Il confine e l’epilogo.

Un luogo che ho sempre amato e considerato stupendo è lo “Speakers’ Corner”, situato all’interno di Hyde Park a Londra. Come molti sapranno, in questo luogo qualsiasi persona può parlare di qualsiasi argomento. Probabilmente il numero degli spettatori varia a seconda dell’argomento trattato (e del carisma) dall’oratore di turno. Su Wikipedia leggo che questa “pratica” è molto diffusa soprattutto la domenica mattina. Seppi dell’esistenza dello Speakers’ Corner ai tempi della scuola media e ne rimasi, già da allora, piacevolmente colpito. Avevo meno di 14 anni e già intuivo la bellezza della libertà di opinione, il fascino del condividere un pensiero di qualsiasi natura con perfetti sconosciuti riscuotendo critiche, applausi, risate o contestazioni. Avere la possibilità di essere ascoltati è stata una mia passione ancor prima che capissi a cosa si riferissero “i grandi” quando parlavano del “fiorellino” delle femminucce.

Ora abbiamo internet e chiunque può dire la sua tramite i social network o i blog. C’è addirittura chi è diventato un personaggio famoso facendo il “tuttologo” tramite youtube. La cosa positiva di internet è che tutti trovano il loro spazio: come nel magnifico Hyde Park londinese (che ho avuto l’immensa fortuna di visitare), chiunque può esprimersi e dire la sua.

Ad un certo punto, però, ammetto che il vostro caro Mobys appare spiazzato. Mi sono reso conto che il mio blog non raccoglie quanto semina il suo creatore, e non mi riferisco solamente ai numeretti, quindi all’audience, ma ai commenti (pressoché SEMPRE inesistenti).

Una persona speciale, incontrata sul web a fine anno, mi dice che noi bloggher abbiamo il diritto/dovere di scrivere, perché questa pratica ci fa stare bene e non dobbiamo pensare agli eventuali lettori. Parere condiviso da una mia vecchia grande amica, che non vedo da anni, che mi conosce dai tempi in cui facevo il coglionazzo con la vespetta e che, una volta saputo il link di Pianeta Mobys, si è andata a leggere chissà quanti miei articoli, tutto d’un fiato.

Ecco, io non sono d’accordo con questa idea. Per come la vedo io, il Pianeta Mobys è uno spazio dove io esprimo le mie idee, investo tempo, cuore ed anima, ma che, non avendo mai un benché minimo riscontro, sono portato a chiudere. Sono lieto di ricevere sms di apprezzamento, ma non è ciò che vorrei, non è quello il mezzo adatto a dibattere. Il Mobys è diventato un oratore che parla da solo, da anni. Paradossalmente, quei pochi commenti nascono dall’eventuale critica e quindi dalla formuletta (per me incredibile e che solo a me poteva capitare) del “non sono d’accordo con te” che si alterna con il “non ho nulla da aggiungere”. Circa 100 articoli che si dividono fra il “secondo me sbagli” e il silenzio tombale.

E’ vero, scrivere può rappresentare uno sfogo, nel mio caso è stato anche e spesso un grido per cercare di stuzzicare la gente sempre più mentalmente assopita e che si nutre di apatia. Molti post a cui tenevo particolarmente sono stati equivocati o addirittura non letti. Mi rendo conto benissimo che, sia dentro che fuori il web, c’è la tendenza al non ascoltare il prossimo; c’è la corsa frenetica ad apparire solidali e con l’anima candida, ma ce ne sbattiamo i coglioni della persona che vive nella porta affianco. Non voglio recitare la parte della vittima dell’indifferenza, del poverino chiuso in casa senza amici, del disgraziato che scrive per “due amici 2”, né tantomeno vestire i panni, per l’ennesima volta, dell’incazzato col mondo. Voglio solo dire che, ad un certo punto, l’indifferenza stanca o, per dirla alla francese, rompe i coglioni. C’è silenzio e silenzio.

Qual è il confine fra l’indifferenza e il piacere di scrivere ? Qual è il confine fra l’apatia più totale e il piacere di leggermi “anche se non te lo dico mai” ? Qual è il confine fra i vostri indiscutibili impegni (lavorativi/familiari) e il non avere mai tempo per me ?

Quando pubblico una mia foto su facebook, trasmetto, in teoria, un’emozione. Ovviamente sono contento se piace e non mi interessa altro. Anche in quel caso ci ho messo del mio, ma cosa vuoi discutere sulla foto del Politeama ? O ti piace o ti fa cagare ! Quando scrivo un messaggio privato a qualche persona che, puntualmente, non risponde perché è troppo impegnata a pubblicare i soliti link idioti pseudo romantici e deprimenti, non ci do molto peso perché ormai capisco che, specialmente in una certa zona d’Italia, anche il minimo sindacale della socialità (salutare, rispondere, ecc.) è utopia. Mi sta bene tutto, ingoio il rospo, ascolto i Depeche Mode e me ne fotto. Quando, però, si tratta del blog, no.

Aprirsi e non vedere alcuna reazione, è uno sputtanarsi assolutamente inutile. Dieci persone che mi dicono di presenza “bello il tuo blog” non valgono UN cazzo di commento. Ma la cosa che mi brucia di più è che, in questi lunghi anni da bloggher, ho assistito alla condivisione su facebook di qualsiasi minchiata, dai fiori arancioverdi alla canzone di Nino D’Angelo, dal grande scoop politico al problema dei topi violentati, da quanta merda fa il vostro cane al come è contento vostro figlio mentre fa il bagnetto.

