Le vacanze e il sabato del villaggio.

“Questo di sette è il più gradito giorno […] diman tristezza e noia recheran l’ore […]”, diceva il grande Giacomo Leopardi. Ieri pensavo al fatto che le vacanze sono SEMPRE stupende e, secondo me, i giorni che le precedono, sono ancora più meravigliosi, forse addirittura la parte migliore !

Mancano due settimane alla mia partenza per la Croazia. E’ una vacanza di portata storica, in cui molti tabù verranno sfatati, considerato che, da quando son nato, è la prima volta che trascorrerò l’estate lontano dalla mia famiglia, è la prima volta che esco fuori dall’Italia e, soprattutto, è la prima volta che parto con un amico: io e Davide; come Thelma e Louise. Per carità, comunque vada, se proprio dovessimo decidere di buttarci giù con la macchina, da un Canyon versione balcanica, sicuramente non ci baceremo, come ci mostrò il bellissimo film di Ridley Scott. Peccato, piuttosto, che in Croazia non ci sarà anche Dennis, sarebbe stato tutto ancora più bello.

No, io e Davide torneremo. Lui ha solo una settimana di ferie ed io sto pensando dove poter trascorrere la settimana che va dal 10 (torneremo sabato 9) al 17. Mi sono stati concessi due giorni extra quindi, volendo, potrei (e vorrei) sfruttare tutti i giorni a mia disposizione, ovvero sino a martedì 19.

Proprio qui sta la bellezza del Sabato del Villaggio. L’attesa per le ferie, come dicevo all’inizio, secondo me, è una delle parti migliori delle ferie stesse. Quante volte vi è capitato che le vostre aspettative risultassero poi deluse ? Invece, nei giorni precedenti, c’è l’eccitazione, la gran voglia di staccare la spina e di mandare affanculo il vostro capo e i vostri amabili colleghi, la valigia da preparare. Ed è proprio in questo periodo che sto riempiendo fogli interi con possibili mete. Praticamente mi sono girato l’Europa e sono andato a zonzo per mezza Italia ! 🙂

Cosa mi costa ? a chi devo dare conto e ragione ? questo è uno degli aspetti positivi dell’esser single. Non ho prenotato nulla, perchè non ho idea di come tornerò dalla Croazia. Sarò “sazio” di mare ? allora mi piacerebbe fare una sorta di “tour culturale”, cioè andare a Firenze e a Siena. Non sono riuscito a fare ciò che sogno da una vita, ovvero oziare in spiaggia ed oziare ancora ancora ancora, anche quando sono stanco di oziare ? allora potrei puntare su Jesolo. Il mare non è sicuramente un granchè, ma ci sono interminabili spiagge di sabbia e soprattutto una movida molto interessante.

Jesolo e Firenze, quindi, sono le prescelte. Ho fatto, in pratica, come il Consiglio Federale della FIGC, che ha escluso delle società di calcio (a proposito, la prossima settimana, l’Avellino potrebbe essere ripescato in serie B ! inutile descrivere la mia gioia). Ho escluso, quindi, mete che mi piacerebbero, ma che non posso permettermi dopo aver speso un tot in Croazia. E’ saltata quindi Londra, anche se, con 630 euro, mi veniva il volo da Verona e il soggiorno in Hotel tre stelle, mezza pensione, per 7 notti. Cifra ridicola per Londra, ma, ripeto, per quest’anno andiamoci piano, il prossimo anno si vedrà. Londra esclude anche Barcellona: il soggiorno, in terra spagnola, non solo mi sarebbe costato di più, ma continuo a pensare che, se capitale europea deve essere, preferisco sempre e comunque la city londinese. Esclusi i lidi ferraresi: in un primo momento, mi sembravano più facilmente raggiungibili rispetto a Jesolo e, al di là di questo, ho letto pareri poco positivi sulla qualità del mare. Per non parlare del fatto che, tutte le persone a cui ho chiesto info (vedi amico mio bolognese), mi hanno parlato più di zanzare che di presenze femminili ! Bocciato il grande tour col treno: altro che seicento euro di londra, andare in giro per varie città (avevo stilato un programma minuzioso) comporta un grosso esborso ma, più che altro, si deve essere un tipo di viaggiatore più saccopelista e meno amante delle comodità (come invece sono io). Due giorni a Firenze, poi Siena, San Gimignano, Perugia, Assisi, Ancona e risalire via Rimini, Riccione e Cattolica: sicuramente bello, ma ci vorrebbe una macchina e, magari, essere in due (e questo è un aspetto negativo dell’essere single…ahahahahah). Bocciato infine, anche questo per motivi economici, il mare delle Marche, ossia Numana (vicino Ancona) e Senigallia, mentre stasera parlerò con Lisa di Bellaria (medaglia di bronzo nelle mie scelte). Infine c’è naturalmente… Palermo, la mia bedda Paliermu. Come si fa a non approfittare delle ferie per vedere la propria città natia (ma soprattutto le poche persone a me care ?). Potrei trascorrere in terra sicula gli ultimi giorni di ferie, ma, purtroppo, essi coincidono col Ferragosto (venerdì) e non mi entusiasma l’idea di passare il 15/8 a Palermo. Su questo argomento ci sarebbe da discutere per un intero capitolo, ma entriamo in un contesto troppo personale e familiare: il blog è bello, ma i cazzi miei sono cazzi miei…

Un sabato sera da ultrasballo.

