E bentornato a Verona (sottotitolo: dagli alla puttana).

Qualcuno, via sms, mi ha chiesto se, anche questa volta, sono stato vittima di quella che, in passato, ho definito “maledizione della prima luna” (vedi mio intervento del 24 agosto 2008), ovvero dell’imprevisto che accompagna, quasi puntualmente, il mio rientro a casa, dopo le ferie (il film non c’entra niente, ma mi è piaciuto rievocarlo). Per fortuna, niente maledizione ! Menomale, perchè, in tal caso, ci sarebbe stato da preoccuparsi seriamente, altro che cazzeggio. L’unica novità è che, dopo quattro anni di quasi isolamento, ho dei vicini: a prima vista mi sembrano due giovincelli simpatici che ho accolto nella miglior maniera possibile, non fosse altro perchè loro rappresenteranno gli unici inquilini felicemente trombanti di una piccola palazzina fatta da due coppie in pensione in tutti i sensi e tre single (io, psyco e il cavaliere di ventura Brendon).

In questo momento, sta giurando il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama. Tanti auguri e W l’America, che è sempre 50 anni avanti rispetto all’Europa e forse 122,5 + iva rispetto all’Italia. L’altro giorno pensavo che i tempi sono ormai maturi per avere anche un Papa di colore, ma poi mi sono reso conto, mentre mi dirigevo al cesso, che la Chiesa è 700 anni indietro e, in ogni caso, sinceramente, le sue problematiche non mi sfiorano più di tanto. E quando mi sfiorano, mi vien da sorridere, pensando a certe battaglie ideologiche che vengono perseguite e mi incazzo quando l’ingerenza è troppo evidente, vedi caso Eluana o battaglia su gay, cellule staminali, pillole anticoncezionali, ecc.

La perla di inizio anno, in ogni caso, me l’ha regalata, ancora una volta, la politica. Non per la faccenda Villari, di cui ho già discusso, ma per l’ordinanza anti prostituzione emessa da Alemanno, sindaco di Roma, e “copiata” da altri sindaci, fra cui il nostro bravo buteo Flavio Tosi. Non so se l’idea è partita dal ministro carfagna e non sto nemmeno a fare ricerche su google: mi basta sapere che, da qualche giorno a questa parte (settimane, nel caso di Roma), anche le prostitute saranno multate.

Leggo: è severamente vietato assumere atteggiamenti, modalità comportamentali ovvero indossare abbigliamenti che manifestino inequivocabilmente l’intenzione di adescare o esercitare l’attività di meretricio.

Qua tocchiamo l’apoteosi. Cioè io, donna, faccio il mestiere più schifoso del mondo, nella maggior parte dei casi sono stata costretta da delinquenti senza scrupoli, ho soddisfatto le strane voglie di un cicciottello (pur affascinante e di un certo livello pissicofisico) come Mobys, e tu mi multi pure ? Cornuta e mazziata ! Senza contare che, questa ordinanza, lascia spazio a possibili clamorosi equivoci. Non lo dico solo io, ma l’ha detto anche un comandante di Roma, intervistato nel contesto di ottimo documentario di La 7. “Signora lei è multata di 200 euro perchè fa la puttana”, “ma come si permette ? io sto aspettando mio marito. Anzi, è già in ritardo, quel cornuto”, “ah lo vede che in effetti è una puttana ? multata !”. Insomma, da oggi in poi, se aspetti qualcuno su un marciapiedi, potresti essere multato in quanto possibile gay o probabile battona.

Del resto, capisco i politici. Quella contro la prostituzione è una battaglia facile facile, un pò come sparare alla Croce Rossa. Chi si può lamentare ? esiste un Sindacato dei Puttanieri ? no. Quindi dagli alla puttana, che tanto mi faccio amici veciotti, bigotti, qualche stuolo di mogli e non ho alcun “contro”. Insomma è una delle rare battaglie (se non l’unica) dove hai solo da guadagnare consensi.

A mio avviso, la politica dovrebbe ragionare in maniera diversa. Esiste una piaga, che è quella della prostituzione ed il fatto che questo sia il mestiere più antico del mondo non deve servire, ovviamente, da “salvacondotto”. Ma non sopporto quando ci dobbiamo prendere per il culo. E’ un pò come il “perdere tempo alla cazzo di cane”: sono allergico, è più forte di me, mi viene l’orticaria.

