Quel Natale un po’ “piccante”…

Il Natale, per me, è stato sempre sinonimo di ferie ma anche di ritorno a Palermo. Tuttavia c’è stato un anno in cui, per problemi lavorativi, non avendo ferie a disposizione, trascorsi le festività in terra veneta. Non era un dramma per me, anche perché avevo appena comprato casa, mi piaceva l’idea di festeggiare a casa mia, ma soprattutto, da qualche mese, frequentavo tal Alessia di Borgo Trento.

Le cose con Alessia andavano a meraviglia, pur essendo ancora in fase di “giro di ricognizione” del nostro rapporto. La presenza di Alessia nella mia vita, non mi faceva pesare il fatto che non sarei sceso per Natale. Mi piaceva, era piccoletta, non era una gran gnocca, ma trasmetteva quella voglia di infilarle la lingua in bocca al fine di limonare per “decinaia e decinaia” di minuti, stile adolescenti. Era una ragazza tranquilla, non interessata alle discoteche, amante della buona cucina e lettrice di libri. La conobbi proprio perché mi colpì un suo commento su Facebook su un libro di Charles Bukowski, “L’amore è un cane che viene dall’inferno”. La cosa fondamentale è che non era una D.S., ovvero una Donna Scassaminchia. Come tutte le donne aveva i suoi momenti di estrema lunaticità, ma sicuramente erano nella norma.

Alessia mi disse che il 24 sera, ovvero per la vigilia di Natale, eravamo stati invitati a casa di Martina e Luigi, insieme ad altre due coppie. Insomma sarebbe stato un Natale fra otto personcine tranquille, sicuramente più divertente di starsene da soli a Sant’Ambrogio a sentire abbaiare quei cazzi di cani.

Ero molto perplesso, ma il passo andava fatto, cioè, per la prima volta, sarei uscito con Alessia e i suoi amici. Ho sempre temuto più gli amici della donzella che frequentavo, piuttosto che la sua famiglia. Del resto, ho sempre fatto “colpo” sui miei potenziali suoceri, essendo molto “camaleontico” e adattandomi quindi ai loro argomenti, senza imporre i miei, a volte facendomi ovviamente violenza, vedi quando andai a cena dai genitori di tal Michela di Villafranca e suo padre mi scassò la minchia per tutta la serata parlandomi di quanto era meraviglioso Berlusconi.

Gli amici di lei sono invece sempre stronzi. Lo sono di default. Ti guardano dalla testa ai piedi, ti fanno i raggi X, pesano ogni parola che dici, sottolineano un tuo eventuale errore, ti prendono per il culo puntando sul fatto che loro già si conoscono e tu invece sei l’ultimo acquisto. Insomma fanno di tutto per far capire alla loro amica che sta frequentando un coglione. Perché ? perché c’è sempre il terrore nei confronti di uno sconosciuto e nel dubbio, specie qui in Veneto, lo consideriamo un coglione. Poi, col tempo, impariamo a conoscere le persone e allora si diventa “meno coglione di come mi sembravi quando ti ho conosciuto”. Vi starete chiedendo: ma la stessa cosa non accade quando lei esce con gli amici di lui ? assolutamente NO ! Gli amici di lui pensano esclusivamente a due opzioni, ovvero: “minchia che gnocca ! come mai esce col nostro amico pirla ?”, oppure “minchia che cesso ! del resto lui cosa può pretendere ?”.

Arriviamo sotto casa di Luigi e Martina. Alessia indossa un vestitino rosso che è quanto di più scontato al mondo ma che le sta benissimo, anche perché è corto e, come ho già detto in passato, Dio salvi le donne che mostrano le gambe, seppur coperte dalla calzamaglia. Saliamo al quarto piano (non ero più abituato a prendere l’ascensore, per un attimo mi sono sentito a Palermo) ed entriamo nel loro bellissimo appartamento. Stupendo l’albero di Natale. Era alto sino al tetto, come è sempre piaciuto a me. La padrona di casa, Martina, ci accoglie con un sorriso smagliante, grande quanto la circonferenza del suo bacino.

Arrivano anche le altre due coppie, di cui ormai nemmeno ricordo i nomi. Iniziamo a cenare e il mio imbarazzo si affievolisce, nel senso che, come accade puntualmente, una volta presa confidenza, abbatto quel muro che viene creato dalla timidezza che è in me, specie se non percepisco cattiveria e stronzaggine dall’altra parte.

Ad un certo punto della serata, come al solito, inizio a rompermi le palle. Il Mobys è così, va preso per poche ore. Superato un certo numero di ore, si scassa la minchia. Per questo ho sempre odiato il Risiko!  E così passo dalla fase “ciao, piacere”, alla fase 2 “menomale pensavo che fossero delle merde invece tutto sommato sono persone simpatiche”, per concludere con la fase 3 “ma quando torno a casa mia ? quello dice stronzate, quella è logorroica peggio di me, quell’altro continua a sbadigliare. Perché non saluta e va via, così mi accodo ?”.

Cerco di far capire alla mia nuova fiamma Alessia, che vorrei andar via, anche perché, dopo averla riaccompagnata a casa, devo tornare in Valpolicella. Lei non capisce un cazzo, è troppo presa dal parlare con le amiche di quando andare all’Ikea e del fatto che ha trovato su Facebook una loro compagna di superiori che è divenuta madre di cinque figli, venuti al mondo come conigli.

