Quel giorno io sono stato felice.

E’ bello essere bambini

non avere responsabilità

e nessuno che ti chiede niente.

Mi ricordo un giorno,

dopo aver giocato tutto il pomeriggio a pallone con gli amici,

ci siamo stesi su un prato.

Era stata una giornata lunga, bella, piena di luce,

uno di quei giorni di primavera che sembra non finiscano mai.

Il sole se ne era appena andato.

Eravamo stanchi, sudati,

guardavamo il cielo che diventava sempre più scuro,

sentivamo quest’erba fresca

e nessuno parlava.

Ecco, quel giorno, io sono stato felice .

 

Nanni Moretti, La Messa è finita, 1985

Caro Pietro,

sinceramente mi dispiace per tutto quello che ti sta accadendo. Per una “debolezza” (come tu stesso l’hai definita), ti sei giocato tutto, hai distrutto la tua immagine di giornalista e politico.

Volevo dirti che, secondo me, non è giusto che finisca così. Se un politico viene beccato a ritirare tangenti, dovrebbe essere esposto alla gogna, mediatica e non. Se un politico sfrutta il suo potere per trombarsi belle signorine, fa schifo e dovrebbe essere esposto alla gogna, mediatica e non. Potrei continuare con mille altri esempi, ma il punto è che tu pagherai per qualcosa che non c’entra nulla con la tua posizione politica.

Ogni persona deve essere libera di fare ciò che vuole, di avere i propri gusti sessuali, di trasgredire pur rispettando, ovviamente, gli altri esseri umani. Massimo D’Alema ha detto: “I comportamenti privati di un uomo pubblico hanno una rilevanza pubblica”.  Non sono d’accordo. Io, politico, devo essere onesto nell’amministrare la cosa pubblica: orgie, trans, prostitute, sono cose che, per carità, non rappresentano medaglie al valore, ma non devono incidere chissà quanto. Al cittadino, interessa che si costruiscano le strade, non che il sindaco abbia chissà quali vizietti. I comportamenti privati di un uomo pubblico hanno una rilevanza pubblica, in definitiva, se questi incidono sulla gestione della cosa pubblica. Io non credo che tu abbia preso delle decisioni politiche importanti a seguito dei ricatti. Ma magari sbaglio…

La cosa triste, in questa triste storia, è che sei stato ricattato dai Carabinieri, ovvero da coloro che dovrebbero rappresentare SEMPRE la garanzia della legalità. Dai paparazzi ti aspetti la qualsiasi, dagli agenti no. Ma si sa, le mele marce ci sono ovunque e, nel caso dell’Arma, grazie al cielo, sicuramente sono pochissime.

Per questo mi dispiace ancora di più. La vita privata di una persona spiattellata ai quattro venti, da chi non ti aspetti. E’ un pò come andarsi a confessare e trovare un prete che ti tocca il pisello.

Come dicevo all’inizio, la frittata ormai è fatta e, paradossalmente, in un paese di bigotti come il nostro, è più facile uscirsene “puliti” se hai violentato una donna o se sei un uomo d’onore, piuttosto che per essere andato a trans.

Per tale motivo, difficilmente riavrai un ruolo di primo piano, anche perchè, probabilmente, sarai alle prese con una situazione familiare molto problematica. Ti auguro, nel mio molto piccolo, di trovare la giusta serenità soprattutto in quel contesto, cioè in quello familiare, che è alla base di tutto.

Il resto non conta. Siamo un paese popolato da gente che è subito pronta a giudicare ed etichettare, mentre ognuno dovrebbe guardare i propri panni sporchi. Chi non ha scheletri nell’armadio ? Chi siamo noi per fare battutine idiote, accostando Marrazzo a Lapo, ecc. ecc. ? Se iniziassimo a parlare di droga, in quanti si salverebbero ?

Le sorelle d’Italia e i diversi.

E’ sabato mattina, il cielo è azzurrissimo e il sole è splendido splendente. Sono di ottimo umore perchè ho dormito sotto il mio amato piumone, indossando il pigiamino che mi regalò l’ultima troia che ho avuto come morosa. Sinceramente, odio l’estate, non sopporto svegliarmi la mattina dopo aver trascorso tutta la notte col condizionatore acceso, non sopporto il caldo e andare a lavorare alle 7.30 con una temperatura superiore ai venti gradi.

