La palestra è salutare ! (sottotitolo: Il genio).

Quando si parla di “Genio”, la prima definizione a cui penso è quella espressa da Rambaldo Melandri (Gastone Moschin) in uno dei miei film super preferiti, ossia “Amici Miei”. “Cosa è il genio ? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione”.

Sono stato sempre particolarmente attratto dalle persone dotate di grandi capacità e non mi sto riferendo solamente a quelle famose. Secondo me, ognuno di noi può vedere una determinata caratteristica nelle persone di propria conoscenza. Ci sono persone che risultano essere simpatiche a qualcuno ed antipatiche ad altri, ci sono tizi che sono divertenti per qualcuno e noiosi per altri, e così via. Se non viviamo in “modalità pecora”, ognuno di noi si fa un’idea, più o meno corretta, del mondo che ci circonda.

Tutto ciò per dire che io posso vedere il genio dove altri magari notano ben altro; già il fatto che altri “notino” è, di per sé, un fattore clamoroso. Come diceva un mio carissimo amico, io riesco a vedere una pagliuzza in fondo alla strada mentre molti cascano dentro una buca gigantesca 🙂

Basta leggere Wikipedia per capire che il genio è “colui che possiede quella speciale attitudine naturale atta a produrre opere di importante rilevanza artistica, scientifica, etica o sociale”. Detto ciò, siccome mi conoscete e sapete che adoro cazzeggiare, vi dico subito che farò un uso consapevolmente esagerato della parola genio. Ci tengo a precisarlo perché spesso, troppo spesso, dimenticate che adoro cazzeggiare anche quando scrivo cose serie o pseudo tali.

Genio è, ovviamente, Leonardo da Vinci, ma, come ho detto prima, in questo articolo si parla della mia visione della genialità. Tralasciando, per il motivo appena enunciato, la storia, posso dirvi che, quando si parla di genio, la prima persona che mi viene in mente è Quentin Tarantino. Mi sono innamorato dei suoi film proprio perché vedo sempre una grande genialità in qualsiasi suo lavoro. Quando andai a vedere “Django Unchained” al cinema, ebbi l’immensa sfortuna di ritrovarmi accanto un bimbominchia che si mostrava deluso perché vedeva poco sangue. La sua delusione fu così tanta che, ad un certo punto, si addormentò. Ciò rappresentò un’immensa fortuna per il sottoscritto, perché, finalmente, ebbi modo di assaporarmi il film, senza più sentire i suoi commenti da perfetto idiota. Avrei voluto dire al piccolo idiota in fase tempesta ormonale che Tarantino non è Robert Rodríguez. C’è differenza fra il vedere arti mozzati e sangue ovunque ed il genio nel taglio dello scalpo in “Bastardi senza Gloria” (per fare solo un esempio).

Sono partito da Leonardo da Vinci e sono arrivato a Quentin Tarantino. In mezzo c’è gente più o meno nota. Definisco senza ombra figliodi dubbio dei geni del cinema Daniele Ciprì e Franco Maresco. Registi palermitani noti per “Cinico Tv” e che, nei loro film, mi hanno colpito spesso per intelligenza e genialità (ricordatevi la cosa che ho scritto prima: questi sono i miei gusti). “E’ stato il figlio” di Daniele Ciprì è un capolavoro. Perché ? perché c’è il bravissimo Toni Servillo ? Non solo: perché è geniale.

In età adolescenziale, ebbi modo di udire un dialogo fra padre e figlio. Ovviamente non svelo l’identità per ragioni di privacy (ma vi assicuro che non sto parlando di me). Una sera il padre torna a casa e inizia a ripetere continuamente la parola “Guitto”, “Sei come un guitto”, ecc. Parlava e si lamentava del fatto che, al lavoro, il suo capo (un ingegnere) sconosceva tale parola. Ad un certo punto mise alla prova suo figlio. Bussò, entrò nella sua stanza, e gli chiese “Figlio mio ! tu che sei un bravo studente delle superiori, sapresti, oh figlio, dirmi il significato di tale parola ?”. Il figlio non batté ciglio e diede prontamente la risposta al padre. “Oh caro padre, guitto è colui che vive una vita misera e sporca”. Inutile dirvi che vi furono novantadueminuti di applausi. Il padre, orgoglioso, quella sera dormì col sorriso stampato in faccia: il figlio, benchè non ancora diplomato, sapeva il significato di una parola rara, mentre il suo capo, che l’indomani avrebbe preso per il culo, no. In realtà, amici miei, il figlio furbastro, dopo aver sentito pronunciare per la decima volta quella parola, prevedendo il quesito del padre, si precipitò a cercarla nel vocabolario ! Ecco perchè sapeva: velocità di esecuzione ! Un genio ! 🙂

