Sognando Singapore.

Eccoci qua, nella fase non proprio conclusiva delle mie ferie, ma quasi. Ho ancora qualche giorno di “respiro”, ma sicuramente posso già tracciare un bilancio delle mie vacanze estive.

La prima settimana l’ho trascorsa scegliendo una meta di mare non distantissima da casa mia, così mi sono recato a Caorle, in provincia di Venezia. Spiaggia immensa e piscina dell’hotel situata sulla terrazza, al quinto piano. Una maniera come un’altra per prendermi in giro, visto che mi è capitato spesso di vedere delle foto scattate in località incredibili, vedi Singapore, in cui vengono immortalate delle persone che, appoggiate sul bordo vasca di una piscina situata in chissà quale centocinquantesimo piano di un grattacielo, osservano il panorama sottostante.

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Infinity Pool di Singapore. Foto google.

Bella Caorle, il prossimo anno credo che ci tornerò.  Mi piace perchè trovate sia il centro storico, molto caratteristico, che gli ampi spazi delle spiagge. In quella di Ponente è tutto in dimensioni umane, ovvero ci sono gli hotel, una strada, una normalissima spiaggia e il mare. In quella di Levante, dove mi trovavo io, devi farti 65 km per raggiungere il tuo ombrellone, altri 48 per raggiungere la riva e infine ulteriori 78 per far si che l’acqua ti arrivi quantomeno a livello delle tette. L’aria era tranquilla e ognuno lasciava il proprio zainetto sotto l’ombrellone. Considerate le distanze, mentre mi sguazzavo, pensavo che un potenziale delinquente aveva tutto il tempo di prendere il mio iPhone, andare all’aeroporto di venezia, prendere un volo per il suo paese, venderlo al cugino zoppo, tornare in Italia e proseguire la sua passeggiata in spiaggia. Il tutto mentre io ero ancora in acqua come un coglionazzo facendo il “morto a galla”.

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Lo scenario che vedevo dalla piscina di Caorle. Foto mia.

L’esperienza di Caorle è stata quindi molto positiva, a differenza di quella di Bibione di un paio di anni fa. Lo scenario è molto simile (le due località distano una quindicina di km), tutte le attività commerciali sono identiche e sembrano che siano state collocate da qualcuno che ha fatto “copia ed incolla” tramite pc.

Tuttavia, ci sono due differenze significative e decisive: come detto, Caorle è un paese che ha la sua storia, mentre Bibione è stata concepita esclusivamente per le vacanze. C’era il mare, hanno fatto una spiaggia infinita, costruito un miliardo di hotel, qualche villetta, le solite attività commerciali (pizzeria ristotante, pizza al taglio, sala giochi, bazar, bar, negozio dove ci sono i pesciolini che ti solleticano i piedi, enoteche dove parecchie persone si sentono sommelier, ecc.), ripetute perfettamente ogni tot metri. L’unica cosa che è quasi unica è la farmacia. Che poi, a tal proposito, sinceramente non ho capito perchè, quando arrivai a Caorle e chiesi dove si trovava il distributore automatico di preservativi (in valigia manca sempre qualcosa !), mi guardarono e subito dopo …. scoppiarono  a ridere ! Mah… non ci sono più i camici bianchi di una volta !

Scherzi a parte, mi sono innamorato di Caorle perchè, secondo me, ha quell’anima che Bibione non ha, o che forse io non sono riuscito a percepire. E qui subentra il secondo motivo per cui ci sono state profonde differenza fra le due vacanze: nel frattempo sono cambiato io ! Non so dirvi, onestamount, se sono una persona migliore, so che non sono più il Mobys di un anno fa. Ecco perchè, malgrado i miei colleghi sponsorizzassero la riviera romagnola, avevo proprio bisogno di tornare in una località veneta.

