DAL CANNOLO ALL'AMARONE

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Sabrina. Quella volta che il Mobys stava per sposarsi.

Incontrai Sabrina di Pescantina un venerdì sera. Come ho già avuto modo di dire, io sono un “settimanopatico”, ovvero i giorni della settimana condizionano il mio umore e, se proprio devo uscire con una tizia appena conosciuta, non c’è giorno migliore che il venerdì, ovvero nella mia serata preferita. Il lunedì tutto il mondo mi sta sulle palle, il martedì c’è Dr.House, il mercoledì siamo ancora a metà del guado, il giovedì inizio a vedere la luce (ma c’è Santoro), il venerdì ho l’entusiasmo alle stelle, il sabato sera sono contento perchè penso “cavolo, c’è una seconda notte vigilia di vacanza da godersi !”, domenica sera già sento i primi sintomi della scazzatura del lunedì.

Ma parliamo di Sabrina. Ci siamo conosciuti tramite internet. La scintilla scoccò sin dai primi istanti della chat. Lei rappresentava un raro esempio di gnocca con la testa. Incredibile ! Dalla foto ho subito dedotto che si trattava della donna dei miei sogni: viso angelico, occhialini da intellettuale (che quando me li tolgo e sciolgo i capelli divento una bomba sexy) e le due cose che più adoro in una donna erano meravigliose; sto parlando delle gambe, lo so che pensavate alle tette !

Mi raccontava, via chat, che si occupava di biodiversità. Dall’alto della mia cultura, mostrai un certo interesse nei confronti dei suoi studi (in realtà difficilmente siamo interessati a ciò che l’altro sesso ci racconta. Mentre parlano di “Amici”, colleghe stronze e shopping, nella testa di noi uomini c’è solo il fruscio delle onde del mare che cozzano contro gli scogli). Puntualmente feci già una delle mie proverbiali “gaffe del Mobys”, dicendole “biodiversità ? ah interessante. Anche a me piace provare vari tipi di detersivi”.

La storia, prima del famoso incontro di quel venerdì, andò avanti per decinaia e decinaia di giorni. Lei era bellissima. Era così fotogenica da rischiare di far diventare lesbica anche una delle poche etero rimaste sulla faccia della terra ! La cosa più bella è che lei era molto interessata a me. Questa novità, mi ha consentito di vivere giorni meravigliosi, mi sentivo biodiverso: vedevo in tv le immagini dell’Inter o di Berlusconi e non mi veniva di scappare al cesso ! Arrivai al punto di definire quasi simpatica la De Filippi. Pensavo, addirittura, di chiamare il dottore, ma poi ho capito che quando subentra il discorso delle “farfalle nello stomaco”, non si capisce più niente ed io ero felice di essere causa di questo sentimento da parte sua, anche perchè, solitamente, quando mi guardano in faccia, gli vien più voglia di andarsi a mangiare un piatto di farfalle al salmone, altro che farfalline nello stomaco !

Eravamo d’accordo su parecchie cose e soprattutto sui miei punti di riferimento fondamentali. Sabrina amava il calcio, era tifosa della Juve, sapeva cucinare il risotto al tastasal ed era passata al Mac perchè, come me, era stanca di dover chiudere sessione all’ora del Thè per vedere spegnersi il pc all’ora di cena.

Mentre aspettavo che lei uscisse da casa, quel famoso venerdì sera alle 20, maledicevo il mio amico programmatore Simone e gli altri suoi colleghi: perchè non c’è un applicazione per iphone che ti consiglia cosa fare e cosa dire per conquistare una tipa ? In quei minuti di attesa, mi vennero in mente le mie solite disquisizioni filosofico-sessuali. Pensavo, per esempio, all’ottima posizione degli organi sessuali. Ne parlai una sera a cena con gli amici. Dio è un grande ! tutto combacia alla perfezione. Per carità, è anche vero che, bestie come siamo, avremmo comunque fatto di necessità virtù, ma immaginate il pene sotto l’ascella e la vagina dietro il ginocchio !

