Finti psicologi, orbi, professoroni e … coitus interruptus.

PREMESSITUDINE

Ciao a tutti !

Esattamente un anno fa, ci eravamo lasciati con queste parole: “Prima o poi arriva un tempo che parlare o stare muti è la stessa cosa; è meglio starsi zitti“, frase pronunciata da Alfredo (Philippe Noiret) in “Nuovo Cinema Paradiso”, sicuramente uno dei miei cinque film super-preferiti.

Cosa è accaduto ? c’è il ritorno del Mobys-blogger ? Sinceramente non lo so ! E’ presto per dirlo. In questo momento neppure so se concluderò e pubblicherò questo articolo !

Tante cose mi hanno portato a riaccendere le luci della redazione del “Pianeta Mobys”, stupenda tastiera dell’iMac a parte (:-)). Durante un corso di fotografia che ho svolto nel mese di novembre, ebbi il piacere di incontrare tal Fulvio Merlak, presidente d’Onore della FIAF, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Parlando di fotografia (e mica puoi parlare di lasagne con Fulvio Merlak !), egli disse una frase che mi restò ben scolpita in mente: “in base alle esperienze che facciamo nella nostra vita, cambia la visione delle cose. La stessa fotografia che vedevate in una certa maniera cinque anni fa, adesso la vedrete con un occhio diverso, perché intanto avete sicuramente fatto delle esperienze tali, positive o negative che siano, da portarvi a vedere in maniera diversa la vita stessa !“.

Ecco, in questi dodici mesi sono accadute tante cose ma la molla che mi ha riportato davanti una tastiera è stata soprattutto questa: i quasi cento articoli di questo blog sono stati scritti quando vivevo in un contesto pessimo (perché nella vita è fondamentale avere la botte piena, la moglie ubriaca ma anche i vicini che non rompono le palle) e svolgevo della mansioni lavorative che non mi esaltavano per nulla. Insomma, paradossalmente, scriveva un Mobys incazzato-scoglionato. Tuttavia sono convinto che qualcosa di buono l’ho tirata fuori. Questo fa parte dello “spirito” che abbiamo quasi tutte le persone che provengono dal meridione. Pur fra mille difficoltà, si riesce a trovare il tempo e il modo per sorridere e, incredibilmente, anche di strappare un sorriso agli altri. In ogni caso, quel Mobys che mollò per “scarso audience” non esiste più.

ECCOCI QUA.

Ripartiamo. Non saprei dirvi in quante maniere mi definiscono amici e colleghi. In questo momento mi viene in mente la parola “Orso” che va perfettamente a sposarsi, peraltro, con il “Diversamente Socievole”, partorito dai miei colleghi. Io non credo di essere un orso, a parte l’aspetto fisico ! Direi che sono un intollerante di prima categoria. Gli intolleranti di prima categoria sono quelli che si incazzano almeno due volte al giorno, prima e dopo i pasti principali, raggiungendo anche quota cinque se escono in compagnia o nel giorno della partita della propria squadra del cuore e addirittura dieci se vanno a pranzo dalla suocera. Poi ci sono gli intolleranti di seconda categoria. Sono quelli che si incazzano solo quando possono incazzarsi. Fanno guerra con tutti i colleghi ma poi diventano leccaculo con i capi. Litigano col mondo ma sono sottomessi alle rispettive mogli. Infine, nella terza categoria incontriamo gli Intolleranti della Minchia: si incazzano puntualmente con le persone sbagliate. “sentaaaaaaa sono due ore che sono messo A FILA in attesa di entrare in questo ufficio di medda, ma è mai possibule che si trattino i pessoni così ? ma in che Stato viviamo ???”; risposta: “aò, io son qui a lavare i cessi !!!”.