Grazie al mio bellissimo navigatore viamichelin, ieri sera, alle 21 in punto, mi ritrovai in quel di San Giovanni Lupacchiotto. Il programma del “Sangiò Festival” prevedeva una serata teatrale dentro il Parco dell’Opera Pia Ciccarelli. Titolo: I promessi sposi.

Mi stuzzicava l’idea di vedere l’opera di Alessandro Manzoni (che conosco quasi a memoria, avendola letta e riletta tante volte) in versione teatrale, e non pensai minimamente al luogo dove sarebbe stata rappresentata. L’unica premura fu quella di programmare, ripeto, il navigatore.

Detto navigatore, però, ha due difetti: il primo è che continua a ripetermi “attenzione, velocità eccessiva”, facendomi urlare ripetutamente: “ho capito, hai scassato la minchia”; il secondo è che non mi dice “ma dove cazzo stai andando, coglionazzo ???”. Insomma c’è un avviso di troppo e un altro che, invece, manca 🙂

Arrivo sul posto in perfetto orario (come consuetudine del Mobys) e varco la soglia del cancello del Parco. Solo a questo punto, la mia mente geniale, si rese conto che ero dentro un bellissimo Ospedale. Mi dirigo verso il palco e le sedie, fra l’altro ormai quasi tutte occupate (con lunga prima fila composta interamente da veciotte in carrozzina). Del resto, siamo dentro un’ospedale, mica in discoteca. Mentre attendo l’inizio dello spettacolo, continuano ad arrivare persone di età media 89,7 anni e, come ben capirete, il mio entusiasmo raggiunge livelli vertiginosi. Mi vengono in mente un paio di frasi, dette da una persona seduta accanto a me: “ciao Paolo, come va? beh dai, io tutto ok, fra una medicina e l’altra”. Dopo due minuti: “no vegnarà mia zo un bel temporal, casso. No, parchè mi vedo quela nuvoleta lì in fondo che l’è bassa”.

Pazienza, del resto, ero io quello fuori posto, quindi non mi resta che starmene calmino e sperare che lo spettacolo mi faccia dimenticare il contesto da terzo episodio di “Amici Miei”. Ecco che inizia. Bravi gli attori e belli i costumi, davvero molto belli. Dopo circa cinque minuti, c’è l’incontro fra Don Abbondio ed i bravi. Uno dei bravi pronuncia la famosissima frase “questo matrimonio non s’ha da fare” in marcato accento siculo. E qui, il mio giramento di palle, raggiunge l’over the top. Se c’è un’opera dove i cattivi (in questo caso “i bravi”) sicuramente non hanno l’accento siculo, questa è proprio I Promessi Sposi. Dico, almeno in questo caso, risparmiateci il ricorso allo strautilizzato stereotipo del siculo che si oppone ad un matrimonio con movenze mafiose. Mentre continuavo a dimenarmi nella seggiola, causa nervosismo, e mentre volevo dire “ma che cazzo c’entra?”, la coppia accanto a me, si alza e se na va. Mitici. Io proseguo la visione, la serata ormai è una merda, non ho pagato alcun biglietto di ingresso e voglio vedere se lo spettacolo prenderà una piega entusiasmante. Intanto, vedo che altra gente se ne va, anche perchè i dialoghi sono arricchiti da “perle” molto discutibili, vedi Perpetua che gioca a bridge con le amiche e l’immancabile citazione di “San Silvio Berlusconi” (il cui nome, ormai, viene fatto anche se si parla di ricette culinarie). Quando torna nuovamente il bravo “versione siculo”, fra lo stupore dei centoventenni che mi stavano accanto, mi alzo e me ne vado. Basta. Affogai il mio dolore nel…kebab.

Per carità, non è la prima volta che una compagnia teatrale mette in scena una rappresentazione personalizzata anzi, credo proprio che sia una cosa perfettamente normale. Il mio disgusto è stato sicuramente provocato dalla mia scarsa esperienza in questo campo (ho messo piede, per la prima volta, in un teatro, l’anno scorso!) e deriva anche da un senso di malessere generale (per fortuna non costante), di cui pochissime persone (forse addirittura due: Laura e Caterina), a me vicine, conoscono le radici. Radici che, ovviamente, non c’entrano nulla con San Giovanni Lupatoto, il teatro, le veciotte, ecc.  Ma l’ho voluta raccontare lo stesso 🙂

Il cummenda fa schifo, Palermo no.

