La Notte Bianca di Caldiero e la … buonanotte di Sant’Ambrogio…

Dalle mie parti si chiamano feste, a Verona si chiamano sagre. Da qualche anno a questa parte, è nata anche la “notte bianca”, ovvero in città (o in paese) si consente ai negozi di rimanere aperti tutta la notte (almeno in teoria), vengono organizzati svariati concerti lungo le vie, si mangia, si beve, si guardano gli artisti di strada e, da qualche parte, si può anche entrare nei musei.

Ieri sera ho avuto modo di conoscere la  “Notte Bianca” di Caldiero. In effetti, il paese delle Terme di Giunone, non è paragonabile a posti come Villafranca o Isola della Scala, ma è apprezzabile comunque l’idea. Tutto si svolgeva nella piazza del municipio e l’organizzazione ha sapientemente reso appetibili le seppur limitate iniziative, dando ai “veciotti” la possibilità di stare insieme e ballare il liscio (suonava una di quelle orchestre che vediamo anche in tv su Canale Italia) mentre, ai più giovani, veniva consentito di fare il bagno nelle bellissime piscine delle Terme, in piena notte. Mi dispiace essere ripetitivo, ma continuo ad applaudire questo genere di iniziative così come, parallelamente, continuo a criticare lo spirito cadaverico che regna sovrano nel mio carissimo paese Sant’Ambrogio dove l’unica occasione di aggregazione è costituita dal rosario recitato ogni mercoledì di maggio e dove certe sessantenni fanno footing la mattina alle sei parlando a voce alta e ridacchiando come puttane nigeriane.

Nella piazza di Caldiero c’era sicuramente tutto il paese: ho avuto difficoltà a trovare posto per sedermi e mangiarmi il mio buon risottino al tastasal, perchè la gente stava sui classici banconi da sagra a ridere e chiacchierare, tra patatine fritte e l’anguria offerta da una ditta della zona. La parte relativa alla piscina non l’ho vista, ma sono sicuro che c’era un’atmosfera magica anche lì e mi viene quasi nostalgia pensando alla stagione dei primi amori. Chissà ieri sera, nella bellissima notte di Caldiero, quanti ne saranno sbocciati…

E’ una questione di organizzazione e di mentalità positiva che qui, ripeto, non abbiamo. Non c’entra la Valpolicella perchè, l’anno scorso, a San Pietro Incariano (paese attiguo a Sant’Ambrogio), ci fu una bellissima Notte Bianca, con musica adatta soprattutto ai giovani e una marea di gente (anche in quel caso era tutto concentrato in una piazza). Perfino a Gargagnano, frazione del capoluogo, come ho scritto in qualche articolo precedente, la “Pro Loco Dante Aligheri” è riuscita ad organizzare una bellissima “Sagra delle Ciliege”, dove ho potuto gustare una costata di ottimo livello. Fra l’altro, tale Pro Loco, mi ha veramente colpito in positivo, perchè ha mostrato una capacità organizzativa davvero rara (ieri, per esempio, abbiamo aspettato 40 minuti per un risotto, ahi ahi ahi signora Longari).

E allora viva le Notti Bianche e viva tutti i paesi, da nord a sud, che organizzano qualcosa per aggregare le persone, soprattutto i giovani. Per fortuna Sant’Ambrogio rappresenta solo una pecora nera in un contesto, quello di Verona e provincia, dove la gente e i politici fanno in modo di non sentirsi vecchi…a trentanni. Oddio, come sempre, c’è politico e politico. Penso, per esempio, al sindaco di Negrar (rimaniamo in Valpolicella), il quale ha negato i permessi necessari per organizzare il SoundPark, una delle migliori rassegne musicali della provincia. “Il quartiere di Arbizzano si lamenta per il casino”, avrebbe tuonato l’illustre primo cittadino. Che abbia origini ambrosiane e sia nato vecchio anche lui ? Probabile….

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