Cara, paghi tu ?

Avete presente quando siete nella vostra nuvoletta pensando ai fatti vostri e una voce vi riporta nel mondo reale ? E’ esattamente ciò che mi è successo sabato sera mentre facevo la spesa all’IperAffi. Ogni tanto mi piace farmi un giretto all’IperAffi perché, pur non essendo chissà quanto conveniente rispetto ad altri negozi della zona, è molto spazioso e riesci a guardare gli articoli sugli scaffali con discreta tranquillità. Del resto la “mia” zona non offre molte alternative. A Caprino Veronese c’è un supermercato, che chiamerò “X”, il quale vanta probabilmente il premio annuale per il personale più incazzato e meno sorridente di tutta Italia (il famoso “Premio Tristezza”). Mi piacerebbe sapere, un giorno, cosa fanno a quelle povere commesse. Punizioni corporali per aver sistemato male la roba ? Crocifissione in sala mensa ? sono sottopagate ? Secondo me, nel momento in cui “X” seleziona il personale, ad un certo punto porgono una domanda al candidato o alla candidata: quanto sorridi ? Dieci ? vai a Verona. Cinque ? Ti mando a Cavaion ! Non hai mai sorriso in vita tua ? Ok, ti te ve a Cavrin. Uno non si aspetta mica di avere un rapporto sessuale tra i latticini (anche se la panna spray fornisce un ottimo assist) e le fragole (vedasi discorso panna spray), ma, cavolo, un minimo di cordialità ! A parte che non ti guardano mai (probabilmente per non incorrere al TRAGICO errore di doverti salutare. Non sia mai !!!), ma se vi capita di incrociare per sbaglio un loro sguardo, sembra quasi che vorrebbero dirti : “Aiutami, mi tengono prigioniera, se provo ad uscire dalla porta c’è un cecchino appostato qua fuori che ha il compito di farmi fuori”. Sicuramente vi sembrerò esagerato e un po’ pirla, ma a volte, mentre giro per Caprino Veronese, mi sento come se fossimo in uno scenario stile (bellissimo) telefim “Las Revenants”.

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una scena di Las Revenants, trasmesso su FOX.

L’iperAffi è a pochi km di distanza ma sicuramente conta più sorrisi e soprattutto molto più spazio, come dicevo prima, rispetto al molto conveniente “Y” di Domegliara. Ottimo “Y” a livello di prezzi, ma è strettissimo, una cosa indecente. In ogni corsia c’è un uomo che indossa una maglia gialla e i pantaloni neri. All’inizio non capivo quale fosse la sua funzione. Poi mi hanno spiegato che funge da arbitro di porta. Ultimamente ci sono state delle sgomitate, qualcuno è caduto a terra dolorante e la moviola non ha chiarito bene chi fosse il colpevole. La direzione ha detto che sono episodi che capitano in ogni supermercato e che è compito alle commesse fischiare o meno il calcio di rigore. In ogni caso è veramente brutto non riuscire a percepire le offerte perché dietro hai una fila di carrelli condotti da gente che deve passare. Permesso, prego, mi scusi, senta la pasta in offerta l’ho vista prima io; scusi mi passa una confezione di latte-crescita ? No perché se aspetto di arrivarci, prenderlo e andare a pagare, mio figlio andrà già alle superiori !”.

Torniamo finalmente all’Iperaffi. Mentre già pregustavo le castagne da cuocere (col sale) in microonde, un tizio mi saluta. “Eh ciao come va ?”. Trattasi di biondino con piercing in entrambe le orecchie. In quei pochi centesimi di secondo, mi sono detto “non può essere che il Mobys conosce uno che indossa DUE orecchini !”. Si, mi sembra di conoscerti, dove ci siamo visti ?, dissi educatamente. A quel punto lui mi fa “sono il tizio a cui hai venduto la sound bar !”. Al che mi venne istintivo ribattere “se io dovessi ricordare tutte le persone a cui ho venduto qualcosa…”. Tutto ok, contento dell’acquisto, ciao ciao e a presto.

Pensavo che, per fortuna, ho smesso di essere una vittima della pratica che in passato ho chiamato “acquisti compulsivi da week end”. Ogni tanto qualche capriccio me lo tolgo, ma siamo ben distanti dai tempi in cui mi comprai un attrezzo per soffiare, aspirare e tritare le foglie del giardino, senza avere nemmeno il giardino. Per non parlare della padella per cuocere le castagne senza avere il camino (e potrei continuare per chissà quanto tempo, vedasi “balsamo sotto la doccia” di cui ho capito solo dopo l’essere destinato alle donne).

Adesso sono diventato un uomo maturo, sono molto più riflessivo. Oggi, mentre ero alla Grande Mela di Lugagnano, osservavo la gente seduto sulla mia panchina preferita. Adoro osservare le persone. Mi sono chiesto “oh mio Dio, starò diventando un U.S. ?”. U.S. vuol dire Uomo Scassaminchia. Dopo aver partorito, anni fa, la dicitura DS (Donna Scassaminchia, usata tantissimo dai miei amici), per quanto mi riguarda pensavo più ad un U.M. (uomo mona, o semplicemente “mona”) che all’essere U.S.