Andiamo, dunque, per gradi. Il sesso è un piacere e ognuno è libero di fare le proprie scelte: c’è chi è appagato dal rapporto coniugale, chi pratica l’astinenza, chi si sciracca tutta la vita, ma anche chi tradisce la moglie, chi la vuole nera o con le tette grosse. C’è chi si eccita pagando, trasgredendo, chi lo vuole fare strano ma non ha il coraggio (o la giusta intesa) per chiederlo alla propria compagna. C’è chi è single, come me, e non intende aspettare che arrivi la principessa sul pisello (è proprio il caso di dirlo), ecc. ecc. Ovvio che se fossimo stati concepiti a parità di testosterone, tutti ste difficoltà non sussistevano. Se fossimo, ma siccome non lo siamo, il sesso a pagamento diventa una necessità, un qualcosa che deve esistere, pur confinato nei giusti canoni dettati dal pubblico pudore.

Sono contrario alle signorine che mostrano culi e tette per strada: non è giusto che ai bambini venga offerto questo spettacolo. Non è giusto che gli abitanti di certi quartieri diventino addirittura ostaggi delle persone che vendono il proprio corpo e dell’andirivieni di clienti. Mi incazzo e mi attapiro quando sento e leggo di storie di sfruttamento, su questo non ci piove. Ma ci sono donne che VOGLIONO fare questo mestiere e, in altre nazioni, esiste l’alternativa, vedi case chiuse in Olanda (che peraltro sono già in declino, essendo 39 anni avanti all’Italia), ma non voglio fare i soliti raffronti che vedono la mia amata nazione essere sempre l’ultima: non mi interessa e non mi fa stare meglio.

Bisogna perseguire i delinquenti che sfruttano le povere ragazze, condannare severamente chi ricorre a minorenni ma consentire, nello stesso tempo, di “esercitare la professione” in un ambiente tranquillo: penso a delle palazzine popolate esclusivamente da prostitute, alle “case chiuse” di una volta, stupidamente e, ripeto, bigottisticamente, chiuse… per davvero. Si potrebbe avere una sorta di “monitoraggio” delle persone che esercitano il mestiere più antico del mondo, dei controlli medici, nomi e cognomi: altro che sfruttatori maledetti. Lasciamo perdere il solito discorso delle tasse, pensiamo a chi evade, prima di pensare di tassare una (ahimè utopistica) attività futura.

Ci sarebbero, ovviamente, anche le case clandestine: se ne becchi qualcuna di esse, gli fai un culo grande quanto il Veneto. Sostanzialmente, non si può NON fare una cosa perchè si pensa al sicuro escamotage che potrebbe scaturire di conseguenza, perchè non ha senso. E non ha senso, soprattutto, tapparsi gli occhi e fare finta di non vedere, leggiferare solo per farsi amico il popolo dei cattolici della domenica, adottando misure a senso unico. Mi sta bene che le allontani dalle strade, ma mi devi dire dove le indirizzi. Verso i comuni limitrofi ? E che abbiamo fatto ?

Prendiamo i “Night”, per concludere. Ne hanno fatto chiudere parecchi, nella sola provincia di Verona. Il reato contestato è sempre lo stesso: sfruttamento della prostutizione. Non so se le ragazze sono uscite dal locale esultando, dicendo grazie alle forze dell’ordine per averle liberate da un incubo. Loro guadagnavano (sicuramente meno di quanto dovrebbero, per carità), il titolare dell’attività guadagnava, e uno entrava lì dentro e, fra una birretta e un’anima nera, si sceglieva la ragazza da portarsi nel “privè”. Dove sta lo sfruttamento se la donna sceglie di lavorare in quel contesto ? Ma non siamo tutti così ? io, col mio lavoro, non faccio guadagnare il mio titolare e guadagno anche io ? sono un puttano vinicolo ? 🙂 D’accordo, non mi calo le braghe, ma metaforicamente parlando, non è così ?

Non sono un sociologo e ho scritto le mie solite semplici idee da uomo di strada, anzi, da “giornalaio”, come diceva il maestro Gianfranco Funari. Ovviamente non sono in grado di trovare la giusta soluzione ad un problema così complesso, ma sicuramente multare gente che sicuramente non sta in strada per il suo grande piacere e sollazzo, non mi sembra una cosa giusta.

Ah, concludo con la probabilissima bufala che gira in rete in queste settimane e che riguarda Facebook: potrebbe diventare un sito a pagamento. Che disgrazia ! Se ciò accadesse veramente, non preoccupatevi: tornerete ad usare il vostro umile messenger e la posta elettronica e i tanti “amici” che avete ritrovato grazie a facebook, si scioglieranno come neve al sole. Del resto, se non vi siete cagati per tanti anni, un motivo c’era…

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