Facebook: spesso bisogna turarsi il naso.

Durante le ferie, avendo molto tempo a disposizione (oramai dare una lettura ad un quotidiano sportivo ti occupa non più di dieci minuti), ho riflettuto e letto parecchi pareri sparsi sul web e non vi nascondo che, per certi versi, ho “limato” qualche mia convinzione.

Ho sempre definito Facebook un validissimo (il numero uno) social newtork per quanto riguarda il marketing. Avrete senz’altro notato che tutte le aziende, piccole e grandi, fanno riferimento alla loro pagina Facebook. Anche nelle vetrine dei negozi oramai campeggia l’adesivo “Seguici su Facebook o Twitter”. Quello che ho sempre contestato io è che, come in tutti gli altri socialnetwork (forse solo Meemi si salva), c’è una gran voglia di apparire ma scarsa propensione ad interagire con gli altri.

Spesso ho la sensazione che su faccialibro si badi più all’audience che ai contenuti e alla comunicazione vera e propria. E qui subentra una marea di paradossi. C’è la mamma che posta cinquecento foto al giorno dei suoi pargoletti (ma che non commenterà mai un cazzo sulla tua bacheca), c’è chi si espone fin troppo solo per postare una frase ad effetto, ma che poi, se incalzato, si tira indietro, per la serie “preferisco non parlarne qui” (e allora perchè lanci il sasso ?), c’è chi, come dissi in queste pagine tantissimi mesi fa, scrive un post solo per notare la reazione di talune persone e che, ovviamente (e stupidamente), si infastidisce se voi intervenite (addirittura cancellando i vostri commenti), c’è chi, top del top, scrive tantissimo nella vostra bacheca ma pretende “un po’ di sobrietà” nella sua e c’è chi fa collezione di amici (ma cosa ne farà ? Forse ogni cento amici c’è un buono sconto per la benzina ?).

C’è, in definitiva, come dicevo prima, tanta, tantissima voglia di esserci continuamente (magari postando dieci status al giorno), dimenticando che il “gioco” è bello se c’è interazione, e nessuno sta su facebook per leggere i tuoi continui spostamenti, dalla camera al cesso, dal cesso al garage, dal lavaggio del cane alla cagata marrone chiaro del picciriddu. Di esempi ve ne potrei fare ancora tanti altri, ma sono sicuro che voi stessi ne vedrete delle belle.

L’aspetto che mi da più fastidio è, comunque, rappresentato dal fatto che la gente non risponde ai messaggi. Questa è una cosa che non ho mai concepito, anche per una questione di educazione. Io potrei capire che infastidisca un messaggio del tipo “ciao, sei m o f ?”, oppure “ciao, hai delle belle tette”, ma se uno chiede qualcosa in maniera educata, è inconcepibile, per il mio modo di essere, dentro e fuori  internet, non ricevere una risposta altrettanto educata.

Perchè parlavo, all’inizio, di mio atteggiamento più “morbido” nei confronti di certi aspetti di Facebook ? mi riferisco alle cancellazioni, di cui io, come molti sanno, sono stato sempre un accanito sostenitore :-). La mia idea è stata sempre chiara: per me facebook è un gioco, se tu non scrivi MAI nella mia bacheca, tanto vale cancellarti. Io voglio solo persone che scrivino, perchè io sono un chiacchierone che sta ovunque, legge e scrive in moltissime bachece (e anche negli altri social sono così, altro che audience) e gradirei che mi si restituisca, almeno in parte, ciò che io do agli altri ! E allora, cancellazioni a go go e lista amici limitata ad una decina di persone “d’elitè”. Il massimo della mia incazzatura avveniva quando la persona in questione era molto attiva in bacheche altrui.

Cosa è cambiato negli ultimi mesi ? innanzitutto ho capito che, pur avendo dieci amici, quello scambio di battute/pareri/prese in giro/ecc., non avviene. C’è poco da fare: le persone che interagiscono davvero equivalgono al numero di veri amici che avete nella vita. In secondo luogo, ho dovuto sorbirmi il risentimento di tante persone che avevo forse frettolosamente cancellato. Ho sempre considerato stupido tale sentimento (scusa, se non scrivi, vai fuori dalle palle !), ora ci ho ripensato. Ed è questo il succo del mio articolo (si, lo so, ci sono arrivato dopo 600 battute, ma abbiate pazienza).

Parliamoci chiaro: la maggiorparte delle persone che vi richiede l’amicizia non scriverà mai o quasi mai sulla vostra bacheca. Vi richiedono l’amicizia o per aumentare il (maledetto) numero di iscritti o per farsi i cazzi vostri. Spesso commettiamo (io il primo) l’errore di accettare troppo frettolosamente una richiesta d’amicizia e di cancellare altrettanto velocemente. Sarebbe opportuno invece fare una riflessione a priori, perchè è meglio non accettare una richiesta piuttosto che cancellare.

