Il papà di Giovanna: un film meraviglioso !

E’ stato un sabato sera all’insegna del cinema, quello di ieri. Infatti, malgrado le due buone chances musicali, offerte dagli Home nel vicinissimo pub “Mai Tai” di Domegliara e dai mitici e sempre godibili Sangueblues al Blocco, ho preferito andarmi a vedere l’ultima fatica di Pupi Avati, ovvero “Il papà di Giovanna”.

Spesso, con gli amici, andiamo al cinema con una mezza idea e, giunti sul luogo, si cambia idea, perchè i posti rimasti sono pochissimi e vedere lo spettacolo nelle prime due file, è assolutamente negativo, visto che poi torni a casa guardando ancora in alto come se ci fossero gli Ufo. Ieri sera, invece, da buon cavaliere solitario, sono partito da casa con la ferma convinzione di andarmi a vedere il film dove, fra l’altro appariva, per la prima volta in assoluto, un Ezio Greggio in versione seriosa. Niente Mai Tai, niente Blocco: ormai ho perso (o mi hanno fatto perdere) anche la voglia di incontrare, seppur casualmente, qualche faccia conosciuta.

Ma torniamo al film. Pochissimi gli spettatori presenti, saremo stati addirittura meno di una ventina, ma penso che ciò derivi dal fatto che il film è uscito nelle sale già da qualche settimana (infatti, al Warner Village di Lugagnano, non è nemmeno più in programmazione). Devo dire che raramente una mia scelta si è rivelata così azzeccata: “Il papà di Giovanna” è un film meraviglioso. Ieri sera pensavo che, in questo 2008, sono andato al cinema solo due volte (“Caos Calmo” detiene ancora il titolo di miglior film dell’anno, come vedete nella classifica stilata qui sotto) e, in entrambi i casi, ho visto all’opera un superlativo Silvio Orlando, un attore che mi è sempre piaciuto ma che, ultimamente (grazie soprattutto ai due film appena mensionati), ha fatto un’ulteriore salto di qualità.

Il sito mymovies definisce questo film come “un bellissimo ritratto psicologico di perdenti”. Forse è questa la cosa che mi è piaciuta maggiormente di questo film, a parte l’ottima interpretazione della matura Serena Grandi e la sempre brava e stupenda Francesca Neri. Ezio Greggio non mi è piaciuto granchè, e questa è l’unica nota stonata. E’ un personaggio che vediamo quotidianamente nelle vesti di un comico cazzeggiatore; ad un certo punto, anche nelle fasi più drammatiche del film, mi sono immaginato che, con quella faccia che fa ridere sempre e comunque, avrebbe detto qualche frase delle sue, tipo “è lui o non è lui ? …ceeeeerto che è lui”. Insomma, non oso mettere a paragone la netta trasformazione di stile che ha avuto Greggio con quella meravigliosa che ci regalò Diego Abatantuono (perfetto sia nelle vesti di Attila che in quelle del Sergente Lo Russo in “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores). Del resto, lo stesso signor Ezio, ha dichiarato che, probabilmente, la parentesi seria si è aperta e chiusa con il film di Avati. Meglio così.

Ritratto psicologico di perdenti, dicevamo. Lasciamo perdere il fatto “mi ci vedo”, “non mi ci vedo”, “mi ci vedo in parte” perchè, le uniche volte che mi sento leggermente proiettato nello schermo, è quando vedo all’opera Nanni Moretti (nella scorsa vita eravamo gemelli, lo sapevate ?). Sicuramente, nel film visto ieri sera, appare il ritratto perfetto di uno sfigato che prende consapevolezza del suo status di “ultimo” e, ciò malgrado, riesce a condurre una vita con grande dignità e immensa umiltà, senza mai perdere la testa. Il papà di Giovanna, ad un certo punto, perde tutto, ma, alla fine, vincerà. Vincerà il suo non arrendersi mai, il suo non lasciarsi influenzare da chi gli sta accanto, il suo amore sconfinato nei confronti della figlia. E’ una vittoria inaspettata dei perdenti, è un Avellino che vince contro la Juventus, è una sorta di rivincita: per una volta, hanno vinto gli ultimi. Grazie Pupi Avati: ci hai regalato 104 minuti di emozioni.

Dalla Padella al Lesso.

