Ferie Estive 2008: è tempo di bilanci.

A pagina 57 del Manuale delle Ferie, sono riportati tutti i parametri utili per calcolare l’I.G.F., ovvero l’Indice di Godimento delle Ferie. Uno dei parametri più importanti riguarda la “sazietà”. Torni a lavorare afflitto dall’immancabile tristezza da fine ferie, ma ti rendi conto che ti sei goduto un bel periodo di riposo, ti sei rilassato, hai fatto tutto ciò che volevi (o quasi), hai ricaricato le pile e, quindi, riprendi a faticare col piglio giusto.

Io sono sazio. Queste ferie ricche di novità, come preannunciato negli interventi precedenti, non hanno deluso le mie aspettative e mi sono goduto sia il periodo croato che quello palermitano; goduto in misura tale da non rimpiangere nulla e a non pensare “peccato, avrei voluto qualche giorno in più”.

Non avrei voluto qualche giorno in più, anche se, naturalmente, tutti vorremmo che le ferie durassero chissà quanto. Ciò vi fa capire che, in queste due settimane, ho “volato basso”, ovvero non c’è stato nessun colpo di teatro, nessun gol alla Maradona, nessuna chicca in particolare. Le mie ferie sono state come una bella partita, conclusa senza vincitori ne vinti. Da applausi ma senza la benchè minima lacrimuccia (stile bellissima pubblicità della Costa Crociere) pensando ai giorni trascorsi.

In Croazia sono stato benissimo. Rovinj è un posto molto carino (vedi foto), l’hotel è andato al di là delle mie più rosee aspettative, ottimo il rapporto qualità/prezzo, ho mangiato bene, e le lunghe giornate facendo spola fra la stupenda pineta e il mare, mi rimarranno nel cuore per tanto tempo.

I croati (anzi, i croazzi, che mi piace di più) mi sono sembrati un pò troppo acidelli. Probabilmente quella zona non è ancora stata abituata a ricevere turisti e, a differenza della nostra nazione, non ha ancora la cultura dell’ospitalità; ti trattano con un fare un pò inkazzoso, dalla dogana al cameriere. Se non si mettono in testa che devono dare un tocco più professionale a tutto ciò che fanno, dal modo di servire il caffè, all’organizzazione delle escursioni, il turismo non decollerà mai e questo è un vero peccato perchè il mare è bellissimo e i posti sono molto grozziosi. Mi rendo conto, inoltre, che la luce costa tanto, ma ciò non vuol dire che debba esserci un’atmosfera fin troppo romantica. Mi ha colpito il fatto di non vedere, in giro per Rovigno, nemmeno un poliziotto/vigile urbano: evidentemente si sta bene. 

La Croazia non fa ancora parte dell’UE, quindi adotta ancora la moneta nazionale, ovvero la Kuna. Un euro corrisponde a sette kune. All’inizio ero un pò spaesato poi, grazie anche a Davide, ho preso familiarità con questa moneta. Ricordo ancora le cinque kune spese per il caffè, le quindici per acquistare La Gazzetta dello sport (che arrivava alle 9 di mattina nell’edicola dell’Hotel, ottimo anche questo) e il conto di 300 kune al ristorante che mi fece sbiancare: alla fine, mangiavamo alla grande, spendendo 20 euro ciascuno ! I tavolini dei ristoranti/gelaterie di Rovigno erano tutti pieni, altro che crisi che si respira a Bardolino. Il motivo è semplice: come ho già scritto prima, se non sei un tipo da grandi pretese, ti fai una bella vacanzina spendendo davvero poco.

Io, nel beach bar situato in spiaggia, spendevo 70cent per un caffè, il doppio per una bottiglietta d’acqua e poco meno di tre euro per una birra (che poi fanno la buona distinzione fra 0,20, 0,30 e 0,50). Il lettino costava 3 euro al giorno ! Prezzi che non si trovano in nessuna spiaggia italiana. Unica cosa negativa: Rovigno, ma in particolare l’Hotel dove ho alloggiato, è un posto più adatto alle famiglie che ai single. Ho visto tante belle tedeschine, tante russe, ma le migliori restavano le cosidette “sticchiomamma”.

Da segnalare, infine, la multifunzionalità del personale: la stessa cameriera potevi trovarla la mattina a controllare gli ingressi al ristorante, la sera a distribuire il gelato, l’indomani a sparecchiare o a fare addirittura animazione.

Tornerò in Croazia ? credo di si, anzi, dopo un primo frettoloso “addio”, penso che, se fossi da solo, potrei perfino tornare nel caro Hotel Valdaliso. L’idea attuale, oggi, a ferie appena concluse, è comunque quella di vedere altri posti, visitando la parte “bassa” dell’Istria. Sicuramente, dopo lo “svezzamento” di questa estate, mi sento perfettamente in grado di partire anche da solo.

Una settimana l’ho trascorsa a Palermo, andando spesso a sguazzarmi nel mare di Altavilla, precisamente in un Lido che, sicuramente, non rappresenta il massimo delle mie aspirazioni (troppi sbabbari per i miei gusti). Del resto, la mia scelta palermitana, è stata dettata dalla voglia di rivedere i miei, e il prezzo da pagare è stato quello di sorbirmi scene di cui ne avrei fatto molto volentieri a meno. Diverso sarebbe stato, per esempio, se mio fratello fosse stato più presente (è andato a London due giorni dopo il mio arrivo).

Nella notte di ferragosto, ho fatto il “bagno di mezzanotte”, cosa che non facevo da moltissimi anni. Belle le cenette in spiaggia a dieci metri dal mare: uno scenario che sarebbe stato da sogno se la compagnia fosse stata diversa.

Tuttavia, sono contento di aver fatto questa scelta, cioè, sicuramente, se fossi andato a Jesolo, da solo, mi sarei rotto le bale. La stessa cosa sarebbe accaduta se avessi scelto una sola meta.

Le “vere” ferie sono, comunque, quelle che si trascorrono lontano da casa (veronese o palermitana che sia) ed io, in Croazia, mi sono sentito, per la prima volta nella mia vita, DAVVERO in vacanza, senza nulla togliere, naturalmente, alla compagnia, alle chiacchierate e ai pranzetti di mia madre. Credo che, questa spartizione dei pani e dei pesci, la farò anche in futuro.

Si torna quindi a lavorare (e fra poco mi attende la vendemmia, ovvero, per me, il periodo più nero dell’anno) e, per concludere, posso affermare che queste ferie mi hanno dato un’ulteriore spinta affinchè compi, in fretta, tutti gli sforzi necessari per smuovere le acque di un laghetto che sono diventate fin troppo stagnanti per i miei gusti.

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