Facebook non è quello che noi pensiamo. Coloro che conoscono il web dalla sua nascita, vedi il sottoscritto, difficilmente possono accettare certi meccanismi, ecco perchè spesso bisogna turarsi il naso. Quella che per noi può essere una normalissima funzione (la cancellazione), viene spesso interpretata come una grave offesa e una sorta di porta sbattuta in faccia. Mentre cancellare una persona conosciuta su fb stesso è assolutamente indolore, io consiglio di evitare di cancellare persone che conoscete di presenza, onde evitare, tra le altre cose, che questa vostra azione diventi argomento principale di una serata in pizzeria. Lo so, spesso abbiamo motivazioni valide, al di la della “scarsa attività” dell’utente in questione, ma resta sempre valido il discorso “filtro” in luogo alla cancellazione. Motivazioni valide ? Per esempio, recentemente, ho cancellato delle persone che, anzichè commentare le mie foto, mi criticavano per non averli invitati a venire con me, per non parlare di un mio collega perennemente “muto” ma che, l’indomani, alle 8.02, mi diceva “ah, ti piace il risotto di Isola !”.

Per la “massa”, facebook è come la rubrica del telefono. Se sfogliate la vostra rubrica cartacea o scorrete quella sul cellulare, vedrete che, su cento nomi, ne utilizzate cinque. Eppure vi sembra giusto avere anche il numero dello zio pino o di vostro cugino, pur sapendo che vi vedete esclusivamente nei matrimoni o nei funerali. Per molti è così, cioè “è giusto esserci”. Non mi dilungo su questo punto, ma mi limito a dire che, probabilmente, ciò scaturisce dalla scellerata idea di inserire nomi e cognomi all’interno di un sito internet. Finchè, su Mirc, eravamo “cazzone_72”, “passerina84”, “capitan findus”, ecc., non c’era nessun problema, poi sono arrivati i nomi reali e, appunto, l’effetto-rubrica telefonica 🙂

Parlavo di paradossi. Uno dei più grandi paradossi di questo cavolo di social network è che, incredibile ma vero, l’utente non si offende (o magari non ci fa caso) se non scrivete mai sulla sua bacheca, ma apre un caso politico internazione ed, eventualmente, una guerra termonucleare, se osate cancellarlo. Soluzioni ? io, sotto l’ombrellone, ne ho pensate tre: 1) disattivare l’account, per la serie “mi sono rotto i coglioni del fatto che una cosa nata nel mondo virtuale può incidere (perchè incide, che vi piaccia o meno !) nella mia vita reale”; 2) applicare il famoso “Lodo Mobys”, cioè “lasciare cadere la cosa”, ovvero allontanarsi senza fare proclami (cosa che ho già sperimentato positivamente quando ho abbandonato altri social. Temevo di non poterne fare a meno, invece non me ne sono mai pentito); 3) utilizzare i magnifici filtri che vengono offerti dal mezzo stesso. Mettete tutti su una bella lista-Inattivi (“con Restrizioni”), nascondendo la vostra attività a tutti coloro che vi hanno richiesto l’amicizia solo per sbirciare ma che soffronto di crampi alle dita e non ce la fanno neppure a cliccare su “mi piace” (in realtà non vi leggono affatto, per questo non commentano mai, ma di questo ho già parlato). Non ti cancello, ma almeno non ti mostro la mia attività.

Cosa ho scritto prima ? Facebook non è come noi ci immaginiamo e il livello medio basso della stragande maggioranza dei suoi utenti, fa in modo che, mentre tutti capiscono che sono stati cancellati, pochi si renderanno conto di far parte di una lista di “esclusi” e, malgrado ciò (ennesimo paradosso) non si cancelleranno !

3 thoughts on “Facebook: spesso bisogna turarsi il naso.

  1. gazanea 26 agosto 2012 / 13:24

    Eccomi allora, Vincenzo, se mi dai il permesso ti aggiungo ai miei amici … ma ti avverto su facebocche mi sento un pò un’estranea e faccio sporadiche apparizioni eheheh (-;

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  2. vincenzomobys 26 agosto 2012 / 13:05

    ahahaha Tiziano, proprio tu (insieme a Cigolino e Gazanea), fai parte del trittico di persone che vorrei su Facebook ! 🙂

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  3. stefitiz 26 agosto 2012 / 12:59

    ormai è diventato una fiera dell’apparire, nel periodo delle vacanze poi tutti a ostentare la villeggiatura, la crociera, il viaggio e quasi sempre solo per vantarsi. difficilmente puoi farci discorsi seri. Se vuoi cancellami, tanto io passo di qui per interagire con te.:-)

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