Le mie bellissime vacanze.

Ero partito con scarsissimo entusiasmo (infatti non scrissi nemmeno due righe di saluti), ma forse è questa la ricetta migliore per trascorrere delle bellissime vacanze. Devo dire che, queste due settimane di ferie, trascorse a Palermo, sono state da sette, mentre mi aspettavo, armato di insano e puntuale pessimismo, di risalire a Verona ancor più “scarico” rispetto a quando sono partito. Temevo di trascorrere due settimane anonime, noiose e addirittura stressanti (per motivi che non sto qui a scrivere), invece è andata benissimo.

Quando tornai da Londra vi parlai di “diapositive delle vacanze”, le quali rappresentano le note salienti delle stesse. E allora, adesso che sono tornato da Palermo, penso alle seppur poche chicche che mi hanno piacevolmente colpito e che ricorderò in futuro.

La cosa che mi è piaciuta di più è stata cenare in spiaggia, a pochi metri dal mare. Grazie al fatto che mio padre ha affittato una cabina, è stato possibile appoggiarsi ad una struttura (più grande rispetto a quelle che conosciamo tutti), che ti consente di pranzare e cenare al riparo dal sole e, ovviamente, non in mezzo alla spiaggia ricca di lanzichenecchi. Inutile discutere sulle già arcinote prelibatezze della cucina di mia madre, riveduta in versione-spiaggia (ovviamente non puoi cucinare) o sulla compagnia della famiglia che non vedevo da troppi mesi. Comunque, finire di cenare e mettersi sulla sdraio ad ammirare il mare e soprattutto il cielo stellato, non ha prezzo, anche se si è single.

Discreto il mare, purtroppo qualche giorno è stato mosso e sporco ma conosco bene la zona altavillese (ci sono praticamente nato) e so benissimo che è impossibile che il mare sia stupendo due settimane consecutive. Buono il giudizio sulla spiaggia, sempre pulita e con pochissimi giorni di pienone (praticamente solo le domeniche. Perfino a Ferragosto era tranquilla). Sul Lido in generale, parlerò in sede di note dolenti che, ovviamente, non sfuggono mai al Mobys.

Tornando alle perle di questa estate, non posso non inserire l’incontro con Simone e Cristina, con giretto turistico di Palermo fattogli fare da mio fratello (ricorderemo sempre la mia frase “scendi scatta e vai” perchè, così facendo, i miei due amici veneti hanno avuto la possibilità di vedere tanti posti, anche se mordi e fuggi). Altro evento storico e divertentissimo è stato rappresentato dal Simone che mi venne a prendere sotto casa per andare a San Vito Lo Capo, un posto stupendo che, ahimè, ancora non conoscevo. La giornata trascorsa a San Vito, con cena a Scopello (altra località bellissima e parecchio visitata), in compagnia di altri tre ragazzi di Bassano (mitico il “Giga”), è stata una delle cose più belle di questa estate. Per finire, ci tengo ad inserire anche l’incontro con tal Lillo, amico di mio fratello. Personaggio simpaticissimo e persona con cui puoi liberamente parlare di quasiasi argomento senza correre il rischio di annoiarti. Ho trovato delle similitudini in questi tre personaggi (Simone, che conosco da anni, Lillo e Giga): sono persone che hanno sempre voglia di organizzare, conoscono il posto dove si mangia bene e hanno, soprattutto, quella voglia di stare insieme che io, da anni, cerco invano (Simone a parte) in quel di Verona.

Chiudo l’articolo parlando del Lido, che non mi va di nominare perchè non voglio fare il giornalista del Gambero Rosso 🙂 Bene, come dicevo, le cabine, la pulizia, le docce aggratis in spiaggia e, soprattutto, la possibilità di fare la grigliatina serale in un apposito spazio, defilato dalle cabine. Bellissimo, la sera, vedere tanta gente alle prese con la carbonella per arrostire sasizza, carne e quant’altro. Belle anche le gemelline del bar, ma lasciamo perdere questo argomento 🙂

