, ecc. ecc.

Poi diventi un uomo maturo, smetti di giocare, assumi un certo ruolo lavorativo e tutte queste cose vanno a farsi benedire. Sono partito per Verona, ho incontrato altre persone che ovviamente non ho continuato a paragonare a Mary. Insomma, probabilmente leggermente tardi, sono diventato un uomo maturo. Un uomo maturo che non crede alle favole, che ha già smesso di crederci nel 1991 e che, oggi, ci crede ancor meno. Non credo nell’innamoramento di due persone dopo i quarant’anni. Credo che subentri l’accontentarsi, il “più di questo non posso pretendere”, il “non voglio morire solo/a”, per finire addirittura con il “se sto male chi mi accudisce ?”. E così spesso ci si violenta, l’autostima va sotto zero, ma come dico spesso io, l’importante è rendersi conto di ciò che si sta facendo e assumersi la responsabilità.

No, il Vincenzo che poi divenne Mobys, non crede nell’amore; la mia non è una considerazione triste e pessimistica ma un pensiero frutto di un sano realismo e di un numero record di bastonate ricevute. Per carità, la “poesia” sicuramente esiste, ma non è per tutti ed è accostata ad un certo periodo della propria vita. Una volta passata la data di scadenza, non resta che entrare a far parte della grande famiglia di coloro che, come detto pocanzi, si accontentano. Lo deduco non solo dalla mia esperienza diretta ma da ciò che vedo attorno a me. Coppie che si sfasciano per futili motivi, coppie che accettano il “cornutismo reciproco”, uomini che odiano la propria compagna, gente che considera il sesso come il fulcro su cui ruota tutto, ecc.

Sono ordunque destinato ad una vita solitaria ? molto probabilmente si. E allora qual è il senso di questo post, visto che dico spesso che uno dei motivi per cui scrivo è quello di far riflettere i miei due-tre visitatori ? Il senso è che la vita può, anzi DEVE, avere un senso (scusate il gioco di parole) anche se si è single. Il senso è che dobbiamo metterci via il fatto che certi treni non passano più e che continuare ad aspettarli ci fa stare solo male. Il senso è che dobbiamo definirci fortunati se abbiamo una persona accanto che ci stima e ci vuole bene perchè “quando si ha quello che manca alle altre persone, che magari soffrono per averlo, ci si rende conto quanto si è fortunati e felici”. E’ una frase che scrissi nell’agenda successiva a quella di cui vi parlai in questo lungo post, a 19 anni.

Mi raccomando, lottate per essere felici, non per avere una persona accanto “perchè così mi sistemo”. Lottate per voi stessi, perchè nessuno può e deve incidere in maniera decisiva nella nostra vita. E se, a differenza mia, credete ancora nell’Amore, lottate per vedere la scintilla che scocca quando incontrate una persona che vi piace tanto tanto. Non accontentatevi, non seguite falsi miti, lasciate perdere le convinzioni comuni, siate liberi di amare un colore o un suono che alla maggiorparte delle persone fa cagare, ma soprattutto non dimenticate da dove venite.

Ricordatevi “la giustizia del mondo che punisce chi ha le ali e non vola” …

P.S. Questo post è dedicato ad una mia carissima Amica. Spero solo che sia alla sua altezza. Glielo dovevo a lei e al suo immenso cuore. Lo dovevo a parecchi amici, probabilmente stanchi di vedere una tendenza del Blog esclusivamente “cazzeggistica”. Tendenza che, ovviamente, tornerà dopo questo post ! 🙂

Ecco Pasquale vestito da carnevale !

Credo che tutti voi conosciate una barzelletta che è stata raccontata in tutti i dialetti della nostra Nazione e che, al di là delle numerose “variazioni sul tema”, raccontava di un camionista, tal Caronte, che offrì un passaggio ad una suora. Il rude e virile autista, ad un certo punto, preso dalla voglia di far sesso, chiede alla suora se può soddisfare questa sua richiesta alquanto trasgressiva. La suora acconsente, offrendo all’eccitato Caronte il suo “Lato B”. Quando tutto finisce, Caronte, sessualmente appagato e con autostima a mille, prende il microfono del suo apparecchio radio e continua a urlare: “Sono Caronte e guido un bisonte”. La suora, dopo essersi sorbita questa litania per qualche minuto, si incazza, toglie il microfono dalle robuste mani di Caronte e sbotta: “Sono Pasquale vestito da carnevale !!!”.

Ecco, nei giorni scorsi, su un giornale locale, è apparsa una notizia che mi ha fatto sorridere e parecchio riflettere. Sto parlando seriamente ! Un trans, che chiameremo Valery, è stato arrestato (o arrestata, fate vobis) per violenza sessuale nei confronti di un minore.

Cosa accadde ? Un 16enne, che chiameremo Gasparino, aveva conosciuto Valery tramite una chat. Dopo un certo periodo, i due decidono di incontrarsi di presenza e si danno appuntamento in un parcheggio di un centro commerciale veronese. Insomma decidono, giustamente, di dar sfogo alla loro passione nata tramite un freddo monitor.