Essere geniali non vuol dire aver studiato tanto. Si sa, esistono contadini che hanno un intelligenza superiore al laureato. Potrei raccontare altri aneddoti ma non voglio annoiare il lettore più di quanto abbia già fatto, quindi chiudo la parentesi citando il mio amico Antonio. Antonio è una persona di una bontà e di una semplicità allarmante. Per questo lo considero uno dei miei migliori amici. Non è nato e cresciuto a pane e tecnologia (come me), usa poco internet e probabilmente non ha nemmeno uno smartphone. E’ un ragazzo semplice che gestisce una palestra. Per chissà quale motivo, ha ideato un piccolo video, in cui gioca parecchio sul doppiosenso della parola “salutare”. Il video si intitola “La palestra è salutare”. Lui va in giro in palestra e gli atleti, impegnati a svolgere i vari esercizi, salutano. Il senso è: la palestra fa bene alla salute ed il saluto è cosa buona e giusta.

Ho ideato questo stupido articolo parlando di geni, di Leonardo, Tarantino, guitti, ecc., perché, l’altra sera, pensavo proprio ad Antonio ed al suo motto. Ci pensavo alla fine della mia seduta di yoga. Ebbene si, dopo appena 42 anni, il Mobys ha iniziato a muoversi (fa parte del mio “Pacchetto Rinascita”: ma il bello deve ancora venire). La disciplina è interessante e più faticosa del previsto. Da un lato, gestisce (o almeno, in teoria) una parte di me che è sempre stata anarchica, cioè la gestione dello stress e l’inserimento costante del pensiero positivo. Dall’altra parte, però, c’è una contraddizione di fondo fra il mio modo di fare da cazzaro-clown-zeligghiano e l’ambiente in cui mi trovo. Ovviamente non posso dirvi se il problema sussiste nella “palestra” dove vado io, oppure è ovunque. Non posso dirvi se il problema è Verona o meno. Posso solo dire che è grande la mia delusione, non tanto per la disciplina in se, quanto per l’ambiente. Facciamo Yoga, dovremmo vedere le cose in maniera diversa al di la di quei novanta minuti settimanali, dovremmo essere aperti, positivi, solari. Macché ! Scendo dalla mia macchina, sono pronto a salutare la mia graziosa compagna di corso, ma ella preferisce guardare chissà cosa, forse se le gomme sono gonfie, forse se il cielo è stellato, forse se arrivano i tre magi. Tutto fuorché salutare, questo sia prima che dopo la lezione, ovvero quando ci sarebbe qualche minuto per socializzare. Socializzare ? ma di cosa parliamo ? Si saluta solo la persona che già si conosce (quindi inutile dirvi che io non posso salutare nessuno). Tristissimo. Non tristissimo io (io ho abolito la tristezza), ma triste tutto ciò.

La gente spiattella ai quattro venti i cazzi della propria famiglia su internet, posta la foto del proprio figlio mentre fa il bagnetto, ha 1366 amici su facebook, ma … non saluta chi gli sta accanto. L’altro giorno, proprio su Facebook, lanciai un post (che ovviamente non ha riscosso successo perché cavalcare l’onda è più facile di schierarsi contro) altamente incazzoso sul fatto che tutti si prodigano a linkare foto inerenti varie tragedie (vedi Sardegna) ma, in fondo, sono pochissime le persone che si adoperano e vivono all’insegna dell’Amore e dell’altruismo. Credono, nella loro ignoranza, che amare vuol dire trombare, quindi, se tanto mi da tanto, se tu mi saluti io penso che farai sesso orale con il sottoscritto ! Pietoso… Non me la prendo per un saluto che non c’è, ma perché questo è indice di totale indifferenza nei confronti di chi sta condividendo con noi qualcosa, piccola o grande che sia.

Io non posso cambiare il mondo. Non sono nemmeno un bloggher (chissà quanti errori commetto e che mi perdonate solo perché il 99% dei miei lettori siete miei amici), ma, come vi ho spesso detto, scrivo per sbollire. La mia tastiera è come il sacco preso a pugni dal pugile. Le mie parole sono, quindi, inutili ma, anche se non vi potrò mai cambiare, mi si permetta di mostrarvi tutto il mio fuorossissimo sdegno. Che peccato sprecare la vita restando chiusi ermeticamente dentro al proprio guscio !

