Road House Grill di Verona: voto 7 !

Finalmente ho avuto modo di cenare al Road House Grill di Verona (zona Zai). Era da tempo che volevo farci una capatina e, in queste ultime settimane, devo dire che sto depennando vari posti dalla mia “short list”, cioè ho cenato in ristoranti che mi ero segnato ed in cui contavo di andare quanto prima da solo o, meglio ancora, in compagnia.

L’esperienza al ristorante argentino situato sulle Torricelle non mi ha entusiasmato. Per carità, la grigliata mista argentina era di ottima qualità (infatti il Simo ha apprezzato), ma è stata una delle rare volte che ho mangiato carne, senza che vi sia stata grande soddisfazione per il mio esigente palato. Ci tornerò per prendermi qualcosaltro, perchè, a livello di grigliata, preferisco il “taglio” italiano. Ovviamente il prezzo è altino ma la qualità è ottima, il posto è situato in una zona incantevole, il servizio è buono e, del resto, ad ulteriore conferma del mio parere positivo c’è il numero degli avventori: il venerdì sera il locale era pieno !

Ma torniamo a ieri sera e quindi alla serata “texana”. Ho mangiato una succulenta “fiorentina”, con relativo contorno di patatine fritte e, alla fine, all’insegna del “facciamoci del male”, ho concluso la cena con una stupendissima fetta di torta al cioccolato da 75000 calorie iva compresa, di cui ho già nostalgia nostalgia canaglia e che, probabilmente, digerirò solo a fine mese 🙂

Conto salato ma noi lo sapevavo già, cioè se andate in un posto del genere, dovete partire dal principio che sicuramente non spenderete meno di trenta euro. Noi ne abbiamo speso 40 a testa, probabilmente un record (ieri sera ricordavo quando spendere 40 mila lire rappresentava una cifra assurdissima, ma lasciamo perdere la vecchia disquisizione inutile fra lira ed euro). Abbiamo speso tanto ma siamo rimasti soddisfatti. Aggiungo che il Road House è dotato di uno staff di camerieri più unico che raro (conoscete già le mie battaglie contro certe merde che dovrebbero fare ben altro lavoro): gentilissimi sin da quando rispondono al telefono per prendere la prenotazione e, ovviamente, anche in loco, cioè il cliente è “coccolato” com’è giusto che sia o meglio, come io vorrei.

Cameriere simpaticissime (forse perchè italiane ?), che non avevano alcun problema a soffermarsi per più dei due secondi canonici per spiegarti, per esempio, il dolce della casa. Lasciate perdere l’equazione paghi tanto=camerieri per forza gentili perchè, dal mio punto di vista, questa è una gran minchiata. Il Road House è un posto “alla buona”, tipo Crazy Bull (la cui sede palermitana è sempre nel mio cuore) e si spende tanto perchè la carne è sempre un piatto costoso, specialmente se è di ottima qualità.

La mia riflessione finale è la seguente: ovviamente, in posti del genere, non puoi andarci ogni fine settimana e forse nemmeno una volta al mese. Ci si toglie lo “sfizio”, si mangia qualcosa di particolare, si paga tanto e basta. Ognuno ha i suoi gusti e per un supermaialo professionista come me, risulta essere più gradevole spendere la stessa cifra mangiando, magari, in qualche agriturismo, dove ti riempiono la panza con primi, secondi, terzi e quarti. Sicuramente il paragone non sussiste, perchè sono due generi diversi, ma questo è il mio pensiero dopo la serata di ieri. Il capriccio di carne te lo togli con soddisfazione ma per una mega cena “classica”, devi scegliere posti diversi.

Complimenti, dunque, al Road House, prima o poi, ci rivedremo !

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