Innanzitutto vi chiederete se, nello scorso week end, sono riuscito a frenare la mia smania da “shopping selvaggio” (vedi articolo precedente): ebbene sì ! Nel fine settimana, concluso circa 48 ore fa, sono riuscito nella grande impresa di non fare acquisti inutili e sbagliati. Oddio, mi è concessa una spesa massima ? chessò, 10 euri ? No, perchè, qualcosa da dichiarare, ce l’avrei. Mentre mi aggiravo all’Auchan, reparto frutta e verdura, vidi, con mia grande gioia, le bellissime cassettine di cachi, in vendita a 2,50, con o senza mastercaz.

Ovviamente, essendo il cachi, uno dei miei frutti preferiti, mi fiondai, presi una cassetta e la riposi nel mio umile carrello, fino a quel momento pieno SOLO di roba necessaria; ho seguito, infatti, il consiglio delle associazioni che difendono noi poveri consumatori, e scrissi, a casa, ciò di cui avevo bisogno (facendo così si risparmia tempo e soprattutto denaro). Ma ecco che esce fuori Mr. Hyde, il vincenzo che deve fare per forza una spesa del cazzo: PADELLA PER CASTAGNE a 3.99 euro. Dai, diceva il diavoletto, in fondo che sono 4 euro ? Mica stai spendendo nuovamente 55 euro, come per quel cavolo di tritafoglie che ancora ti sogni la notte ! Ma si, le castagne le adoro e, anzichè cuocerle nel microonde, adesso le preparerò come tutte le persone normali (riuscirò ad essere normale un giorno ?). Dopo aver pagato, su consiglio stavolta di Striscia la Notizia, guardo lo scontraino, e vedo che mi sono stati addebitati 5.99 euro.

Mi dirigo alla Reception, con movenze tipiche di colui che “non ho un cazzo da fare, sono single e il sabato devo pur rompere i coglioni a qualcuno”, e la signorina mi dice che la cifra pagata è giusta, che i quattro euro a cui alludevo si riferivano ad un’offerta scaduta e comunque riservata ai soci carta Accord. Insomma, mi mandò “in mona”.

Nel pomeriggio, preparo le castagne, il fuoco però non mi convince, la padella assume diverse tonalità, sembra di avere un arcobaleno sul piano cottura e le castagne si bruciacchiano un pò. Va bon, penso io, anche la pizza mi piace un pò bruciacchiata, che sarà mai ? L’indomani vengo a sapere, dal mio amico Dieco, che la padella è adatta ai camini, cioè al fuoco vivo e non sicuramente al piano cottura. Stamattina gliela regalai.

Ma, l’ultimo mio week end, è stato caratterizzato anche da altre news. Venerdì, dopo appena due anni di “black out”, ho rivisto il mio vecchio amico Simone, compagno di merende mai sostituito. Abbiamo deciso di “battezzare” questo nostro incontro, andandoci a mangiare un kebab, ma non siamo stati fortunati. Su suggerimento di un paio di ragazze iscritte al gruppo da me creato su Facebook, “Kebab Verona”, siamo andati in via San Vitale, zona università. Cari amici, posso dirvi che non ho mai mangiato un “panetto” così disgustoso ! Il kebab non sapeva di niente (ma era fatto solo di carni bianche ?) e l’ambiente non era il massimo della pulizia. Schifo totale, ma l’importante è essermi rivisto con Simone e non mancheranno, in teoria, altre occasioni per gustarci un ottimo kebabazzo (magari dalla mia amica Nadia di via Tombetta).

Sabato sera, invece, nella mia beata solitudine, ho avuto la brillante idea di andarmi a fare un giro in piazza Brà. C’era la tappa de “La provincia da scoprire”, una manifestazione organizzata dalla Provincia di Verona, molto sponsorizzata ma poco interessante. Una quindicina di banchetti che si visitano in dieci minuti e che vendono i prodotti di varie ditte sparse per il territorio veronese, quindi mele, castagne, soppressa, formaggi, addirittura aglio, naturalmente vino. Non è la prima volta che vado in questa sagra itinerante (gira per tutta la provincia) e, puntualmente, me ne pento, perchè è utile solo per coloro che vogliono fare un pò di spesa o per i turisti che si fanno un’idea dei prodotti tipici locali. Mi andò molto meglio a Negrar, dove fu accostata al “Palio del Recioto” e dove trovai anche il risotto al tastasal di Isola della Scala.

