Questione di obiettività.

Ametto che, in qualche contesto, non sono molto obiettivo. Non sono obiettivo, per esempio, quando parliamo della musica dei Depeche Mode: già mi basta vedere la copertina del nuovo album per “sbrodolarmi mentalmente” e so già che le canzoni mi piaceranno, se non tutte tutte (vedi ultimo cd), ma quasi. Non sono obiettivo a tavola, dove, come disse una volta un mio vecchio amico inglese, Sir Davidin da Nottingham, preferisco la quantità alla qualità e non dirò mai “obiettivamente ho mangiato troppo”, anche se sono così gonfio che, oltre alla cintura dei pantaloni, devo slacciare anche i lacci delle scarpe !

L’ultima componente di non obiettività riguarda il cinema e la mia immensa passione per i film di Quentin Tarantino. Che ci posso fare ? già sorrido divertito mentre guardo la sigla iniziale, perchè dietro a quei caratteri utilizzati ed a quella assurda musica di sottofondo, immagino il faccione di Tarantino che orchestra tutto magnificamente, dall’inizio alla fine del film stesso, con una lucida follia che trova tutta la mia ammirazione.

Dico spesso che, se rinascessi grosso regista sarei Quentin Tarantino mentre, Mobys attore, sarebbe Nanni Moretti, specialmente quando ha interpretato un film in cui, per la prima volta nella mia vita, mi sono letteralmente sbalordito per le analogie col mio carattere e quindi il mio modo di pensare ed esprimermi.

Ho fatto questa lunga premessa semplicemente per dirvi che, stasera, ho visto “Bastardi senza gloria”, un film che aspettavo dall’inizio dell’anno. Finalmente il fatidico “ottobre 2009” è arrivato e, ovviamente, non potevo perdermi l’ultima fatica del regista statunitense.

Non vi racconto quali parti mi sono piaciute maggiormente, ovvero le scene che mi hanno impressionato di più e via dicendo, vi dico solo che il film, che ha, tra i protagonisti, un ottimo Brad Pritt, mi ha colpito positivamente proprio perchè non è il solito “bel film sul nazismo”, ma semplicemente perchè è un film dove si vede la mano di Tarantino e questo, per me, è, come detto, sinonimo di capolavoro. Più sono presenti delle note assurde, più rimani incollato alla poltrona divertito come se stessi vedendo un film di Aldo, Giovanni e Giacomo anche se il sangue schizza da tutte le parti ! Questa, secondo me, è una delle componenti più geniali della regia di Quentin Tarantino. Per me, i suoi film, sono come i fumetti di Sergio Bonelli: ogni vignetta è un capolavoro, non esistono pagine inutili, non ci sono scene che puoi saltare, non c’è ripetitività, non c’è noia. Ragazzi, parliamo di 160 minuti di film ed è molto difficile che un film così lungo riesce ad impressionarvi così positivamente.

Ovviamente perdonerete il mio stile non certo da critico cinematografico. Sono approdato da pochi giorni su WordPress e ci tengo a precisarlo ai miei nuovi lettori. Io sono un semplice operaio che ama scrivere. Troverete spesso qualche errore, magari marchiano, ma spero che ciò non pregiudichi il senso del messaggio o dei messaggi che lancio contestualmente alle cazzate che scrivo.

Parlavo di noia e mi è venuto in mente il film che ho visto venerdì scorso: Baarìa di Giuseppe Tornatore. Non oso mettere a confronto i due film, sarei stupido al pari di coloro che, anche stasera, uscendo dal cinema, puntualmente ricorrevano al  ridicolo e patetico raffronto con altri capolavori di Tarantino, cioè Kill Bill o Pulp Fiction. Ma perchè la gente non impara ad apprezzare ciò che vede senza fare perennemente paragoni ? Non puoi paragonare i film,  puoi discutere, semmai,  il diverso grado di emozione che essi provocano in te.

Probabilmente rappresento una delle poche persone a cui il film, dedicato alla cittadina sicula, non è piaciuto granchè. E vivaddio, se dovessi adottare lo stesso metro di giudizio basato sul confronto, a cui alludevo prima, potrei tranquillamente affermare che Baarìa è lontano anni luce rispetto alle stupende emozioni fatte provare, dal regista siculo, in “Nuovo Cinema Paradiso” (nel mio breve elenco dei miei film preferiti di sempre) o in “Uomo delle stelle”.

Baarìa non è un brutto film, non fosse altro perchè molti attori sono di altissimo piano (e, tra questi, inserisco LuigiMaria  Burruano, un attore, a mio modo di vedere, da sempre parecchio sottovalutato), ma mi è mancata l’emozione, non ho colto il senso del film stesso. Cosa è ? Un ritratto di una Bagheria che non c’è più ? Niente di meno ! Stiamo parlando di un paese in provincia di Palermo che è passato dalle lotte dei comunisti alla cementificazione selvaggia. Ahimè, non è certo l’unico, la mafia è riuscita a “sminchiare” la mia città, figuriamoci Bagheria.