Ecco, l’intolleranza è un aspetto di me che mi rende alquanto… intollerante. Sabato, mentre facevo la spesa, a pochi metri da me, c’era il classico mio acerrimo ed eterno nemico: il bimbo rompicazzi. Continuava a far girare il carrello e i miei coglioni. Non si è ben capito se sono i coglioni a girare attorno al carrello o viceversa. Cerco di distrarmi, guardando una tipetta che somigliava a tal Loredana da Pescantina (quella che una volta mi scrisse “vorrei che tu percorressi tutto il mio corpo con la tua lingua” ma che, dopo due minuti, mi scrisse che in realtà l’sms era rivolto ad una sua collega…), la quale “tastava” maliziosamente con le sue graziose manine dei cetrioli, guardandomi con fare pornografico. Tuttavia, c’era ben poco da fare: i miei sogni ad occhi aperti erano in stile albero di natale. Un momento sognavo la vagina, poi due sberle al bimbo, poi di nuovo l’amplesso, poi di nuovo un calcio in culo al bimbo. Ad un certo punto il simpatico cucciolo grida “mammaaaaaaa sono carico come una svegliaaaaaaaa”. A quel punto, il mio sogno diventò univoco, chiarissimo, limpidissimo e nettissimo: sarei andato li a sbattergli la faccia sul pavimento (ovviamente simpaticamente…), continuando a gridare “amoreeeee vedi cosa succede alla mia sveglia ogni mattina ??? tttttummmpppp tuuuumpppppp”.

Intolleranza, incazzatura acuta. Brutte bestie. Le macchine vanno a combustibile, io ad acqua e bicarbonato. Spesso sono più cattivo di un doganiere sloveno. Guardiamo, per esempio, al mondo 2.0, tendente al 3. Su Facebook non sopporto la categoria dei “Vaghi”. Lanciano uno status (” Se sapreste….”, “Mannaggia ….”, “Oggi mi sento triste per un motivo”, ecc.), dando il via alle possibili risposte. Post che rimangono in sospeso nell’aria come nubi… Cosa vuoi dire ? parli o non parli ? dici o non dici ? vuoi parlare o no ?

Che dire poi di quei siti dove dei coglionazzi, spacciandosi per tecnici esperti di una determinata materia, scrivono articoli mettendo a paragone X con Y, concludendoli puntualmente con la mitica frase “Direi che entrambi sono validi”. Suvvia, non puoi fare i paragoni concludendo con un bel pareggio solo perché così non scontenti nessuno ! Devi prendere posizione, avere il coraggio di esprimere le tue idee, anche al costo di passare per impopolare ! Il pareggio finale è come coprire un bel piatto di pasta con una montagna di parmigiano grattugiato. Ok, l’hai uccisa. Cosa dici ? ottimo sto primo ? ma se stai mangiando formaggio con pasta ?

Un’altra categoria di gente che non sopporto sono coloro affetti da quella che chiamo “Sindrome dell’Off Topic“, ovvero coloro che, mentre parlano con te, ti rispondono sparando cazzate che non c’entrano nulla col discorso. Tu gli parli di fighe e lui ti dice “ho mangiato dei fichi d’India spettacolari”. Tu gli dici che hai mangiato un’ottima arancina “accarne” e loro ti rispondono che verso Mondello fanno pizzette meravigliose.

Non oso nemmeno nominare i pseudo esperti, detti altresì Saputelli o Professoroni ! Di qualsiasi argomento si parli, loro SANNO già tutto. Se parli di cucina, sono chef (“secondo me qua se gli mettevi un pizzico di timo, il sapore era ancora più migliore assai”). Ma che cazzo parli di timo se manco sai fare un piatto di pasta aglio, olio e peperoncino e le lasagne te le compri surgelate ??

Si lo so, scusate, ma ha ragione il mio dottore quando mi parla della mia brutta malattia, la “Antipatite acuta“. Mi incavolo quando qualcuno si avvicina a me mentre guardo qualcosa sugli scaffali del supermercato. L’altra volta stavo quasi per urlare ad una signora “Che c’è ? cercava proprio questo tipo di yogurt ? Dai, su, me lo dica ! Lei è venuta qui, in mezzo alle mie palle, perché cerca disperatamente QUESTO tipo di yogurt. C’è una corsia piena di yogurt, proprio in questa zona deve venire ? Proprio adesso che li sto guardando io ?”. Io, quantomeno, guardo e compro, lei cosa fa ? sbircia, tocca, sfiora, gira, rigira, posa, riprende, guarda la data di scadenza, guarda il gusto, guarda il prezzo, guarda il colore dell’etichetta, mi tampina come se fossimo dentro un’area di rigore mentre battono il calcio d’angolo, per poi far che ? andarsene quando vado via anche io ? STRONZA !.