Mi alzo dalla tavola e mi faccio indicare il cessò da Luigi. Così facendo cerco di smuovere le torbide acque e di far capire che sono pronto per andare fora dalle bale. Prima o poi sto incubo finirà, pensavo mentre mi sciacquavo il viso e mi asciugai con uno dei venticinque asciugamani arancioni posizionati sopra il mobile accanto al lavandino (perché la gente quando ha ospiti mette fuori tutti gli asciugamano che ha ? ma poi perché comprarli tutti arancioni ?).

Torno nel soggiorno e non credo ai miei occhi: trovo Alessia e tutti gli altri seduti nei due divani con indosso solo l’intimo. Sul TV da 60 pollici era sparito il cartone animato Nemo, che aveva fatto da sottofondo alla cena, e apparve un pornazzo (“Swingers in Germany”).

“Minchia !” Esclamò il palermitano che in me. Cosa sta succedendo ?, dico fra il confuso e lo smarrito, rivolgendomi ad Alessia. Prima che lei mi risponda, si alza Martina (la cui circonferenza, da mezza nuda, mi sembrò passare dal diametro di una barrique a quello di una mongolfiera) e, con sguardo languido, mi fa: “Da quando sei entrato in casa mia, non vedo l’ora che entri dentro di me”. Volevo rispondere “SUCA”, ma ero troppo sconvolto. Luigi, mentre si fa scivolar via i suoi ridicoli boxer a righe rossonere, si incazza con Alessia: “ma come ?? non gli hai detto nulla ???”.

Alessia intuisce il mio status e, UN PIZZICO tardivamente, mi confida: “Mobys, ti ricordi che dovevo svelarti il mio piccolo segreto ? eccolo ! Anche quando ero messa con Gilberto (il suo ex che ho sempre preso per il culo perché uno che ha sto nome non può passarla liscia) ogni tanto ci concedevamo queste serate un po’ hot”. “Un po’ hot, sto cazzo !!”, risposi io.

Eravamo messi insieme da pochi mesi, avevamo già provato e trovato la nostra intesa sessuale (nella norma, ahimè…), ma non potevo immaginare che un giorno mi sarei ritrovato in una stanza tutto nudo con altri uomini ! Al di là di ciò, non mi eccitava per niente vedere la mia ragazza che veniva trombata da un coglionazzo che per tutta la serata mi aveva rotto le palle sul fatto che Iuliano aveva commesso fallo su Ronaldo ! Per carità, a parte la bomboniera-Martina, le altre due erano un po’ sul “mature”, ma accettabili, tuttavia, per quanto mi riguarda, era un contesto completamente fuori dal mondo ! Mi sentivo un fascista in una festa dell’Unità, un venditore di stufe a gas nel deserto, una persona intelligente che guarda “Uomini e Donne” … Altro che pesce fuor dall’acqua. Passai, nel giro di pochi minuti, dalla noia post cena, al vedere un tizio che prende da dietro la moglie di un altro continuando ad urlare “Dai Vincè, unisciti a noi, stasera si festeggia la natività ! Toh, troia, ti piace ? Dillo che sono il più grande trombador scaligero …” (e lei: “si si si, sia lodato il Signore !!!!”).

Cosa faccio adesso ? Mi butto nella mischia o li mando affanculo ? Io non c’entro nulla con sti pervertiti ! Alessia poi … Che delusione !

“Mi sono messo insieme ad un troione, senza nemmeno accorgermene”, le dissi romanticamente. Mi rispose che queste “reunion” servivano a tenere vivo e rafforzare il rapporto e che “quei due sono felicemente sposati da 16 anni perché praticano lo scambismo”. Forse è così, posso capire che dopo 16 anni ci si stanca dello stesso uccello/vagina, però, dico, è tutto legato esclusivamente al sesso ? Si, è una componente fondamentale nella vita di una coppia, ma c’è modo e modo !

In quei minuti mi vennero in mente un miliardo di cose. Cosa rappresentavo ? Un cornuto ? no ! cornuto è quando tua moglie va a letto con un altro senza che tu lo sappia. In questo caso, io la vedo scopare con un altro, quindi sarei un mezzo cornuto, un CORN, o meglio ancora un cornuto consenziente. Ecco ! Cornuto consenziente.

Come è finita ? Mi dispiace ma la mia tastiera sta esaurendo le batterie e non faccio in tempo a scriverlo. Ve lo racconterò, forse, un’altra volta ….. 🙂

BUONE FESTE !!!!

4 thoughts on “Quel Natale un po’ “piccante”…

  1. CarlaNonnapapera 22 dicembre 2015 / 21:24

    Sono sconvolta…..e se non ti conoscessi bene sarei ancora più sconvolta!!!!
    Facciamo che per quest’anno sarà tre volte Natale!!!
    Grazie per deliziarci sempre con i tuoi racconti. Sei unico!

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  2. Francesco 20 dicembre 2015 / 21:20

    Mobys mi stupisci… direi che hai una preparazione “enciclopedica” riguardo al sesssso 🙂

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  3. vincenzomobys 20 dicembre 2015 / 09:46

    Incollo da Wikipedia perché la tastiera ancora non va … 🙂 : “Il bukkake (ぶっかけ?), dal giapponese bukkakeru (打っ掛ける? lett. bagnare, colare), è una pratica di sesso di gruppo in cui più uomini eiaculano a turno o insieme su una persona, spesso inginocchiata; talvolta può coincidere con l’ingestione di sperma. Tale pratica è prevalentemente in uso in certi generi di nicchia della cinematografia pornografica, e talvolta in tali scene sono coinvolti decine di partecipanti di sesso maschile” (Wikipedia).

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  4. Francesco 20 dicembre 2015 / 09:28

    Carissimo, quando ti si ricaricano le batterie della tastiera , saresti così gentile da spiegarci la pratica del “bukkake” ?!

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