Io non sono come voi. E ne vado fiero !

“Chi accende la sua candela con la mia riceve luce senza lasciarmi al buio”. Thomas Jefferson

8 thoughts on “La palestra è salutare ! (sottotitolo: Il genio).

  1. vincenzomobys 12 settembre 2016 / 21:46

    Ciao 33simo canto e grazie per i tuoi contributi.

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  2. Canto Trentatreesimo del Paradiso 12 settembre 2016 / 21:41

    Ciao Mobys
    Ti ringrazio per i ringraziamenti che non mi aspettavo, ma soprattutto ti ringrazio per il ” consiglio/richiesta” a commentare i tuoi post sotto il punto di vista dei moti dell’anima.

    ( Cosa ti ho trasmesso ? ti ho fatto sorridere ? ti ho fatto incavolare ? Ti ho fatto riflettere ? C’è qualche concetto che non ti è chiaro perchè scrivo at minchiam ? Credi che i miei racconti siano reali o percepisci che sono frutto di fantasia ?)

    Credo mi fosse sfuggito, fosse questo il tuo intento, pertanto chiedo perdono dell’errore e ti chiedo di sentirti liberissimo di cancellare i post che consideri non legati ai tuoi commenti.

    Mi rendo conto che ho un concetto diverso di Blog e di commentistica, dove ogniuno al di la delle regole del Blog e del Forum possa sentirsi libero di commentare purchè ovviamente non sfori così tanto dall’argomento…tipo apro argomento su frutta e parlo di politica, e rileggendomi non mi pare di essere uscita così tanto, avendo portato caviale e champagne francese, ( che tra l’altro era un complimento) anzichè pane e salame, tuttavia, è giusto rispettare la tua volontà senza scendere nella ” puntuale permalosità tipica femminile” che ( credimi) non mi appartiene proprio, al contrario di quello che hai scritto tu :d .

    Buon proseguimento Mobys
    Un caro saluto

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  3. vincenzomobys 12 settembre 2016 / 10:04

    Ciao 33° canto, grazie ancora per i tuoi preziosi interventi. Tuttavia, se fosse possibile (e ovviamente nel caso in cui ciò non ti rechi fastidio), ci terrei che tu commentassi ciò che leggi, piuttosto che soffermarti a scrivere i tuoi pensieri di conseguenza ai TITOLI dei miei post.
    I tuoi interventi sono, ripeto, tutti apprezzabili, ma mi piacerebbe, più che altro, sapere cosa pensa un lettore (specie uno che non rappresenta sicuramente un mio amico o una mia amica) dopo aver letto i miei post.
    Cosa ti ho trasmesso ? ti ho fatto sorridere ? ti ho fatto incavolare ? Ti ho fatto riflettere ? C’è qualche concetto che non ti è chiaro perchè scrivo at minchiam ? Credi che i miei racconti siano reali o percepisci che sono frutto di fantasia ?
    Insomma, siete TUTTI liberi di scrivere qualsiasi cosa ma, a differenza dei Forum, questo è un Blog, ovvero c’è un mona che scrive quattro troiate: cosa ne pensi di queste quattro troiate ?
    Paradossalmente le tue risposte mi hanno arricchito dal punto di vista culturale, ma non sono affatto legate ai miei articoli !
    Di conseguenza so cosa ne pensi dell’abbigliamento di Camillo Benso Conte di Cavour, ma non ho ancora capito cosa ne pensi del Pianeta Mobys !!
    E’ logico ed è giusto che ognuno indichi la sua esperienza, per esempio in Palestra, ma il senso del mio post era assolutamente diverso ! In questa maniera io parlo del rosso e tu mi rispondi elencandomi il significato “instrinseco estrinseco psico socio culturale” di tutta la tavolozza dei colori !
    Il mio è un blog da “pane e salame”, non da caviale e ottimo champagne francese 🙂 (ti sto facendo un complimento !).
    Spero di non urtare la classica e puntuale “permalosità tipicamente femminile” di cui sicuramente sarai ben “fornita”, ma come ti ho già detto, oltre ad odiare i luoghi comuni, non sopporto le persone che accettano passivamente quasiasi cosa gli venga propinata.
    cordialmente tuo
    vincenzo mobys

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  4. Canto Trentatreesimo del Paradiso 11 settembre 2016 / 21:24

    La palestra è salutare !
    (sottotitolo: Il genio).