Per non parlare di quando incontro uno della famiglia “Sono orbo ma non lo voglio accettare”: gli fai vedere una bella foto e lui cosa fa ? affina la vista (ovviamente inutilmente: del resto mica devi infilare il filo nell’ago !), continua ad avvicinare ed allontanare il cellulare dal proprio viso, intanto la “poesia” finisce e lui conclude con  frasi assurde del tipo “ah si, bella, certo, ma qui eri a Cefalù, giusto ?”. Lascia perdere, era una foto di Sirmione, vatti a comprare gli occhiali…

Non c’entrano nulla col mondo col web ma inserisco in questa sede anche i “Depressi Professionisti“, ovvero quelli che pensano “di default” che tu stia male, come loro, perché mal comune è mezzo gaudio. Allora se hai la sfortuna di incontrare tizi del genere, sappi che non c’è speranza. Ti chiedono “come stai ?”, tu rispondi “ma guarda sto benissimo, vivo da solo ma non mi manca nulla”, contando di toglierteli dalle palle quanto prima, invece, ripeto, non c’è speranza. Nella loro mente malata c’è il Bignami della depressione, la torre di guardia della tristezza. “Eh lo so, di questi tempi è difficile trovare l’altra metà della mela !”. “Aspe’ scusa, ti sto dicendo che sto bene da solo, sono appena uscito da un rapporto che mi ha distrutto, quindi preferisco rimettere insieme i cocci e stare finalmente in pace”. Risposta: “Ma sai, in palestra o facendo latino americano so che si incontrano tante persone”. Oh cazzo, ti sto dicendo che sto bene anche da solo ! Perché spesso la gente è portata a pensare che ne sa di te, più di te stesso ? Ormai siamo tutti commissari tecnici, chef e psicologi !

Ragazzi, vedete che non si pagano più tasse se OGNI TANTO ascoltate gli altri anziché continuare e straparlare di inutili cazzi vostri, psicoanalizzare e sfornare aiosa consigli sulla società ! Idioti che continuano a citare Vasco Rossi ma che in realtà vivono alla Marco Masini (dei primi tempi).

Abbasso i finti psicologi, ma anche gli ultra ottimisti, quelli che vedono “per forza” tutto stupendo. La vita è fatta di alti e bassi, sorrisi e lacrime, non state a rompere i coglioni con la tristezza o con atteggiamenti da pasticcati eccitatissimi, che se tu gli dici che hai la febbre loro ti rispondono “la vita va vissuta attimo per attimo”, oppure se esclami “oggi ho mal di stomaco”, loro ti dicono che ogni giorno in Africa una gazzella mangia un cerbiatto. Ma vada via el cul !

E i “Forzatamente Detrattori” ? Ogni cosa che dici è sbagliata. Cavolo nel mio piatto c’è una mosca morta. Risposta: ma sei il solito esagerato, le mosche morte fanno parte delle caratteristiche di questo locale ! Oh Gesù, la mia ragazza mi ha lasciato per il mio migliore amico. Risposta “eh ma tu pure, chi cazzo ti ci porta a farglielo conoscere ???”. Ma vaffanculo scemo ! Sei più scemo di me, che credevo che il “filetto di branzino” fosse un piatto di carne di cavallo ! Più scemo di me che una volta ordinai la “formaggiata” (forse l’unico piatto al mondo che non riuscirei mai a mangiare visto che già l’odore mi da la nausea) per far colpo su una ragazza.

