Chi sbaglia di più ?

Solito problema: a Gardaland, ad una bambina down, viene vietato di salire su un’attrazione. La direzione non è responsabile, l’associazione familiari con bimbi disabili insorge e se la prende soprattutto con il costruttore dell’attrazione, perchè è quest’ultimo che stabilisce chi può utilizzare il trenino piuttosto che l’otto volante, ecc.

E’ molto brutto che una bimba, già sfortunata di suo, veda un ostacolo dinnanzi a se. Non è questione di divertimento, per i bimbi, un gioco vale l’altro (stiamo parlando di un grandissimo parco, mica delle giostre do zu Pippinu), ma sentirsi dire NO.

In queste storie, io vedo due colpevoli: non può esserci un parco di divertimento con delle limitazioni per disabili (a meno che non si tratti di qualcosa di particolarmente grave). I costruttori hanno i loro validi motivi per asserire che un bimbo o una bimba down non possono salire su una loro macchina, ma si devono impegnare per rendere la stessa ancora più sicura, per cercare, ovviamente se possibile, di limitare al massimo… le limitazioni :-)

In secondo luogo, cari genitori, cerchiamo di essere un tantino più svegli. Nel momento in cui si entra, insieme al (sacrosanto) biglietto omaggio, viene consegnata una brochure con indicati i giochi utilizzabili e quelli no. Guardiamo, leggiamo e cerchiamo di tenere distante, il nostro bimbo, da quell’attrazione che non può utilizzare.

Siamo sicuri che facendo casino, urlando, gridando e protestando (non parlo di questo fatto, ma in generale), si migliorano le cose e, soprattutto, togliamo la delusione dal volto del bambino ?

2 thoughts on “Chi sbaglia di più ?

  1. Canto Trentatreesimo del Paradiso 7 settembre 2016 / 16:24

    Sono daccordo un pò con tutti, e sulla priorità che un disabile dovrebbe avere, ma mi permetto anche dei ma… perchè per forza tutti devono riuscire a fare tutto e soprattutto perchè ci si deve incazzare se altri non mettono a nostra completa disposizione cose, situazioni, macchinari e quant’altro per una situazione che noi consideriamo la più importante? Se tutti quelli che coniderano il loro handicap di primaria importanza, si puntassero a spada tratta ogni volta, sai che caos ne usirebbe? Ah già… ma quando si parla di disabili tutti dobbiamo diventare buonisti e stiamo attenti a quello che si dice, per non essere fraintesi o peggio per non farsi puntare il dito contro.
    Se un bambino alto meno dell’altezza richiesta, non può fare un’attrazione perchè mai non dovrei impuntarmi? Fatemi capire: 120 cm si 115 no? Il bambino di 115 ( magari più avanti con l’età) non può fare quella attrazione perchè gli mancano 5 cm?
    E un malato di cuore che per qualche motivo vuole comunque provare il brivido delle montagne russe? Ah beh si può pensare, questo sarà scemo, se pur avendo una cardiopatia, si presta a tanto pericolo. Allora che si fa? In palestra o in piscina per fare due bracciate seve un certificato medico, mentre per un Tornado Boats non ti chiedono manco uno straccio di certificato medico? Mmmmmm … qui si entra in un argomento ampio e spinoso e mi rendo conto di essere probabilmente già fuori tema. Chi decide chi e che cosa. Lo dovrebbe soprattutto il buon senso, ma come sappiamo le cose vanno diversamente. Contraddizioni a go go. Un disabile non può andare sul trenino? Allora innanzitutto, senza pensare con l’intestino, ci si potrebbe informare del perchè, ci si legge la normativa e casomai se si vuole approfondire dei motivi che hanno fatto si che il parco abbia queste direttive, si può andare alla fonte per quanto ci è possibile, e SOLO DOPO posso permettermi di sbottare con orgoglio, pretendendo che il proprio figlio faccia quello che fanno tutti, solo perchè lo fanno anche i ragazzi senza handicap. Buon Dio ( senza dare torto o ragione a nessuno) che dobbiamo fare? Pedane per disabili? Muletti per i zoppi? Accompagnatori per i non vedenti, più bagni per incontinenti, servizio medico dove fare una bella visitina prima di fare qualche giostrina adrenalinica? E per i malati di mente che girano liberi e di cui nessuno si acorge che dobbiamo fare? 😮 Servizio psichiatrico?
    Sono esagerata? Forse,….pertanto chiedo subito perdono in caso avessi offeso senza volerlo la sensibilità di qualcuno…. ma insomma credo che un pò più di buon senso, genitori e accompagnatori dovrebbero averlo.

    Diciamo che una cosa molto bella potrebbe essere quella di mettere a disposizione un servizio ( magari di volontariato, visto che ne so qualcosa) che si occupi di spiegare i motivi, i pericoli i disagi e subito dopo, trovare una alternativa all’attrazione che non può fare. A volte ci vuole così poco per convincerli a cambiare idea su qualcosa, se l’altra proposta ne vale la pena. Inoltre solo l’impegno di aver pensato anche a loro, con proposte alternative, sono sicura sarebbe cosa gradita ai genitori.

