DAL CANNOLO ALL'AMARONE

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Una bella e sincera Amicizia !

Chi è affetto dalla “sindrome da Acquisti compulsivi da week end” deve, necessariamente, aggiungere qualche acquisto “extra” nelle ricorrenze importanti. E così il Mobys, per il suo 40° compleanno, si è regalato l’iMac. Ho trascorso decinaia e decinaia di giorni pensando a cosa poter fare di speciale il 24 febbraio e, alla fine, ho fatto ciò che più mi piace, ovvero acquistarmi un grosso regalo e cenare fuori, ovviamente con la mia adorata grigliata mista a recitare il ruolo di protagonista.

Dopo aver concluso la mia giornata lavorativa, mi stavo recando all’Euronics di Bussolengo ma, per fortuna, prima di partire, decisi di contattarli e, telefonicamente, mi dissero che avevano terminato gli iMac. Potevo aspettare l’indomani e andare alla ricerca con la consueta rilassatezza del sabato, ma il compleanno era venerdì ! potevo aspettare altre dieci ore ? giammai ! E così, sono partito per le Corti Venete di San Martino Buon Albergo. Un viaggio (ma almeno sapevo che avevano ancora quattro iMac a disposizione) !

Dopo aver sbavato per qualche giorno sul volantino pubblicitario, mi ritrovo davanti questo meraviglioso spettacolo della natura. No, non sto parlando della cassiera, ma dell’iMac ! Prendo, pago e scappo via. Al ritorno prendo l’autostrada (ero troppo eccitato per percorrere una misera tangenziale !) e vado a cenare a Caprino Veronese. Cena discreta e corsa a casa per non perdermi la prima puntata della nuova serie di “The Profiler” (nonché l’appuntamento settimanale con Criminal Minds). Intorno a mezzanotte (quindi a compleanno finito, ma tanto vale l’ora dello scontrino), ho spacchettato il tutto.

Utilizzo l’iMac, quindi, da pochissimi giorni. Passare da windows a lion non è stato e non è facile, ma ogni giorno capisco qualche “trucco” in più, grazie soprattutto all”help desk” del mio amico Simone. Come molti di voi sapranno già, non è affatto difficile utilizzare un Mac, ma le difficoltà maggiori le ho avute perché mi mancavano certi punti di riferimento (vedi tasto destro del mouse, il tasto canc e la X in alto a sinistra), quindi certi meccanismi che ho sempre adottato istintivamente. L’abitudine è una cosa che, spesso, ti fotte. L’altra volta, per esempio, una ragazza si stupì perché continuavo a scrutare il suo corpo. Mi chiese, imbarazzata, se, per caso, sentivo cattivi odori, e le risposi “scusami Katia, stavo cercando la valvola dove soffiare per gonfiarti”. Solita gaffe del Mobys !

Insomma, ho trascorso un bel compleanno, probabilmente (vedi post precedente) il migliore degli ultimi anni. Ho fatto ciò che volevo fare (ma ringrazio i tanti amici che si sono proposti per una cena in compagnia) e sono alquanto soddisfatto. Come dicevo all’inizio, ho valutato tante ipotesi, vedi trascorrere il week end a Palermo con la mia famiglia, oppure alloggiare in un centro benessere. Ho pensato addirittura di prenotare una Suite a Verona, ma mi sembrava un’ipotesi costosa e stupida. Il compleanno, secondo me, è come il 31 dicembre: se non puoi trascorrerlo con le persone che ami, tanto vale fare ciò che più ti piace, senza spendere in funzione di una sola serata. Io, non volendo e potendo scendere a Palermo ed essendo Jennifer Aniston impegnata, ho optato per una serata all’insegna del grande acquisto e della mega cena.

Si, lo so a cosa state pensando: sarebbe stato bello e “appagante” festeggiare con un bel puttanon (magari scontata grazie al coupon) ma, dopo l’ultima esperienza, ho preferito desistere. Cosa accadde ? beh questo è uno dei motivi per cui ho deciso di vendere il mio appartamento ! Il parcheggio è talmente piccolo ed angusto che, la persona che rientra a casa con me, deve necessariamente scendere prima che io termini la manovra (altrimenti non riuscirebbe ad aprire lo sportello). Ebbene, per il mio 39° compleanno, torno a casa con tal “Alice da città di Nigeria”, lei scende dalla macchina, io parcheggio, esco fuori dall’abitacolo e….. Minchia ! se l’è caricata un altro !!! Ma questa è serietà ? Dico, non esiste più la professionalità in Italia !

