Dalla Padella al Lesso.

Innanzitutto vi chiederete se, nello scorso week end, sono riuscito a frenare la mia smania da “shopping selvaggio” (vedi articolo precedente): ebbene sì ! Nel fine settimana, concluso circa 48 ore fa, sono riuscito nella grande impresa di non fare acquisti inutili e sbagliati. Oddio, mi è concessa una spesa massima ? chessò, 10 euri ? No, perchè, qualcosa da dichiarare, ce l’avrei. Mentre mi aggiravo all’Auchan, reparto frutta e verdura, vidi, con mia grande gioia, le bellissime cassettine di cachi, in vendita a 2,50, con o senza mastercaz.

Ovviamente, essendo il cachi, uno dei miei frutti preferiti, mi fiondai, presi una cassetta e la riposi nel mio umile carrello, fino a quel momento pieno SOLO di roba necessaria; ho seguito, infatti, il consiglio delle associazioni che difendono noi poveri consumatori, e scrissi, a casa, ciò di cui avevo bisogno (facendo così si risparmia tempo e soprattutto denaro). Ma ecco che esce fuori Mr. Hyde, il vincenzo che deve fare per forza una spesa del cazzo: PADELLA PER CASTAGNE a 3.99 euro. Dai, diceva il diavoletto, in fondo che sono 4 euro ? Mica stai spendendo nuovamente 55 euro, come per quel cavolo di tritafoglie che ancora ti sogni la notte ! Ma si, le castagne le adoro e, anzichè cuocerle nel microonde, adesso le preparerò come tutte le persone normali (riuscirò ad essere normale un giorno ?). Dopo aver pagato, su consiglio stavolta di Striscia la Notizia, guardo lo scontraino, e vedo che mi sono stati addebitati 5.99 euro.

Mi dirigo alla Reception, con movenze tipiche di colui che “non ho un cazzo da fare, sono single e il sabato devo pur rompere i coglioni a qualcuno”, e la signorina mi dice che la cifra pagata è giusta, che i quattro euro a cui alludevo si riferivano ad un’offerta scaduta e comunque riservata ai soci carta Accord. Insomma, mi mandò “in mona”.

Nel pomeriggio, preparo le castagne, il fuoco però non mi convince, la padella assume diverse tonalità, sembra di avere un arcobaleno sul piano cottura e le castagne si bruciacchiano un pò. Va bon, penso io, anche la pizza mi piace un pò bruciacchiata, che sarà mai ? L’indomani vengo a sapere, dal mio amico Dieco, che la padella è adatta ai camini, cioè al fuoco vivo e non sicuramente al piano cottura. Stamattina gliela regalai.

Ma, l’ultimo mio week end, è stato caratterizzato anche da altre news. Venerdì, dopo appena due anni di “black out”, ho rivisto il mio vecchio amico Simone, compagno di merende mai sostituito. Abbiamo deciso di “battezzare” questo nostro incontro, andandoci a mangiare un kebab, ma non siamo stati fortunati. Su suggerimento di un paio di ragazze iscritte al gruppo da me creato su Facebook, “Kebab Verona”, siamo andati in via San Vitale, zona università. Cari amici, posso dirvi che non ho mai mangiato un “panetto” così disgustoso ! Il kebab non sapeva di niente (ma era fatto solo di carni bianche ?) e l’ambiente non era il massimo della pulizia. Schifo totale, ma l’importante è essermi rivisto con Simone e non mancheranno, in teoria, altre occasioni per gustarci un ottimo kebabazzo (magari dalla mia amica Nadia di via Tombetta).

Sabato sera, invece, nella mia beata solitudine, ho avuto la brillante idea di andarmi a fare un giro in piazza Brà. C’era la tappa de “La provincia da scoprire”, una manifestazione organizzata dalla Provincia di Verona, molto sponsorizzata ma poco interessante. Una quindicina di banchetti che si visitano in dieci minuti e che vendono i prodotti di varie ditte sparse per il territorio veronese, quindi mele, castagne, soppressa, formaggi, addirittura aglio, naturalmente vino. Non è la prima volta che vado in questa sagra itinerante (gira per tutta la provincia) e, puntualmente, me ne pento, perchè è utile solo per coloro che vogliono fare un pò di spesa o per i turisti che si fanno un’idea dei prodotti tipici locali. Mi andò molto meglio a Negrar, dove fu accostata al “Palio del Recioto” e dove trovai anche il risotto al tastasal di Isola della Scala.

Niente cena a base di risotto, quindi, e, di conseguenza, andai a cercare un negozio aperto circa un annetto fà, ovvero “Antichi Sapori”, in via Pellicciai. Quando questa attività vide la luce, fu considerata “l’alternativa tutta veronese al Kebab”. In effetti, presso Antichi Sapori, si può mangiare (ma anche prendere e portar via) il lesso con la pearà, con buona pace di gente come me, che non ha la possibilità (non conoscendo nessuna famiglia locale) di gustare il piatto tipico del pranzo domenicale veronese.

Un buon piattazzo di bollito (ma fa anche panini, trippe e arrosti), con un’ottima scodellina di pearà a far da contorno. Sorseggiando un buon bicchiere di valpolicella, sono dunque riuscito a cenare in perfetto stile veronese. Sicuramente lo stomaco si incazza leggermente, ma tanto io sapevo che dovevo tornare a casa; certo, se dovessi andare in discoteGa, mica mi abbufferei di bollito ! Ottima idea, ripeto, e complimenti al gestore. Come ho detto a lui stesso (fra l’altro un giovane simpaticissimo), sicuramente ci tornerò, anche perchè è una pietanza che mi piace tanto e la possibilità di trovare una morosa veronese è più difficile di giocare con l’Xbox col Dr. House. Il prezzo è di 13,50 euro, un pò tantino per una cena “mordi e fuggi”, stile sosta-kebab, ma, ripeto, sono cose che non si fanno settimanalmente o che, in un ristorante, sicuramente pagheresti di più.

Domenica sono stato a San Zeno di Montagna. Anche questa tappa rappresenta un “debutto” per me. Bel paesino di montagna, davvero grozioso, sede del ritiro estivo del Chievo Verona. In questi giorni c’è la Sagra dei marroni, ma essendoci arrivato (grazie al cambio dell’ora da legale a solare) prestino, mi sono limitato a mangiare un innocente panino con la porchetta (altra cosa che ho iniziato ad apprezzare da quando vivo in Veneto).

Bilancio finale: Promosso il panino degli Alpini ma anche il panorama del lago, che ho potuto ammirare da Albisano (vedi foto), il lesso con la pearà di sabato sera e “Brendon”, fumetto bonelliano consigliatomi da mio fratello Zio Martin e acquistato, per la prima volta, in questi giorni. Bocciatissimi: la padella, il kebab disgustoso di venerdì sera, le arancine vendute dell’Auchan (spero che i veronesi che le acquistano, non pensino che le vere arancine siciliane sono queste), la coppia tristissima seduta sulla panchina davanti la parrocchia di Albisano (per la miseria, ma vi mettete insieme per vivere come vi ha insegnato Marco Masini?) ed infine il tizio, con moglie e figlio scassaminchia al seguito, che mi chiese, mentre scattavo le foto, se il paese sotto era Torri del Benaco o Garda. “TORRI !”, risposi io; “Garda è più sotto “. Anvedi adesso un palermitano che deve dare spiegazioni geografiche, in pieno nodd, ad un noddico…

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