Sono, invero, anche un pò confuso. Come sapete, io sono un uomo vittima dello “shopping sfrenato da sabato libero” (vedi articoli sull’argomento), infatti, stamattina, ho deciso di starmene davanti il pc a riscrivere il “pezzo” che avevo già scritto alle due di notte ma che è andato in mona a causa di un incredibile combinazione di tasti che ha fatto sparire tutto in un’istante.

Confuso e felice, direbbe Carmen Consoli. La mia confusione nasce da due fattori completamente diversi. In primo luogo sugli acquisti da fare oggi, in seconda battuta per certi eventi che hanno caratterizzato la settimana politica.

Per quanto riguarda gli acquisti, ho trascorso tutta la settimana a pensare a cosa potrei comprare oggi, ovviamente armato di entusiasmo (che sparirà, puntualmente, domani sera) e della mia lucida follia, compagna di vita. Pensavo, orbene, alla Playstation 3, a seguito dell’uscita del secondo capitolo di “Uncharted”, un gioco che, quando debuttò, acquistai e addirittura portai al termine, prima di vendermi la suddetta console su ebay (adesso credete alla lucida follia ?). Consideravo e considero la Playstation un doppione dell’xbox360 e non mi andava di tenermi sto soprammobile. Su ebay, una personcina dal cuore grande così, la acquistò dieci euro in meno rispetto al costo dei negozi. Misteri della fede.

Ma riuscirò a resistere alla tentazione-Sony, anche perchè mi piacerebbe avere l’iphone. Praticamente ci voleva poco e, alla BlogFest, nemmeno mi facevano entrare, visto che avevo il mio bel nokia n95 addosso (ovviamente scherzo). Mi hanno parlato molto bene del telefonino della Apple, soprattutto per quanto concerne la navigazione su internet. Un amico mi descrisse parecchie funzioni e concluse la sua recensione con una frase che mi lasciò alquanto perplesso: “considera che l’iphone interagisce perfettamente col programma itunes, un software che a qualcuno non piace”. Sti cazzi, io sono il presidente del CNAIT (“comitato nazionale anti-itunes”), non ho molta familiarità con queste cose e più volte sono stato tentato dall’acquistare un luridissimo lettore mp3 usb. Per la serie metti la cera, togli la cera, cancella Ivano Fossati, metti Malika, ecc. Al di là di questo, sono ancora in fase sperimentale con nuovi social network, che mi piacciono molto di più rispetto a Facebook, ma voglio aspettare ancora qualche settimana: se non spiccherò il volo e non sarò convinto nemmeno di questi nuovi sistemi (finalmente seri) di socializzazione, mi sembra perfettamente inutile avere un iphone in tasca. Mica ho bisogno di far lo sborone…

Rimanendo sul badget delle poche centinaia di euro da spendere, eccovi la terza idea, un piccolo grande sogno: l’Alfa Mito. La macchina tanto cara al mio amico Paolo Bitta ! Non so se potrei permettermela ma, come dicevo ieri ai miei esimi colleghi, il problema è soprattutto uno: se fai un finanziamento di cinque anni (fattibile), ciò vuol dire, inevitabilmente, rimanere nel mio attuale posto di lavoro, e per uno che ha cambiato e deve cambiare ogni quattro anni, questo rappresenta un cappio al collo che non mi piace assolutamente.

Tranquilli, tra un pò uscirò di casa e non comprerò nulla di quanto riportato sopra. Potete evitare gli sms stile “Fermati! 🙂

Parlavo di eventi politici che mi hanno reso un pò confuso ma, più che altro, mi hanno fatto riflettere.