Pensai alle mie numerose gaffes e non facevo altro che ripetermi che dovevo stare attento, perchè ci tenevo particolarmente a lei. Mi ricordai di quella volta che dissi ad una tizia che i francesi mi stanno sulle palle e che sono gallofobico (cinque minuti dopo lei mi disse che i genitori erano di Nantes), per non parlare di quella volta che raccontai a Claudia che ad Asiago stavo vomitando a tavola perchè due miei amici ordinarono un piatto di formaggio fuso (arrivati a casa, sua madre, secondo voi, cosa ci aveva preparato ?). Certo di perle ce ne sono tante. Mi ricordo quando dissi ad una madre “secondo me sua figlia è una ragazza illibatissima, proprio come piace a noi siculi” e lei mi rispose “come no… nelle orecie !”, ma potrei parlare anche della mia ex vicina, una gnocca sarda niente male, che, sul pianerottolo, mentre io straparlavo, continuava a ridere. Io mi sentivo un figo poi, chiudendo la porta, mi resi conto che la mia bambola gonfiabile (Gilda) era rimasta seduta sul divano a guardarsi Criminal Minds. A proposito di bambole, bella anche quella volta che dissi a Patrizia di Lugagnano che mi sembrava strano passare la notte in compagnia di qualcosa che non dovevo successivamente sgonfiare.

Zed di Scuola di Polizia 🙂

Uno dei guai delle chat è che conosci spesso tutto di una persona ma non sai come parla. Sabrina, appena mi salutò, parlava in una maniera strana, ciò dovuto ad un piccolo handicap e siccome io faccio spesso lo scemo parlando appunto male, pensavo che scherzasse e al suo “piacereeee vincenzoooo, hai aspettato tanto ??” pronunciato tra il Jerry Lewis e Zed di Scuola di Polizia 3, scoppiai a ridere, con comprensibile imbarazzo (suo e successivamente mio).

Quella ragazza che era stata perfetta per settimane, si trasformò, improvvisamente, in un’artefice di una serata-incubo e non mi riferisco solo al difettucolo nella pronuncia. La tizia perfetta, juventina, conoscitrice delle canzoni dei Depeche Mode, brava cuoca, ecc. ecc, si trasformò in una persona pesantissima. Io già sognavo sesso, droga e bollito con la pearà, invece mi ritrovai con una palla al piede e non vedevo l’ora di concludere la serata. Fra l’altro, quasi subito, mi disse che aveva una piccola malattia (toh !) ed io non riuscivo a capire di cosa si trattasse. Mi sembrava indelicato chiedere, ma mentre andavamo in pizzeria e lei continuava a parlare di quella droia della sua collega Federica, io pensavo esclusivamente ad una cosa: mi ha detto che la sua malattia finisce con -rrea. Sarà logorrea ? e se fosse gonorrea ? ma magari ha solo la diarrea ! che cazzo ha Sabrina ? Posso trombarmi una che ha la logorrea, ma non le altre cose ! “Scusa caro se stai per venire, ma io devo scappare al cesso, fatti una sciracca”.

Pesantezza, dicevo. Forse sarà colpa del fatto che oramai mi sono abituato a vivere da orso, non so. Fatto sta che, nell’arco di due ore, mi scassò la minchia offendendo la mia Punto con l’alzavetri a manovella (“ancora esistono ? ahahahah”) e riuscì nella grande impresa di fare TUTTO ciò che odio in una donna: si lamentò della posizione del tavolo, mi chiese di scambiarci di posto perchè così riusciva a guardare la fontanella, i camerieri erano tristi, la pizza tardava ad arrivare, l’aveva chiesto con rucola, senza grana e con due grammi di salsiccia, il conto era “caruccio” (pagavo io, ma ovviamente doveva sindacare anche su questo !), “se sapevo che c’era così caldo mi vestivo più leggera”, “ma che caldo fa in questa pizzeria”, “era meglio se ci mettevamo fuori”, “ma con quante B pronunciate il mio nome voi siculi ?”, ecc. ecc.

