“Angeli e demoni”, un bellissimo film…comico !

Il giudizio che si esprime dopo aver visto un film risente, sicuramente, delle aspettative che ognuno di noi si pone prima di vederlo. Maggiore è l’attesa e maggiore è la delusione se la pellicola si rivela una grandissima minchiata.

Non vedevo l’ora di andare a vedere “Angeli e demoni”, magistralmente stralanciato e strasponsorizzato: il trailer in se, che faceva intuire che il film sarebbe stato una perfetta miscela tra azione ed enigmi, le polemiche ridicole riguardanti la Chiesa (dove sta il contrasto fra scienza e fede ?) e la pubblicità della nuova Lancia Delta. Successo clamoroso, quindi, in termini di incassi al botteghino, infatti il lavoro diretto da Ron Howard è in testa alle classifiche, sia in Italia che negli Usa. Tuttavia, la mia sensazione è che, il popolo dei delusi, di cui io faccio parte, è foltissimo. L’ho capito uscendo dalla sala e leggendo qua e la su internet.

Solitamente, quando parlo di film in queste pagine, evito di raccontare le scene, belle o brutte che siano, per evitare di togliere la sorpresa a tutti coloro che ancora devono vedere il film in questione. Ma, questa volta, non mi posso trattenere, non posso divagare e devo dirvi perchè considero “Angeli e demoni” un bellissimo film comico.

Sorvoliamo sulle varie americanate che vengono snocciolate durante il film, poichè voglio entrare nell’ottica degli effetti speciali e della storia che cerca di coinvolgere il pubblico e mi faccio piacere certe piccole cazzatelle tipo: le macchine che sfrecciano dentro una piazza San Pietro gremita di fedeli; gli stessi fedeli che si prendono a cazzotti e che assumono un assurdo atteggiamento da manifestanti no global (quando tutti sappiamo benissimo che, in attesa dell’elezione papale, tutti pregano, mica fanno rivendicazioni sindacali); il bravo professore Tom Hancks che si trasforma in Indiana Jones, che si limita a guardare sempre verso la direzione del ditino della statua in questione e che, all’interno di Castel Sant’Angelo, ad un certo punto, viene lasciato solo dai carabinieri “perchè qua la strada è senza uscita: andiamocene !”. Passi anche il camerlengo che, anzichè essere un Cardinale, è un frate qualunque e la scena ridicolissima di “2 carabinieri due” che vanno a controllare un furgone sospetto e che, ovviamente, verranno uccisi miseramente. “tu vai di qua, io vado di là”: sembrava quasi che stessero andando a beccare un ladro di souvenir e non un terrorista che uccideva Cardinali e che avrebbe fatto esplodere Città del Vaticano !

E già non vi ho raccontato tre quarti di film ? quante cazzatelle ho digerito ? ma andiamo avanti, perchè un film di giudica sempre alla fine. E qui c’è l’apoteosi del ridicolo: il camerlengo che si trasforma in un raggio missile con circuiti di mille valvole e che, malgrado una bruciatura piccola piccola procuratasi sul petto, afferra la bomba, prende un elicottero e sale in cielo per non farla esplodere in piazza San Pietro. Tutti stavamo pensando al commovente gesto eroico di un uomo della Chiesa, c’è una mega esplosione, la gente vola, una guardia svizzera va a sbattere su un africano tramutandosi in ringoboys, la Basilica subisce qualche danno e….dai, non mi dire: chi scende giù dal ciel ? il prete col paracadute tascabile ! Sbatte su una colonna, sbatte su una statua, palo, contropalo, traversa e, alla fine, viene accolto fra le amorevoli braccia dei fedeli, i quali, ovviamente, hanno capito che il pericolo è scampato, tirano su il loro eroe e gli fanno un bello applauso da stadio. Alla fine, per fortuna, c’è qualche piccolo colpo di scena che rende il film solo brutto e non un mega pacco (come Matrix2 di “io sono l’architetto”, che mi fece ridere per due settimane consecutive).

