Io, UOMO, vittima dello shopping sfrenato ! (Prima puntata)

Il titolo dell’appuntamento settimanale (o giù di lì) col Pianeta Mobys è una perla di latinismo che deriva dai miei lunghissimi anni trascorsi a studiare scrittori del calibro di Tascio Cecilio Cipriano, Pomporio Porfirione e Quinto Settimio Fiorente Tertulliano. Che poi, onestamente, mi sono sempre chiesto perchè, a quest’ultimo, i genitori imposero un nome così assurdo. Era Quinto o Settimio ? Ve lo immaginate se oggi uno vi si presentasse dicendo “Piacere, sono Secondo Primo Tosi” ?

In ogni caso, due sono le verità che non possono essere messe in discussione: la prima è che il Tertulliano disse una frase che trova la mia totale approvazione (“Chi vive solo per compiacere se stesso fa un piacere al mondo quando muore”); la seconda è che io, di latino, non capisco un emerito cazzo, visto che ho svolto studi tecnici. Ad oggi posso asserire che, di elettronica e telecomunicazioni, ne capisco quanto di latino e greco, quindi direi che i miei studi sono stati molto azzeccati e fondamentali per la mia crescita intellettuale, spirituale, ecc.

Perchè, ordunque, questo titolo ? perchè volevo parlarvi del fatto che mi è caduto un mito. Si è sempre pensato che le donne abbiano, nel loro dna, la voglia irrefrenabile di darsi allo shopping, acquistando, spesso, oggetti che, molto probabilmente, non utilizzeranno mai. E’ più forte di loro, specie quando sono in compagnia del moroso o del marito. Secondo me, spesso, entra in gioco una sorta di “rivalsa”, una piccola e gustosissima vendetta che la gentil donzella rifila al compagno che si è concesso, chessò, l’uscita con gli amici, una semplice birretta al bar o l’acquisto di un nuovo cellulare.

E lì scatta la molla. “Amoreeeeeeee andiamo a far spesuccia ??”. E, zio can, cosa credevi ? che la sera prima si era concessa sessualmente a te solo per puro amore ? Pensavi fosse amore, invece era un calesse ! Spesso, nei miei giri domenicali, noto le coppie che, numerose, si aggirano fra i reparti di Conforama. Vedi lei tutta eccitata, sveglissima come se fosse mezzogiorno, la quale passa dal guardare il tavolo tondo a quello quadrato “perchè, volendo, ci starebbe anche bene”, intervallando il suo straparlare e stracommentare la merce esposta con inutili “tu cosa ne pensi ?”.

Lui, naturalmente, ha le palle stragonfie già da prima di entrare nel negozio, sta ancora dormendo, pronuncia qualche chilo di bestemmia, pensando esclusivamente al fatto che vorrebbe essere ancora a letto, e non gliene fotte MAI una minchia di ciò che dice la ragazza: basta che facciamo presto, così pago e andiamo a casa, che mi aspetta il gran premio di F1, l’aperitivo ed il bollito con la pearà (o la “pasta o furnu”, a seconda della zona geografica dove ci si trova).

Il top del top è quando l’allegra coppietta è accompagnata dalla suocera. “Come ti sembra, mà?”, “sieti in questo divano, mà”, “questa cosa si rompe nel giro di un mese, mà”, ecc. A volte, la presenza della nonnina, può essere tattica: paga lei, non dico il divano, ma almeno il giocattolino per quel rompicoglioni di nipotino, ci deve uscire !

Ma il mito è crollato. Non è vero che sono solo le donne a non riuscire a frenare l’impulso di acquistare la qualsiasi: io soffro della stessa sindrome ! Sarò diventato gay ? Non credo, mi piacciono troppo le gambe delle ragazze per eccitarmi guardando un culo peloso. Allora soffro anch’io della mania di acquistare oggetti di cui potrei fare tranquillamente a meno. Tralascio piccoli esempi (vedi acquisto di riviste di cucina, quando so benissimo che non mi cimenterò mai a preparare qualcosa di diverso dal solito) e vado all’esempio-clou: qualche sabato fa, ero al Lidl, e vidi un attrezzo da giardino, esattamente un “soffiatore, tritafoglie, aspiratore”. Un oggetto utile per chi vuole liberarsi dalle foglie che risiedono nei giardini, recando fastidio soprattutto al passaggio pedonale e automobilistico. Ero indeciso se acquistarlo o meno, anche perchè costava 55 euro. Lo prendo o non lo prendo ? Erano rimasti solo due cartoni. Un tizio accanto a me, dopo aver parlato con la moglie al telefono, ne prende uno e se lo mette nel carrello. A quel punto, non ci penso su due volte: anche io lo voglio ! E’ l’ultimo nel bancale ? Deve essere mio ! E’ MIO ! Posso uscire dal Lidl e dire a tutta Bussolengo: “vi ho fottuto, l’ultimo tritafoglie l’ho comprato IO”. Poi, magari, come mi disse il mio amico Davide, c’era un altro bancale nel magazzino, ma vuoi mettere la soddisfazione ? Tutti gli abitanti di Bussolengo ad applaudire sto coglionazzo che esce fuori col SUO soffiatore da 55 euro, bello, verde, anallergico, fiamante e pronto all’uso ! Chissà, pensavo nella strada del ritorno, magari può anche fungere da oggetto utile all’autoerotismo !

In tutto questo contesto, mi era sfuggita una cosa, ma non riuscivo ancora a capire quale. Arrivo a casa, molto l’apparecchio (che “una volta montato, per ragioni di sicurezza, non può essere più smontato”, quindi non puoi, anche volendo, riportarlo alla Lidl), inserisco la spina e, con mia grande sorpresa, sento aspirare così forte che, poco ci voleva, e veniva risucchiato il mio divano !!! A quel punto, mi venne l’illuminazione: ma io non ho alcun giardino !!! Si, ho una piccola corte dove porcheggio l’auto, ma là dove c’era l’erba ora ci sono ciotoli e cemento. Ogni tanto tiro via qualche foglia caduta dall’albero del mio vicino, ma, da qui, a pensare di comprare addirittura un attrezzo per rimuoverla, ce ne passa. Immaginate lo sguardo dei veciotti che passano e mi vedono con sto bazooka in mano ! Per fortuna, dopo qualche settimana, ho trovato un amico che, per 35 euro, mi ha tolto da casa uno degli acquisti più inutili ed insensati degli ultimi mesi.

Nota a margine: giorni caldi nelle università italiane. La riforma Germini non piace, i tagli sono qualosa di immorale e bisogna protestare, occupare, scioperare. Non entro nel merito della questione-riforma, penso solo una cosa: in che periodo siamo ? fine ottobre ! Ahhhn ora tutto mi è più chiaro: bisogna anticipare le vacanze natalizie, come (quasi) ogni anno. E allora forza ragazzi: bisogna protestare e magari anche occupare. Il vero motivo, come sempre, lo saprà solo il 10% degli studenti, ma non importa. Occupare è una cosa fica ! Poi, naturalmente (e puntualmente), a gennaio tutto si sistema e, quatti quatti, si ritorna fra i banchi, con la consapevolezza che bisognerà aspettare un’altra decina di mesi per trovare un altro (ennesimo, nonchè inutile) motivo per protestare e soprattutto con la convinzione (perchè gli studenti son mica scemi) che questo bellissimo et lungo periodo di svago, prima o poi, passerà e, iniziata la carriera lavorativa, si conoscerenno i primi veri “cazzi”.

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