Quelli che il Fantacalcio lo videro nascere (parte prima)

Negli ultimi anni mi è capitato di incontrare qualcuno che, tra un discorso e l’altro, mi dice “sto giocando al Fantacalcio“. Ecco, in quel preciso istante, la mente mi conduce ai primi anni 90, quando organizzai, con l’aiuto fondamentale di mio fratello, il primo torneo fantacalcio targato F.O.M., Federazione Olimpica Mondiale. La FOM, in realtà, esisteva praticamente da quando ero molto piccolo. Mentre, infatti, tutti i bambini “normali” giocavano con i modellini delle auto, con i mattoncini Lego, il Das e quant’altro, io sfruttavo i miei soldatini atlantic 1:72 (e le mie dita) per fargli disputare tornei su tornei. Costruivo due piccole porte col cartoncino e riempivo interi quaderni di campionati.

Torniamo al Fantacalcio. Correva l’anno 1990 e, durante una mia lunga (e solita) permanenza all’interno di un edicola (da questo punto di vista non sono cambiato affatto), notai un libro: “Serie A, il gioco più bello del mondo, dopo il calcio“. Ovviamente, essendo appena maggiorenne, avevo abbandonato i soldatini da qualche anno e, ai tempi, l’Amiga col suo splendido Kick-Off regnava incontrastato nel panorama dei passatempi. Decisi di acquistare il libro che divorai in breve tempo. Avevo subito capito che si trattava di un gioco di società legato al calcio, ovvero di una novità assoluta. Ne parlai subito con mio fratello, sia per sapere cosa ne pensava, sia perché lui, a differenza mia, aveva tutti amici calciofili. Nel giro di qualche ora organizzammo il “1° torneo F.O.M.”. La storia durò, mi pare, per circa cinque anni, e rappresentò un periodo molto intenso per il sottoscritto (anche se ci fu la maledetta parentesi del militare in mezzo). Ancora oggi, chi non mi conosce come Mobys, mi chiama “Presidente”.

Aneddoti legati ai nostri tornei ce ne sono a bizzeffe, impossibili ricordarli tutti in questo spazio. Ricordo l’immediata pubblicazione de “La Gazzetta della FOM” dove, molti di noi, giocavano a fare i giornalisti (nessuno lo è diventato sul serio, ma come avete visto tramite questo blog, la passione per la scrittura mi è rimasta in ogni caso), le trasmissioni televisive stile Processo fatte con una mega telecamera assurda (pensate: registrava in una VHS !), le discussioni accese contro il sottoscritto perché rompevo i coglioni ed ero molto geloso del mio “giocattolino”, ma, soprattutto, le cose più belle: le riunioni di calciomercato.

Riscuotendo subito un grande successo, gli amici che volevano giocare al fantacalcio erano diventati tanti, al punto che fummo costretti a mettere insieme Serie A e Serie B ! Durante un campionato giocavamo due tornei quindi, come ben capirete, per quattro volte l’anno a casa mia c’era un via vai di gente. Era un’occasione unica (a parte le partite di calcetto) per trascorrere qualche ora piacevole tra amici (e mitica mia madre che, ad un certo punto, portava pure il caffettino). Era uno spasso. Gli amici arrivavano alla spicciolata con movenze tipiche dei veri presidenti delle squadre di calcio, tutti armati, chi più, chi meno, di documentazione utile per “fottere” gli altri sette: gazzetta, corriere, tuttosport, calcoli, almanacchi, evidenziatore, calcolatrice, strategie, ecc. Eravamo dei pazzi. Le “assemblee” duravano tutta una mattinata di domenica, ma l’80% del tempo andava “sprecato” per ironizzare sugli acquisti degli altri o innervosirli (“Ma Baggio chi ? chiddu ra Juventus ?”).

A fine campionato c’erano coppe e coppette per tutti (quelle destinate allo Scudetto erano davvero molto belle). Ricordo, quindi, con grande nostalgia e divertimento, il calciomercato, le aste selvagge per aggiudicarsi qualche juventino tipo Vialli, l’esultanza per un gol segnato da un giocatore della pur odiata Inter, ma soprattutto ricordo una cosa: sapevamo tutto di tutti ! Fra l’altro noi, sin dall’inizio, consentimmo di utilizzare anche calciatori di serie B (un’errore, ma ci siamo divertiti !).

