Signori, ho finito un gioco !

I miei trentasette anni di vita sono stati caratterizzati non solo dalle donne, ma anche dai videogiochi. Sono cresciuto, praticamente, a pane e videogames, percorrendo un iter comune a tantissima gente, ovvero iniziando dai classici coin-up  sale giochi (nel mio quartiere ve n’erano più di una, ma le capatine, con mio fratello, dallo Zio Nicola, restano indimenticabili), per poi “trasferirmi” alla poltrona di casa mia. Niente più cento o duecento lire da inserire nell’apposita fessura (con immancabile pugno sferrato, nel caso in cui la moneta non scendeva), ma mitico Commodore 64.

Sarebbe troppo lungo scrivere della mia lunga carriera videoludica, quindi mi limito a mensionare qualche titolo “storico” e lo faccio solo oggi perchè, una settimana fa, ho terminato un gioco per Playstation3, ovvero “Uncharted – Drake’s Fortune”. Chissà, magari, in un altro intervento, vi parlerò delle partitazze fatte tramite il già citato Commodore e con l’Amiga (prima 500 poi 2000).

Prima di oggi, avevo finito solo un gioco (“Mimi & the mites”, che trovate facilmente in rete, scaricabile gratuitamente) e, incredibile ma vero, esso gira su Pc, ovvero la macchina meno utilizzata, dal sottoscritto, per giocare, eccezion fatta per i manageriali di calcio. Ore ed ore di puro e sano divertimento (frase che farà sorridere a qualcuno) grazie alle stupende macchine sopracitate, alle quali sono succedute la Playstation uno, la due e l’Xbox 360, ma l’unico gioco terminato girava su Pc !

Ho già detto che non racconto, in questo intervento, la storia del mio rapporto con i videogiochi, ma voglio mensionare qualche titolo che, per me, è stato molto importante: “kick-Off” per Amiga (ho partecipato al campionato ufficiale cittadino e sono arrivato terzo !), “Scudetto” per Pc, ISS Pro per Playstation e “Il Padrino” per Playstation due. Non so dirvi quante ore ho piacevolmente trascorso davanti al monitor (o alla tv) giocando con questi capolavori.

Giocando ad Uncharted ho capito (probabilmente un pò tardino, direi) che mi piacciono i giochi dove c’è da scervellarsi (mica tanto però ! io mi voglio soprattutto rilassare dopo una dura giornata lavorativa). Non sono un mostro di intelligenza, ma mi piaceva soffermarmi dentro una stanza e cercare di capire qual’era la chiave per uscirne, dove dovevo aggrapparmi, con quale sequenza dovevo azionare delle leve, ecc. Ovviamente, “Mimi e gli acari”, è un gioco veciotto, ambientato in un contesto nettamente diverso ed inferiore dal punto di vista grafico, ma è definito un “puzzle” e, evidentemente, mi sono sempre piaciute le sfide, più o meno semplici; ricordo anche “Crusade No Remorse” e “Crusade No Regret” per Pc: cambiano gli scenari, ma c’era sempre da riflettere, non solo da sparare o da saltare.

Insomma, se dovessi fare uno di quei test ridicoli che hanno invaso il ridicolo facebook, probabilmente salterebbe fuori che il gioco adatto al Mobys è “Lemmings”. Un gioco che ho utilizzato per qualche tempo, ma che poi ho abbandonato. Per fortuna oggi è disponibile la versione per Playstation 3, ma lo vedo più gioco da pc.

Da una settimana, onestamente, mi manca il mio carissimo Drake. Tornare a giocare, come ai vecchi tempi, mi ha consentito di trascorrere serate di svago, relax e divertimento (quando ho visto la sigla finale del gioco, ho esultato come un bambino). Subito dopo la doccia serale mi fiondavo ad accendere la console, armato di grande entusiasmo. Tutto il contrario, praticamente, di ciò che succede con Internet: non posso che ribadire i concetti espressi nei mesi scorsi. Meglio il mondo virtuale che quello fatto da gente che non ha tempo per scrivere un sms perchè deve rispondere al test “che canzone di Nino D’Angelo sei ?”. Meglio un asociale (visto che alla gente piacciono tanto le etichette), piuttosto che un finto “splendido” che ha 292 amici su facebook ma che poi, nella realtà, è un emerito coglione (definizione generica adattabile altresì ad una figura femminile). 

Inizia Anno Zero… ciao a tutti.