Si è scatenato un vespaio di polemiche a seguito di uno spot di una nota marca di calze. Nella pubblicità sotto accusa, viene riadattato l’inno nazionale ad un “sorelle d’Italia” che ha fatto discutere a destra e a manca. Si è incazzato il presidente della provincia di Savona (“con l’inno non si gioca”), si è scandalizzato nientepocodimenoche il coordinatore milanese del Pdl (“ritiratelo, altrimenti ci rivolgeremo all’autority”) e si sono incazzati altri vari ed eventuali. Una bellissima pubblicità per l’azienda veronese. Che culo che hanno certi imprenditori ! Basta un ridicolo spot e il ritorno è assicurato, ma un conto è che ne parli io, che sono un semplicissimo muratore-bloggher, un conto è scatenare tutte queste reazioni assolutamente fuori luogo. Leggendo qua e la sul web, ho letto anche che detto spot sarebbe offensivo nei riguardi delle donne. Ma porcaputtana ! Ormai vediamo offese ovunque, “semu puntati ca spingula”, si dice in certe zone. Minchia che nazione di esauriti, poi qualcuno si domanda perchè andrei a vivere a Londra. Con tutti i culi stile Belen, con tutte le puttanelle che appaiono in tv, con certi programmi veramente offensivi (vedi Uomini e Donne), il problema sta nello spot delle calze ? Tutte coglione, c’è poco da dire. Ritornando e concludendo sulla polemica politica, mi limito a dire: fa più vilipendio (dal latino vilipendĕre, composto da vilis, vile, e pendĕre, stimare: considerare vile) uno spot o una forza politica, che addirittura adesso è di governo, la quale, da anni, rompe i coglioni perchè vorrebbe sostituire l’inno di Mameli con Va pensiero ? Che ne pensa il presidente della provincia di Savona su questo argomento ? Dove è stato tutti sti anni ? ai giardinetti ? al mare ? C’è il mare a Savona ? Vabbè il governo potrebbe scrivere un decreto ad oc, magari il Lodo Mare.

Un’altra cosa che mi ha fatto riflettere riguarda la mancata approvazione della Legge sull’Omofobia. Praticamente, se ho capito bene, era prevista un’aggravante per i reati inerenti la discriminazione sessuale. Ciò significa che se un tizio mi taglia la strada, scendiamo dalla macchina, ci picchiamo di santa ragione, lui mi chiama terun, io lo chiamo polenton, abbiamo un coefficente di gravità X. Se lui mi chiama terun ed io lo chiamo “piezzu i frocio”, il coefficente di gravità è Y, specie se è lui fosse davvero gay. In questo caso sarei nella merda.

Come sanno i miei amici più cari, io ho avuto e ho amici omosessuali. Sono tutte persone “con le palle” (non è una battuta…) e, sinceramente, a me non mi sono mai interessati i loro gusti sessuali, così come ho avuto tanti amici cingalesi perchè io conosco la Persona, non me ne frega assolutamente nulla della sua provenienza geografica. In questa sede, al di là del cazzeggio di prima, non voglio tanto discutere sull’opportunità di una legge sull’omofobia, dico semplicemente e dall’alto della mia ignoranza, due cose: in primo luogo l’Onu dovrebbe iniziare a preoccuparsi di certe zone in cui ci sono massacri da anni (vedi Darfur, di cui nessuno parla). Inoltre la riflessione principale è: ma allora siete diversi ? Oh, ragazzi, chiariamoci una volta per tutte. Siete diversi, siete delle vittime, siete una categoria a parte. Sono previste aggravanti per reati nei confronti di bimbi e donne perchè sono, obiettivamente, categorie deboli. Anche voi volete essere considerati una “categoria” ? Donne, bambini, animali e … gay.

C’è un problema di omofobia in Italia ? forse si, così come, specialmente negli anni scorsi, c’era un problema di terronfobia. Ma non è stata fatta una legge a favore dei terroni, ci siamo mangiati e continuiamo a mangiare merda perchè preferiamo questa merda ad altra merda (forse più puzzolente). Non è giusto ma mi va bene così: non sono una vittima, non mi considero discriminato a causa di quattro coglionazzi.

Creare delle categorie è, secondo me, una cosa gravissima perchè concepisci il ghetto, ufficializzi lo status di “minoranze vittime di…”. Bisogna punire severamente tutti quei coglioni che colpiscono dei ragazzi che non fanno nulla di male, ma bisogna colpire l’offesa ad un altro essere umano in quanto tale, non perchè c’è discriminazione sessuale. Io devo andare in carcere perchè ho accoltellato una persona (gay o non gay) e mi devo fare quel tot di anni. Stop, fine della discussione. Il problema vero, semmai, è che, in gabbia, non ci entra più nessuno, a parte qualche disgraziato.

Questione di obiettività.

Ametto che, in qualche contesto, non sono molto obiettivo. Non sono obiettivo, per esempio, quando parliamo della musica dei Depeche Mode: già mi basta vedere la copertina del nuovo album per “sbrodolarmi mentalmente” e so già che le canzoni mi piaceranno, se non tutte tutte (vedi ultimo cd), ma quasi. Non sono obiettivo a tavola, dove, come disse una volta un mio vecchio amico inglese, Sir Davidin da Nottingham, preferisco la quantità alla qualità e non dirò mai “obiettivamente ho mangiato troppo”, anche se sono così gonfio che, oltre alla cintura dei pantaloni, devo slacciare anche i lacci delle scarpe !

