Guardiamoci allo specchio (Elogio alla normalità).

Qualche settimana fa, lessi un banner su Facebook che recitava una roba del genere: “Non c’è niente di speciale ad essere normale.

Per carità, meglio questi slogan psico-pseduo-filosofici, piuttosto che i links ai video delle canzoni di Adele, la quale sarà anche una bravissima cantante, ma ti da il colpo finale se sei ai bordi di un precipizio e sei ancora indeciso sul da farsi. In quel momento tutta la tua vita, e soprattutto l’evento negativo scatenante che ti ha portato a pensare di compiere un gesto insano, ti scorre nella mente. Parliamoci chiaro, devi avere culo anche in quel drammatico contesto, perché se passa il fantasma di Domenico Modugno che ti canta “Meraviglioso”, allora magari lo mandi affanculo, ma forse non ti butti giù. Viceversa se, Dio ci salvi, senti una canzone di Adele, a quel punto ti butti velocemente e con sparo in testa compreso nella prestazione.

Io non giudico negativamente chi posta questo tipo di banner. Sono sicuro che la persona crede davvero in quel motto, così come credo che esistano davvero i (pochi) pesci fuor dall’acqua. Il problema è che fra il dire e il fare c’è, per dirla appunto alla Modugno, il mare.

Insomma nel mulino che vorrei, mi piacerebbe che ci fosse un pizzico di coerenza in più nelle persone. E’ inutile fare i Vasco Rossi de noialtri dicendo che viviamo ogni giorno come se fosse l’ultimo. Stocazzo ! Ditemelo il lunedì alle 7:00 !

Ma torniamo allo strano concetto di normalità che fa rima (secondo molti) con coglionaggine. Il problema, secondo me, è che ci si sforza talmente inutilmente di apparire diversi, migliori, speciali e unici, da sprecare tempo e preziose energie. E’ come quel famoso spot in cui la vecchia fiat 500 va pianissimo ma arriva a destinazione, mentre un’autovettura più potente, correndo a 200 km/h, finisce fuori strada.

Cerchiamo disperatamente di aggrapparci a qualsiasi cosa pur di apparire speciali, i controcorrente, le mosche bianche. “Io non c’entro nulla con tutti coloro che mi circondano !!!”. In realtà, il vero capolavoro, secondo me, è quello di essere normali !

Viviamo in un’epoca dove si fa di tutto per apparire pseudo-fighi, ci si sposa prestissimo, ci si separa prestissimo, ci facciamo un tatuaggio a forma di vertebra di Molfetta, ci si rade mezza passerina bionda e mezza nera, ci sono uomini più depilati delle donne, si va in Kenya perché così lo racconto alle mie colleghe (ma in realtà nemmeno sappiamo dove si trovi), e facciamo tante battaglie inutili solo per farci sentire “per forza”. Battagliamo con quelli di Garda perché poi siamo di Bardolino, ce l’abbiamo a morte con i napoletani “perché non siamo noi razzisti sono loro che sono napoletani”, il governo è ladro, le trivelle vanno fermate (chi sapeva dell’esistenza di ste minchia di trivelle ?), quelli della bassa veronese magnano polenta e nebbia, quelli di Caprino vivono in mezzo alle capre, il leon magna el teron, ecc. ecc.

C’è tutta questa ansia di apparire, di esserci per forza, di dire la mia gridando più forte di te “perché io sono un figo”, ma purtroppo questa energia non si trasforma in qualcosa di positivo, soprattutto lontano dal monitor del proprio pc. E così finiamo con l’essere assolutamente normalissimi e patetici, anziché essere speciali e folli “come ci ha insegnato Steve Jobs”. Tutti uguali nella mediocrità. Mediocrità di cui faccio parte sicuramente anche io, ma quantomeno io non sbandiero ai quattro venti che sono un po’ folle e che amo tutto ciò che è trasgressivo !

L’altro giorno superai un classico gruppetto di ciclisti rompicoglioni. Li guardavo prima di sorpassarli e notai che erano, come sempre, tutti uguali. Stessa maglietta, stesso caschetto, stesso colore dei calzoncini. Direi che, fin qui, è tutto ovvio. Tuttavia, mi colpì il fatto che, guardandoli bene, erano uguali anche in tutto il resto. Tutti con gambe rasate, tutti con la stessa identica misura del bacino, tutti con gli stessi occhiali da sole. Sembrava un copia ed incolla fatto tramite Word. Quando me li lasciai dietro, pensai che quei ciclisti rappresentavano il mondo di oggi, un mondo di gente che fotocopia il prossimo. Altro che “io non sono normale”, altro che “io sono speciale”. Controcorrente ? nemmeno sai cosa sia una corrente ! Tu mi blocchi su Facebook, allora io ti cancello da whatsapp. Tu non clicchi sul “mi piace” e allora anche io non clicco nulla. Tu posti le foto della tua bimba, io inserisco quelle di mio figlio vestito da Babbo Natale in Agosto (chissà se, prima o poi, qualcuno capirà che a NESSUNO fotte un cazzo dei figli degli altri !). Tu mi hai portato una bottiglia di Chardonnay e allora io te ne porto una di Pinot Grigio. Speriamo che tu commetta qualche errore al lavoro così io faccio vedere ai capi che sono più bravo di te “perché ho bisogno di guadagnare punti”. Tu mi sei simpatico ma io preferisco uscire con il solito coglione a cui interessa esclusivamente portarmi a letto.

Dove vedete il “remare controcorrente” ? Dov’è l’essere speciale a cui non interessa l’aspetto fisico ?? tutte minchiate, tutte bugie, tutto teatro. Io ti faccio sorridere ma in fondo, quello che ti serve davvero, è solo qualcosa di circa 20 cm, iva esclusa.

