DAL CANNOLO ALL'AMARONE

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Il pessimo Sanremo targato RaiSet.

Bonci bo, ci bon ci bon. Ti piace vincere facile ? “Gratta e Vinci, vinci spesso, vinci adesso”. Bonci bo, ci bon ci bon.

Questo spot, l’avrete senz’altro visto un sacco di volte. Vincere facile è la stessa cosa che accade, da due anni a questa parte, ai personaggi che escono dalle trasmissioni di Maria De Filippi, per approdare a Sanremo. L’anno scorso fu Marco Carta, quest’anno Valerio Scanu.

Il Tg5 di domenica scorsa, ovviamente, si riempiva la bocca citando il reality di Canale 5 e sottolineando che anche il testo della canzone vincitrice quest’anno, è stato scritto da un tizio che ha partecipato ad “Amici”. Eroici !

Il “trucco” è semplice: mandano al Festival persone che, da mesi, hanno attirato le simpatie dei bimbiminkia, ben consapevoli del fatto che saranno soprattutto quest’ultimi a mandare gli sms per far vincere qualche coglionazzo. Un fiume di controsensi, quello che noto in queste ore.

Ci si lamenta del fatto che, su Facebook, sia stato creato l’ennesimo gruppo violento ma poi, di fatto, si da il potere di decidere le sorti di quella che ERA la più importante manifestazione canora italiana, alle stesse (supergiù) persone.

Per carità, il festival di Sanremo non è stato mai un granchè, ma ha sempre rappresentato una buona vetrina per giovani cantanti. La mia amata Giorgia, è partita da lì, e questo non lo dimentico. Da quando il padrone della televisione italiana è diventato uno solo, assistiamo alla perdita totale della dignità da parte della Rai.

Il festival è stato, di fatto, consegnato a Mediaset (Sanremo è finito sabato notte e, Valerio Scanu, appena domenica sera, era su Amici per prendersi baci e abbracci), ma gestito con i soldi dei cittadini. A Cologno Monzese stanno ancora ridendo…

Mi ricordo i tempi in cui, i giornalisti, si lamentavano del fatto che il festival era organizzato in maniera molto scadente o del fatto c’erano troppi ospiti stranieri e concludevano i rispettivi interventi dicendo “speriamo che il prossimo anno l’organizzazione passi ad altri”. Ovviamente erano giornalisti sponda-Fininvest che sognavano Sanremo su Canale 5. Nel frattempo, come detto e come tutti sappiamo, la situazione politica italiana è leggermente cambiata e questi sono i risultati. L’anno scorso, sul palco, è salita Maria De Filippi, quest’anno Maurizio Costanzo (da poco passato alla Rai: ma tu guarda !).  La Maria sul palco dell’Ariston ? Ma io che ti sono concorrente non ti faccio nemmeno entrare in Liguria, altro che fare l’ospite d’onore ! Cioè la Juve festeggia lo scudetto e invita alla festa Balotelli e Cambiasso ?

Ecco perchè il Festival di Sanremo non è più credibile. Non è credibile perchè dieci bimbiminkia pesano più di nove persone che hanno 50 anni e che sentono musica da quando sono nati, anzi, contano più dell’orchesta !!!

Prima votavano le persone che compravano i dischi. Adesso tutti scaricano. Ma è possibile che non ci sia una lista di gente normalissima che compra legalmente mp3 da Itunes ? E’ possibile che non si possa instituire una sorta di “giuria di qualità” che serva, quantomeno, a “filtrare” i dati ricevuti dagli sms ? Voti del popolo sommati ai voti della giuria ed ecco un risultato credibile. Piaccia o no, ma almeno credibile.

Dai su, non prendiamoci in giro. Un festival di Sanremo organizzato da La7 o da Sky (le uniche tv DAVVERO indipendenti), nemmeno avrebbe fatto partecipare certi personaggi da reality, altro che vincere, altro che vincere per due volte consecutive. Di questo passo, il prossimo Presidente del Consiglio, uscirà fuori dal Grande Fratello. 

