Edicola e dintorni.

Ho sempre avuto una certa passione per i fumetti. Una passione che, insieme a quella per il calcio e per i Depeche Mode, mi è stata trasmessa da mio fratello. A differenza sua, però, io non sono un collezionista, non ho nessuna serie dal numero uno e mi piace leggere svariati fumetti, manifestando la mia grande lunaticità anche in questo campo. Insomma, i miei gusti variano continuamente e passo da un fumetto all’altro senza pensarci due volte (un pò come mi accade con le donne…).

Sono, dunque, uno “stufato patentato”, non nel senso che vendo stufe, ma se una determinata cosa non continua a fornirmi nuovi stimoli, l’abbandono al suo destino. A volte ho ritorni di fiamma dovuti alla passione che si riaccende, spesso percorro nuove strade. Ho un continuo bisogno di cambiamenti e, probabilmente, è anche per questo motivo che andrei via da Verona pure domani: non importa se a Londra, a Bologna o a Siena, mi sentirei nuovamente un pesce fuor d’acqua, continuerei a partire, a zingarare, alla ricerca del mio posto nel mondo (che c’è senz’altro, che non è rappresentato da una morosa e che mi aspetta da quando sono nato). La gente parla subito di “fuga”, io rispondo che si fugge sempre da un qualcosa, se questo qualcosa è il nulla, allora che fuga è ? Ma poi dovete sempre tenere a mente la prima Legge del Mobys (” La gente non capisce un cazzo”), quindi non fatevi mai influenzare da nessuno, qualsiasi cosa facciate e qualsiasi cosa vorreste fare.

Torniamo alla lettura. La domenica, da quando ero piccolo, trascorro una ventina di minuti dentro l’edicola alla ricerca di qualcosa di interessante da leggere (modo elegante per definire quella che, in realtà, è una semplice lettura da cesso). Dopo un anno, ho disdetto l’abbonamento a “Panorama”, perché, tanti anni fa, rappresentava “tutto ciò che devi sapere” (vedi spot dei tempi), adesso, almeno dal mio punto di vista, è l’ennesimo organo di stampa di papi Silvio. Poca informazione utile e tanta politica: praticamente tutto ciò che serve solo a rompersi ulteriormente i coglioni dopo una giornata lavorativa, altro che lettura rilassante. L’alternativa di sinistra esiste, è “L’Espresso”, ma, come avrò già avuto modo di dire, non gli ho mai perdonato la sua campagna “Velenitaly” alla vigilia del Vinitaly dello scorso anno (l’Italia sembrava la patria delle cantine truffaldine che, per il mero guadagno, giocavano con la salute dei cittadini; poi si scoprì che il problema riguardava un paio di aziende). Inoltre, adotta un linguaggio che mi ricorda quello dei documenti che stilavamo nei circoli di Rifondazione Comunista, quando i compagni scrivevano e parlavano in una maniera talmente complicata da capirsi, forse, solo tra di loro (e il Pd ancora non ha capito che deve scendere dal pulpito e che la “massa” non è composta da filosofi ed intellettuali, ma da gente a cui non fotte un cazzo dell’apostrofo tra qual ed e, ma a cui interessano risposte).

Accantonati i giornali politici, la mia attenzione si sposta verso altre letture, ripeto, scorrevoli e rilassanti.  Ogni mese compro “Turisti per caso”, la rivista scritta dai viaggiatori e ovviamente curata da Patrizio Roversi e Syusy Blady. Ha un ottimo rapporto qualità/prezzo (costa 1,50 euro) e questo fa si che continui a comprarlo. Viceversa, ovvero se costasse quanto altre riviste del settore, avrei già rinunciato da un pezzo. Il motivo è semplice: si parla troppo di viaggi impossibili (distanti e da fare durante l’anno, non nei periodi, ahimè, canonici) e pochissimo di mete locali. In ogni caso, se dovessi scegliere una meta dove andare a trascorrere le mie agognate vacanze, mi affiderei a qualche guida specializzata o, al limite, leggerei con estremo interesse gli articoli scritti dal mitico Roversi, non certo l’opinione di un altro viaggiatore (la componente soggettività è già tanta quando si va a mangiare nello stesso ristorante, figurarsi per quanto concerne i viaggi).

