I voli (e le gaffes) del Mobys.

Ogniqualvolta che mi accingo a prendere l’aereo per recarmi in vacanza, si presenta, puntualmente, la mia brutta malattia mentale, ovvero la “fantasite acuta”. Per certi versi, è ovvio che accada ciò: finalmente stacco la spina, mi rilasso, lo stress lavorativo si dissolve, lasciando il cielo mentale sgombro da nubi e quindi libero di poter essere riempito delle solite minchiate del Mobys.

Parliamo, per esempio, proprio di aerei e degli incubi (patiti o causati) che abbiamo quando dobbiamo volare. Mentre molta gente ha paura e non vede l’ora di arrivare a destinazione sana e salva, io mi preoccupo di ben altro, ovvero di idealizzare scene degne di un episodio di Mr. Bean.

Mercoledì scorso ero comodamente seduto nella mia poltrona lato finestrino e mi preparavo al decollo. Per carità, dire comodamente è un eufemismo. Pensate che, visto che lo spazio tra una fila e l’altra è ridottissimo, ogni volta una hostess mi fornisce un’opportuna “panciera”, così da tirare indietro un pò di panza.

Non sto qui a raccontarvi le gaffes del Mobys, per esempio quando tenta di aprire il “tavolino dinnanzi a voi”: l’altra volta, nel tentativo di aprirlo, si bloccò all’altezza della gola e stavo soffocando. Per fortuna avevo accanto un uomo gentile e non leghista, il quale mi salvò la vita. Ma torniamo al finestrino. L’aereo rulla sulla pista sgombra (cit. Lucio Battisti) del Valerio Catullo, avvicinandosi al grande parcheggio low-cost, dove, qualche ora prima, avevo parcheggiato la mia Punto. Ero molto contento perchè stavamo partendo in orario e cercai di scorgere con lo sguardo la mia macchina. Eccola ! Si, è quella, ne sono sicuro ! Dopo dieci secondi, noto un malfattore che armeggia nello sportello. Tra l’indifferenza generale, mi agito e sbatto le mani nel finestrino. Ovviamente lui non può nè vedermi, nè tantomeno sentirmi, ma siccome è un ladro fondamentalmente bastardo, lo vedo guardare verso il mio aereo agitando il dito medio della mano destra.

Siamo partiti e, durante il volo, pensavo al fatto che forse qualcosa di più superiore a noi, mi ha voluto dare questa lezione. E’ il prezzo da pagare per chi vive, come me, di buffonaggine. Ma, giusto mercoledì scorso, mi ero trattenuto dal dare sfoggio della mia testadicazzaggine, insomma non avevo esagerato (vedi Mr. Bean che fa finta di vomitare mentre un bimbo lo guarda).

Insomma, mi avvicino ai quarantanni e ho messo giudizio. Cosa ho fatto di offensivo e pesante per meritare tutto ciò ? mi chiesi durante il volo. Forse è per quella volta che, una volta salito sull’aereo, mentre stavo cercando posto (nei voli low cost non c’è posto assegnato), notai una bimba che piangeva superando, in decibel, il livello che raggiunge Vasco Rossi in un suo concerto ? E’ incredibile, stordiva ! Penso che anche da Piazza Erbe udivano i suoi lamenti. Io adoro i bimbi, ma non quando fanno casino (insomma, sono come le donne). Ammetto di essere stato un filino polemico quando invitai genitori ed hostess a riporre la bimba dentro la cappelliera ! Gli dissi “guardate, sono disponibile a mettere il mio trolley sotto la poltrona dinnanzi a me, pur di fare spazio a questa scassaminchia”. Mi guardarono interdetti. In seguito ho capito che le hostess erano spagnole e i genitori della “posseduta” sloveni. Mi andò bene (ma cosa avrò detto di male ?).

Stronzo ? io direi simpatico. Come quella volta in cui chiesi all’autista del bus navetta che ci accompagnava nei pressi dell’aereo, se si sarebbe fermato in piazza Brà. Mi bruciò con lo sguardo ! Oh cacchio, mica sto chiedendo la luna ! Una personcina a modo ed educata come me, non può sapere se fa una fermata in più ? Che gente !

Sono tanti gli episodi di stronzaggine, non saprei dirvi qual è il più pesante. Questa della fermata in Piazza Brà è un classico, direi niente di che. Così come chiedere qualcosa che, nel menù di bordo, non esiste; “mi scusi si potrebbe avere una carbonara al dente, con una generosa spruzzata di parmiggiano ?”.

