La Donna Cannolo.

E’ sempre brutto dirlo ma: Io lo sapevo ! Oggi ho incontrato il mio vecchio amico Franco, una persona che non vedevo da tempo ma con cui sono rimasto in ottimi rapporti. Si perché in Veneto non c’è mica bisogno di vedersi spesso per consolidare un rapporto ! Qui funziona tutto molto più comodamente, è tutto sottointeso, altro che storiella dell’amicizia “che è come una pianta che va coltivata ed annaffiata costantemente”. No, qui tu consideri un grande amico Franco anche se non lo vedi da un anno; e se un giorno si riuscisse a fare sesso senza incontrare l’altra persona, sarebbe il massimo della goduria. Ci staranno già sicuramente lavorando. Ma torniamo a Franco.

Lo incrocio nel reparto libri dell’Auchan. Io guardavo qualche guida di viaggi verso Paesi in cui, ovviamente, non andrò mai, lui proveniva dalla corsia dei prodotti per gli animali. Una volta mi capitò, per sbaglio, di entrare in quella maledetta corsia: spesso mi sveglio la notte sudatissimo gridando “fatemi uscire” perché entri per sbaglio ed esci che ti viene da vomitare dal puzzo che c’è.

Franco senza Luisa ? Ovvero Franco senza il motivo per cui ci siamo allontanati ? Prima che glielo chiedessi io, lui stesso mi confidò che “purtroppo con Luisa è finita due settimane fa”. “Pazienza, si vede che doveva andare così”, risposi diplomaticamente io. Ci lasciamo con la promessa di rivederci per farci una birretta insieme come ai bei vecchi tempi (tradotto vuol dire che lui si scolava la sua e metà della mia perché dopo 40 e passa anni ancora non voglio capire che non bevo birra, vado solo a coca cola, “zero” precisamente, perché non fa ingrassare…).

Tornando a casa, pensavo che nella vita ci sono poche cose scontate: la fine della storia (che vidi nascere) fra Franco e Luisa e la stupidità di TUTTI gli spot prodotti dalla Opel, sono fra queste.

Come facevo a sapere che i due non avrebbero nemmeno terminato il periodo del rodaggio ? perché si vedeva che era una coppia male assortita, era molto evidente il fatto che non avessero niente in comune. Franco è un romanticone come me, Luisa è il ritratto della razionalità allo stato puro. Franco mi chiedeva che tipi di fiori potevano colpire il cuore di Luisa (che poi chiedere a me consigli sulle donne equivale a farmi dei quesiti sul mangiar sano), a quest’ultima, viceversa, se gli parlavi di cuore ti diceva che alle Medie aveva vomitato su una copia del romanzo di De Amicis. Franco è quindi da “Somebody” dei Depeche Mode (non la conoscete ? ma che cazzo vivete a fare ?), Luisa è da sms stile “Scopami, stronzo !”.

Tuttavia i ragazzi, armati di tanto entusiasmo, hanno voluto provare ad iniziare una storia ed io, che sono di natura un acuto osservatore, ho assistito a questo teatrino messo in scena dai due attori protagonisti solo perché si illudevano che due cuori solitari, con un seppur discreto Coefficiente di Scopabilità (per C.d.S. si intende quel valore da 1 a 10, secondo il quale due persone, anche se non hanno nulla in comune e pur in assenza di sentimenti, nutrono una reciproca attrazione sessuale; da qui nasce la figura del trombamico), potevano imbastire un rapporto serio e duraturo.

Non sono un tipo a cui piace farsi i fatti degli altri. Chi legge questo blog e chi mi conosce sa benissimo che sposo la teoria del mio caro amico Dr. House (cioè il “fate tutti schifo”), ma sapevo che, iniziando questa storia, Franco avrebbe trovato sollazzo per il suo augello e successivamente lacrime. E così è stato. Purtroppo non è così facile, noi esseri umani non siamo come gli uccellini che dentro una gabbia continuano a procreare fottendosene altamente degli incesti vari et eventuali. Due cuori solitari, cari amici miei, non fanno una coppia. Se è solo uno dei due ad essere innamorato, di km insieme se ne faranno pochi. Purtroppo l’amore non è contagioso, altrimenti Monica Bellucci avrebbe sposato me.

Tanto di cappello ai miei amici Franco e a Luisa che ci hanno voluto provare. Io non credo che riuscirei mai ad iniziare una storia con una persona che non condivide le mie passioni, il mio atteggiamento, le mie abitudini, ecc. Certo, è ovvio che, nel momento in cui ti “accoppi”, devi limare parecchi aspetti del tuo carattere e magari anche cambiare abitudini, ma se c’è l’Amore, si fa questo ed altro. Nel loro caso, un pizzico di amore c’era soltanto da parte di Franco, il quale vedeva in Luisa la sua Regina, la sua “piccola moretta con cui giocare al paziente e l’infermiera”.

Quanti sms mi mandò, parlandomi di lei, dei suoi capelli, del suo culo, del suo sorriso …. “Mobys, mi sono proprio innamorato della Donna Cannolo”, mi disse una volta. La chiamava donna cannolo perché i due si incontrarono in uno dei miei tanti rientri a Verona dalle ferie sicule. Altri amici organizzarono il mio rientro, con tanto di striscione “Bentornato Mobys”, anche se ero sceso solo per due settimane di ferie natalizie. Quello fu il periodo più bello della mia permanenza in questa splendida, senza ironia, terra veneta. Io portai una decina di cannoli (ad un siculo cosa puoi chiedere ? Arancine, cannoli e …. sorrisi, ma ovviamente gran parte della gente preferisce le prime due cose) e, in quella occasione, i due piccioncini si conobbero. Franco uscì pazzo per Luisa ma quest’ultima uscì pazza solo per i cannoli.

“Franco, vedi che non è la tipa che fa per te”, gli dicevo. “Franco non ti fare fottere dal suo bellissimo sguardo da cerbiatto. Fuori è un cerbiatto, dentro è una tigre. Tu sei un vulcano, lei un iceberg”. Niente, non c’è stato verso. Quando un uomo decide di innamorarsi, non c’è nulla da fare. Fermarlo sarebbe come fermare un orgasmo. A nulla valse fagli notare la netta differenza di modi di fare e di pensare. Una volta lui mi fece vedere una loro breve chat su whatsapp. Franco gli chiese “dimmi quanto mi ami” e lei prontamente rispose “alza gli occhi al cielo e conta le stelle”. “Ma è mattino !”, replicò, ingenuamente, il mio amico. “Appunto”, concluse lei  !

Così la donna cannolo, quell’enorme mistero volò. Tutta sola verso un cielo nero nero si incamminò. Franco stamattina era un uomo triste, ma si riprenderà presto. Non sono queste le disgrazie della vita. Per quanto mi riguarda, mio malgrado sarò sempre accanto a tutti i miei amici, mezzi amici, pseudo amici, ecc.,  per dispensare consigli oppure semplicemente per ascoltare. Chissà, un giorno, a proposito di misteri, qualcuno mi spiegherà perché la gente mi cerca, si confida, chiede consigli, mi racconta i cazzi della sua vita, pur essendo il sottoscritto uno “stronzo inside”, tendenzialmente pestifero (come diceva spesso la mia amica Magika) o, come dicono i miei colleghi, un “diversamente socievole”.

Ciaooooooooooooooo !