Io discuto su tante cose, non ho la  “testa dura”, spesso, ammetto i miei errori e mi correggo. Credo che, per dirla all’Arrigo Sacchi, si tratti di pura e semplice “umiltè”. Sono poche, quindi, le mie certezze inossidabili, che comunque, per evitare di tediarvi, non sto qui ad elencare. Una di queste è quella di evitare di guardare certe trasmissioni televisive vomitevoli e, “Lucignolo” di ItaliaUno, fa parte di questa categoria. Forse aveva un senso quando era un programma notturno (ma non lo guardavo lo stesso), adesso l’hanno fatto diventare un “bellissimo” talk show, con inizio alle 21.10 (e, guarda caso, l’audience non decolla).

In questo mio intervento, non voglio fare critica televisiva, giudicando la trasmissione di Mediaset, soprattutto perchè io parto sempre dal principio che la gente deve essere libera di vedersi tutte le minchiate che vuole; io preferisco la tv di qualità che, da qualche anno a questa parte, risiede esclusivamente sul satellite. Continuate pure a guardarvi, dunque, Lucignolo, cari amici miei: io non mi permetterò mai di giudicare i vostri gusti, in qualsiasi campo.

Fatta questa lunga premessa, vi racconto che, lunedì scorso, facendo zapping, mi soffermai qualche minuto proprio su Lucignolo, forse perchè il Signore volle così punirmi per dei peccatucci lussuriosi commessi durante il week end.

Mi soffermai, dunque, su Italia Uno, ma solo per un semplicissimo motivo: vedevo delle immagini su Palermo. Il servizio mostrava il Cummenda del Grande Fratello, aggirarsi per le vie del capoluogo siciliano. Mi aspettavo i soliti gesti amorevoli, i soliti baci e abbracci e, quindi, le solite manifestazioni di ridicolo entusiasmo che spesso accompagnano i coglionazzi che diventano divi per il semplice fatto che hanno partecipato ad un reality show (un giorno spero di capire il meccanismo…).

Niente di tutto ciò. Il mitico (…) Cummenda, con fare da sborone, ha ricevuto qualche abbraccio ma anche, e soprattutto, tante offese. Pensava di fare la figura del conquistatore, invece, probabilmente, quella di Palermo, per lui è stata una vera e propria tappa-incubo. In via principe di Belmonte (in pieno centro) una stupendissima ragazza, per nulla intimorita dalla presenza della telecamera, gli rifila un discorsetto senza la benchè minima sbavatura linguistica, che metterebbe in difficoltà anche un politico (“non mi è piaciuto il modo di porti, ti sei seduto qua con noi come se ti fosse quasi dovuto, quasi come se fosse scontato il nostro piacere di averti fra noi, invece non è così” (frase che ricordo a memoria, naturalmente, essendo trascorsi diversi giorni, posso anche ricordare non benissimo). In discoteca, un’altra ragazza, continua ad urlargli in faccia “ti senti figo, ma fai schifo”. Il capolavoro a Mondello, la spiaggia dei Palermitani. Anche qui commenti negativi si mescolavano a qualche applauso e il Cummenda decide di farsi un giro in pedalò, con due ragazze che, appunto, pedalavano “per lui”. Anche i palermitani, nel loro piccolo, si incazzano e, al ritorno dal giretto romantico, in spiaggia si respira una bruttissima aria, tant’è che il Cummenda deve essere aiutato dalle guardie del corpo a scappare (“bisogna subito andar via da qua”).

Ho letto qualche commento sul web. Qualcuno dice che i palermitani hanno fatto una pessima figura e che si è fatta la solita figura dei mafiosi. Io non sono assolutamente d’accordo con questi commenti, ma mi rendo conto che spesso, noi palermitani, abbiamo il viziaccio di giudicarci troppo negativamente. L’ho fatto anche io, in passato. Ciò succede quando non si esce dal recinto cittadino e si è portati a pensare che “nessuno fa schifo come noi” (invece non è affatto così).

Sul fatto che, a Palermo, ci siano mille problemi, non ci sono dubbi, e non sto qui a discuterne adesso. Una cosa è certa: il Cummenda ha fatto una bellissima figura di merda. Non mi interessa se con Taricone sarebbe diverso o se a Raoul Bova gli tirano le mutande addosso, non sto facendo un discorso sociologico; dico semplicemente che sti miti della tv spazzatura, ovvero i “realitysti” (non ci fate caso, è un termine che ho appena inventato…) e i tronisti, mi stanno sulle palle, soprattutto perchè molti di loro sono diventati “mitici” grazie al decadimento della tv e del pubblico che la guarda. Essi hanno dunque trovato terreno fertile in un contesto televisivo, ripeto, sempre più scadente. E se uno di questi “nuovi miti” viene mandato affanculo, anzichè essere osannato, come sperava, io godo all’infinito.

Cosa pensava il Cummenda ? che a Palermo avrebbe trovato gente ignorante, donne affamate di sesso pronte a saltargli addosso ? Gli è andata male. Ed io, alla fine del servizio, mi sono alzato dalla poltrona, lasciandomi andare a 92 minuti di applausi. Tutti per le palermitane…