Incredibilmente però sorgono due problemi: Valery non conosce l’età di Gasparino e quest’ultimo, cosa ancor più grave, non sa che Valery è un trans ! Avrà visto due bei labbroni, due mega tette e avrà pensato “minchia sono il 16 enne più fortunato di Verona e provincia ! Ora me la trombo e poi lo racconto a tutti i miei amici segaioli !”.

L’incontro avviene ma dopo qualche minuto, Gasparino, resosi conto del piccolo “intoppo”, scende dalla macchina di Valery, ferma disperato e in preda al panico un auto di passaggio e scappa via. Nelle ore successive va a denunciare Valery, il quale ovviamente viene arrestato per i motivi di cui sopra. Il trans si difende dicendo, come già scritto in precedenza, che sconosceva l’età di Gasparino e soprattutto che non c’era nessuna violenza sessuale in atto, il ragazzo non stava pagando nulla ed era libero di rifiutare un rapporto assolutamente  non imposto con la forza !

Questa è la fredda cronaca. Vi chiederete cosa mi ha colpito al punto tale da dedicare a questa storia un articolo sul Pianeta Mobys. In verità l’incidente in se non mi ha sconvolto più di tanto, credo nella versione di Valery e soprattutto tengo a precisare che, come sempre, non sto giudicando nessuno. Come ho già detto mille volte in queste pagine, io sono per la massima libertà di ogni individuo, credo che i tabù fottano parecchio quindi qualsiasi tendenza una persona abbia, è liberissima di esercitarla purchè, ovviamente, non faccia del male agli altri. Insomma nelle nostre camere da letto DOBBIAMO essere liberi di dare sfogo ai nostri impulsi sessuali senza essere giudicati da nessuno (e sto discorso vale ovviamente anche per tutto ciò che riguarda la vita in generale. Ricordatevi che chi giudica è sempre dalla parte del torto, a meno che non faccia questo lavoro dentro un Tribunale).

Il problema di questa storia è che io soffro di “fantasite acuta” e quindi, dopo aver letto questo trafiletto, pensai ad una serie di possibili scene. Innanzitutto pensai al povero Gasparino che inizia a pomiciare: il suo giovane augello, in piena fase ormoni-impazziti, quasi gli esplode forando i jeans !

“Aspè, in un film ho visto lui che gli metteva la mano sulla tetta sinistra, oh che bello, lei sembra essere esperta, sta cercando di tirarmelo fuori, siccome sono un gentleman agevolo codesta operazione; oh mio Dio quanto sono felice, che tette ziocan, mi sono innamorato, appena finiamo le chiedo se vuole sposarmi,  aspè voglio osare, voglio di più, ormai siamo entrati in piena sintonia, Rocco Siffredi mi fa na pippa, quasi quasi allungo le mie mani in mezzo alle sue cosce, vediamo cosa succede ! Menomale che esistono le minigonne, che sexy con le calze a rete, vado, ma si, lei ormai è mia, è eccitata il doppio di me, muore dalla voglia di trombare, ma io inizio con del sano petting spinto che fa tanto da uomo maturo, la mia mano è a pochi centimentri dalla sua sicuramente fantastica vagina brasiliana, ma si, dai, ci sono, vado, tocco, arrivo…. ma …. ma …. non è possibile ! sto toccando un cazzo ! un GROSSO cazzo ! Qui non dovrebbe esserci sto coso !!! Io mi sono innamorato, l’ho guardata per mesi attraverso il pc ! Ho perfino comprato un mac con display retina per guardarla meglio ! Scappo, che schifo, un uccello, oh mio Dio: ho toccato un uccello che non è il mio !!!

Gasparino esce fuori dalla macchina, come detto ferma un auto e scappa via. Immaginate la persone o magari la coppia che si ritrovava alla guida di quella macchina. “Tesoro fermati c’è un ragazzo disperato che chiede aiuto”. “E se fosse un ladro ?”. “Ma no dai fermati, si vede che è molto spaventato !!”. Cosa succede, baldo giovine ? come mai il tuo viso è paonazzo e la tua voce è tremante ? Vieni dall’Hotel di Shining ? Sei stato in uno Hostel stile film di Eli Roth ? Volevano derubarti ? Entra, calmati, ci siamo qui noi ad aiutarti, ti portiamo a casa. Raccontaci, respira con calma, la mia morosa adesso ti da un sorso d’acqua. Quanti erano ? cinque ? sei ? erano rom, vero ? ste merde sono ovunque ! ti hanno fatto del male ? ti hanno preso il portafogli e il cellulare, vero ? ste merde ! Devi stare attento ! Ma come mai ti trovavi in questo parcheggio a quest’ora della notte ???  E Gasparino, ancora terrorizzato da quella PENOSA visione e con un filo di voce sbottò: “ziocan, ero venuto qui per trombar, invece go trovà un trans che mi voleva incular !”.

E così Gasparino, che sognava sesso brasiliero fatto di samba e coiti, incontrò semplicemente il mitico Pasquale ! Quantomeno (forse) finalmente avrà capito che il pomo d’Adamo non è un piatto di pasta al pomodoro.

La cosa più incredibile è che stavolta questo racconto non è frutto della mia fantasia, ma è un fatto di cronaca realmente avvenuto !

Alla prossima e scusatemi per gli errori.