Avete condiviso tutta la merda possibile ed immaginabile ma MAI un link che portasse qualche visitatore casuale al Pianeta Mobys.  Perfino i links dei nuovi articoli, pubblicati sulla mia bacheca, non hanno un ridicolo “mi piace”. Vi capisco, essendo link pubblici, temete di far brutta figura con i vostri amici intellettuali e grandi professoroni ! “Il blog del Mobys ? Che sarà mai sta cazzata ?”. Questo perché fondamentalmente vi è sempre mancata la stima nei confronti del sottoscritto (dentro e fuori il web. Altrimenti non mi sarei ridotto da solo ad elemosinare un pizzico di compagnia in un paese dove le persone preferiscono essere stuprate piuttosto che parlare…. P A R L A R E… Sapete ancora il significato di questa parola ? Macché ! dovete mettere il “mi piace” alla foto del cagnolino appoggiato al maialino che vomita su un gattino).

L’indifferenzatite acuta ormai ha preso il sopravvento. Io sono molto deluso dai tanti “Top Posts” passati inosservati, ma è tutto un sistema che ruota attorno alla superficialità ed al nulla. Prima di Natale ho fatto una piccola donazione a favore de “La casa dei sogni” di Caprino Veronese. Nel pomeriggio invitai altri a donare tramite un post su facebook e sapete quanti “mi piace” ho ottenuto ? Zero ! Perfino chi ha riscosso la donazione se ne è sbattuto le palle. Cerchi di “vivacizzare” quella minchia di Facebook facendo nuove amicizie ma, alla fine, scrivono sempre e solo i vecchi amici.

C’è chi afferma che bisogna donare senza aspettarsi nulla in cambio, così come si può benissimo scrivere senza badare al numero dei lettori. Io non ho chiesto nulla, sto solo descrivendo la MIA situazione dal MIO punto di vista.

E allora, cari butei e care butele, in questo 2014 prendiamo due strade diverse. Io lascio in vita il blog per qualche giorno, poi metterò il cartello di chiusura. Perché al Corner di Hyde Park non esiste oratore che parla da solo. Solo i pazzi parlano al muro. E’ snervante apprendere che il mio blog è visitato quotidianamente da persone che cercano di capire il “significato del film La Solitudine dei numeri primi”.

A questo punto (se i vostri impegni vi hanno consentito di arrivare fino a qui), penserete “Caro Mobys, ma che brutto inizio di anno nuovo”. No ragazzi, va tutto benissimo, ve lo dico sinceramente. Quando il cielo vi appare più azzurro che non si può, va sempre benissimo. Ho sempre detto che uno dei miei scopi era quello di farvi sorridere e magari un tantino riflettere.

La riflessione finale che vi regalo è: non cercate profumo ovunque, specie in un mondo pieno di merda. Sono poche le persone che vi possono far sognare col loro profumo (spero che siano vostra moglie/vostro marito); spesso sono i vostri migliori amici. Correte da loro, scrivetegli un sms, commentate una cazzata che ha appena scritto su facebook, scrivetegli “Suca”, ditegli “Va in mona”, ecc. Non disperdete energia rincorrendo “lammerda”.

Un mio carissimo professore mi ha insegnato che è perfettamente inutile gridare a destra e a manca e far volare le sedie: basta bussare nella porta giusta. Fate la stessa cosa nella vita. Non esiste la persona amica di tutti, chi ha tanti amici è, in realtà, un superficiale amico di nessuno, quindi, ripeto, concentratevi sulle poche persone speciali e soprattutto su ciò che vi dona pace, svago e serenità (nel mio caso la Fotografia).

Non barattate la vostra dignità in cambio di un pizzico di amore, amicizia, stima, dialogo. Siate sempre i protagonisti della vostra vita e non date agli altri la facoltà di incidere in maniera decisiva perché, a parte pochi amici speciali, non esiste persona al mondo, purtroppo, che fa qualcosa per il prossimo senza che vi sia, dietro, un tornaconto personale. Mandate affanculo tutti coloro che vi giudicano sbagliati (il popolo de “tu dovresti fare”, “secondo me sbagli”, “tu non capisci”, ecc.).

Se noterete una mia non risposta a qualche vostro sms o avrete la sensazione di una mia certa “freddezza”, state tranquilli: mi sono solamente adeguato. Sarò la cartina di tornasole di tutto ciò che mi avete dato in questi anni, dentro e fuori il blog.

Grazie lo stesso ! Ciao !

“Sono sempre felice, sai perché ? Perché io non mi aspetto niente da nessuno, l’attesa fa sempre male. I problemi non sono eterni e hanno sempre una soluzione. L’unica cosa che non ha soluzione è la morte. Non permettere a nessuno di offenderti, di umiliarti. Non devi assolutamente farti abbassare l’autostima. Le urla sono l’arma dei vigliacchi, di coloro che non hanno ragione. Troverai sempre persone che ti vogliono dare la colpa del loro fallimento ma ognuno avrà ciò che merita. Goditi la vita perché è molto breve, amala pienamente e sii sempre felice e sorridente, vivi la tua vita intensamente. E ricorda: prima di discutere, respira; prima di parlare, ascolta; prima di criticare, esaminati; prima di scrivere, pensa; prima di far male, senti; prima di arrenderti, prova; prima di morire, Vivi”. William Shakespeare

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