    Ah come vorrei che tutti i grandi cervelli al mondo, indipendentemente dalla scuola che hanno fatto, potessero esprimersi nelle scuole nelle università facendo liberamente un esame un test anche senza dover studiare obbligatoriamente tutto quello che loro per ” Genio” sanno già, eppure non è possibile, e questa oltre che UNA IMPERDONABILE DISCRIMINAZIONE è una cosa che mi RODE dentro.
    Ci sono al mondo, e ancor di più in Italia, cervelli che hanno inventato, la valvola antisismica, i motori a moto perpetuo a zero consumo, case a impatto energetico quasi nullo, cure per malattie con mezzi molto più semplici di quelli che l’industria farmaceutica ci propina con spot pubblicitari, che hanno il solo compito di fissarsi sulla retina dell’occhio con le relative conseguenze plagiatorie. Perchè ANCORA OGGI non viene permesso a chi di VERA SCIENZA se ne intende, anche avendo studiato poco o niente, di fare il bene dell’umanità? QUESTA E’ DISCRIMINAZIONE. Se hai tre lauree ti ascoltano ( anche se poi ti eliminano ugualmente in caso avessi una soluzione per l’umanità, ma non per far CIRCOLARE PIU’ DENARI) ma ancor peggio, se AIUTI IL SISTEMA A FREGARE vai avanti altrimenti ; che tu sia un Genio della natura o meno , per il sistema non vali nulla… anzi diventi persino un ostacolo.

    Ecco caro Mobys… se ti andrà potresti aprire un argomento sulla scuola.
    Scusate la lungaggine 😀

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  2. vincenzomobys 17 ottobre 2010 / 10:49

    Commenti copiati dal blog “Pensieri del Mobys” (chiuso)

    FRANCESCO
    Mah ,effettivamente ci sono attrazioni che oggettivamente sono improponibili per chi ha limitazioni motorie e questo chi li accompagna dovrebbe considerarlo a priori.Del resto se vogliamo che PER FORZA tutti debbano fare TUTTO basta assumersi la responsabilita personalmente (ammesso che il gestore lo consenta!) e rischiare in prima persona. Purtroppo viviamo in un mondo imperfetto (anzi oserei dire di mer…) dove trovi posteggiate le auto negli scivoli e addirittura SUL marciapiedi in modo da ostacolare il passaggio delle carrozzine e dei passeggini e se rimproveri quello che sta posteggiando ti guarda pure male. Effettivamente MANCA LA CULTURA DEL RIPETTO verso chiunche ti sta vicino.

    ELENA
    Secondo me il problema è più ampio. C’è questa cultura che tutti debbano poter far tutto, senza mai chiedersi se siano in grado di farlo.
    E non parlo di diversamente abili, parlo anche di ragazzi normodotati che magari vengono instradati in un liceo dai genitori quando sarebbe molto meglio per loro una scuola tecnica.
    Insomma, un po’ di senso del limite non guasterebbe.
    Se poi, non conosco la situazione, il non far salire il bimbo fosse dovuto a discriminazione, allora no, su quello non transigo.

    FRANCESCO
    Elena la discriminazione comunque va combattuta,come diceva bene Vincenzo già il dovere vivere con la consapevolezza di essere “diversi” è pesante,se ci si mettono anche gli altri a farlo pesare diventa insopportabile.Pero’ è anche vero che a volte il volere per forza far fare le cose che non possono non fa altro che evidenziare certe situazioni mentre basterebbe “sviarle”

    ZIOMARTIN
    L’articolo del blog di oggi fa riflettere, vero, ma vorrei esprimere il mio parere anche se molti storceranno il naso. Intanto dal testo non si evince di quale “giostra” parli nel parco dei divertimenti, ci sono in effetti giostre che sono “pericolose” per le persone “normodotate” quindi dove voleva andare la persona? Mi spiego meglio, se la limitazione è per quei giochi dove un tizio tempo fa a perso la vita per un infarto, bè voglio dire…. se la limitazione è il classico cavalluccio, già questo fa insorgere. Ergo, a mio parere il problema sono e saranno sempre i genitori, che non sanno educare, e che non sanno affrontare un problema, ma oggi come oggi vogliono la “soluzione” dalla società civile che di certo nel 2010 non ammette privazioni per i disabili, ma che forse… il non disabile… si priva di suo.Spero di aver reso l’dea, che raccoglierei in : Perchè deve essere “sempre e comunque” ? Io non vado a fare bungee jumping.

    MOBYS
    La bimba voleva salire sul trenino che fa il giro di Gardaland. Il genitore si è incazzato perchè, detto trenino, non rappresenta un’attrazione pericolosa, ma la direzione del parco ha prontamente risposto che, è vero che il trenino viaggia molto lentamente, ma, in alcuni punti, si trova a cinque metri d’altezza. Qui subentra il costruttore che vieta l’utilizzo ai bambini down. Nel parco ci sono limitazioni per altri tipi di disabilità, vedi addirittura l’obesità.
    ZioMartin citava il bungee jumping e mi ha fatto ricordare che, certe attrazioni, sono vietate (o sconsigliate) a persone che hanno superato i 50 anni (problemi di cuore…).
    Ecco che torniamo al fulcro del mio post: costruiamo qualcosa pensando al divertimento di grandi e piccini ma, nello stesso tempo, pensiamo anche ai più sfortunati. Parallelamente, tu genitore, quanto sei utile nel momento in cui polemizzi, dopo aver ricevuto la brochure all’ingresso con l’elenco delle attrazioni utilizzabili e non ?
    Lo so benissimo che c’è gente che, appena mette il naso fuori casa, non fa altro che polemizzare (gente pesante che, nel suo piccolo, non sa fare un cazzo), ma il mio è un piccolo spunto, non su Gardaland, ma in generale.
    Per il resto, mi trovo d’accordo con quanto avete espresso voi tre. Sulle scelte scolastiche fatte dai genitori, potrei scrivere un lungo post e sono d’accordo con Elena. Non posso non essere d’accordo con Francesco quando parla di “mancanza totale di cultura del rispetto” così come, per concludere, dice bene ZioMartin quando accenna al discorso “perchè deve essere sempre e comunque ?” (per questo dissi, nel mio articolo, che il genitore dovrebbe cambiare strada, anzichè insistere).

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