Mi dispiace per l’idea di Sanremo, non per la musica. La musica di qualità ottiene il suo tornaconto con le vendite e le varie canzoni dei vari Povia, Malika Ayane, Cristicchi, Fornaciari, ecc., avranno i loro bei numerosi passaggi radiofonici e le loro ottime vendite. Del resto, quanto avete visto/sentito Marco Carta durante quest’anno ? Quali piazze ha riempito ?

E’ l’ideale di Sanremo=gara musicale che è andato a puttane, per i motivi che vi ho scritto e perchè, il prossimo anno, la gente dirà “sto cazzo che lo vedo”.

Un parere finale sul canone. Specie dopo aver assistito a questi spettacoli “musicalmente pornografici” (l’amore fatto in tutti i laghi ? ma che testo è ?), la gente tira in ballo il solito discorso sull’essere fieri di non pagare.

Io pago i canone tv perchè bisogna pagarlo. E’ una tassa obbligatoria, non c’è la possibilità di scegliere. Possiamo fare i grillini, possiamo fare i contestatori del minchio ma, c’è ben poco da dire. E’ una tassa, e come tutte le tasse va pagata. Io non sono più fesso di voi, sono onesto e, soprattutto, non voglio ricevere continuamente cartoline di avvisi di pagamento. Lo so che non accade nulla, ma come pago luce, telefono, acqua, gas, rifiuti urbani ed eventuali multe, pago anche questa. Se vivessimo in uno stato anarchico, me ne sbatterei la minchia. Se non avete ricevuto avvisi, fate bene a non pagare, ma almeno abbiate la decenza di non fare gli sboroni.

Il canone si paga ovunque. Lo paghiamo anche nella bolletta Enel, mica è tutto consumo (magari !) e mica possiamo dire “voglio la luce, ma il canone non lo pago” !

La cosa fastidiosa è che, in effetti, mentre per le varie utenze domestiche hai soddisfazione, nel caso della Rai, questo non accade. Il canone, dunque, è indiscutibile ed è giusto pagarlo (lo fanno in tutta Europa).

Il vero grande problema è che, di contro, tu mi dai un pessimo servizio, ma soprattutto: se scelgo un’altra compagnia elettrica, smetto di pagare l’Enel. Se sono abbonato a Wind, non pago certo Telecom Italia. Insomma, nel momento in cui io scelgo una determinata piattaforma, io sono ben lieto di pagare quest’ultima (che ho SCELTO IO), non la radice del segnale.

Conclusione: devo pagare 110 euro l’anno ? mi sta bene, ma almeno fatemi guardare Sky non Sca…nu !

(azz questa è pessima :-))

Un problema grosso: la S.A.C. (Sindrome Acquisto Compulsivo).

Il problema, cari amici miei, è grossissimo. Non mi preoccupa il fatto che, secondo il calendario dei Maya Venier, il mondo dovrebbe finire nel 2012 e nemmeno l’eventualità che costruiscano centrali nucleari in Valpolicella (anzi, io vorrei lavorarci per fare l’Omer con le ciambelle !). Il problema è ben più serio e riguarda una data ben precisa: sabato 27 febbraio 2010, quindi tra una settimana esatta.

Per quella data, sono stato allertato dalla Protezione Civile (che è composta da gente che si spacca il culo, mica da puttanieri) perchè, nei loro terminali, risulta che sarò a rischio “bollino nero”, per quanto riguarda i miei, oramai famosissimi, “acquisti folli da shopping selvaggio et isterico”.

Ho chiamato il numero della sala operativa e, una gentile signorina, mi ha spiegato il motivo di questo allarme. Sabato prossimo, ovvero nell’ultimo week end del mese, sussiste un allineamento di una serie di fattori che faranno scattare, nella mia mente malata, la molla fatidica; avrò la “spinta” per acquistare qualcosa che, come sempre, non mi serve a niente e di cui mi pentirò il primo marzo. 