Altro giornale che parla soprattutto di cose (in questo caso hi-tech) impossibili, è “Jack”: grandi gnocche in copertina, oggetti elettronici per imprenditori. GQ e Max hanno, al loro interno, più pubblicità che altro, “Focus” è alquanto interessante (compreso “Focus Storia”), ma non lo compro spesso, idem per le varie riviste sul cibo, soprattutto quelle relative ai primi piatti. Le riviste sui videogiochi, purtroppo, parlano tanto dei titoli che usciranno in futuro e poco di quelli che attualmente sono in commercio. Escludo le varie riviste psicologiche perché, da questo punto di vista, sono molto scientologo, ossia già non credo affatto nel potere guaritivo di persone che ti ascoltano (pensando ai loro cazzi o a come sei messo male), figurarsi se ritengo opportuno spendere 4,50 euro per comprare Riza ,che questo mese ti spiega come essere felice (mej cojoni) o Riza Salute che ti spiega come si caga più felicemente.

Torniamo ai fumetti. In questi ultimi mesi ho apprezzato tantissimo il bonelliano “Brendon” e mi sono piaciuti anche i primi due numeri di “Valer Buio”, edito dalla Star Comics (la stessa casa editrice di “Lazarus Ledd”, che comprai per circa 100 numeri). C’è un pò di Dylan Dog in entrambi i personaggi. Brendon è un cavaliere di ventura sempre pronto a schierarsi con i più deboli (praticamente Mobys fatto fumetto). Mi piacciono le sue storie, i disegni e l’ambientazione (un mondo tornato al medioevo dopo la caduta di un meteorite sulla terra), un pò meno che si faccia una trombata per ogni storia (sarà invidia, sarà che ricalca, ripeto, l’indagatore dell’incubo). Valter Buio è un personaggio creato quest’anno. Mi piace l’ambientazione romana ed il genere. Buio è uno psichiatra di fantasmi: morti che sono rimasti in una sorta di “limbo” e che devono risolvere qualcosa rimasta in sospeso, prima di passare definitivamente al creatore (o chissà dove). Sono due bei fumetti, ve li consiglio. Anche Magico Vento è spettacolare, ma mi ha stancato la sua ricorsa al nemico Hogan, durata praticamente mezzo anno (essendo bimestrale, se tu racconti una vicenda in tre albi, ti fotti sei mesi).

Infine, ho capito che, con gli anni, cambia anche il modo leggere i fumetti. Un paio di mesi fa ho comprato Tex Willer (una pietra miliare nel panorama dei fumetti), ma mi ha fatto incazzare il suo ripetuto affidarsi ai motti (vedi “non si può fare la frittata senza rompere le uova”. Finchè leggi una battuta del genere in un albo, va bene, ma quando diventano tre, ti rompi le scatole. Senza contare che non viene ferito nemmeno se gli sparano da mezzo metro). E il mio amatissimo Topolino ? Quanto lo amavo quando ero piccolo ? Ricomprandolo adesso vedo solo Topolino che è un fighetto pallone gonfiato che sa tutto lui, Minnie una rompicoglioni perennemente in preda al ciclo premestruale, Pippo un mona (minchione per i miei paesani), Gastone ha un culo che farebbe bestemmiare anche il Santo Padre, Zio Paperone è il titolare di ognuno di noi, Nonna Papera mi fa venir fame (anche lei esiste davvero. E’ giovane, risiede a Bovolone e ha sposato un certo Toni Taricone). Fermo restando che, per tanti anni, ho considerato Paperoga una cugina (cioè non un maschio).

Per concludere, credo che, considerando il panorama editoriale attuale, le mie amate edicole abbiano ancora una loro funzione fondamentale proprio per quanto riguarda i fumetti. Tutto il resto, eccezion fatta per i vari giochi di enigmistica, direi che Internet, oramai, sostituisce in toto (e anche meglio) ciò che trovate, in forma cartacea, in edicola, non a caso diventato oramai un negozio pieno di oggettini, allegati, minchiatelle, ecc.

5 thoughts on “Edicola e dintorni.

