Hanno rotto il mio giocattolo preferito.

L’Avellino, a causa dei milioni di debiti accumulati, non si iscriverà al prossimo campionato di Lega Pro, ma ripartirà dai Dilettanti. La notizia, appresa venerdì scorso, ha rappresentato, per me, un’autentica mazzata.

Tifo per la squadra irpina da quando avevo sette anni. Ricordo ancora, come se fosse ieri, il giorno in cui mio fratello mi diede l’album dei Calciatori dicendomi: “adesso scegliti una squadra”. La prima era l’Ascoli, scartata perchè bianconera come la Juve, la seconda l’Atalanta, esclusa perchè neroazzurra come l’Inter, la terza era l’Avellino: la sua bellissima maglietta verde mi colpì subito. Fu amore a prima vista. Ascoli, Atalanta, Avellino… Ecco perchè sono sicuro che la mia passione calcistica è nata durante la stagione 1978/79 (considerato che l’album esce a gennaio, direi che stavo per compiere il settimo anno di età).

1979-2009. Trent’anni di tifo ininterrotto. Ovviamente, quando diventai grandicello, ebbi modo di capire che la mia squadra non poteva mai contrastare la Juventus, non avrebbe mai vinto lo scudetto e non sarebbe mai andata in Europa. Ma non mi è mai interessato questo. Ero convinto che, prima o poi, sarei riuscito a tagliare il cordone ombelicale che mi legava alla squadra biancoverde, ma non è mai successo, nemmeno dopo la cocente retrocessione in serie B, dopo dieci anni di serie A che, ripeto, mi sono goduto poco e niente, essendo un bambino (però ricordo le radiocronache di “Tutto il calcio minuto per minuto” e le sfide “sentite” contro la Juve di mio fratello).

Tutto cancellato causa debiti. L’Unione Sportiva Avellino 1912 non esiste più, fra qualche settimana verrà decretato il fallimento. Molti tifosi dicono che, la nuova società, che ripartirà dai dilettanti, non gli appartiene. Io non ci credo. Col tempo, le società rinate, acquistano il “marchio”; così è stato per la Florentia, che è diventata nuovamente Fiorentina, così è stato per il Napoli Soccer, per il Città di Palermo, ecc. Nessun tifoso, delle tante squadre fallite, pensa all’anno di nascita. Prendiamo l’esempio dei miei ex concittadini: il Palermo è rinato nel 1987 e adesso, grazie a Zamparini, si gioca un posto in Champions. A nessuno fotte niente che si tratta di una società che non c’entra nulla con quella nata ad inizio secolo scorso. La cosa è ovvia, i tifosi si esaltano per i risultati, non certo per la data di nascita.

Il mio problema è un altro, la mia profonda angoscia nasce da altri aspetti. La Serie D è un inferno. Seguirla da residente ad Avellino ( o comunque in Campania) è un discorso, seguirla da Verona è ben altro. L’ho scritto nel mio amato forum di tifosi avellinesi. Ho intitolato il mio topic “obiettiva difficoltà a seguire le gesta della squadra”. Possiamo prenderci per il culo, dicendo che la propria squadra va tifata anche in Eccellenza, ma, se ci riflettiamo un attimo, dobbiamo avere l’onestà di dire che, scendendo in serie D, muore una parte di te, cioè l’uomo-tifoso. L’Avellino giocherà nei campetti campani, in stadi piccoli, in ambienti infuocati e risalire la china è difficile e, soprattutto, non scontato ! Può darsi che, fra un anno, torneremo in Serie C2 e allora inizieremo nuovamente a vedere la luce. Ma, sino ad allora, sarà un incubo.

Mi hanno rotto il giocattolo preferito, mi hanno portato via l’unico grande amore della mia vita. Mi hanno portato via una passione, un’emozione che è stata sempre grande, a prescindere dai risultati. Quest’anno, per esempio, siamo retrocessi, ma mi sono divertito un mondo a vedere tutte le partite in diretta su Sky: c’era il franco algerino Mesbah, c’era Sforzini, c’era Venitucci dalla Juve, c’era De Zerbi, c’era il grande mister Campilongo (infatti approdato ad Empoli). Adesso ci saranno i risultati appresi dal televideo, giocatori e mister perfettamente sconosciuti, gol che non vedrò mai. Già in serie C si gioca un calcio qualitivamente scarsetto, pensate nei dilettanti. Cosa farò, adesso, nei week end invernali ? un cazzo ! E’ come se togliessero la tv ai veciotti. Ho già disdetto l’abbonamento al pacchetto-Calcio di Sky, perchè un conto è seguire la serie A sapendo che, da qualche parte (serie B, serie C), ci sei anche tu, un conto è vedere giocare gli altri, pensando che, la squadra per cui hai tifato per trentanni, non esiste più, è stata cancellata da un momento all’altro.

In queste ore di immensa tristezza, un grosso aiuto mi è stato dato da due componenti: gli amici, che mi hanno letteralmente trascinato fuori e una nuova console: ebbene sì, ho comprato la Nintendo Wii (fa pure rima). Ieri, armato della mia buona dose di depressione calcistica, sono andato all’Auchan per comprare un micro onde. Passo davanti allo scaffale delle console e vedo un bambino che dice alla mamma “guarda è l’ultima”. A quel punto, non ci ho pensato due volte: ho preso la wii (che, prima di ieri, non pensavo minimamente di comprare !) e l’ho messa nel carrello ! “Tiè bimbino, digli all’impiegato che ne porta altre. Ah ma non c’è ne sono più ? devono arrivare ? aaaaaa peccatoooooooo, mi dispiaceeeee, questa è MMMMMIA”.

Devo dire che, nei pochi minuti in cui l’ho utilizzata, sabato pomeriggio, mi sono divertito come uno scemo, sudando come un vitello orbo giocando al tennis o correndo con Mario Kart usando l’apposito volantino. La grafica non è da mettere a paragone con l’xbox 360, ma il divertimento è tanto. Non mi ricordo un gioco così divertente e spettacolare come Mario Kart. Certe volte la semplicità ti fa divertire più della spettacolarità. Fermo restando che Arisa è una testa di cazzo.

COMMENTA

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...