L’ultima componente di non obiettività riguarda il cinema e la mia immensa passione per i film di Quentin Tarantino. Che ci posso fare ? già sorrido divertito mentre guardo la sigla iniziale, perchè dietro a quei caratteri utilizzati ed a quella assurda musica di sottofondo, immagino il faccione di Tarantino che orchestra tutto magnificamente, dall’inizio alla fine del film stesso, con una lucida follia che trova tutta la mia ammirazione.

Dico spesso che, se rinascessi grosso regista sarei Quentin Tarantino mentre, Mobys attore, sarebbe Nanni Moretti, specialmente quando ha interpretato un film in cui, per la prima volta nella mia vita, mi sono letteralmente sbalordito per le analogie col mio carattere e quindi il mio modo di pensare ed esprimermi.

Ho fatto questa lunga premessa semplicemente per dirvi che, stasera, ho visto “Bastardi senza gloria”, un film che aspettavo dall’inizio dell’anno. Finalmente il fatidico “ottobre 2009” è arrivato e, ovviamente, non potevo perdermi l’ultima fatica del regista statunitense.

Non vi racconto quali parti mi sono piaciute maggiormente, ovvero le scene che mi hanno impressionato di più e via dicendo, vi dico solo che il film, che ha, tra i protagonisti, un ottimo Brad Pritt, mi ha colpito positivamente proprio perchè non è il solito “bel film sul nazismo”, ma semplicemente perchè è un film dove si vede la mano di Tarantino e questo, per me, è, come detto, sinonimo di capolavoro. Più sono presenti delle note assurde, più rimani incollato alla poltrona divertito come se stessi vedendo un film di Aldo, Giovanni e Giacomo anche se il sangue schizza da tutte le parti ! Questa, secondo me, è una delle componenti più geniali della regia di Quentin Tarantino. Per me, i suoi film, sono come i fumetti di Sergio Bonelli: ogni vignetta è un capolavoro, non esistono pagine inutili, non ci sono scene che puoi saltare, non c’è ripetitività, non c’è noia. Ragazzi, parliamo di 160 minuti di film ed è molto difficile che un film così lungo riesce ad impressionarvi così positivamente.

Ovviamente perdonerete il mio stile non certo da critico cinematografico. Sono approdato da pochi giorni su WordPress e ci tengo a precisarlo ai miei nuovi lettori. Io sono un semplice operaio che ama scrivere. Troverete spesso qualche errore, magari marchiano, ma spero che ciò non pregiudichi il senso del messaggio o dei messaggi che lancio contestualmente alle cazzate che scrivo.

Parlavo di noia e mi è venuto in mente il film che ho visto venerdì scorso: Baarìa di Giuseppe Tornatore. Non oso mettere a confronto i due film, sarei stupido al pari di coloro che, anche stasera, uscendo dal cinema, puntualmente ricorrevano al  ridicolo e patetico raffronto con altri capolavori di Tarantino, cioè Kill Bill o Pulp Fiction. Ma perchè la gente non impara ad apprezzare ciò che vede senza fare perennemente paragoni ? Non puoi paragonare i film,  puoi discutere, semmai,  il diverso grado di emozione che essi provocano in te.

Probabilmente rappresento una delle poche persone a cui il film, dedicato alla cittadina sicula, non è piaciuto granchè. E vivaddio, se dovessi adottare lo stesso metro di giudizio basato sul confronto, a cui alludevo prima, potrei tranquillamente affermare che Baarìa è lontano anni luce rispetto alle stupende emozioni fatte provare, dal regista siculo, in “Nuovo Cinema Paradiso” (nel mio breve elenco dei miei film preferiti di sempre) o in “Uomo delle stelle”.

Baarìa non è un brutto film, non fosse altro perchè molti attori sono di altissimo piano (e, tra questi, inserisco LuigiMaria  Burruano, un attore, a mio modo di vedere, da sempre parecchio sottovalutato), ma mi è mancata l’emozione, non ho colto il senso del film stesso. Cosa è ? Un ritratto di una Bagheria che non c’è più ? Niente di meno ! Stiamo parlando di un paese in provincia di Palermo che è passato dalle lotte dei comunisti alla cementificazione selvaggia. Ahimè, non è certo l’unico, la mafia è riuscita a “sminchiare” la mia città, figuriamoci Bagheria.

