Il cummenda fa schifo, Palermo no.

Io discuto su tante cose, non ho la  “testa dura”, spesso, ammetto i miei errori e mi correggo. Credo che, per dirla all’Arrigo Sacchi, si tratti di pura e semplice “umiltè”. Sono poche, quindi, le mie certezze inossidabili, che comunque, per evitare di tediarvi, non sto qui ad elencare. Una di queste è quella di evitare di guardare certe trasmissioni televisive vomitevoli e, “Lucignolo” di ItaliaUno, fa parte di questa categoria. Forse aveva un senso quando era un programma notturno (ma non lo guardavo lo stesso), adesso l’hanno fatto diventare un “bellissimo” talk show, con inizio alle 21.10 (e, guarda caso, l’audience non decolla).

In questo mio intervento, non voglio fare critica televisiva, giudicando la trasmissione di Mediaset, soprattutto perchè io parto sempre dal principio che la gente deve essere libera di vedersi tutte le minchiate che vuole; io preferisco la tv di qualità che, da qualche anno a questa parte, risiede esclusivamente sul satellite. Continuate pure a guardarvi, dunque, Lucignolo, cari amici miei: io non mi permetterò mai di giudicare i vostri gusti, in qualsiasi campo.

Fatta questa lunga premessa, vi racconto che, lunedì scorso, facendo zapping, mi soffermai qualche minuto proprio su Lucignolo, forse perchè il Signore volle così punirmi per dei peccatucci lussuriosi commessi durante il week end.

Mi soffermai, dunque, su Italia Uno, ma solo per un semplicissimo motivo: vedevo delle immagini su Palermo. Il servizio mostrava il Cummenda del Grande Fratello, aggirarsi per le vie del capoluogo siciliano. Mi aspettavo i soliti gesti amorevoli, i soliti baci e abbracci e, quindi, le solite manifestazioni di ridicolo entusiasmo che spesso accompagnano i coglionazzi che diventano divi per il semplice fatto che hanno partecipato ad un reality show (un giorno spero di capire il meccanismo…).

Niente di tutto ciò. Il mitico (…) Cummenda, con fare da sborone, ha ricevuto qualche abbraccio ma anche, e soprattutto, tante offese. Pensava di fare la figura del conquistatore, invece, probabilmente, quella di Palermo, per lui è stata una vera e propria tappa-incubo. In via principe di Belmonte (in pieno centro) una stupendissima ragazza, per nulla intimorita dalla presenza della telecamera, gli rifila un discorsetto senza la benchè minima sbavatura linguistica, che metterebbe in difficoltà anche un politico (“non mi è piaciuto il modo di porti, ti sei seduto qua con noi come se ti fosse quasi dovuto, quasi come se fosse scontato il nostro piacere di averti fra noi, invece non è così” (frase che ricordo a memoria, naturalmente, essendo trascorsi diversi giorni, posso anche ricordare non benissimo). In discoteca, un’altra ragazza, continua ad urlargli in faccia “ti senti figo, ma fai schifo”. Il capolavoro a Mondello, la spiaggia dei Palermitani. Anche qui commenti negativi si mescolavano a qualche applauso e il Cummenda decide di farsi un giro in pedalò, con due ragazze che, appunto, pedalavano “per lui”. Anche i palermitani, nel loro piccolo, si incazzano e, al ritorno dal giretto romantico, in spiaggia si respira una bruttissima aria, tant’è che il Cummenda deve essere aiutato dalle guardie del corpo a scappare (“bisogna subito andar via da qua”).

Ho letto qualche commento sul web. Qualcuno dice che i palermitani hanno fatto una pessima figura e che si è fatta la solita figura dei mafiosi. Io non sono assolutamente d’accordo con questi commenti, ma mi rendo conto che spesso, noi palermitani, abbiamo il viziaccio di giudicarci troppo negativamente. L’ho fatto anche io, in passato. Ciò succede quando non si esce dal recinto cittadino e si è portati a pensare che “nessuno fa schifo come noi” (invece non è affatto così).

Sul fatto che, a Palermo, ci siano mille problemi, non ci sono dubbi, e non sto qui a discuterne adesso. Una cosa è certa: il Cummenda ha fatto una bellissima figura di merda. Non mi interessa se con Taricone sarebbe diverso o se a Raoul Bova gli tirano le mutande addosso, non sto facendo un discorso sociologico; dico semplicemente che sti miti della tv spazzatura, ovvero i “realitysti” (non ci fate caso, è un termine che ho appena inventato…) e i tronisti, mi stanno sulle palle, soprattutto perchè molti di loro sono diventati “mitici” grazie al decadimento della tv e del pubblico che la guarda. Essi hanno dunque trovato terreno fertile in un contesto televisivo, ripeto, sempre più scadente. E se uno di questi “nuovi miti” viene mandato affanculo, anzichè essere osannato, come sperava, io godo all’infinito.

Cosa pensava il Cummenda ? che a Palermo avrebbe trovato gente ignorante, donne affamate di sesso pronte a saltargli addosso ? Gli è andata male. Ed io, alla fine del servizio, mi sono alzato dalla poltrona, lasciandomi andare a 92 minuti di applausi. Tutti per le palermitane…

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