Nel frattempo, tra una perla di pesantezza e l’altra, riuscì nella grande impresa di fare e dire le cose che rompono tantissimo i coglioni al Mobys (a parte continuare a lamentarsi): dapprima iniziò a parlare addirittura di matrimonio poi il top del top, ovvero, con fare non curante, prese il mangiare dal mio piatto (anche se si trattasse di una patatina fritta, divento una bestia). A quel punto ha rischiato di essere soppressa.

Finalmente la serata finisce e la riaccompagno a casa. Sabrina aveva tanti difetti ma era sicuramente sincera. Quando ci salutammo (ed io stavo per correre a casa suonando le vuvuzela), lei mi disse dolcemente “caro Vincenzo, ti devo dire onestamente che tu sei troppo per me”. “Ma no”, risposi “che osi pensare ? io sono un umile operaio !”. “Lo so, carissimo, ma io non mi riferisco al tuo lavoro e alla tua posizione, ma alla tua panza !”. Al quel punto avrei voluto infilarle i famosi occhialini da intellettuale in un determinato posto, ma io sono pur sempre un signore e mi limitai a dirle “la mia panza è niente in confronto alla pesantezza del tuo carattere” e quello che doveva essere un matrimonio, fu solamente una parentesi negativa, per fortuna interamente frutto della mia fantasia 🙂

Sogno la Nazionale su Sky !

Non è vero che sono “bimbofobico” ! Io adoro i bambini, almeno finchè non mi rompono i coglioni. La scorsa estate pensavo a quanto sarebbe bello distruggere dei castelli di sabbia pazientemente costruiti in riva al mare dai bimbi. Avevo già in mente anche la frase da dire “ehhhhh bimbi arriva il mostro, tipo Sim City”. I bambini sono come i cani, ovvero rappresentano esseri meravigliosi, e la stragande maggioranza dei loro atteggiamenti deriva dalla mancata educazione impartita da genitori e padroni. Quando, l’altro giorno, notai il canazzo del mio sottino di casa che abbaiava come uno stronzo, suscitando il mio intuibile entusiasmo, pensai: “io non voglio che tu schiatta immediatamente, la vera merda è il tuo padrone che va via alle 7 di mattina per rientrare alle 21”.

Non è certo mica colpa dei bimbi se i loro genitori gli comprano la maglietta della Spagna, una nazionale che va molto di moda in questi anni (per il semplice motivo che è la più forte). No, caro piccinino, non è colpa tua se tuo padre è un cretino. Perchè la Spagna e non l’Italia ? Io, domani sera, tiferò Italia e se, disgraziatamente,  venissimo eliminati dall’Inghilterra, non mi strapperò i capelli, sia perchè proverei dolore, sia perchè, quella inglese, è una nazionale che ho sempre amato, altro che moda. Del resto, come disse “Alino” Diamanti, il calcio inglese è avanti di 30 anni rispetto al nostro movimento ed io non oso mettere in dubbio le parole di un ragazzo che ha giocato per anni nella patria del mio adorato sport. Io amo l’Inghilterra, sogno di andare a visitare l’Old Trafford di Manchester, ma non regalerei mai a mio figlio la maglietta inglese o, peggio ancora, quella dell’Inter perchè è (era, per fortuna) la squadra più forte al mondo in quel periodo storico.

Parliamo di Europei e non posso non spendere due parole sul pessimo prodotto che ci sta propinando mamma Rai. Già questo è un errore che commetto anche io. Perchè accostare la Rai alla cosa più cara al mondo (la mamma) ? La Rai non potrebbe essere, chessò, uno zio che ti sta un po’ sui coglioni ? Zio Rai ! Ma torniamo seri (…). Io non sono un giornalista, non sono un critico televisivo e non oso fare quindi l’Aldo Grasso de noialtri, ma sono davvero sconcertato dal servizio offerto dalla tv di stato. In queste occasioni, mi tornano in mente coloro che criticano la mia scelta di essere abbonato a Sky. Forse, però, hanno ragione perchè, cari amici, il guaio è proprio questo: finchè la Rai deteneva il monopolio, tutti sbavavamo appresso ai suoi prodotti. Poi nacque Mediaset che smosse parecchio le acque e “svegliò” le coscienze. Ora il problema è che se tu sei abbonato a Sky e sei abituato a vederti raccontare il calcio in una determinata maniera, tornare all’antica e sorbirti una telecronaca o un prepartita (nemmeno oso guardare i programmi a tarda serata) Rai è un’impresa per “stomaci forti”.