No ragazzi, parliamoci chiaro, tutta sta poesia bagherese non esiste, se non, forse, per i cento abitanti del luogo nati e cresciuti in quelle zone (il resto sono tutti palermitani che non hanno trovato casa nel capoluogo). La favola e il mito di Bagheria sono quindi molto “forzati”. Se il regista fosse stato Peppino Malaminchiata, questo film non sarebbe nemmeno uscito dalla Sicilia.

Anche volendo accettare questa componente altamente mitologica di un paese che, ripeto, di mitologico, non ha nulla, il film è troppo lungo, tende ad annoiare, da per scontato, per tutta la durata della proiezione, un evento nefasto che, alla fine, nemmeno ci sarà ed è quindi, per concludere, un film “basato interamente sulla morte di un comunista che alla fine non morirà”.

7 thoughts on “Questione di obiettività.

  1. Ziomartin 13 ottobre 2009 / 21:45

    Il lite del facebook lo conoscevo ma lo rivisito volentieri, niente evidentemente non inviai dopo aver scritto, ma tanto erano scimunitaggini su coppia e single… la verità è racchiusa in una importante frase che Francesco condividerà …. “minchia unnu capisci quannu è sazio” e cosi ti lascio …. Buonanotte !
    🙂

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  2. vincenzomobys 13 ottobre 2009 / 18:28

    WordPress mi dice che ci sono commenti in attesa di essere approvati. Questa è una delle cose che mi mancavano su spaces.live dove, come sai, uno può scrivere che Mobys è scimunitu e il commento restava lì finchè non intervenivo io. Il tuo unico post riguarda Fox. Per il resto, ho scritto chiaramente che il blog ormai è solo qui, quindi penso che le decinaia e decinaia di lettrici e lettori avranno capito. Approfitto di questa mia (che spero venga accolta benevolmente) per segnalarti un’ottima versione “lite” di Facebook: http://lite.facebook.com/. Prova questo link (ammesso che tu non lo conosca di già) e fammi sapere se lo gradiscisti.

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  3. Ziomartin 13 ottobre 2009 / 08:04

    Checco Zalone è una merda….. Prova sa sa sa, no siccome pensavo di avere inviato un altro commento giorni fa….. evidentemente non pigiai invia commento. Quindi questo è un post test. Ma pe curisosity kill the cat, nel passaggio dal serio al faceto, dal bianco al nero, da pasta co formaggio o senza, ti pirdisti per strada una para di amici commentatori dello spaces ??? Forse non tutti sanno che… sei qui ??? Mha! Ciao buona giornata.

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  4. vincenzomobys 12 ottobre 2009 / 23:07

    Compà perchè ho intitolato l’articolo “Questione di Obiettività” ?? Proprio perchè penso che molta gente, spesso, vede le cose con pochissima obiettività. Baarìa sicuramente è un capolavoro (lo dice la critica e il botteghino, non un operaio che si occupa di vino), ma resto dell’idea che ci siano dei siculi così siculo-innamorati da apprezzare qualsiasi prodotto che viene sfornato dalla nostra bella regione.
    Il “capolavoro” nasce dal vedere, al cinema, un film che ricorda la tua terra. Sai in quanti hanno apprezzato la serie “Il Capo dei capi” ? In quel caso, l’immagine offerta è negativa, però “minchia bellissimo, fatti veri, questo accadde”.
    Conclusione (che poi, ripeto, è il succo del mio articolo): “Bastardi senza gloria”, forse, è un film-pacco, ma io me lo sono goduto dal primo all’ultimo secondo e nemmeno mi sono reso conto della lunghissima durata. Ciò perchè amo Tarantino, sempre e comunque. Non sono obiettivo, alla pari di un siciliano (o di un innamorato della Sicilia) che dice che Baarìa è un grandissimo film emozionante ecc. ecc. Poi, ovvio, ci saranno anche altri italiani che hanno apprezzato il film ma tantè, c’è gente che si registra il “Checco Zalone Show”, quindi pensa te…

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  5. Francesco 12 ottobre 2009 / 22:39

    Solo a titolo di curiosità ti giro le impressioni di due persone a me vicine che hanno visto il film. il collega A.(ometto il nome per la privacy ra pasta o furnu 🙂 ) lo definisce un bel film ma non lo rivedrebbe ..pero’ è bello ah!! …certo non è cinema paraddiso(non è un errore di battitura!!) Il capo invece ,che studia da intellettuale e soprattutto è di SINISTRA (ci siamo sempre chiesti se un “capo” puo’ essere di sinistra…ebbene il mio lo è! o cmq ci si sente) ,lo definisce “UN CAPOLAVORO” , sottolineando che le critiche mosse al film sono dovute al fatto che tratta dei moti siciliani di inizio secolo e soprattutto della nascita del movimento comunista ,che naturalmente ha fatto storcere il naso alla destra che si sente depauperata dal film.CHIDDICI!! e tu che hai visto solo a uno che parlava “ra bbaaaria” come diciamo noialtri! 🙂 . Sai bene che il mio è un intervento in tono scherzoso,siccome ti chiedevi cosa ne pensasse la gente ti riporto quello che sento,anche per farci due risate su… dovevi assistere alla discussione davanti alla macchinetta del caffe,uno con il giudizio “profondo” e l’altro che pareva parlasse di “meglio la pasta al forno con le sottilette piuttosto che con la besciamella” (a proposito ..io la penso proprio cosi!) . Un abbraccio