Pollice verso, invece, per quanto riguarda la gestione dei servizi igienici. Uno schifo totale. Capisco che le strutture siano prefabbricate, ma tanto vale noleggiare dei bagni chimici, stile sagra. Al di là di ciò, io avrei preferito pagare (vedi Festa del Riso ad Isola della Scala), ma entrare in luoghi più dignitosi, non in cabine di legno stile cesso da agricoltore, con una puzza nauseante e stronzi perennemente galleggianti. Ci vuole più fegato a cagare lì che ad avere un rapporto omosessuale. Poche le doccie, quattro (di cui una o al massimo due con acqua calda, le preferite dalle donne, le quali ovviamente si fanno uno shampo più impegnativo) per un lido così grande. Male, anzi malissimo, l’animazione, la quale rasentava addirittura il ridicolo. Un dj cinquantenne che metteva sempre le stesse canzoni, ogni santo giorno, e che mi ha fatto sorbire quel cazzo di latino americano per due settimane. E così, ho praticamente imparato a memoria quella minchia di “Mano en la cintura” (Zia Imma), per non parlare del mio preferito “il ballo del cavallo” di Gigione. Ma non solo, tutta l’Italia sta ballando “Jai Ho” e tu mi metti Umberto Tozzi “fammi abbracciare una donna che stira” ecc. ecc., che verrebbe di uscire dal mare e spararsi due colpi nei coglioni. Immancabile il karaoke, ma è possibile che ogni sera ci siano sempre le stesse tre persone che cantino sempre le stesse tre canzoni ? Cosa è ? l’effetto ruota del criceto ?

Per carità, è stata fatta una scelta dettata dal numero di persone (al 90% ragazzini/e) che si precipitavano a ballare, ma non credo che l’animazione di un lido funzioni così. Ho sentito qualcuno della vecchia guardia (io frequento questo lido solamente da un paio di anni, per un totale di appena tre settimane) lamentarsi del fatto che non ci sono più i ragazzi a ballare e che l’età media è scesa paurosamente. Ovvio, aggiungo io, le persone come me o anche sui trentanni, non passano le serate a ballare sempre le stesse canzoni o il ballo del cavallo due volte al giorno.

Il flop del flop è giunto nella serata clou dell’estate, ovvero la vigilia di ferragosto. Secondo me, il 14 sera, ha rappresentato l’esempio più lampante della modestia organizzativa del lido. Molte delle cose pubblicizzate nei manifesti e nei volantini non si sono verificate. Non ci sono state, infatti, dodici ore di musica no stop, due mega falò (c’è n’era solo uno), l’animazione brasiliana (macchè ! c’erano due ragazzi che si sono travestiti e andavano in giro a fare le finte donne brasiliane. Ste cose me le ricordo dieci anni fà). Non c’era il decantato fondale illuminato, il “bagno di mezzanotte” è una cosa che facciamo in automatico tutti i meridionali e non rappresenta una cosa organizzata da loro; parlavano di “ampio parcheggio” e, in effetti, il parcheggio è grande ma hanno fatto entrare troppe auto e molta gente (fra cui io) non poteva uscire a causa delle macchine lasciate alla cazzo di cane (altro che doppia fila).

Anzichè puntare su inutili “security man” (anche questi riportati sul volantino… che novità, adesso la presenza di qualche mastro lindo costituisce un plusvalore), potevano e dovevano ingaggiare qualche posteggiatore. Ma c’è anche il capolavoro finale: i giochi pirotecnici. Evidentemente affidati ai bagnini e non a gente che ne capisce, dopo la mezzanotte hanno iniziato a sparare fuochi ad altezza uomo, in direzione del mare (forse alludevano a questo quando parlavano di fondale illuminato ?). Morale della favola: panico clamoroso, fuggi fuggi generale, gente che è passata dal buttarsi l’acqua (caldissima, stupenda) addosso, all’uscire in tutta fretta per non essere bersaglio dei fuochi; intanto c’erano genitori che gridavano come pazzi e, successivamente, a battaglia conclusa, c’erano tanti e tanti bambini che tremavano, abbracciati ai genitori e con gli occhi rossi, non certo per aver fatto il bagno a mezzanotte.

Mi dispiace, ma questo lido e soprattutto la gestione della notte di ferragosto è uno degli esempi di organizzazione-Filini dove nessuno capisce che la modesta arte dell’arrangiarsi può causare seri danni (o semplicemente stress inutile) alle persone. Ma parlare di mentalità imprenditoriale perennemente mediocre (discorso ampio che va dai bagni insulsi al licenziare persone in gamba che poi chiami perchè sei nella merda), fa parte di un’altra storia su cui, magari, in futuro, tornerò a discutere.