Praticamente è come se avessi mangiato nei migliori ristoranti italiani per una settimana e poi, di botto, ti ritrovassi a pane e panelle. In questa sede, proprio per i motivi che ho detto prima (non sono un giornalista, quello è il loro lavoro !), non discuto la frase errata detta da x, o sulla minchiata detta da y. Io pongo l’accento sulla totale mancanza di sintonia tra telecronista e commento tecnico (affidato ad un pugno di ex lazioromanisti, vedi D’Amico, Collovati, Righetti e Nela !), la carenza di padronanza di lingua italiana (manco fossero come me, che sono un operaio che scrive quattro cagate sul blog), ma soprattutto poca lucidità (“non guardatevi Russia-Grecia perchè tanto si sa come finirà”. Ovviamente la Grecia ha battuto la Russia e si è qualificata, seppur clamorosamente) e l’effetto “primadonna” (da sempre presente nei pressi di Saxa Rubra).

Le telecronache Rai mi ricordano tanto le coppie che noto nei centri commerciali: litigano pure sul come è stata messa la moneta nel carrello. Quando vedo Franco Lauro ed Enrico Varriale calpestarsi i piedi e sgomitare (“fammi finire ! mi fai finire ?”), perchè entrambi vogliono dare la grande notiziona riguardante “il presidente Napolitano che sarà presente all’incontro Italia-Croazia (oh my God, ma questo cambia TUTTO !), io ho tanta, ma tanta, nostalgia. Si, ho nostalgia non tanto di Fabio Caressa (osannato oltremisura e quindi sopravvalutato), ma dei commenti puntuali, chiari e calzanti di zio Bergomi, delle analisi di Costacurta, Mauro, Boban e Marchegiani, delle frasi mai banali pronunciate dai vari Maurizio Compagnoni, Massimo Marianella, Riccardo Gentile e Massimo Tecca, solo per citare tutti quelli che mi vengono in mente in questo istante. La ciliegina sulla torta è rappresentata dal canale 501-HD, il quale funziona benissimo solo per i match dell’Italia (gli metteranno il “rinforzino” ?), mentre le altre partite, vedi Spagna-Francia di stasera, le ho dovute vedere nel “normale” canale con risoluzione ai livelli dell’altezza di Giovinco.

Al di la dei promossi (Sky tutta la vita) e dei bocciati (Rai tutta la vita. Del resto, un’azienda che perde Michele Santoro, per me dovrebbe miseramente fallire), la conclusione del discorso è che, qualsiasi siano i vostri gusti, basta guardare un programma Sky (vedi quello serale, intorno alle 20, “Prima serata” o “speciale calciomercato”) per rendersi conto che i soldini sborsati, malgrado i tanti sacrifici, sono assolutamente ben spesi. Per carità, come per qualsiasi altra passione, potremmo anche farne a meno, ma una cosa è certa: la Rai non merita i soldi del canone. Ne abbiamo già parlato in questo blog. Paghiamo il “segnale” (e mi sembra anche giusto, visto che è così ovunque), ma io voglio avere la facoltà di decidere a chi vanno a finire i miei soldi, un po’ come l’otto per mille. Io voglio pagare per vedere Tele Arena, Tele Nuovo, Canale 5, che mi regala Dr. House, Italia Uno che trasmette i Simpson, ecc. ecc. Questo, per me, ha senso: pagare per vedere solo quello che vuoi, ed io, della Rai del “professorino” Varriale, posso farne tranquillamente a meno.

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