Sarà perché sono diventato sempre più un appassionato di foto, ma sono diventato un acuto (dicono) osservatore, ed essendo praticamente sempre da solo, per me è più facile (amaramente facile) rompere le scatole a chi mi passa davanti, fantasticando sulle loro rispettive vite. Per esempio oggi pensavo che Matrix esiste davvero. Non è un film, c’è davvero qualcosa di “più superiore a noi” che muove le fila di ognuno di noi. Siamo tutti delle pedine mosse da qualcuno che ci comanda tramite impulsi a “raggi 1X2” o chissà come. Un giorno lo capirò ! Per esempio è impossibile che non ci siano uomini veronesi grassi ! Come mai ? Ho capito tutto, io ! Le commesse tristi vengono mandate nel supermercato di Caprino, i magri a Verona, ecc. ecc.

Ogni tanto becco un “collega” pacioccone e allora mi si riempie il cuore di gioia, mi sento meno solo. Succede soprattutto nei ristoranti giappocinesi, dove, ahimè, mangi quanto vuoi. Li c’è di tutto. Dalle mie amate coppiette “pucci_pucci_cavallucci”, “dai chiudi gli occhi che ti faccio assaggiare questo sushi” (stavolta non è una battuta pornografica al solito mio !!), alle persone più anziane che guardano il nastro che scorre con le coppette di Sushi e pensano “ai nostri tempi mangiare era un miracolo, adesso guardate sti mona che si vedono passare il mangiare sotto al naso”. Dicevo del “collega”. Lo riconosco subito: innanzitutto indossa rigorosamente una TUTA sportiva perché siamo nel week end e bisogna stare comodi, specie se vado a mangiare al cinese. Molti hanno (come me) il pizzo, convinti probabilmente che “sfila”, specie se nero. I più fighi hanno il classico tatuaggio sul collo. Il top del top lo notai qualche settimana fa: camminava orgogliosamente per l’Auchan con l’auricolare nell’orecchio. Si, perché magari qualcuno mi chiama ed io rispondo subito ! Non vorrei mai che fosse il dietologo…. Vabbè, lasciamo perdere.

Oggi però notai una scena che mi colpì. Una coppia (sempre in mezzo ai coglioni del Mobys, c’è poco da fare. Le coppie sono come le mosche, più ci fai caso, più vengono a rompere i coglioni !), era prima di me alla cassa. Lei (bellina, biondina con frangettina, occhio vispo, ovviamente magra, alta, indice di scopabilità  “I.S.” altissimo) esce il portafogli ma lui la guarda e, con sguardo amorevole le fa capire “rimettilo dentro dai…. ghe pensi mi”. Lei ovviamente apprezzò e gli diede un bacetto-baciuzzo. Per fortuna non si girarono verso di me, perché altrimenti mi avrebbero visto con la tipica faccia di Mr. Bean. Si lo so, una delle prime lezioni che mi furono impatite quando approdai in Veneto (a parte quella di dirmi che “vai in Mona” NON vuol dire andare in un posto chiamato Mona…), fu che qui non c’è differenza fra uomini e donne. Può quindi accadere tranquillamente che una donna paghi la pizza al ristorante, il caffè, la spesa, ecc.

Potete immaginare che per un siculo DOC come il sottoscritto, fu un vero e proprio trauma. Non sto dicendo che in Sicilia ancora si ragiona così: sono IO che ragiono così ! Dopo l’iniziale disgusto, ho iniziato a non farci più caso. Per esempio domenica scorsa vidi in un Bar (ricordate il discorso dell’osservatore ?) un ragazzo che si sedette comodamente e la CRETINA che faceva avanti e indietro dal bancone per portare il cappuccino, il caffè e le brioches. Tutto ciò dopo aver pagato anche il conto ! Ero tentato dall’avvicinarmi per esclamare un “ciao GRANDUOMO, come stai ?”, col mio solito accento all’Antonio Albanese, ma poi mi ricordai quanto detto prima, cioè che rischiavo di farmi dire “oh ma che vuoi, testa di cazzo ?”, dalla gentil donzella. Allora MUTO STIEDI ! Pazienza. Per carità, tengo a precisare che so benissimo che non esistono più (per certi versi per fortuna) i ruoli di una volta, e che magari lei paga la spesa perché lui ha pagato il pranzo. Lo so, io cazzeggio (ricordatevelo !!!), non è uno scandalo. So soltanto che, nell’improbabile caso (ormai mi sono dimesso) in cui io uscissi con una ragazza, mi verrebbe l’orticaria se lei prendesse in mano il portafogli e pagasse il conto.

Alla prossima !

4 thoughts on “Cara, paghi tu ?