  1. Ziomartin 12 maggio 2010 / 22:07

    Assolutamente d’accordo con te. La tecnologia avanza inesorabilmente. Poi ci sono i cocciuti che a loro dire rifiutano la nuova tecnologia,mi fanno ridere i discorsi su Ipod Iphone Ipad di alcuni “alternativi del cazzo” che sanno solo contestare, ma mai proporre.Lasciateci scaricare tutte quelle minchiatelle di applicazioni, fateci ricaricare la batteria ogni sera…. e non rompete il cazzo 🙂

    Mi piace

  2. vincenzomobys 12 maggio 2010 / 21:05

    Sarebbe una tragedia. La morte del fumetto, sarebbe davvero una cosa tristissima, paragonabile quasi (molto quasi) allo scioglimento dei Depeche Mode !
    Mesi fa, in uno dei nostri dialoghi Pulp, io e il mio collega Dieco, parlavamo di un futuro dove la tecnologia sostituirà, probabilmente completamente, la carta.
    Dopo qualche settimana, Steve Jobs ha annunciato iPad. Lasciamo perdere che, in Italia, questo aggeggio succulento ancora non funge bene (leggo che non ha wi-fi !), ma, quello che molti non capiscono (accecati spesso da un rancore nei confronti di Apple che, sinceramente, stento a capire) è l’idea in prospettiva futura.
    Io accendo la mia “tavoletta” digitale e acquisto La Gazzetta dello Sport, piuttosto che l’ultimo libro di Fabio Volo, Il Sole 24 Ore o, perché no, l’ultimo albo di Cico (del resto guardiamo gli eBook e il bel Kindle).
    Andrà a finire sicuramente così: per tutti i tamburi di Darkwood ! 🙂

    Mi piace

  3. Ziomartin 12 maggio 2010 / 20:33

    Si assolutamente !! La location di Brendon mi appassiona di più, e come scrivi tu sono anche collezionista, per cui difficilmente staccherò la raccolta di Mystere. Per il resto, il “media” fumetto secondo me è in forte crisi, tante troppe cose abbiamo a disposizione, il fumetto mi pare legato ai tempi che furono, anni 70 ed 80 ma oggi, mha! Del resto vanno avanti adesso le “mini serie” come Caravan o come Greystorm. Insomma come ogni cosa, una cosa uccide un altri…. abbiamo tutto il mondo davanti ai monitor, e magari leggiamo molto meno su carta…
    Vado a giocare a Splinter Cell Conviction… a dopo !! 🙂

    Mi piace

  4. vincenzomobys 12 maggio 2010 / 06:23

    Non pensavo che Brendon avesse “scalzato” Martin Mystere dal trono 🙂 Hai ragionissima su Magico Vento che resta un capolavoro (infatti mi manca un pò, soprattutto la figura di Vincenzo Poe), forse ho beccato il periodo sbagliato o forse è stato semplicemente vittima del mio stufarmi delle cose 🙂 Gli altri bonelliani vanno sempre bene ? A parte ziomartin, Dylan Dog e Nathan Neven ? E’ uscito Nick Raider ? :-))))))

    Mi piace

  5. Ziomartin 11 maggio 2010 / 22:34

    E bravo finalmente pari delle edicole, dove fino a … ieri … sguazzavamo per spendere una decina di euro e passa in riviste senza senso. Accidenti il FOCUS estivo è un “caposaldo” di questi acquisti inutili. Intervengo per ora a caldo, solo per una doverosa precisazione su Magico Vento. Si vero ti ha stufato e purtroppo come spesso accade ormai, la serie sta chiudendo, ma non lo relegare alla sfida con Hogan! C’è una lotta contro gli indiani, che vengono cacciati dalle loro terre, c’è la storia di Cavallo Pazzo, la storia dell’Ok Corral, gli incontri con il Generale Custer, ed anche il lato oscuro del west. Bè questo è quanto… per brendon (che ormai per me ha il primo posto nelle preferenze bonelli) condivido tutto, il fatto che abbia delle “relazioni” bè… è anche il suo mondo. Un ultima cosa la voglio dire sui Videogames, ho buttato nel riciclo carta la serie GAME PRO, dopo quella rivista ogni cosa è carta straccia, segno del tempo, ormai solo in rete si trovano recensioni ecc. la carta stampate credo sia in grande declino. Cosi in declino… che forse solo noi due ed altri quattro siamo rimasti a leggere fumetti 🙂 Ciao ciao , e ti saluta la tribù dei “piedi neri” (capisciamme)

    Mi piace

COMMENTA

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...