    Già dal titolo, ero indecisa se parlare della palestra o del genio. Se del primo parlerei per sorridere, del secondo parlerei ore, per dare atto a tutte quelle persone, che nel loro piccolo sono riuscite ( ieri e oggi) a portare nel mondo, scoperte che haimè sono rimaste ferme e inutulizzate, grazie ad una società politica pilotata, che vuole solo portare avanti scoperte che possano sucessivamente riempire le loro tasche 😦

    LA PALESTRA
    Non me ne vogliano i palestra/ convinti, o gli insegnanti di tale arte, perchè sicuramente anche questa è un’arte, ma che debbo dire… a me fa anche tanto ridere.
    Ad oggi, dopo tanti anni, vorrei riprovare, ma i ricordi dei palestrati che arrivavano e si mettevano davanti a me, sudando ( o facendo finta di sudare, marcando il respiro: ahhhh….ohhhh….ieeee… uahhh……che equivale a: alzo 100 kg, so na roccia, guarda che muscoli, ve spacco tutti) me dava un pò fastidio, visto che io alzavo si o no 5 kg, oppure da scheda me toccava fare esercizi a dir poco redicoli, soprattutto se dovevo farli vicino a queste montagne con la tartaruga nella pancia e lo sguardo da duri, mentre io dovevo mettermi con il c…. a 90 gradi, alzando 5 kg che mi avrebbero fatto ( secondo il Tutor della palestra) rassodare quel fondoschiena che tanto apprezzano i nostri amici maschietti. C’erano pedali di una bici smontata, che facevo per le spalle, e quel peso ridicolo che mi consigliavano per i bicipiti brachiali, per non parlare del resto che serviva per rassodare il seno, allargare le spalle, indurire i polpacci, farmi sparire il mal di schiena e chi più ne ha più ne metta. Insomma l’illusione che ti davano era che : entravi donna e uscivi ” femme fatal” Mah!! Ad un certo punto mi sono guardata attorno, e ho capito che il tipo di palestra che volevo fare io, era ed è, un tantino diversa, e che di ” fatal” c’era sollo l’illusione 😀

    IL GENIO
    Ecco qui si potrebbe scrivere un libro, con un inizio, dove si parla dei più grandi Geni incompresi dalla storia, e una fine ancora da scrivere. Lampi di genio li chiamo io, dove
    Scoperte, invenzioni e scienziati avrebbero potuto cambiare il mondo.
    Geni che hanno dato un contributo grandissimo al progresso dell’umanità, con straordinarie imprese compiute lasciando un segno nella storia, ma poi guarda caso, o sparivano o per qualche motivo venivano messi in disparte. Geni sfortunati. Tanto per citarne qualcuno: Tesla, Majorana, Fermi, Padre Ernetti, Marconi e il suo continuatore Ighina. Geni dimenticati dalla storia ( uomini dimenticati ma non gli studi in sordina di questi, che a quanto pare stanno ancora studiando se non addirittura adoperando )
    Inutile dire che ve ne sono altri che senza una laurea, avrebbero e potrebbero risolvere problemi, e sollevare l’umanità, da obblighi mensili che ti fanno considerare le bollette più importante che i rapporti umani.

    Al Genio non serve una Laurea! Basta guardare le indagini fatte su ragazzi miliardari oggi che si trovano su liste Forbes dei più ricchi del mondo negli ultimi vent’anni, senza una laurea appunto. Poi che questi piccoli o grandi Geni di oggi, facciamo o meno l’interessa dell’umanità è altra faccenda.

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  5. vincenzomobys 17 dicembre 2013 / 12:27

    Ciao Vincenza benvenuta nel Pianeta Mobys. Ti ho scoperta casualmente navigando su wordpress e sono contento 🙂 grazie per la visita e per il commento dal quasibloggher meno ascoltato al mondo 🙂

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  6. vincenza63 17 dicembre 2013 / 12:19

    Sì sì……dialogo impossibile e un vuoto inquietante.
    Mi è piaciuto molto il post.
    Torno 🙂

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  7. Tiziano Stefani 27 novembre 2013 / 23:09

    …di sicuro studio e cultura non equivalgono a genio e intelligenza…una cosa che ho notato anche io, soprattutto nelle nuove generazioni cresciute a pane e pc, e social network. Spento il computer e trovandosi a vis a vis con qualcuno, si perdono e cala…la palpebra. Ciao V.

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