I fattori scatenanti sono: il mio compleanno, che sarà mercoledì prossimo (e non ti fai un regalo per il compleanno ?), Mediaworld che mi ha mandato un sms per avere uno sconto del 10 % (come non approfittarne ?), l’addio dei miei vicini che si trasferiscono e, quindi, della ragazza più solare e simpatica che abbia mai conosciuto da quando vivo a Verona (e bisogna riprendersi, in qualche maniera, no ?) e, infine, il fatto che l’ultimo acquisto “ad minchiam”, ovvero la Playstation 3, risale a novembre dello scorso anno: insomma è da troppi mesi che non sborso trecento euro per una cazzata.

Ovviamente sto scherzando, ormai sono guarito dalla S.A.C. (Sindrome Acquisto Compulsivo), il mio dottore è uno che ne capisce abbastanza e, a forza di spalmarmi una certa pomata (“Vagisil”) sulla fronte, direi che mi sono calmato (bonsai, dvd degli Spandau, piatti arancioni, sono tutte minchiatelle di poco conto).

Il fatto che io stia qui a scrivere, prima di fare il danno, è un segnale positivo, l’ho letto nella rubrica di psicologia presente su Topolino della scorsa settimana.

Facciamo i seri, tra pochi giorni compio 38 anni, orco can ! Allora io vi dirò cosa mi passa per la testa, in termini di potenziali acquisti e voi, se possibile, tra una facebookkiata e una chiattata, mi direte cosa ne pensate, in modo che, alle 8.00 di quel fatidico sabato, io abbia le idee ben chiare.

Ho preparato una short-list. Ogni uomo di un certo spessore prepara una piccola lista di cose. Cose da fare, cose da comprare, cose da sistemare, cose da chiudere, cose da portare in viaggio, ecc. Che poi vorrei dire una piccola cosa, sempre in tema di cose.

Sabato scorso, mi recai al Famila, con la mia bella short list della spesa da fare, debitamente compilata in quel luogo sacrale che è il cesso. Delle quindici cose che volevo comprare, una decina erano assenti dagli scaffali. La mia incazzatura è stata enorme. Se la promozione inizia giovedì, come mai io, sabato mattina, non trovo un cazzo ?

“Chi si è fottuto tutte le sottilette kraft a 1.09 euro ?”, esclamai a gran voce, nel bel mezzo del reparto gastronomia (come sempre non mi cagò nessuno. Ho sentito solo uno che borbottava “sti terun, zio can, anca le sottilette vorrebbero, zio boia. Dirghe che va a torse polenta e renga ahahahah”.

Torniamo a noi. Ci sono tanti bei oggetti succulenti (e ovviamente hi-tech) che vorrei comprare. Partendo dall’oggetto più grosso, penso ad una nuova lavatrice. La mia non è molto avanti, tecnologicamente parlando. Insomma ha due manopole e gira ancora con Windoss ’98. Credo che faccia il suo sporco lavoro, ma mi servirebbe qualcosa che mi consenta di fare una sorta di “mezzo carico”. Andiamo avanti velocemente e “a punti” altrimenti sabato sarete ancora qui a leggermi.

– stampante wi-fi. Ogni volta che devo stampare qualcosa devo andare a prendere la mia Epson e collegarla. Troppa fatica. Una stampante wi fi la metterei anche sotto il bidet e mi basterebbe accenderla e lanciare le stampe.

– macchina fotografica Sony Reflex. Basta macchinette digitali le cui foto hanno la stessa qualità del mio ex cellulare nokia N95, voglio qualcosa di superiore, voglio fare il grande passo, anche perchè ho sempre avuto la passione per la fotografia (quella dei video me l’han fatta passare) e, in primavera, conto di viaggiare molto. Se ne trovano anche a 300 euro. Domani mi farò una cultura, anche perchè potrebbe bastarmi una più manegevole Sony Cybershot W350 (il sogno è l’Hx1, che però costa 430 euro).

– Macchina per il pane. Un tempo l’avevo, poi l’ho venduta perchè il lievito mi scadeva sempre. Visto il mio noto pessimo rapporto con la panificazione locale (panifici che chiudono alle 16 e, comunque, pane che “non mi somiglia per niente” a quello siculo), sto prendendo in considerazione l’idea di ricomprarmi una macchinetta ad oc. A parte avere gli ingredienti sempre in casa, l’unico problema è che, quando la pagnotta esce fuori cadda cadda, la mangio in un baleno, altro che aspettare ora di cena o conservarla per l’indomani.