Invece, mi son piaciuto, quando sono salito da Palermo a Verona, a gennaio. Come ho già detto, ognuno può sedersi dove vuole. A me piace essere tra i primi a salire, così da mettermi nel mio bel lato finestrino e farmi i cazzi miei, vedi giocare con l’iphone, ascoltare musica con l’ipod o leggere un libro con l’ipad. A proposito, una volta, avendo due ragazze accanto, ho dato sfoggio di una bella rivista porno, ma non ottenni alcuna reazione significativa, eccezion fatta per il loro slinguettare lesbiatano durato un’ora e venti minuti.

Ecco, comodamente seduto, vedo salire gli altri passeggeri e col potere della mente (…) decido chi deve sedersi accanto a me. Donna con bimbino scassaminchia ? via, in fondo c’è posto. Idem per veciotti che emettono strani rumori tendenzialmente extraterrestri. Coppia puntualmente litigiosa ? se possibile da evitare (considerate che le file sono da tre posti), se non volete sorbirvi un viaggio fatto da frasi del tipo “hai presto la pomata ?”, “che freddo che c’è ! caro me la prendi la giacca ?”, “appena arriviamo andiamo subito lì”, “ma perchè non possiamo andare là ?”, ecc. ecc.

Non giriamoci attorno: è normale che un single del mio calibro vorrebbe avere accanto la Selen dei bei tempi. Come possono essere tenuti distanti i “soggetti indesiderati” ? Il trucco che uso io è quello di toccarmi il panzone e, in casi estremi, bisogna leggermente sollevare la parte sinistra del gluteo per far intendere che è in arrivo, sul binario uno, una mega puzzetta scorreggistica. Il massimo è pronunciare altresì la frase magica: “uff sta pasta e fagioli proprio n0n ci voleva…”.

Insomma, avventure del Mobys quando prende un aereo. Le solite gaffes che contraddistinguono il mio cammino, ovunque io vada e qualsiasi cosa faccia. Ve l’ho raccontata quella del consiglio dato ad un amico sordomuto ? “Prima di formattare, ricordati di masterizzare, su un CD, tutti i tuoi documenti e i tuoi mp3”, gli spiego, ovviamente a gesti. Lui mi guardò sorridente e, sicuramente, avrà pensato : “mp3 ?  ma vai in cul”…

9 thoughts on “I voli (e le gaffes) del Mobys.

  1. Marialuisa 12 luglio 2011 / 15:42

    Ciao, ma nemmeno un saluto….
    Comunque se credi di esserti liberato di me, ti sbagli!
    Mi raccomando, ogni tanto fatti sentire.
    Buone ferie e a presto 🙂

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  2. brezzadilago 8 luglio 2011 / 10:15

    Ma sei sparito da facebook? 😦
    Scrivimi che ci teniamo in contatto …

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  3. vincenzomobys 10 giugno 2011 / 17:03

    No Mary, di vero, in tutto l’articolo, c’è solo il discorso iphone, ipod, ipad 🙂

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  4. Marialuisa 10 giugno 2011 / 10:04

    Ma alla fine la macchina??? ^_^
    Come sempre spassosissimo!
    Ma questa è vera? ti prego dimmi di no???
    (A proposito, una volta, avendo due ragazze accanto, ho dato sfoggio di una bella rivista porno, ma non ottenni alcuna reazione significativa, eccezion fatta per il loro slinguettare lesbiatano durato un’ora e venti minuti.)
    ahahahahahah

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  5. cigolino 8 giugno 2011 / 23:13

    Mobys, mi sembri un tipo pericoloso… 😀

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  6. gaz 8 giugno 2011 / 21:26

    ahahahah, grande Mobys 😀

    tieni la suspance fino all’ultima riga, con il grande dono della divagazione 😀

    clap clap clap

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  7. ziomartin 8 giugno 2011 / 20:54

    Ahahahahaah Bellissimo !!!! Senti volevo solo dirti che io ho sviluppato il “potere della mente ” che tu citi durante il racconto.
    Al rientro da Londra in piena FOBIA da Influenza A…. si siede accanto a me (noi siamo due, quindi la chances è UNICA) a viecchia cu etciuuu etciuuuuu….. indovina che pensai ! (minchia era destino addio mondo crudele chista avi sicuramenteeeeeeeee a A maiuscola !!!)
    Il resto non te lo posso raccontare!
    Ciao !!

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