No ragazzi, parliamoci chiaro, tutta sta poesia bagherese non esiste, se non, forse, per i cento abitanti del luogo nati e cresciuti in quelle zone (il resto sono tutti palermitani che non hanno trovato casa nel capoluogo). La favola e il mito di Bagheria sono quindi molto “forzati”. Se il regista fosse stato Peppino Malaminchiata, questo film non sarebbe nemmeno uscito dalla Sicilia.

Anche volendo accettare questa componente altamente mitologica di un paese che, ripeto, di mitologico, non ha nulla, il film è troppo lungo, tende ad annoiare, da per scontato, per tutta la durata della proiezione, un evento nefasto che, alla fine, nemmeno ci sarà ed è quindi, per concludere, un film “basato interamente sulla morte di un comunista che alla fine non morirà”.

FOX è la numero uno !

Non smetterò mai di definire FANTASTICA la programmazione di Fox (tv satellitare presente nel bouquet di Sky in HD). Per motivi lavorativi limito la visione della tv alla sera dopo le 21 e al week end. Al 90%, la mia televisione, ormai da qualche mese, è sintonizzata su questo canale, che trasmette sia i miei due cartoni animati preferiti (I Simpson e La famiglia Griffin, con qualche leggero sorriso strappato anche da American Dad, ma non c’è paragone con i primi due), sia telefilm di grandissimo livello. Come ho già detto in qualche articolo precedente, la pubblicità non è assolutamente martellante, anzi, spesso spero che venga mandata in onda per fare un break di un certo livello intellettuale (cesso, prendere patatine e birrone gigante, vedere se per sbaglio mi è arrivata qualche email, ecc.).

Lunedì scorso ha debuttato “FlashForward”, un serial fantascientifico definito l’erede di “Lost” (che, probabilmente, rappresenta l’unica serie spettacolare che mi sono perso). Molto bello Flashforward, sembra quasi un film, cioè l’episodio ricco di azione e di effetti speciali, scorre via che è una meraviglia. Unica nota stonata è rappresentata dall’attore Joseph Fiennes che interpreta uno dei protagonisti principali (Mark Benford) e che vedo molto più adatto ad un contesto comico. Insomma ha una faccia da rincoglionito che non mi piace per niente.

Sempre di lunedì, alle 22, va in onda “Lie to me”, anche questo alla prima stagione. Qua siamo sul drammatico-psicologico, visto che la serie si inspira all’attività del noto scienzato Paul Ekman, il quale si occupa di studi del comportamento umano. All’inizio mi ha stancato un pò questo (peraltro ovvio) continuo riferirsi agli atteggiamenti del nostro corpo che ci sbugiardano clamorosamente (tipo “ha alzato la spalla, ciò vuol dire che sta mentendo”, “muove i piedi, è segno di nervosismo”, ecc.), ma adesso mi piace tantissimo. Magistrale l’interpretazione di Tim Roth.

Il martedì ho la serata libera, nel senso che non mi piace affatto Kyle XY, che vedo più adatto ad un pubblico molto giovane. E’ la serata che dedico alla mia amica Gilda, la quale si precipita puntualmente a casa mia per farmi il “servizietto”.

Il mercoledì c’è la Champions League (ovviamente su Sky Sport e rigorosamente in Alta Risoluzione, perchè bisogna coccolarsi nella vita e per farlo non bastano i servizietti…), ma anche la nuova serie de “La vita secondo Jim” (le vecchie puntate le vedete intorno alle 19.30 su Italia Uno), un telefilm che seguo da anni. Praticamente ho visto le figlie crescere e adesso sono diventate signorine e pensano già ai morosetti. Fortissimo Jim Belushi. Mi regala mezzoretta di grandi risate.