– deumidificatore. Oggetto quasi indispensabile per chi, come me, stende dentro casa. Aiuta a prevenire la carie e l’umidità.

– sognissimo: Apple MacBook. Costa 900 euro, è sicuramente una spesa fuori portata ed a cui non penso seriamente (vero che non lo pensi seriamente, caro Mobys ? guardami negli occhi !). Il mio attuale portatile, pur essendo recente, non mi soddisfa: l’audio è troppo basso e le ventole fanno più casino di una fabbrica di marmo. A volte non riesco nemmeno a concentrarmi per il rumore continuo quindi, se leggete cazzate, sapete che la colpa non è mia, ma di sto cazzo di ventole che continuano ad andare.

– Lettore Mp3. Io già posseggo l’ipod nano, ma non sono pienamente soddisfatto, non tanto per l’audio, quanto perchè devo sempre ricordarmi di metterlo sotto carica. Spesso mi ritrovo a letto (posto dove, durante il fine settimana, in mancanza di una regolare vita sessuale, mi rilasso ascoltando musica, anche sino alle due di notte), con il lettore scarico (e senza, peraltro, averlo già utilizzato chissà quanto !).

– stereo auto. Il mio attuale stereo è un lettore mp3 a cd e continua a saltare. La musica è sacra, non posso sentire la mia canzone preferita dei Radiohead che ricomincia daccapo perchè ho investito una formica che stava copulando con una mosca. Vorrei uno stereo con l’ingresso per la chiavetta usb.

– Mini Impianto Hi-fi. Per un appassionato come me, è assurdo non avere in casa uno stereo. Al di là del piacere di ascoltare musica senza cuffie (cosa che faccio, come detto, nel letto), fa molto ambient, crea la giusta atmosfera. L’altra sera portai a casa una mia amica che, ad un certo punto, si stava spogliando (non so perchè, forse c’era caldo…). Poi mi fa: “ma tu, i Depeche Mode, li ascolti solo in cuffia ? come fai a sentire Hole to Feed in cuffia ?” e se ne andò. Ebbene, la tizia (che non so nemmeno come cazzo di chiama), aveva ragione.

– lampada Wake-up Light di Philips. Leggo dal sito di MW: “è molto più di una semplice radiosveglia. All’ora prestabilita una lampada integrata inizia a diffondere una luminosità naturale crescente fino a simulare la luce solare diurna. Un risveglio naturale con la luce solare è l’ingrediente giusto per iniziare una giornata nel migliore dei modi. Tutti gli studi scientifici sulla terapia della luce hanno evidenziato un miglioramento dell’umore dei soggetti e un ritorno ai cicli naturali del sonno e della veglia”.

E se lo dicono gli studi scientifici, perchè non ci devo credere ? 🙂  E allora acquisto sia:  in ogni caso, non sarà compulsivo !

Un bonsai chiamato Highlander.

Tanto tuonò che piovve. Per tutta la settimana dissi, al mio collega Dieco (promosso a “mezzo amico”), che non posso permettermi animali domestici e che mi sarei fatto una cultura sui bonsai. Il caso volle che, sabato scorso, non appena entrai nella mia amata Auchan di Bussolengo (lode a loro perchè hanno messo anche il kebab al ristorante !), cosa ti vedo in primissimo piano ? tutta una serie di bonsai, di ogni misura e per tutte le tasche. Mi avvicinai ai vari banchi e, inginocchiandomi, dissi “eccomi tra di voi, figlioli, alla fine ne resterà solo uno (cioè ne comprerò uno) e si chiamerà Bonsai Highlander”.

Tra lo sguardo stupito delle altre persone (ma che stavo facendo di strano ?), scelgo il bonsai che mi piace e lo poggio nel carrello. Costo di 15 euro circa, direi ottimo per iniziare. Ma torniamo, per un attimo, agli animali.