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  6. vincenzomobys 10 ottobre 2009 / 23:37

    Carissimo, se iniziamo a parlare delle nostre serate cinematografiche, che spaziavano tra un “Paziente inglese” con poltrone “vibranti” ed un Cinema Adams che frequentavamo solo noi, ce ne sarebbe da raccontarne 🙂
    Su Baarìa mi permetto di copiarti una critica fatta da uno spettatore e riportata da Mymovies: “Il ritmo inesistente spegne l’attenzione dello spettatore, in alcuni punti la storia non procede ma ristagna, alcune scene sono poco curate, alcune inutili e dannose, perché in un film dev’esserci la scena giusta al momento giusto e qualche volta è necessario saper tagliare ciò che è di troppo per dar più valore al resto”.
    In effetti, io ho calcato la mano, più che altro, sull’aspetto generale del “senso del film”, visto che ho avuto e ho la netta sensazione che Tornatore voleva omaggiare, a tutti i costi, la sua terra (questo gli fa onore ma il prodotto finale non sempre è all’altezza delle aspettative e puzza tanto di provincialismo).
    Un’altra persona, per esempio, sempre su mymovies, dice che il regista siculo ha fatto, a 47 anni, un film che avrebbe dovuto fare a 67. Insomma il classico omaggio al mio paese prima di andarmene in pensione…
    Non vedo l’ora che tu, Giuseppe (mio fratello) ed altri lo vediate per confermare o meno le mie perplessità. Nell’altro blog gli ho dato un voto sufficiente. Non è uno schifo di film ma non lo rivedrei manco se mi pagassero !
    Per il resto, sul discorso “libertà”, sono sinceramente preoccupato. Quando si fanno sti discorsi ad un single, puntualmente, spunta la morosa 🙂 Che sia giunta l’ora ?
    Ovviamente sono il primo ad augurarmelo e lo ammetto sinceramente. Capisco e condivido il discorso sull’invidiabile “libertà da single”, ma è dura svegliarsi, ogni mattina, con la consapevolezza che, fondamentalmente, a nessuno gliene fotte nulla di te.
    Nessun amico può avere, nel tuo cuore e nella tua vita, un peso specifico superiore a quello offerto da una donna che ti ama. Se poi, tale senso di solitudine (e non è il caso tuo, per fortuna !), lo si prova pur avendo una moglie accanto (e qua parliamo del 51% delle coppie ?), allora si, preferisco restare single a vita ! 🙂

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  7. Francesco 10 ottobre 2009 / 23:03

    Caro ex “compare di cinema” ,come disse il mitico Trap in questo caso “sono completamente d’accordo a metà”. il Quentin mi ha sempre suscitato diffidenza ,trooooppa violenza a volte fine a se stessa ma….. alla fine i suoi film li vedo e rivedo e manco so perchè. Specialmente quando sono giù e non voglio “pensare”, ecco forse perchè i suoi film sono leggeri ma ti tengono incollato allo schermo per sapere dove e come vanno a finire. Per Tornatore il discorso è diverso. In passato non l’ho molto apprezzato ma con il tempo i suoi film mi hanno affascinato (molto cinema paradiso meno l’uomo delle stelle).Premetto che baaria non l’ho ancora visto e quindi non posso darti un’opinione diretta,ma da quello che ho letto in giro e da quello che ha dichiarato lui in diverse interviste piu che raccontare un luogo voeva raccontare “un tempo” ,un periodo visto con gli occhi della “gente piccola” ,quella del paesino, che vive la propria vita e la propria storia riflessa o megliodi rimando della grande Storia ,quella fatta dalle grandi citta e dagli avvenimenti storici (vedi fascismo e grandi guerre).come ti dicevo io non l’ho ancora visto ma non so magari il tuo giudizio è stato falsato dal fatto che conosci un po la realtà di quel luogo e ti sei concentrato su questo .E comunque magari è durato troppo… mi ricordo dei film che vedevamo al cinema ,appena duravano un po di più e languiva un po la trama, il giudizio scendeva in maniera esponenziale :-)). Attendo di vederlo per giudicare meglio.Per finire mi ricollego al commento di Ziomartin (che saluto calorosamente) sul precedente tuo post, effettivamente puoi continuare a girare liberamente cinema cinema e canali canali (televisivi) perché non hai nessuno che “esprime libere opinioni e poi tu fai come vuoi” (anche sul dove e quando andare )pecrhè altrimenti altro che giudizi su tornatore e quentin…… e so benissimo che baratteresti tutto questo , ma se non capisco male lo spirito del commento di ziomartin…goditi questa libertà che magari domani (magari!!) potresti non avere più. E attenzione non è una lamentela o un ripensamento sulla vita di coppia, ma una semplice “constatazione amichevole” 😉 Un baggione

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