Niente cena a base di risotto, quindi, e, di conseguenza, andai a cercare un negozio aperto circa un annetto fà, ovvero “Antichi Sapori”, in via Pellicciai. Quando questa attività vide la luce, fu considerata “l’alternativa tutta veronese al Kebab”. In effetti, presso Antichi Sapori, si può mangiare (ma anche prendere e portar via) il lesso con la pearà, con buona pace di gente come me, che non ha la possibilità (non conoscendo nessuna famiglia locale) di gustare il piatto tipico del pranzo domenicale veronese.

Un buon piattazzo di bollito (ma fa anche panini, trippe e arrosti), con un’ottima scodellina di pearà a far da contorno. Sorseggiando un buon bicchiere di valpolicella, sono dunque riuscito a cenare in perfetto stile veronese. Sicuramente lo stomaco si incazza leggermente, ma tanto io sapevo che dovevo tornare a casa; certo, se dovessi andare in discoteGa, mica mi abbufferei di bollito ! Ottima idea, ripeto, e complimenti al gestore. Come ho detto a lui stesso (fra l’altro un giovane simpaticissimo), sicuramente ci tornerò, anche perchè è una pietanza che mi piace tanto e la possibilità di trovare una morosa veronese è più difficile di giocare con l’Xbox col Dr. House. Il prezzo è di 13,50 euro, un pò tantino per una cena “mordi e fuggi”, stile sosta-kebab, ma, ripeto, sono cose che non si fanno settimanalmente o che, in un ristorante, sicuramente pagheresti di più.

Domenica sono stato a San Zeno di Montagna. Anche questa tappa rappresenta un “debutto” per me. Bel paesino di montagna, davvero grozioso, sede del ritiro estivo del Chievo Verona. In questi giorni c’è la Sagra dei marroni, ma essendoci arrivato (grazie al cambio dell’ora da legale a solare) prestino, mi sono limitato a mangiare un innocente panino con la porchetta (altra cosa che ho iniziato ad apprezzare da quando vivo in Veneto).

Bilancio finale: Promosso il panino degli Alpini ma anche il panorama del lago, che ho potuto ammirare da Albisano (vedi foto), il lesso con la pearà di sabato sera e “Brendon”, fumetto bonelliano consigliatomi da mio fratello Zio Martin e acquistato, per la prima volta, in questi giorni. Bocciatissimi: la padella, il kebab disgustoso di venerdì sera, le arancine vendute dell’Auchan (spero che i veronesi che le acquistano, non pensino che le vere arancine siciliane sono queste), la coppia tristissima seduta sulla panchina davanti la parrocchia di Albisano (per la miseria, ma vi mettete insieme per vivere come vi ha insegnato Marco Masini?) ed infine il tizio, con moglie e figlio scassaminchia al seguito, che mi chiese, mentre scattavo le foto, se il paese sotto era Torri del Benaco o Garda. “TORRI !”, risposi io; “Garda è più sotto “. Anvedi adesso un palermitano che deve dare spiegazioni geografiche, in pieno nodd, ad un noddico…

Io, UOMO, vittima dello shopping sfrenato ! (Prima puntata)

Il titolo dell’appuntamento settimanale (o giù di lì) col Pianeta Mobys è una perla di latinismo che deriva dai miei lunghissimi anni trascorsi a studiare scrittori del calibro di Tascio Cecilio Cipriano, Pomporio Porfirione e Quinto Settimio Fiorente Tertulliano. Che poi, onestamente, mi sono sempre chiesto perchè, a quest’ultimo, i genitori imposero un nome così assurdo. Era Quinto o Settimio ? Ve lo immaginate se oggi uno vi si presentasse dicendo “Piacere, sono Secondo Primo Tosi” ?

In ogni caso, due sono le verità che non possono essere messe in discussione: la prima è che il Tertulliano disse una frase che trova la mia totale approvazione (“Chi vive solo per compiacere se stesso fa un piacere al mondo quando muore”); la seconda è che io, di latino, non capisco un emerito cazzo, visto che ho svolto studi tecnici. Ad oggi posso asserire che, di elettronica e telecomunicazioni, ne capisco quanto di latino e greco, quindi direi che i miei studi sono stati molto azzeccati e fondamentali per la mia crescita intellettuale, spirituale, ecc.