Cambiamo discorso. Ringrazio amici ed amiche che, in antitesi con il numero di commenti scritti in questo blog, me lo citano spesso in altri contesti (telefonate, facebook, sms, email). A quanto pare sono più “presente” nelle vostre menti più di quanto dica il contatore dei commenti ricevuti ! 🙂 E ciò, ovviamente, mi fa piacere (meglio non scrivere niente piuttosto che parlare a vanvera; questo vale sempre, non solo per il mio blog).

Ho fatto questa premessa perché, in quest’ultimo periodo, mi è capitato di leggere, un paio di volte, la frase “Sindrome da….” (riferito al mio famoso articolo scritto in passato : http://wp.me/pF2lg-5y). Una mia amica mi ha scritto un lungo messaggio, terminando con la frase: “toh! mi è venuta la Sindrome del Mobys: ho scritto un’email lunghissima” (per qualche anno ho avuto questo  “vizio”. Poi ho smesso per vari motivi). Un’altra mi fa: “stai pulendo casa preso dalla Sindrome della filippina ?”. Ma tu guarda se, proprio io, il più grosso studioso delle sindromi, devo leggere queste frasi !

Tranquilli amici, come scrissi allora, il mondo è ricco di Sindromi ma spesso passano inosservate e ci vuole un occhio culturalmente ed intellettualmente superiore come il mio (seeeeee) per evidenziarle. Qualche settimana fa, sono stato al Convegno mondiale “Syndromes of the World”, tenutosi a Timisoara (ci andai ovviamente per i temi trattati DENTRO il convegno, mica per altro !). Ho fatto la mia ampia relazione, partendo dalle mie più recenti scoperte: la “Sindrome del falso esaurito”, la “Sindrome Sky” (che in parte è legata alla prima) e la personalissima “Sindrome da paura del Mobys”.

La prima colpisce, nella maggior parte dei casi, la categoria degli Impiegati e, solo in parte, quella degli Operai. Uomini e donne ne sono colpiti in egual percentuale, solo che le reazioni sono diverse. Sono affetti da tale sindrome le persone che, fondamentalmente egocentriche, in ambiente lavorativo vorrebbero essere prese maggiormente in considerazione e quindi stare con i riflettori puntati addosso (visto che non contano un emerito cazzo). In alternativa, essendo fondamentalmente lecchino/leccaculo, devi far notare al titolare che sei riuscito nella grande impresa a cui solo tu potevi giungere (perché i tuoi colleghi sono moooolto scarsi e solo tu vali !).

Cosa si fa ? qual è il trucco ? Nel caso dell’impiegato, egli studia la scena giorni prima e con molta accuratezza. Il nostro uomo sa quando il suo gesto può tornare utile alla sua (spesso inutile) causa ! Egli è un genio, ha pianificato il tutto, anche nei minimi dettagli. Sa quando il titolare/capo passa dal suo ufficio, e soprattutto sa quando è il momento di agire. Se il capo è incazzato, il finto esaurito sa che non deve proferire alcuna parola: non è il giorno/momento giusto ! Attende, attende, attende, come un cecchino su una torretta, come un tizio che chiama ad un call center. Arriva il momento ! Il finto esaurito prepara a dovere la scrivania. Bisogna togliere, innanzitutto, tutto quello che si possiede, nonché qualsiasi oggetto che potrebbe arrecare un danno a posteriori (inchiostro, bicchiere pieno di caffè, portacenere di vetro, ecc.). E’ tutto pronto. La scrivania è il nostro campo di battaglia ! La pila di carte inutili e di carpette e carpettine è stata posta ai limiti della scrivania. Non c’è niente che potrebbe rompersi, occhio al monitor che è a schermo piatto e non voglio che me lo sostituiscano con uno a tubo catodico che sa tanto di archivista sfigato o magazziniere di un negozio di ricambi auto.

