Quando il sole lo si ha dentro.

Sono tra coloro che usano la battuta “questo tizio è un pò anglosassone”, riferendosi ad una persona un pò chiusa e poco allegra. Pur non essendo mai stato in Inghilterra, so benissimo che questa corrispondenza è priva di fondamento, anche perchè, un mio amico, qualche anno fa, mi disse: “se conosci gli inglesi, ti renderai conto che questo accostamento, in realtà, non sta nè in cielo e nè in terra”.

In questi giorni, ho dato una sbirciata al blog di una cantante che amo parecchio, cioè L’Aura. Ironia della sorte, la giovane e bravissima artista bresciana, è stata a Londra nello stesso periodo in cui anche mio fratello e moglie vi trascorrevano qualche giorno di vacanza. Chissà, magari Zio Martin l’ha pure incrociata per strada, mentre io ero sotto la pineta croata 🙂

Ma il punto non è questo. L’Aura parla del suo periodo di vacanza e, fra le altre cose, scrive : “Dell’Inglhilterra e dell’ “inglese” in generale mi ero fatta un’idea completamente sbagliata; l’equazione luogo grigio e piovoso = popolo grigio e piovoso in questo caso non fa al caso suo. Anzi! Mi è capitato solo a San Francisco di incontrare gente così aperta, gentile, disponibile, ironica (quando non leggermente sarcastica),e COLORATISSIMA! Insomma questi inglesi il sole ce l’hanno dentro! Meglio 10 gradi in meno, ma qualche sorriso in più no?”.

Direi proprio di si, cara Laura. A prescindere dal fatto che adoro il “freschino” e che, quindi, mi fionderei in una città dove non si patisce il caldo anche domani, io, che della “solarità” faccio una battaglia pressocchè quotidiana (pur nello stile Don Chisciotte contro i mulini al vento), sono convinto che il cielo azzurro e il solleone non rappresentino le condizioni necessarie e sufficienti affinchè una popolazione sia allegra e felice.

Come ho sempre detto, non sono nè sociologo e nè psicologo, ma posso affermare che, dal mio punto di vista, noto che si respira un clima di “profonda tristezza”, quantomeno nelle zone in cui vivo. Vuoi vedere che i veri anglosassoni sono i veronesi ? Scherzi a parte, devo dire che la componente solarità è assai carente. Poi, come sempre, si riesce a “mascherare” questo, che per me è un grave handicap (considerate che provengo da una terra dove la battutina, idiota o simpatica che sia, viene spesso proferita), con la minchiata dell’essere “freddi”, ma, London insegna (perchè io credo a ciò che L’Aura dice) che può anche piovere, per 20 ore consecutive, senza che questo incida sul sorriso e la voglia di fare/suonare/stare insieme; così come, viceversa, può splendere un sole spettacolare ma è inutile se si è nebbiosi dentro.

Come sempre, specifico che non voglio fare di tutta l’erba un fascio (precisazione scontata. Del resto, i londinesi mica sono diventati tutti allegrotti come i siculi), ma, in base alla mia esperienza, ho voluto far mie le parole dell’artista succitata. Perchè il sorriso e l’allegria rendono migliori i rapporti, e quindi la vita, perchè non c’è da avere un cazzo di orgoglio nel definirsi o sentendosi definire “cagona/e”. Ma qui, ahimè, sto imparando ad utilizzare una sorta di “limitatore” (si, proprio come quello dei camion), per evitare di sforare il tetto massimo di cazzeggio consentito, perchè, il “troppo scherzoso” si deve contenere, mentre chi indossa un giubbino di pelle anche a ferragosto, è un mito. Troppo caberet sa di “terun”: dobbiamo abituarci a “volare basso”, ad evitare di dire una parola più del richiesto e, se proprio insisti, ti viene puntualmente detto “azzo, ma che ti sei fumato/bevuto stasera ?”. Non è mica colpa loro (non riuscirò mai a parlar male dei veronesi e non solo perchè vivo in questa splendida terra), ma è tutto frutto di una mentalità che subisce, nel corso degli anni, delle limature, ma che, nei pilastri principali, non cambierà mai.

Do troppa importanza alla componente allegria ? Ai vostri occhi, probabilmente si. Ma ciò deriva dal fatto che, secondo me, è dalla mancanza di voglia di stare insieme che poi si diventa tristi, depressi e solitari. Ed è la gente “morta dentro” che cerca, in qualcosa (vedi l’alcool, la droga, ma anche essere ignorantemente razzista), ciò che non riesce a produrre dal proprio cuore. Ed è come sperare che, in pieno deserto, sbuchino fuori le rose.

Si, caro Ziomartin, lo so cosa stai pensando: bisognerebbe andare a vivere a Londra 🙂 In un posto così, non vieni catalogato in quanto “panzone” o, semplicemente, terun: non vieni proprio catalogato. Sei uno dei tanti, uno fra tanti. Incontri neri, gialli, rossi, viola, ecc. e solo così si cresce, si esce fuori dal recinto, si Vive Davvero, per dirla alla Giorgia ! Scusate gli errori.

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