  1. Trentatreesimo Canto del Paradiso 7 settembre 2016 / 12:15

    Caro Mobys la galanteria è merce rara oramai e quando la si trova, anzichè apprezzarla si rimane spiazzati perchè oramai il mondo è talmente cambiato che un uomo così non te lo aspetti più.
    Ora secondo me c’è da fare un distinguo, tra la gente più matura, che può vantare ancora qualche stralcio di galanteria e i giovani d’oggi che crescono con una mentalità molto diversa dalla nostra e che quindi davanti a queste sfumature ostiche o romantiche ti dicono: ao dove sta il problema? Oggi pago io e domani paga Gigi. E non mi si venga a dire che dipende dall’insegnamento dei genitori, perchè se è vero che l’impronta genitoriale fa la differenza è altrettanto vero che basta che escano con altri ragazzi sgamati, per assorbire anche altre usanze. Quindi piano piano la galanteria ( morti i vecchi pilastri) se ne andrà come se n’è arrivata.
    Poi un sassolino me lo voglio levare, fosse anche per sorridere di quella esperienza di circa 20 anni, fa dove al primo appuntamento un ragazzo decisamente ” in carta” che voleva corteggiarmi a tutti i costi, si è fatto pagare la bibita ( ma questo è il meno), più tardi si è fatto pure pagare la coppa gelato gigante, di quelle che ti portano al tavolo e che oggi ti costano 8/9 euro, al successivo appuntamento si è fatto pagare il resto, e nell’occasione del cinema ha tenuto ancora la manina dentro alla tasca. Oddio che incubo stava diventando. Ricco già alla sua età, (visto il lavoro che faceva) ma incapace di quella galanteria che non chiedeva affatto di pagare il conto per intero, ma almeno che ci avesse provato. Insomma …. Scema si ma, non fino in fondo. Come dicono a Roma: non rumpetemi i coioni…. ci troviamo, se magna un piatto de pasta, na pacca sulla spalla e arrivederci come prima. 😀 😀
    Non sono femminista ma androginista 😀 ) quando è ora di pagare, tiro fuori la mia parte, 😀 se poi con garbata insistenza, l’uomo dimostra di voler offrire a tutti i costi, benvenga la galanteria, il bacio sulla mano e quant’altro che tanto apprezzo, sicura che successivamente alla sua gentilezza seguirebbe da parte mia un sano ” a buon rendere” oppure come si dice da noi: una sporta va e una sporta vegna” . Significato: una cosa va e una cosa deve ritornare.
    L’equilibrio prima di tutto.

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  2. Carla Nonnapapera 21 ottobre 2015 / 07:20

    Ceeerto…..ma PARITA’ PER PARITA’:come le spari tu, non posso sparare cavolate anch’io??
    Inoltre la mia non è fantasia, ma realmente ciò che penso. La cavalleria è una bellissima cosa (ved.galanteria) e dovrebbe sopravvivere a qualunque “emancipazione” femminile. Anche secondo me non dovrebbe esistere che in bus/treno una donna rimane in piedi mentre sono seduti un sacco di uomini…. Poi ci sono le piccole cose (aprire la portiera, ecc.) che nulla hanno a che fare con l’emancipazione, casomai con l’educazione e la gentilezza della singola persona.
    Ti ho dato del “terùn” perchè è più facile trovare uomini galanti provenienti dal Sud (là l’emancipazione non è ancora possibile al 100%) mentre al nord tanti stupidi hanno smesso di essere galanti per comodità….per non fare fatica o sprecare troppi soldi….
    Di tutto ciò sono fermamente convinta!!!
    Ciao a presto

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  3. vincenzomobys 18 ottobre 2015 / 21:57

    Al limite poi a casa facciamo i conti. Non ho detto che la FEMMINA deve solo lavare i piatti e cucinare il risotto all’isolana 😀😀. Ho detto e ripeto che non mi piace la “maschializzazione” della donna. Non vorrei mai che a forza di parlare di emancipazione, una mi mandasse un mazzo di rose a casa … 😀😀. . Comunque i miei post sono sempre frutto di racconti più o meno fantasiosi, non sono mai da prendere sul serio al 100%. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Il messaggio non è che mi infastidisce la donna che paga … Non c’è proprio alcun messaggio in certi post. O pensate che ci siano davvero gli arbitri fra le corsie dei supermercati ?

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  4. Carla Nonnapapera 18 ottobre 2015 / 21:33

    Ti auguro di non incontrare MAI una ragazza “emancipata” che la pensi come te (ma al contrario)! Ma secondo te, perchè dovrebbe essere sbagliato dal momento che entrambi lavorate, avete il vostro stipendio, ecc. pagare una volta per uno? Personalmente mi sentirei un po’ come “mantenuta” a non dover mai pagare ciò che anch’io mangio. Mi vuoi offrire la cena? ok, ma perchè io non te la posso mai offrire? Mi regali qualcosa tu? Perchè non posso mai regalarti qualcosa io? Io la vedo così….magari altre potrebbero non aver nessun problema a portarsi nella borsetta solo la cipria…..
    Ciao terun…!!!!

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