Perchè, ordunque, questo titolo ? perchè volevo parlarvi del fatto che mi è caduto un mito. Si è sempre pensato che le donne abbiano, nel loro dna, la voglia irrefrenabile di darsi allo shopping, acquistando, spesso, oggetti che, molto probabilmente, non utilizzeranno mai. E’ più forte di loro, specie quando sono in compagnia del moroso o del marito. Secondo me, spesso, entra in gioco una sorta di “rivalsa”, una piccola e gustosissima vendetta che la gentil donzella rifila al compagno che si è concesso, chessò, l’uscita con gli amici, una semplice birretta al bar o l’acquisto di un nuovo cellulare.

E lì scatta la molla. “Amoreeeeeeee andiamo a far spesuccia ??”. E, zio can, cosa credevi ? che la sera prima si era concessa sessualmente a te solo per puro amore ? Pensavi fosse amore, invece era un calesse ! Spesso, nei miei giri domenicali, noto le coppie che, numerose, si aggirano fra i reparti di Conforama. Vedi lei tutta eccitata, sveglissima come se fosse mezzogiorno, la quale passa dal guardare il tavolo tondo a quello quadrato “perchè, volendo, ci starebbe anche bene”, intervallando il suo straparlare e stracommentare la merce esposta con inutili “tu cosa ne pensi ?”.

Lui, naturalmente, ha le palle stragonfie già da prima di entrare nel negozio, sta ancora dormendo, pronuncia qualche chilo di bestemmia, pensando esclusivamente al fatto che vorrebbe essere ancora a letto, e non gliene fotte MAI una minchia di ciò che dice la ragazza: basta che facciamo presto, così pago e andiamo a casa, che mi aspetta il gran premio di F1, l’aperitivo ed il bollito con la pearà (o la “pasta o furnu”, a seconda della zona geografica dove ci si trova).

Il top del top è quando l’allegra coppietta è accompagnata dalla suocera. “Come ti sembra, mà?”, “sieti in questo divano, mà”, “questa cosa si rompe nel giro di un mese, mà”, ecc. A volte, la presenza della nonnina, può essere tattica: paga lei, non dico il divano, ma almeno il giocattolino per quel rompicoglioni di nipotino, ci deve uscire !

Ma il mito è crollato. Non è vero che sono solo le donne a non riuscire a frenare l’impulso di acquistare la qualsiasi: io soffro della stessa sindrome ! Sarò diventato gay ? Non credo, mi piacciono troppo le gambe delle ragazze per eccitarmi guardando un culo peloso. Allora soffro anch’io della mania di acquistare oggetti di cui potrei fare tranquillamente a meno. Tralascio piccoli esempi (vedi acquisto di riviste di cucina, quando so benissimo che non mi cimenterò mai a preparare qualcosa di diverso dal solito) e vado all’esempio-clou: qualche sabato fa, ero al Lidl, e vidi un attrezzo da giardino, esattamente un “soffiatore, tritafoglie, aspiratore”. Un oggetto utile per chi vuole liberarsi dalle foglie che risiedono nei giardini, recando fastidio soprattutto al passaggio pedonale e automobilistico. Ero indeciso se acquistarlo o meno, anche perchè costava 55 euro. Lo prendo o non lo prendo ? Erano rimasti solo due cartoni. Un tizio accanto a me, dopo aver parlato con la moglie al telefono, ne prende uno e se lo mette nel carrello. A quel punto, non ci penso su due volte: anche io lo voglio ! E’ l’ultimo nel bancale ? Deve essere mio ! E’ MIO ! Posso uscire dal Lidl e dire a tutta Bussolengo: “vi ho fottuto, l’ultimo tritafoglie l’ho comprato IO”. Poi, magari, come mi disse il mio amico Davide, c’era un altro bancale nel magazzino, ma vuoi mettere la soddisfazione ? Tutti gli abitanti di Bussolengo ad applaudire sto coglionazzo che esce fuori col SUO soffiatore da 55 euro, bello, verde, anallergico, fiamante e pronto all’uso ! Chissà, pensavo nella strada del ritorno, magari può anche fungere da oggetto utile all’autoerotismo !