Forse mi sono fottuto con le mie stesse mani, magari nella Cesenatico di turno avrei conosciuto la donna della mia vita, ma l’unica maniera per “testarmi”, era quella di andare in un luogo molto simile a quello già visto due anni fa e dalla quale tornai in condizioni psicologiche così pessime che voi umani non potete mai immaginare. L’esperimento era rischioso, ma la sfida, per il sottoscritto, era alquanto succulenta (lo so che, come minimo, mi state prendendo per pazzo): o tornavo nuovamente scazzato, come due anni fa, e quindi tutto il mio nuovo percorso filosofico-religioso andava a puttane, o percepivo “qualcosina” che mi facesse capire che, in questi ultimi mesi, non ho perso tempo leggendo svariati libri e/o frequentando determinate persone. Ho rischiato ma ho vinto, ed è inutile dirvi che ne sono estremamente felice, oltre a sentirmi nettamente più forte.

Sono così contento della mia settimana trascorsa a Caorle, da non avvertire più la necessità di ripartire; due anni fa, dopo Bibione, andai in Toscana e aver scattato tante foto in luoghi meravigliosi rese il quadro meno “tragico”.

Nella seconda settimana, quindi, ho fatto dei giretti in zona e finalmente ho conosciuto il Parco la Quiete, un posto fantastico, situato in provincia di Brescia e dotato di tre piscine. Come ho scritto nella recensione, malgrado il nome da onoranze funebri, il posto è meraviglioso. Era proprio il contesto che cercavo ! A differenza della piscina dell’Hotel di Caorle, in questo caso, ad un certo punto, non tocchi più il suolo, e per me questa cosa è alquanto positiva (come diceva un famoso filosofo: “L’autentico sguazzo è quando i piedi non toccano più il fondale”). In realtà l’ho inventata io, non fate caso alle mie “perle”…

Il mare, specie per uno che in una località di mare ci è nato, ha sempre il suo fascino. Le spiagge venete hanno magari il difetto di essere troppo dispersive e troppo piene più di stranieri che di italiani, l’acqua non è certo cristallina come il mio cuore (toh! un’altra perla, forse è giunta l’ora di andare a lettuzzo…), ma ti garantiscono un relax indescrivibile, sia in spiaggia che in acqua.

Ad un certo punto, mentre sguazzando guardavo l’ennesimo caccia militare che sorvolava le nostre teste (perchè è importante che noi giochiamo con i caccia iper tecnologici mentre le merde usano i furgoni…), mi chiesi: “ma sono spariti tutti ???”. In realtà gli spazi sono così immensi, da far invidia a qualsiasi coppia giunta al terzo anno di matrimonio.

In piscina è diverso perchè, ovviamente, ad un certo punto, arriva il casino, si riempie di bimbi (e mi gioco tutte le medaglie vinte ai tornei di puzzette di Buttapietra che tutti pisciano lì dentro), e ti ritrovi gomito a gomito con, appunto, bimbi piscioni, coppiette pucci pucci “guarda come sono figo quando mi tuffo”, gente che si analizza il cazzo di foruncolo, donne che si confrontano su quanto dovrebbe essere adeguatamente lungo un pene, mariti scoglionati che pensano che le verie ferie le fanno quando vanno a lavorare e le solite turiste “vogliosi ed insaziabili”. A proposito, una di esse mi chiese: “You want fucked me ?”, ed io risposi facendole capire che non conosco l’inglese; inoltre mi chiedevo perchè continuava a fissarmi muovendo la lingua sulle labbra (credevo che mi fosse rimasto qualche pezzo di brioche !). Non dimentico certo la figura classica dei classici: il logorroico (o logorroica).

Amici miei, sarà perchè sono sempre solo, sarà perchè ti amo, sarà perchè, come dice qualche mio amico, riesco a notare anche il pelo d’erba viola che dista cinquanta metri da me, ma perchè mi ritrovo sempre accanto una radiolina in carne ed ossa ? Che poi io adesso sono diventato un simpatico (foisse), mi piace ascoltare le pessone (ri_foisse), ma non è colpa mia se sparano continuamente minchiate ! Odio chi parla a vanvera, quasi quanto chi non ascolta e, se ci fate caso, spesso le due figure coincidono.