Il Giovedì è un casino. E’ l’unico giorno della settimana che mi ricordo che esiste quella cazzo di Rai per cui pago un cazzo di abbonamento (lo so che paghiamo per la trasmissione dei servizi radiotelevisivi ma mi sta sulle scatole ugualmente). C’è il grande Michele Santoro col suo Anno Zero, ma c’è anche DollHouse su Fox. E qui c’è da tirare un sospiro. Non per Michele, ovviamente, ma per l’attrice principale di Dollhouse, tal Eliza Dushku, che, secondo me, è la donna più bella del mondo. La Dollhouse è un posto segreto e illegale, dove i desideri diventano realtà. Qui si noleggiano i cosiddetti “attivi”, persone programmate da una speciale macchina per soddisfare pienamente i desideri di facoltosi clienti. Già a sentire la sigla iniziale ti ecciti quasi come se stesse iniziando un pornazzo. Misteri della tv… A completare l’intasamento del giovedì c’è l’appuntamento immancabile col Dottor House (canale 5). Cosa scelgo ? Taglio il teatrino della politica (di cui posso fare tranquillamente a meno, onestamente), aspetto le replice di Dollhouse (altra chicca regalata da Fox, cioè se ti perdi un episodio puoi rivederlo un altro giorno della settimana, ovviamente in orari diversi) e mi concedo a Gregory House, che amo quasi quanto un kebab (e ho detto tutto).

Il Venerdì è sempre Santo. Si lo so che Pasqua è una volta l’anno ma appena diventerò presidente del Consiglio, fra le tante leggi che emanerò, ci sarà quella che prevederà di considerare mezzo festivo il venerdì. Quindi o fai mezza giornata o il pomeriggio te lo pagano come straordinerio. Al di là di questa classica parentesi cazzeggistica, il quinto giorno della settimana adoro uscire (addirittura più del sabato), ma ci sarebbe (ovviamente su Fox), “Mental”. In questa serie, il protagonista è una sorta di House-psicologo (Jack Gallagher è molto più amato e soprattutto non è stronzo, ma adora andare controcorrente e per questo lo amo quasi quanto un kebab) (mi pare di averla già detta questa frase !). L’ambiente è quello di un ospedale psichiatrico ed è una serie che mi piace tantissimo anche perchè vedo quale sarà la mia futura residenza.

Il sabato si esce, si va in pizzeria o in discotega, anche se ci sarebbe l’anticipo della Serie A. La domenica, ovviamente, è dedicata al posticipo del campionato. Tutto ciò in attesa che ritorni uno dei miei telefilm superpreferiti, cioè “Criminal Minds”. Dove ? Ovviamente su Fox Crime !

Mobys alla BlogFest 2009 !

Nella splendida cornice di Riva del Garda (TN), si è svolta l’edizione 2009 della “BlogFest”, a cui ho partecipato. Seppi dell’esistenza di tale manifestazione nientemeno che in agosto, leggendo un trafiletto sul Giornale di Sicilia, mentre mi sguazzavo con le pinne, fucile ed occhiali.

Come riportato nel sito ufficiale www.blogfest.it, l’evento riunisce, ogni anno, tutto ciò che in Italia gravita attorno alle community della rete, che abbiano origine dai blog, da Facebook, da Twitter, dalle chat e dai forum e da qualsiasi altra forma sociale di comunicazione. In ogni caso, è il mondo dei blog che rappresenta, secondo me, il fulcro della manifestazione, con qualche “puntatina” a Twitter.

Una settimana dopo essere stato a Piazzola sul Brenta, eccomi nuovamente in trasferta. Ho trascorso una bella domenica mattina, incontrando gente che condivide qualcosa con me. Incredibile ma vero. Non è la musica dei Depeche Mode, ma è pur sempre una bella cosa. Mi dispiace solo non esserci andato ieri, perchè, secondo me, sabato è stato il giorno clou.

C’erano tante persone in gamba con cui è stato molto piacevole dialogare (ovviamente l’argomento è scontato) e, in particolare, un ragazzo mi ha dato delle dritte molto interessanti sia sui social network che stanno, via via (come ampiamente previsto), prendendo il posto di Facebook (vedi Twitter, ma anche altri), sia sui siti dove iscrivere il proprio blog.

Breve ma positiva esperienza, questa della BlogFest. Spero che, nell’edizione 2010, andrò a Riva conoscendo già qualche persona. Oggi ero un pò spaesato, ma da questo punto di vista, la mia vita veronese, mi ha fatto diventare un maestro. Negli ultimi mesi mi sono un pò “distratto”, cedendo (come milioni di persone) alle “lusinghe” di Facebook che, per quanto mi riguarda, ha rappresentato un completo fallimento dal punto di vista della conoscenza di nuove persone. Per questo motivo ho chiuso i battenti e ho lasciato l’account solo per la ricezione dei messaggi degli amici.