In tutto questo contesto, mi era sfuggita una cosa, ma non riuscivo ancora a capire quale. Arrivo a casa, molto l’apparecchio (che “una volta montato, per ragioni di sicurezza, non può essere più smontato”, quindi non puoi, anche volendo, riportarlo alla Lidl), inserisco la spina e, con mia grande sorpresa, sento aspirare così forte che, poco ci voleva, e veniva risucchiato il mio divano !!! A quel punto, mi venne l’illuminazione: ma io non ho alcun giardino !!! Si, ho una piccola corte dove porcheggio l’auto, ma là dove c’era l’erba ora ci sono ciotoli e cemento. Ogni tanto tiro via qualche foglia caduta dall’albero del mio vicino, ma, da qui, a pensare di comprare addirittura un attrezzo per rimuoverla, ce ne passa. Immaginate lo sguardo dei veciotti che passano e mi vedono con sto bazooka in mano ! Per fortuna, dopo qualche settimana, ho trovato un amico che, per 35 euro, mi ha tolto da casa uno degli acquisti più inutili ed insensati degli ultimi mesi.

Nota a margine: giorni caldi nelle università italiane. La riforma Germini non piace, i tagli sono qualosa di immorale e bisogna protestare, occupare, scioperare. Non entro nel merito della questione-riforma, penso solo una cosa: in che periodo siamo ? fine ottobre ! Ahhhn ora tutto mi è più chiaro: bisogna anticipare le vacanze natalizie, come (quasi) ogni anno. E allora forza ragazzi: bisogna protestare e magari anche occupare. Il vero motivo, come sempre, lo saprà solo il 10% degli studenti, ma non importa. Occupare è una cosa fica ! Poi, naturalmente (e puntualmente), a gennaio tutto si sistema e, quatti quatti, si ritorna fra i banchi, con la consapevolezza che bisognerà aspettare un’altra decina di mesi per trovare un altro (ennesimo, nonchè inutile) motivo per protestare e soprattutto con la convinzione (perchè gli studenti son mica scemi) che questo bellissimo et lungo periodo di svago, prima o poi, passerà e, iniziata la carriera lavorativa, si conoscerenno i primi veri “cazzi”.

Depeche Mode, Tour of the Universe: io andrò a Londra !!!

Non so dove sarò fra un mese, fra due, ma anche fra una settimana. In compenso so che, il 29 Maggio 2009, alle 22.55 ora locale, sarò a Londra. Motivo ? Concerto dei Depeche Mode !!!

Ebbene sì, questo ennesimo week end abbastanza inutile, mi ha regalato, grazie a mio fratello Zio Martin, una stupenda emozione. Il prossimo anno, infatti, il mio gruppo preferito da sempre, darà vita al “Tour of the Universe 2009”. I Depeche, il cui nuovo album uscità la prossima primavera, faranno tappa anche a Roma (Stadio Olimpico, 16/6) e a Milano (San Siro, 18/6), ma essendo due giorni lavorativi (giovedì), sarebbe stato un pò problematico chiedere permessi lavorativi. Il problema, in ogni caso, non si è posto assolutamente, sia per mio fratello che per me: il 30 Maggio, presso l’arena O2 di London, suoneranno i Depeche Mode, in un sabato sera da favola.

Tante sono le coincidenze fortunatissime, infatti non sto pensando minimamente ai costi. Albergo già prenotato, biglietti del concerto (posto numerato !) già acquistati ben prima dello scontatissimo “sold out” e oggi penso che farò i biglietti aerei. Parlavo di coincidenze fortunate. Si, perchè mettere insieme i Depeche Mode che suonano all’arena O2 di Londra, di sabato sera, in pieno pontazzo meraviglioso (martedì 2 giugno vi ricordo che è festivo ed io prenderò l’aereo per tornare a Verona), è un’occasione che non si ripeterà mai più.

E così, dopo Casalecchio di Reno (PalaMalaguti, 26/9/1998) e Milano (Datch Forum, 18/2/2006), mi attende il mio terzo live dei Depeche. Non solo: finalmente coronerò un mio vecchissimo sogno, cioè visitare Londra con mio fratello (al di là della nostra passione musicale, siamo stati sempre innamorati della capitale del Regno Unito). Fra l’altro, lui e consorte, la conoscono già abbastanza bene, quindi sono sicuro di non perdermi. Saranno pochi giorni ma, come dicevo prima, saranno ben più emozionanti di interi anni vissuti in Valpolicella. W London, W i Depeche ! Non vedo l’ora….