Entra il titolare, il finto esaurito col braccio fa energicamente volare tutto dalla sua scrivania e sbotta: NON E’ POSSIBILE CONTINUARE A FARE QUESTA VITA ! Il pavimento è pieno di carta, i fermagli sono sparsi in modalità coriandoli, la spillatrice (pardon: cucitrice a pinza) ha perso quella dannata asticella che serve per spingere le spille. Ovviamente, il titolare (che, di default, non capisce mai un cazzo dei propri collaboratori), ci resta di merda e chiede lumi al finto esaurito, il quale, ogni tanto, ottiene quanto sognato: un aumento di stipendio, lavorare meno, uscire un’oretta prima il venerdì o, nella migliore delle ipotesi, può imboscarsi a prendersi il suo caffettino con la compiacenza di colleghi e titolare, per la serie “poverino, quasi quasi glielo offro io il caffè….ma forse ci vorrebbe una tisana rilassante…poverino”. Variazioni sul tema: 1) la donna aggiunge le lacrime. 2) l’operaio manifesta la sua “Sindrome da falso esaurito” sbattendo energicamente le forche del muletto sul pavimento, urlando a dismisura, battendo i pugni su un tavolino (precedentemente pulito, onde evitare oggetti metallici), premendo inutilmente il tasto emergenza delle macchine esclamando “zio impestà”, ecc.. Occhio che ci sia sempre il grande capo nei paraggi, altrimenti non ci guadagni niente !

La “Sindrome Sky” colpisce molte persone quando si trovano in mezzo al guado tra la follia e il lavoro stressante a cui sono sottoposti. Ecco, per la prima volta, in diretta e in esclusiva, posso dirvi che il Mobys ne è affetto (non ci bastavano gli acquisti compulsivi !).

L’altro giorno, mentre correvo tra la linea di produzione, ero così fuso che cominciai a gridare: “GIOVANNI GUARDALA’ DA BORDOCAMPO. VAI GIOVANNI”. I miei colleghi mi guardavano con fare non curante, ben conoscendo già da anni il mio status di mezzo prete e mezzo pazzo. Ma io stavo meglio: facendo sfogare la mia sindrome, stavo meglio. E’ come andare al cesso dopo esserti abbuffato di spaghetti di soia, pollo fritto, involtini primavera, pollo in salsa agrodolce, risotto alla cantonese e gelato fritto.

Per qualche minuto, continuai a gridare (e ovviamente a ridere), esclamando quella frase e continuando in tal senso (per questo si potrebbe anche chiamare “Sindrome da Fabio Caressa”, ma la frase in questione è pronunciata da tutti i mitici telecronisti Sky).

“Giovanni Guardalà da bordocampo. Giovanni”. “Si Fabio, poco fa Antonio Conte ha detto al suo vice Angelo Alessio di far riscaldare Alessandro Del Piero”; ” si Fabio, l’atmosfera che si respira in panchina è un po’ tesa. Conte ha detto a Rampulla di prendere il posto di Altobelli”. Immaginate il Mobys che, per qualche minuto, si diverte così: ma ho 40 anni ? 🙂

Non dimentichiamoci, per concludere, nemmeno la “Sindrome da paura del Mobys”, la quale colpisce il 99,9% delle donne che incontro. Pur specificando che non cerco sesso o amore ed altre catastrofi (fatto vero), non so per quale motivo (sarà la panza ?), le donne si vedono quasi obbligate a dirmi (non al primo, ma intorno al quarto/quinto messaggio o appuntamento): “sai, due giorni fa, ho incontrato CASUALMENTE una persona che non vedevo da anni. Forse era pure morta (me l’ha detto mio cuggino). Allora, sai, ci tengo a precisare che, per adesso, esco con lui. Sai, stiamo bene insieme. Sai, erano trentanni che non uscivo con un altro uomo (azz, ma se hai 32 anni ?). Sai, è la prima storia seria dopo quella avuta alla Prima Comunione”. Per non parlare della perla number one: “sai, dopo tante delusioni patite a causa di qualche stronzo, sto considerando l’ipotesi di diventare una lesbiatana”.  In entrambi e nei tanti altri casi, la conclusione è la medesima: “Ma tanto tu cercavi solo amicizia, giusto ? e sai che ti dico ? Io ci terrei e, tra noi due, potrebbe nascere una bella e sincera amicizia !!”

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