DAL CANNOLO ALL'AMARONE

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Mio adorato dicembre, mio adorato Natale.

Ecco, questa, è una delle rare volte in cui sono d’accordo con la maggioranza delle persone. Per me, dicembre e le feste natalizie, rappresentano il periodo più bello dell’anno. Io adoro dicembre, sono felice perchè venerdì 19 andrò in ferie per ben tre settimane e mi piace vedere le lucettine poste fuori le abitazioni. Mentre torno dal lavoro, godo come un bambino nel vedere tutti gli addobbi, per non parlare di come vengono arredati i Centri Commerciali. Mi piace vedere le persone cariche di buste, pacchi e pacchettini, mi piace sentir dire “…e pensare che dovrebbe esserci la crisi” (frase che sento da 37 anni), ecc.ecc.

che si respira anche se, ovviamente, mi tengo ben distante dall’andare, per esempio, all’Auchan di domenica, visto che troverei posteggio praticamente al Planet Beer (cioè molto distante) e mi ritroverei a subire quello che definisco “traffico carrellistico pazzoide”: ci vogliono i vigili anche fra uno scaffale e l’altro per smistare il traffico. “Signora lei è in controsenso, nel reparto pasta si procede solo dal centro a venir su !”, potrebbe dire qualche solerte personaggio in divisa.

Ci sono stato sabato scorso all’Auchan, uno dei posti che adoro maggiormente (spesisticamente parlando, naturalmente). Mi toccava fare uno dei miei acquisti “alla cazzo di cane” (vedi articoli precedenti) e mi soffermai su un bellissimo e fiamante nokia n73 in offerta a 169 euro. Ero molto indeciso, non tanto per la cifra (ottima per quel telefonino), ma per il fatto che, due mesi fa, ho acquistato un nokia 6300.

Allora sono andato in bagno ed ho chiesto, all’omino del cervello (cit. quel cretino di Pasquale, ex Grande Fratello ed ex La Talpa), se era cosa buona e giusta spendere sti soldi. La “vocina” mi ha suggerito che, siccome il nostro presidente Silvio ha detto che bisogna spendere per aiutare l’economia, potevo anche farmi sto regalo ed aiutare così la Nazione. “Dio salvi la Regina !”, esclamai, uscendo dal cesso. Un cingalese, che passava da quelle parti, mi stoppò dicendomi: “che cazzo dire tu, cugino ? Regina è in Inghilterra, qua avere Vaticano che vuole bruciare tutti i ghei”. Lo salutai frettolosamente e tornai verso il reparto cellulari, munendomi prontamente di numeretto da bancone di salumeria. Un bellissimo quarantadue.

Ero già pronto per dire la fatidica frase “mi dia due etti di crudo e un nokia”, il quaranta stava andando via e il commesso iniziò a chiamare il quarantuno. Non c’era nessuno, toccava a me. Era l’unico momento della giornata e della storia dell’Auchan in cui c’ero solo io davanti ai cellulari. Ci mancava poco e forse anche Studio Aperto mi avrebbe dedicato un servizio. Sto tizio continua a chiamare….41…..41….41… Che cazzo chiami ? passa a 42 e dammi sto nokia de merda prima che me ne penta ! Macchè, l’hombre rincoglionitos si sofferma a dare spiegazioni ad un bimbo minchia. No, io dopo un bimbo minchia, MAI ! Presi il carrello pieno di banane (perchè ne compro sempre 4 kg, pur sapendo che mi diventano nere come il carbone) e andai via. Niente cellulare.

La storia non svelò mai l’atroce dilemma (il bimbo magari aveva il 41 ed effettivamente era il suo turno), ma non importa. Torniamo al Natale che è meglio.

Come dicono i telegiornali, la crisi c’è, e ne ho anche parlato nei miei interventi precedenti. Io la subirò ad inizio anno, ma ciò non cambierà il mio umore. Non ho mai avuto grossa stima nei confronti delle persone che dicono di ODIARE il Natale. Ho sempre detto che, se non hai qualche grosso problema (chessò, hai perso il lavoro) o hai avuto recentemente qualche disgrazia in famiglia (spero che un mio immenso amico non mi legga, perchè sembra che voglia agitare il cortello sulla piaga, ma ste cose le dico da anni), non devi rompere i coglioni a dire che Natale è un periodo di merda, dove regna l’ipocrisia, dove il consumismo è il fulcro di tutto. Bisognerebbe fare una legge: è severamente vietato rompere le palle alle persone dicendo che Natale fa schifo. Che poi sono le stesse persone che ti vanno a fare il regalino del minchio per San Valentino o che sono tutte eccitate per andare a festeggiare Allovin. “Io quest’anno non sento il Natale”, mi disse, una volta, una mia amica dai facili costumi. Ma che devi sentire ? Devi solo vivere serenamente un periodo che, senza dubbio, è FESTIVO.

Per carità, cari butei e cari picciotti, altra cosa che dico sempre è che ognuno è libero di vivere la vita come meglio crede (oggi triste, domani incazzato, dopodomani depresso…), io espongo solo il mio punto di vista, naturalmente, e come di consueto, caricandolo di spirito. Ecco cosa manca spesso nella gente: lo spirito. Il Natale ? na merda. Il calcio ? na merda. Le donne ? tutte troie. Il Kebab ? non lo mangio perchè è musulmano. Il cinema ? si ma secondo me l’altro film era “più meglio”. La tv ? tutta spazzatura. Internet ? pieno di pedofili. La religione ? io vado in Chiesa per Natale e credo di essere un buon cristiano.

Oibò (si scrive oibò ?) ragazzi, credo che ci sarà un altro mio intervento prima di scendere a Palemmo il 20, quindi non vi faccio gli auguri adesso. Vivere pensando “non mi manca nulla, sono in salute e quindi sono felice” è una mera utopia, lo so, non lo faccio nemmeno io. Vivere “ogni giorno come se fosse l’ultimo” è una gran minchiata, ma quella canzone di Vasco Rossi fa parte della ristretta selezione delle songs presenti del mio ipod, quindi sorvolo. Però, se ci ponessimo, nei riguardi della vita, in maniera meno “imbronciata”, sarebbe tutto molto più bello. Se hai la possibilità di spendere la carta di cento euro spendila, coccolati, butta via quel cellulare obsoleto (“tanto funziona”), non campare mettendo i soldi dentro il materasso per vivere da povero e morire da benestante. Non vivere da depresso per morire sano….

Ma questa è una mia battaglia assolutamente inutile, anzi dico sempre che morirò anche io “fondamentalmente negativo” come tantissime persone, imparerò anche io a non cagare gli sms che mi arrivano (perchè non avrò tempo), dirò anche io che non vale la pena comprarmi una macchina perchè poi nel parcheggio trovo le ammaccature e, chissà, dirò anche che, il Natale, “mi mette tristezza” ! 🙂

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