Il problema non è solo Mirafiori …

Felice anno nuovo a tutti. Il 2011 è iniziato all’insegna delle battaglie sindacali, con il referendum di Mirafiori che ha riempito pagine di giornali ed avuto ampi spazi nei Tg. Se non fosse che il lavoro è una cosa sacra e fondamentale per la nostra vita, ci sarebbe da ridere. Forse sarebbe stato più serio un referendum sul tema “volete o voi produrre il nuovo modello de L’Insetto Scoppiettante ?”. Scherzi a parte, non approfondisco l’argomento perché, sicuramente, i miei amici-lettori di questo blog, ne avranno già le scatole piene e, soprattutto, quel referendum, è drammaticamente serio.

Ho letto cosa ha imposto la Fiat e non discuto di ciò, perché non lavoro per la fabbrica torinese, non so cosa significhi fare il metalmeccanico, non sono un giornalista, non sono uno che partecipa attivamente alla vita politica e sono solo (ribadisco per la millesima volta) un semplice “giornalaio”.

Le considerazioni, quindi, da giornalaio, che ho fatto in queste settimane, sono le seguenti: Iniziamo dal risultato finale del referendum. I “Si” hanno vinto col 54% dei voti a favore. Marchionne e tutti i sindacati (eccezion fatta per la Fiom) hanno esultato, ma mi pare palese la sconfitta. Avete sentito le interviste fatte agli operai, all’ingresso dello stabilimento torinese ? Sembrava scontata una vittoria del “Si”, invece hanno vinto grazie al voto degli impiegati, molti dei quali rappresentano i capi-turno o roba simile.

Non so come funzioni alla Fiat, ma, solitamente, queste figure, sono dei leccaculo che, ovviamente, non andranno mai contro all’azienda che li ha investiti di una carica di responsabilità. Molti di loro si atteggiano come un ventenne a cui viene consegnata una divisa da poliziotto.

Marchionne ha, quindi, perso un referendum che, a mio modo di vedere, non andava nemmeno fatto. Cosa chiedi ? o state alle mie condizioni o chiudiamo. In quale posto di lavoro, secondo voi, i dipendenti potrebbero optare per il “no” ? Gli operai della fiat, sono stati alquanto coraggiosi !

La principale sensazione che ho avuto è che, a Mirafiori, sia scoppiato un pandemonio perché la Fiat è la fabbrica più importante in Italia ma, in pratica, dal punto di vista dei diritti, hanno uniformato (o tenteranno di farlo nei prossimi mesi) lo stabilimento dove si producono autovetture a ciò che accade praticamente in tutta la penisola. E’ in atto quello che definisco “adeguamento verso il basso”. Vedrete quante aziende inizieranno a pulirsi il culo con i contratti nazionali.

Parliamoci chiaro: da qualche anno, in Italia, si lavora di merda. Oggi, gli operai della Fiat, piangono per dei diritti che hanno perduto. Gli stessi diritti che, praticamente in tutta la nazione, sono andati a puttane già da diverso tempo (o non sono mai esistiti !) solo che, ovviamente, non se ne parla.

Potrei dire che, dietro a questo disastro, c’è un colpevole politico ben individuabile, visto che è sempre lo stesso da tanti anni, ma, come ho detto all’inizio, non sono un giornalista e non capisco un cazzo di politica.

Fatto sta che, dal mio modesto punto di vista, faccio questa fotografia del paese: giovani che hanno perso anche la speranza di trovare un lavoro, cinquantenni che si ritrovano in mezzo al guado, diritti dei lavoratori, come detto, perennemente calpestati, sindacati che contano quanto una cacatella di mosca.

C’è chi fa una vita da precario e persone che arrivano alla pensione senza aver mai conosciuto una busta paga. Spesso aver pagato lo straordinario è un’utopia, anzi, direi che è scontato sia “intrattenerti” aggratis, che farti meno ferie di quante ne sono previste nel contratto nazionale.

Io ho la fortuna di lavorare in un’azienda che ci da qualcosa in più rispetto al contratto collettivo e, in effetti, un salario legato ai risultati raggiunti, mi sembra un’idea alquanto positiva ed opportuna. Se ne parla da anni, ma non diventa mai legge. Evidentemente siamo distratti da ben altre faccende, che ci Rubyano tempo prezioso e comunque la mia è una goccia nell’oceano.

Per carità, ha anche ragione il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino (uno dei pochi esponenti del Pd che stimo. Peccato che oramai sia troppo vecchio per rilanciare la Sinistra), quando dice che è la crisi mondiale a decidere le sorti dei lavoratori, non Marchionne. In questa situazione di profonda crisi economica, bisogna (chi può) lavorare di più, aumentare la produttività, ma senza calpestare i diritti dei lavoratori.

La gente, gli operai e gli impiegati italiani, non sono, per loro fortuna, come me: ove possibile (e spesso è possibile) fateli stare bene, dategli quei cento euro in più che, per voi imprenditori, non sono un cazzo, e vedrete i risultati. Le persone stanno male, a parte i motivi già elencati, anche perché guadagnano poco (cioè siamo a 1.900 lire per un caffè e 1.200 lire per una bustina di figurine Panini ?). Si lavora male perché, quei cinque, devono fare un lavoro che andrebbe fatto in otto. Si lavora male perché, specie al sud, abbiamo sempre avuto ben presente la Prima Legge del Titolare: “Se non ti conviene, quella è la porta”: adesso è così in tutta Italia. Adeguamento verso il basso, altro che professionalità e “crescita”, altro che “voi siete collaboratori”. Si lavora male perchè, a differenza di una decina d’anni fa (parlo quantomeno del Veneto), non puoi mandare affanculo il tuo datore di lavoro, cambiando azienda in 24 ore. Gli stessi imprenditori sbandierano (elegantemente) mazzette di curriculum e sanno che, se tu vai via, c’è una fila di persone che prenderebbero volentieri il tuo posto, anche guadagnando meno. E non sono extracomunitari…

One thought on “Il problema non è solo Mirafiori …

  1. Daniele VegGyver 9 maggio 2011 / 17:21

    Quanto ti quoto….io sto cercando di iniziare una lotta con l’azienda dove lavoro.
    Lo stipendio è nella norma, ma le sicurezze, la pulizia, la qualità del lavoro è più che pessima….ho il contratto tramite agenzia interinale che mi scade a fine luglio…io li non ci voglio restare, ma mi adatto per la pagnotta, ma bisogna fare qualcosa, bisogna impegnarsi e rendersi indispensabili…(anche se alla fine non so quanto conta.
    Io sono stato assunto e in un mese ho dovuto imparare il lavoro di uno che è andato in pensione, ora sono da solo e ancora vengo trattato da “Bocia dell’agenzia”, peccato che mi gestisco il lavoro in autonomia già da tempo, (almeno due mesi)
    Ora si lavora su 3 turni anche il sabato mattina e la domenica notte.
    Ma noi abbiamo anche una famiglia…cavolo, bisogna lavorare per poter viver non vivere per dover lavorare!

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