Ho aspettato di vedere altri film per creare un articolo di carattere cinematografico. Devo dire che non sono stato molto fortunato in questo ultimo periodo e il film visto sabato ha rappresentato la ciliegina sulla torta. In ordine di visione, ho guardato un pessimo “La Cena per farli conoscere”, dove si salva solo un grande Diego Abatantuono. Pensavo che la cena fosse il fulcro del film, invece è stata una parte assolutamente marginale. Se avessero fatto un film sulle cene organizzate per farmi conoscere qualcuna, almeno sarebbe uscito fuori un lavoro molto divertente. Mi rendo conto che, spesso, il titolo è inserito un pò alla cazzo, ma, secondo me, nei film sontuosi, ha comunque un significato che si trasporta per tutta la durata del film. Non è il protagonista ma è una componente importante o magari romantica del film stesso.

Mi riferisco, in questo caso, a quel capolavoro che è “Gran Torino”, dove perfino un cane è capace di recitare e di emozionare molto di più degli attori di Angeli e Demoni. Un Clint Eastwood fenomenale, interpreta perfettamente il mio amico Dennis quando sarà anziano. Scherzi a parte, Gran Torino è un film un pò ripetitivo nella prima parte ma che, nella seconda, esplode in maniera eccezionale. Stupende le battutine a raffica pronunciate dal “nonnetto”, stupenda, nella sua semplicità, la storia in sè. Concludo questo articolo parlando di “Gomorra”, altro titolone sbandierato ai quattro venti. Per me è un pessimo film o, quantomeno, non capisco sinceramente tutto sto clamore che gli è stato creato attorno (diverso il discorso inerente il libro del grande e mitico Roberto Saviano). Gomorra mi sembra la versione moderna di “Ragazzi fuori”, un film girato a Palermo, tantissimi anni orsono, e che ha visto, come protagonisti, dei ragazzi che erano (davvero) rinchiusi nel carcere dei minorenni (tra cui Francesco Benigno che, successivamente, ebbe una discreta fortuna). Anche in questo caso, posso capire e posso digerire tante cose, del resto si parla dei rioni di Scampia e di Secondigliano e si fanno vedere le immagini di quel degrado assurdo che fa venire la pelle d’oca (lo Zen di Palermo, in confronto, è Parioli). Quello che non mi è piaciuto affatto è l’utilizzo di un dialetto napoletano strettissimo che ho fatto fatica a capire anche io che, da una vita, ho a che fare e parlo con i campani (oltre alla parentesi del servizio militare). Non capendo i dialoghi finisci col perdere il filo del film, non capisci perchè cazzo stanno ammazzando quello che balla e intuisci che si tratta della guerra tra le faide locali. Ma lo intuisci perchè conosci, bene o male, la storia, non perchè lo percepisci dal film. Cosa ci avranno visto di “gran capolavoro” io non lo capisco, visto che, ripeto, mi è sembrato il classico film che racconta il disagio delle nostre periferie.

In tutto questo contesto, c’è solo da aggiungere una cosa molto importante: venerdì vado a Londra. Finalmente riesco a coronare un sogno che coltivo da una vita, per non parlare del fatto che, sabato sera, se tutto va bene (Dave è stato ricoverato per gastroenterite), dovrei assistere al concerto dei Depeche Mode nell’Arena O2. Non so cosa mi emoziona maggiormente, se vedere Londra o se assistere al mio terzo concerto del gruppo che amo da quando ero un giovine rampante e armato di belle speranze. Ci andrò con mio fratello e, comunque vada, staccherò la spina, sia dal punto di vista lavorativo (sarò libero sin da giovedì !) che dal resto e ciò non può che farmi non bene ma benissimo. Ovviamente, al mio ritorno, vi farò un bel resoconto. O magari resto lì a fare il pizzaiolo :-). Ciao !

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