Oh perbacco (così non si offende nessuno), non esiste un logorroico interessante ! Ecco, a proposito, il mister radiolina incontrato ieri in piscina, era con i suoi genitori, malgrado non fosse proprio un ragazzino (ognuno, nella propria vita, ha le sue tristezze…). Non appena entrò in acqua, prima di iniziare il suo lungo sproloquio, si girò verso i genitori ed esclamò: “Interessante !”.

A quel punto, avrei potuto ucciderlo, ma poi subentra un discorso legato al karma di cui qualche volta magari parleremo. Interessante che ??? Stocazzo ! Scusami, carissimo brutta pirla, mona, scassaminchia logorroico, pensatore e paroliere de noialtri: cosa minchia ci trovi di interessante di un’entrata in piscina ? Può essere goduriosa, rinfrescante, rilassante, sguazzante, divertente, necessitante, invitante, ecc., ma cosa stracazzo c’entra “interessante” ?

Putroppo non avevo la pistola che porto sempre con me da quando vedo “The Walking Dead” (o “Zeta Nation”, altro capolavoro di serie), ovvero da quando sono convinto che un giorno ci sveglieremo circondati da zombi, ma forse era giusto così, forse ma forse ma sì …

L’unica cosa seria di questo post è la sua conclusione: non avete idea dello scenario che vi si presenterà davanti agli occhi quando, finalmente, riuscirete a vedere lo stesso identico cazzo di mondo con uno sguardo diverso … e magari senza un logorroico accanto ! :-).

 

Le persone sono importanti.

I proverbi, molto spesso, dicono delle sacrosante verità. Ogni tanto, ne becco qualcuno che, come disse Galileo in uno dei peggiori bar di Caracas: “mi fa girare le palle centomila volte più velocemente rispetto al movimento della terra attorno al sole” (voi non conoscevate questo retroscena ma io, che sono un grosso blogger, ve lo sto svelando in diretta e in esclusiva !).

Ovviamente non sto qui, in questa notte di mezza estate, a farvi la lista dei miei proverbi preferiti e di quelli che odio. Stasera mi limito a citarne due che proprio non digerisco. Quello partorito dallo Zù Giulio Andreotti (“fidarsi è bene ma a non fidarsi spesso ci si azzecca”) e quello che mi veniva enunciato spessissimo nella mia ultima esperienza lavorativa palermitana di 15/20 anni fa: “Tutti siamo utili ma nessuno è indispensabile“. Sul primo, nonchè su tutti i proverbi, ognuno può avere una visione diversa. Per me è un’autentica merda. Tutti i proverbi e gli aforismi che conducono la mente umana verso la negatività, la tristezza, la sfortuna, il nemico che è alle porte, ecc., a me, sinceramente, fanno cagare, peggio di un pranzo a base di pasta e fagioli ed insalata di patate e ceci. Purtroppo la frase detta dal famoso politico suonava e suona bene, quindi è diventata un “must” ma, se ci pensate bene, è la madre di tutte le battaglie che ruotano attorno al non fidarsi di nessuno perchè il nostro vicino può essere un maniaco sessuale, un negro (anche se bianco), un bianconero, un biancosarti, un piedofilo (perchè guarda sempre i piedi), un catanese che dice arancini, un vicentino magnagatti, ecc. ecc. Ma, ripeto, ognuno può pensarla come vuole.

L’altro discorso sul “siamo tutti utili ma nessuno è indispensabile”, può essere valido a livello lavorativo, e ci mancherebbe altro se non fosse così ! Per il rispetto dell’azienda, quindi dei titolari in primis e degli altri colleghi in dopis, è giusto che, se uno va fora dai cojoni, dopo l’iniziale periodo di confusione, legato al dover insegnare il lavoro al neo assunto, tutto prosegua e si continui ad andare avanti.