Mi stavo dimenticando una categoria di persone che odio all’infinito: quelle che sercitano il “coitus interruptus” durante lo scambio di sms. Ad un certo punto, mentre sei preso da una discussione importante, il tuo interlocutore sparisce. E tu rimani li, incerto fra il sorriso e il pianto, il serio e il faceto. Che cosa sarà successo ? Avrò detto qualcosa di male ? Un meteorite gli è cascato addosso ?

Posso capire se si parlava di stupidaggini, ma se tu ci tieni, ci resti davvero male, anche perché scrivere “scusami ma ho da fare”, “ti rispondo dopo”, o semplicemente “ciao, scusa ma vado a letto”, fanno parte, secondo me, di quel minimo di EDUCAZIONE che ognuno dovrebbe avere. Non siamo tutti “ex chattisti”, ma nemmeno neo merde. Invece no. Cala il silenzio. Tu gli scrivi che forse sarai licenziato ma l’altro/a ha chissà cosa da fare. Sparisce. Si ammutolisce o, peggio ancora (questi sono i miei Super Preferiti), si rifanno vivi/e dopo quattro giorni parlando di altre cose. E allora tu resti fra il basito e lo schifato. Pensi “ma come ? gli ho scritto che forse mi separo da mia moglie e lui, dopo qualche giorno, mi scrive che sta piovendo e che non vede l’ora che torni l’estate ??!!?

Cccccccciaooooooooo !! 🙂

8 thoughts on “Finti psicologi, orbi, professoroni e … coitus interruptus.

  1. Trentatreesimo Canto del Paradiso 7 settembre 2016 / 10:25

    Beh già che ci siamo vogliamo aggiungere quelli che invece ti rispondono troppo? … Mi spiego meglio!!! Ci sono amici che basta solo che tu risponda ad un suo messaggio tipo: ciao come stai… ah sto bene grazie tu come stai ? Va tutto bene ? Sei andato poi a quel cinema Ecc…. che subito dopo è come se dicessero : ah ecco mi ha risposto, posso tenerla al telefono tutto il santo giorno. Insomma mi sono sempre chiesta ( riguardo alcuni elementi sia maschili che femminili intendiamoci) come cavolo sono messi con la testa, da non accorgersi (dopo 10 – 20 – 30 minuti di messaggi) che forse è il caso di rallentare, di fermarsi una oretta, di lasciargli lo spazio di poter fare le cose quitidiane che le persone normali fanno. Invece???? Invece se per caso concludi con quella cordialità e correttezza che Mobiy all’inizio descriveva ( un saluto ad esempio per concludere) ti accorgi dalla risposta, che sono seccati, oppure ti salutano gentilmente con l’auguro di rivederti in linea al più presto, ma in realtà sono già nella loro cartella che scelgono le 800 fotografie o i 350 file (che i colleghi di lavoro gli anno mandato,) da spedirti convinti che ti tengano compagnia, non arrivando a pensare ( sia mai che il cervello ogni tanto dia segni di equilibrio in questo mondo) che le 800 foto da visionare, sono una rottura e un’esagerazione, che portano la persona in questione a farsi qualche domanda sulla salute psichica dell’amico. Conseguenza? Ci si allontana piano piano magari prendendoti della stronza, perchè resistere a tale tortura ( dopo che gli hai ripetutamente fatto capire che non avevi tempo di visionare tutti i file) è una condizione che non puoi più accettare se ci tieni un pochino alla tua salute mentale. 😀

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  2. vincenzomobys 15 febbraio 2015 / 09:54

    Cara Gise, il mio non vuole essere un manuale di comportamento inerente gli sms. Anche io spesso non rispondo se mi arrivano messaggi fini a se stessi (tipo oggi vado sulla neve) o semplicemente se non ho tempo. Possiamo fare tutto, l’importante e’ rendersi conto che nel momento in cui tu non rispondi (x giorni e giorni) hai fatto la tua scelta: mi hai mandato affanculo. Perché ce chi riceve un mazzo di fuori e si emoziona e li mette subito in un vaso, c’è chi vive la vita con estrema freddezza e li va a buttare fuori in attesa che appassiscano. Tutto dipende dalllinteresse che si ha nei confronti di quella persona : se ci tieni, anche una faccina sorridente può cambiarti la giornata; se x te e’ una merda, riappoggi il telefono sul tavolo e torni alle tue faccende.