A parte qualche caso raro, ripeto, tutti sapevamo, per esempio, che Branco era da acquistare perché non era facile trovare difensori che segnavano, così come sapevamo che, se non riuscivi a beccarti Van Basten, c’era il buon Ruggero Rizzitelli che faceva i suoi sporchi gol ! Sapevamo che Detari del Bologna calciava i rigori e che Policano del Torino era spesso ammonito. Come ho detto prima, è impossibile ricordare tutte le chicche di quel periodo ! Ad un certo punto ci stancammo e la Fom morì di morte naturale. Ironia della sorte, quando stava per arrivare internet (e quindi fine delle telefonate il sabato per comunicarmi le formazioni. Inutile dirvi che quello, invece, era un incubo), tutti, quasi contemporaneamente, optammo per smettere di giocare anziché trascinarci in una lunga agonia che avrebbe consentito di disputare al massimo altri due campionati.

Il fantacalcio è stato, per tutti noi, uno dei pochi hobby che è nato con tanto entusiasmo e che è morto senza polemiche, incazzature, offese, rancori, rammarico, ecc. So per certo che, ancora oggi, c’è gente “della Fom” che gioca al Fantacalcio. Un anno fa, incontrai un vecchio amico, il quale mi disse: “sai, dopo l’esperienza con la Fom, adesso sono io che organizzo i tornei. Sono diventato un Presidente come te”. Odio l’eccessivo utilizzo di miele, ma consentitemi di dire che la Fom, per me, ha rappresentato uno dei pochi periodi veramente belli della mia vita. La Fom è, per me, la cosa che mi è riuscita meglio in questi quarantanni di vita. Ogni tanto ho provato a giocare al fantacalcio tramite qualche sito web, ma ho smesso subito: per me, che ho visto nascere questo gioco, non ha senso giocare con calciatori che sono sia nella mia formazione che in quella degli avversari. E poi, credetemi, non c’è niente, dico NIENTE che può sostituire l’asta del calciomercato fatto tra gente che si incontra dal vivo. Tutto il resto è fuffa, come dice ZioMartin.

Vi lascio con la copia di documenti eccezionali: le pagine qui sotto sono tratte dal libro “Serie A” di Riccaldo Albini (l’inventore del Fantacalcio), seconda edizione, uscito nel settembre 1991. Ancora oggi sfoglio questo libro con grande orgoglio.

4 thoughts on “Quelli che il Fantacalcio lo videro nascere (parte prima)

  1. Gisella 23 maggio 2012 / 05:36

    … e così ho scoperto un pezzo di Mobys che non conoscevo!
    Bell’articolo! Come tutti i tuoi articoli del resto… lo sai cosa penso…

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  2. stefitiz60 19 aprile 2012 / 19:53

    sei sempre un passo avanti…perfino della Gazzetta dello sport. Ciao

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  3. Francesco 7 aprile 2012 / 18:42

    Effettivamente mi sono sempre detto che è un peccato per te non avere battuto la pista del giornalismo sportivo. Ricordo i tempi del sito sull’avellino, le news comunicate dai tifosi più vicini alla squadra e i commenti dei tifosi che pur essendo fisicamente vicini alla squadra sapevano meno di te ! Non sapevo della menzione nel libro … peccato veramente caro Vincenzo e lo dice il “gemello” serio . Ti ho sempre un po criticato per non avere creduto di più nelle tue possibilità, anche se so benissimo che spesso un po di fortuna in più ti avrebbe “spinto” in avanti ,e questo post conferma che un po di ragione l’ ho sempre avuta, forse noi che ti stiamo accanto e vediamo cio’ che vali e in quale campo dovremmo spingerti un po di più.Con affetto Fraterno

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  4. ziomartin 4 aprile 2012 / 22:48

    Molti, moltissimi, forse tutti i tuoi lettori, magari non capiranno…. Si dice spesso, è la vita… la vita va avanti, si deve cambiare, nasce qualcos’altro, conosci qualcosa o qualcuno…. Ma questo è un bellissimo ricordo, che condivido con passione… Mi ricordo la fine, si sembra assurdo, ma ricordo ancora come e perchè è finito il gioco, ne è cominciato un altro per molti di noi (non per tutti) oggi qualcuno di quelli iscritti, forse manco si ricorda più la FOM…. Non è stata “Internet” del quale in effetti siamo stati pionieri a rompere il giocattolo, ma altre cause, doveva finire ed è finito, ma caro “Presidente” ti posso assicurare che ci sono un bel pò di persone pronte a fare “calciomercato”….Ciao e complimenti per l’articolo!

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