La mia maledizione della prima luna.

In quel tempo, il mio amico Francesco, mi chiese se, al mio ritorno dalle ferie, c’era stato qualche intoppo. La sua domanda non era casuale: ogni qual volta, infatti, che tornavo a casa dalle ferie, ne succedeva una: ricordo, per adesso, una ruota forata (e l’indomani dovevo andare a lavorare alle cinque del mattino !) e la connessione ad internet che non funzionava. Dopo aver aspettato il tennico di “telecom italia informazione gratuita” e fatto tante prove col modem portato da isso, ci rendemmo conto che il problema derivava da un cavo… schiacciato. Io pensavo che i tubi schiacciati creassero problemi all’acqua, non potevo immaginare che, per un cavo telefonico, il principio è lo stesso. E dire che sono diplomato in telecomunicazioni.

Da qualche anno, grazie al cielo, le mie piccole disgrazie post ferie, sono scomparse. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che pagavo dazio durante il periodo di riposo.

Ma ecco, dopo un bel periodo di ferie rilassanti, il ritorno della dea sfiga. Mi ero preoccupato, pensavo che si fosse dimenticata di me, ma così non è stato. A forza di invocare la figa, è giunta la sfiga. Questione di esse…

Venerdì scorso avevo voglia di riabbracciare il caloroso pubblico veronese e decisi di uscire. Destinazione SoundPark di Arbizzano (un posto che mi emoziona sempre, considerato che ci ho vissuto due anni). La macchina non parte, malgrado l’abbia messa in moto martedì sera, non appena arrivai da Palemmo. I signori di sopra mi videro in difficoltà, entrarono in casa e uscirono, subito dopo, vestiti da meccanici della Ferrari (ognuno ha le sue malattie). Angelo mi disse “ti spingo io, così vai dietro, esci dal cancello e la facciamo partire a strappo approfittando della discesa”. Intanto la moglie mi controllava la pressione dei pneumatici e la figlia (che mi ha colpito per la splendida forma; ero tentato di farle vedere il mio umile pipperuolo) pensava al carburante. Angelo spinge, la macchina corre verso il cancello, io salto su, e mentre penso “minchia, la mia Punto va più veloce a spinta che con la quinta inserita”, schiaccio il pedale del freno. Mossa alquanto inutile: a motore spento, i freni non possono mica funzionare. Morale della favola: sportello lato guida che striscia quasi interamente nel cancello e computer di bordo che continua a ripetermi “coglionazzo sai che esiste il freno a mano ?”. Poi, grazie all’aiuto di un altro condomino, riusciamo ad allontanare la macchina dal cancello, la quale, naturalmente, messa in posizione di discesa, si mise in moto.

Ovviamente, al SoundPark, il mio morale non era alle stelle. Fra l’altro, non sapevo che c’era musica metal, quindi io, vestito da gran signore (come sempre) mi sono ritrovato in mezzo a tanti marylin manson. In ogni caso, oltre a loro, c’era un sacco di gente e, per me, che ho sempre decantato lo Shout!, è stata una piacevole sorpresa. Difficilmente, infatti, nella provincia di Verona si assiste ad un evento musicale che attira così tanta gente. Anche a livello di età, c’era di tutto, da persone più mature di me, alle solite “lolite da sagra”, ovvero ragazzine che vanno in giro con le gambette in bella evidenza all’insegna del più classico “scopami scopami”. Sabato sera sono tornato alla stessa festa, la musica mi piaceva di più, ho incontrato qualche personaggio (simpatico) che conosco, ma non sono riuscito a mangiarmi il cous cous, che era la specialità della serata. Peccato.

Arriva la domenica bestiale. Sapessi amore mio come mi piace partire quando Milano dorme ancora. E così, approfittando di una stupenda giornata di cielo azzurro (forse la prima domenica di bel tempo da quando è iniziata l’estate), faccio un giro in auto. In una rotonda, guardo verso sinistra (ovviamente) e non mi rendo conto che il coglionazzo davanti me, è fermo, forse perchè era giunta l’ora della preghierina musulmana. Gli sbatto contro e scendo dalla macchina inkazzato come un vitello. Dall’altra autovettura esce fuori un extranegro. Io noto subito che la sua macchina non si è fatta proprio nulla, mentre nella mia si sono rotti i supporti che tengono il fanale alla carrozzeria. Fanale che è uscito, quindi, dall’alloggio, ma che, per fortuna, non si è rotto (ho già provveduto a sistemare il tutto mettendo mezzo chilo di colla; speriamo che regga). Il tizio ha pronunciato solo tre parole “dove tu guardare ?”, ed io, da buon comunista pentito, ho ribattuto dicendogli che non vedo l’ora che Flavio Tosi diventa presidente della Regione Veneto, così tutti gli extranegri vanno fuori dalle balle. Del resto, se sto tizio fosse rimasto nel suo paese a mangiare pane arabo e hashish, io non sbattevo. Naturalmente sto scherzando, anzi gli ho chiesto subito scusa, anche se dopo mi sono ripromesso di andare a cercare nella Bibbia se è peccato chiedere scusa ad un marocchino.

Due, seppur piccoli, incidenti, in due giorni. E dire che, in dieci anni di Punto, avevo strisciato la carrozzeria una sola volta. La media un pò mi fa paura. Sono alle prese con una sorta di Final Destination ? Dovevo affogare nelle acque croate ?  Dovevo morire a seguito del risotto al tastasal che ho mangiato sabato sera a San Pietro ? chissà. Certo, domattina, mi metterò in macchina con un pò di ansia (oltre che con Diego, che sarebbe il mio collega-paesano).

L’unica cosa certa è che oggi, al mio ritorno a casuccia, prima di buttare settantacinque tonnellate di sale fuori casa (wow sembra che abbia nevicato da queste parti), mi sono imbattuto su una testimone di geova, la quale, poverina, non sapendo che ero reduce da disgrazie automibilistiche mai accadute da quando guido, mi propose la lettura della torre di guardia e mi disse che la fine del mondo è vicina. Al che, risposi prontamente: “zio can, la fine del mondo ? non vedo l’ora che avvenga. E’ una vita che l’aspetto”.

Buona settimana a tutti. Ricordatevi che l’apocalisse è più probabile della promozione dell’Hellas 🙂

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