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  3. Gisella Sitta 15 febbraio 2015 / 05:57

    Ciao Vincenzino,
    che dire? Un bel niente… non voglio certo ritrovarmi nella categoria dei sapientoni che non sanno.
    Però la mia curiosotà mi ha portato a controllare la nostra ultima conversazione di messaggi … comunque, vero! L’ultimo messaggio era il tuo. Ma erano 4 faccine. Dai quello non necessitava di risposte davvero.
    Anzi, ti svelo un segreto. Una delle mie insofferenze (e passamela dai, tu ne hai una valanga) è quando qualcuno risponde ad un tuo messaggio con una faccina. Ma questo non ha proprio niente da dirmi?!
    Ti voglio bene 🙂 era solo per dire che (passami anche la frase scontata) i punti di vista sono diversi.

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  4. Francesco 7 febbraio 2015 / 17:45

    Carissimo ricordi cosa ti ho detto l’ultima volta che ci siamo visti? Quando ti chiedono “come va ?” ,la maggior parte delle persone non vuole realmente sapere come stai , cosa fai ecc …. in realtà sta già pensando ad altro ! Capisco che ti fa incazzare lo stesso ,ma il punto e’ FREGARSENE .
    Ti mando un abbraccio

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  5. vincenzomobys 7 febbraio 2015 / 12:10

    Ciao Calla Nonna Papera, è un piacere “vederti” da queste parti !!! Ricordati la PRIMA sorta di regola del Pianeta Mobys: non prendermi MAI sul serio al 100 % (del resto, come sai, anche nella cosidetta vita reale sono così). Per il resto, non c’è giustificazione per la non risposta ai messaggi. Posso capire mezza giornata, anche una, ma non giorni e giorni. La verità è che, come dice chi scrive molto meglio di me, la non risposta è già una risposta di suo. Altro che “non c’era nulla da aggiungere”. C’è chi è impegnato a scrivere ad altre persone, chi vuole semplicemente “mollarti”: non rispondere ad un messaggio è non aprirti la porta. Giustifico tutto: chi non usa Facebook, chi non usa google plus, chi non usa Istagramm, ecc. ecc. Ma gli SMS fanno parte oramai del nostro vivere quotidiano e, a meno che tu non abbia settanta anni, nel momento in cui non rispondi (o cambi discorso), sei una MERDA.

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  6. Carla Nonnapapera 6 febbraio 2015 / 22:03

    Mi sa che se ognuno di noi ci pensa bene…..anche solo per una volta abbiamo fatto parte di ogni categoria! Nel senso di ESSERE STATI sia Professoroni che rompico… (che fa rima). Ma l’importante è che poi siamo tornati noi stessi. La cosa spaventosa è che ci sono davvero persone che rimangono in queste “categorie” per sempre!!
    A volte ringrazio gli scemi di esistere, altrimenti come si farebbe a distinguere le persone intelligenti dalle altre?
    A proposito: hai mai pensato che nell’ultimo caso (silenzio improvviso da sms) potrebbe essere caduto il cell nel lavandino? Oppure il nipotino lo ha nascosto nella cesta dei giocattoli mentre la suoneria era a zero??
    Anzi, ce n’è pure un’altra: il messaggio scritto non aveva bisogno di risposte….

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  7. vincenzomobys 4 febbraio 2015 / 06:57

    Ahahahah spero di no ! Cioè che nessuno si rispecchi in questi personaggi che, inutile dirtelo, come sempre sono esclusivamente frutto della mia fantasia. A parte, ahimè, il discordo sul non rispondere agli sms. Quello e’ l’unico “realmente penoso” 😭

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  8. MARIALUISA 3 febbraio 2015 / 23:29

    E se uno si rispecchia in diverse categorie di quelle descritte…… Si spara?
    Comunque ben tornato. 👍

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