Avevo diverse chances, ma ho desistito perchè l’unico animale che, secondo me, sarebbe meraviglioso tenere a casa (moglie a parte) è il cane, ed io non posso permettermelo. La mattina dovrei portarlo in giro a fare i bisogni (ma io ho sveglia e preparazione cronometrata, tipo Fantozzi) e poi dovrebbe restare solo in casa tutto il giorno. No, non posso gestirlo e mi dispiace tantissimo. Avessi un poggiolo, forse, ci avrei pensato un pochino. Ho sempre amato i Bulldog, quelli con la faccia più incazzata della mia quando vado a lavorare il lunedì, ma pazienza, vedremo in futuro, tanto, prima o poi, andrò a vivere in una mega villa con piscina sia esterna che interna, che fa tanto film porno, ma che mi piace assai.

Gli altri candidati, a farmi da compagnia, erano i soliti animali domestici, sicuramente meno impegnativi del cane o di un gatto. Parlo al solito pesce rosso idiota, che mi fa ricordare la famiglia Griffin, o di un coniglio nano. Pensate che figata: appena mi rompe i coglioni, lo metto dentro al forno con patate e rosmarino per contorno. Insomma, una duplice funzione: compagnia e sollievo culinario. Scartato anche il coniglio, perchè mi dicono che gli animali selvatici fanno troppa puzza e, ripeto, il mio non è un bilocale di grandi dimensioni. E il criceto ? stupendo ma è sempre una responsabilità avere un’animale, per me non sono giocattoli, non volevo e non voglio fare un acquisto per soddisfare un mio capriccio, gli animali hanno un cuore, non è giusto trattarli come puttane (ove per puttane non si intende alle povere disgraziate che fanno il mestiere in strada).

E allora bonsai fu. In fondo, vedrete la foto. E’ un gran bel bonsai, non c’è che dire. Appena comunicai, al mio amico Dennis, questo acquisto, lui esclamò “ma sai potarlo ?”. Ma scherziamo ? io sono un Maestro di  potatura, ho fatto, insieme a mio fratello, anni ed anni di scuola e di esperienza in trincea, quando avevamo un villino ad Altavilla Milicia.

Avevamo quattro alberi di olivo, poi ridotti a tre e infine a due, i quali ancora mi dicono tante parole perchè hanno subito più vessazioni dei gay. In estate, quando si era in ferie e si voleva imitare il bravo coltivatore pollice verde, i nostri alberi si cagavano addosso non appena vedevano la nostra macchina varcare il cancello. Se avessero avuto un’anima e un cervello, avrebbero sicuramente pensato “cazzo, sono arrivati i nazisti, chissà a chi toccherà oggi”. In effetti, armati di sega elettrica, ogni tanto avevamo il pallino della potatura, ma non avendo alcuna preparazione in materia, praticavamo dei tagli scientificamente detti “a minchio”.

Ci si svegliava la mattina, magari un pò incazzati perchè non si poteva andare al mare perchè il tempo era bruttino e, praticamente, facevamo come il tedesco che, in  Schindler’s list (grandissimo film; l’avete visto vero ?), puntava il fucile sui poveri ebrei che lavoravano nel lager e sparava a qualcuno, così, a caso, per un macabro gioco (che merda pensare che ste cose sono accadute davvero).

Ecco noi decidevamo di potare gli alberi di olivo e … zac taglia sto ramo. “Aspè taglia anche questo che tende verso la strada, aspè taglia anche questo che mi sembra poco verde, già che ci sei taglia quello che va verso la casa, anche quest’altro che va verso il cielo altrimenti Dio si incazza”, ecc. Il risultato era garantito: gli alberi erano completamente sminchiati e privati della loro dignità di ulivi 🙂

E pensate che io non sia capace di far vivere un bonsai ? In una settimana ci misi mano due-tre volte, armato di forbice, un taglio qua, un taglio là, oggi gli do l’acqua, oggi no perchè mi girano i coglioni. Diventerà un grande bonsai, il mio highlander, io lo so, e qualche volta di queste, vedrò financo degli uccellini che vi ci fanno il nido. Vi terrò aggiornati !

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