Si, amici miei, avete capito bene, sono un po’ amareggiato (non depresso: non sto ascoltando Adele), perché, ripeto, finché si vive umilmente, come faccio io da quando sono nato, non devi nulla a nessuno e non ti aspetti nulla da nessuno. Non sopporto però la presa per il culo, questo “arrancare” disperatamente per apparire diversi, quando poi, alla fin fine, facciamo le solite scelte scontatissime e banali, vedi esempi già scritti o quella di candidare a Sindaco una persona solo perché in realtà è BONA, non certo per il suo curriculum (che nessuno è andato a leggersi).

“Non c’è niente di speciale ad essere normale” è una sacrosanta verità, ma il vero essere speciale è colui che dice quello che fa ma soprattutto fa tutto ciò quel che dice. Il vero essere speciale è colui che fa volontariato non per postare le sue foto su Facebook, il vero “positivamente anormale” è chi aiuta gli altri senza pretendere nulla in cambio, colui che ascolta anziché parlare solamente, coloro che non ti giudicano in base al tuo aspetto fisico o alla tua provenienza.

Capisco che non è assolutamente facile uscire fuori dalla melma, in ogni caso, carissimo lettore, prima di giudicare gli altri e considerarti figo solo perché sei diventato vegano o perché hai postato un normalissimo pranzo in una bettola qualsiasi, guardati allo specchio e cerca di capire chi sei veramente e cosa vuoi: tranquillo, l’aggiornamento dello status di Facebook può aspettare ! 🙂

Alla prossima !

6 thoughts on “Guardiamoci allo specchio (Elogio alla normalità).

  1. vincenzomobys 4 maggio 2016 / 06:36

    grazie a tutti per i vostri commenti. Dico sempre che UN commento al mio blog vale quanto 100 mi piace su Facebook. Il motivo è semplice: commentare richiede due minuti di impegno, viceversa ho la certezza che il 90% delle persone clicchino “mi piace” a prescindere, per una sorta di “presa visione”. Ridicolo.
    Tornando al post, vedo che avete posto l’attenzione al discorso “normalità”. E qua torno al discorso iniziale, cioè mi fa piacere essere commentato perché ciò mi fa capire se mi esprimo in maniera chiara, mi fa riflettere sul come mi sono spiegato e quindi su come dovrei spiegarmi in futuro. Tre commenti interessanti ma non sottovalutate che il fulcro del mio post non è “come si vive da normali”, ma sul fatto che la gente è presuntuosa.
    La presunzione è qualcosa che odio addirittura più della superficialità. La presunzione porta la gente a pensare che i miei post su Facebook sono tutti divertenti/interessanti (mentre i tuoi no), che io sono un figo perché ho preparato un cazzo di risotto, che io sono addirittura “controcorrente” magari perché ho scelto di diventare vegano.
    Insomma il senso di questo articolo è: datti una calmata. Non è vero che i tuoi viaggi sono i più interessanti del mondo, non è vero che hai il figlio o la figlia più intelligente del mondo, non è vero che tu sei uno che “recita fuori dal coro” perché, in realtà, sei scontatissimo/a e banalissimo/a in tutto ciò che fai. Lasciamo stare Che Guevara se in realtà siamo tanti Totuccio …. 🙂

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  2. Carla Nonnapapera 3 maggio 2016 / 19:42

    Ma poi…..chi mai vorrebbe “accoppiarsi” con una persona fuori dagli schemi? Io voglio che il mio compagno/marito/fidanzato sia una persona….come me che sono NORMALE!!!!
    Meditate, uomini, meditate….

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  3. stefitiz60 2 maggio 2016 / 15:44

    Gustamente come dice Maria il “normale” è soggettivo, mentre Vincenza usa ancor più giustamente lo specchio per vedere se “si” piace, che in fin dei conti è l’unica cosa che conta, piacersi per quel che si è non per come che si appare.
    Purtroppo caro Vinz in quest’epoca da leoni da tastiera tutti o quasi fanno a gara per sembrare quel che non sono. Io di solito non amo sti post del cazzo che fanno presumere tu che scrivi sia chissacchè. Mondo ipocrita.
    Sapessi quante volte su Fb ho letto post sensazionali, poi guardando chi li postava mi chiedevo”boh….”, che si è bevuto?
    Ma non è neanche facile essere fuori dal coro, soprattutto per le giovani leve, il cui mondo è uniformato al massimo, dal look, dall’accessorio tecnologico, e da tanto altro…Ciao

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  4. vincenza63 1 maggio 2016 / 23:05

    Si capisce che tu sia un tantino esasperato e “normalmente” condivido parecchio di ciò che scrivi. Non credo di sbagliarmi usando lo specchio per sapere se mi piaccio prima di tutto. Gli altri mi piacciono, ma ogni tanto mi concedo di essere “asocial”… anche perchè il mio aspetto non è normalmente normale e sai che ti dico: chi se ne frega! 🙂
    Ascolto questo brano che non mi deprime, anzi mi riempie di dolcezza, specialmente a quest’ora e rivedendo la mia vita. Ciao!

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  5. maria 1 maggio 2016 / 21:19

    Che poi come si fa a definire una persona o un comportamento normale? Tutto ormai è diventato soggettivo, a parte i ciclisti e gli estimatori e cultori del fisico che sono omologati,niente più rispetta un canone o dei parametri. Quindi normalità…cosa è?
    Per alcuni può essere come per me avere la sveglia alle 4:30 per altri può essere follia … Viviammo serenamente senza preoccuparci di ostentare la nostra normalità o anormalità,magari evitando nei momenti depressi un “hello” di Adele

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