Tuttavia il fulcro del mio post (minchia che pallo bene quando mi ci metto !) non verte sulle problematiche lavorative. Parlare di lavoro il venerdì sera è come parlare di shopping con una donna. Faccio quindi un discorso generico, al fine di esprimere il mio umile punto di vista. Secondo me, spesso, si da poca importanza al valore di una persona. Nessuno è indispensabile ma spesso si è quantomeno Importanti ! Quando capita di fare discorsi analoghi, qualcuno risponde prestamente: “eh ma bisogna trovare la felicità dentro di noi”, “bisogna sentirsi bene soprattutto con noi stessi”. Ecco, per me, ste frasi da Raffaele Morelli de noialtri, non c’entrano una benemerita minchia !

Io sono il primo a dire che il nostro Io è al centro di tutto (sino a pochi mesi fa non ci credevo, ma stasera non voglio nuovamente annoiarvi col buddismo), ho finalmente scoperto, seppur tardivamente, che dare troppo peso agli altri, dove per altri intendo anche persone che vi stanno vicinissime, è sempre sbagliato. Puntare su se stessi rende il palazzo ben solido ed è l’unica maniera per vivere davvero felici. Ma cosa ce ne facciamo di uno scheletro di palazzo ? Cosa ce ne fotte se le sue fondamenta sono a prova di terremoto, se poi non lo completiamo ? Sono le persone che ci completano, non il sole, il mare e le nuvole. Nessuno è un’isola !

A volte si arriva al punto in cui bisogna tagliare i rami secchi. Spesso la scelta è dolorosa, perchè ti aspetti di tutto, fuorchè cancellare dalla tua vita gente che conosci da vent’anni, ma è giusto andare avanti. La tua squadra del cuore va avanti anche se ha perso un pezzo da novanta (che a sua volta magari ha perso la dignità), l’azienda dove lavori va avanti anche se un collega è andato in pensione, la tua vita va avanti anche se, con quella determinata persona, non c’è più quella sintonia di una volta. E allora inizi a distaccarti, hai davanti agli occhi la nave che dopo aver salpato, man mano che passa il tempo, diventa sempre più piccola, fino a quando sparisce dalla tua vista. Certi rapporti sono così ma, a meno che non siate animali, stronzi, o animali stronzi, vi resta comunque qualcosa dentro (a volte financo un picciriddu da partorire).

Le persone sono importanti. Frequento un gruppo (non vi dico di cosa sto parlando. Potrebbe essere il gruppo di cherichetti, quello dei sub, quello degli amanti dell’Amiga 500, ecc.), in cui ho notato che sussiste questo brutto vizio: chi si allontana viene presto dimenticato. Sono cazzi sua. Rifletterà, mediterà, valuterà ed eventualmente ritornerà. Sa dove trovarci ! Ogni tanto magari chiamiamo la Giessica di turno per sapere come va, le facciamo presente che non vediamo l’ora che torni, magari le diciamo pure che parlare di pesci senza di lei non è la stessa cosa, ma, amici miei, sono tutte cose “da facciata”. Scusate ma io non credo in questa “politica”, mi dispiace, lo dico forte e chiaro e lo dirò chiaramente anche fuori da questo blog.

Fermo restando che Giessica ha pieno diritto di starsene per i cazzi suoi, fermo restando che non sono mai entrato a far parte di sette che ti cercano nel cuore della notte per dirti che devi tornare nel gregge, secondo me c’è una componente, che si chiama CUORE, troppo spesso sottovalutata. Non mi interessa se il mondo gira così, non mi interessa se è giusto che sia così, a me questa cosa non mi piace.

E allora cosa dobbiamo fare, caro Mobys ? Appostarci sotto casa di Jessica (ogni tanto lo scrivo giusto !) stile stalker ? Continuare a mandarle sms ? Fare degli striscioni e appenderli di fronte casa sua ? No, dico soltanto che la gente non è stupida. Gruppo o non gruppo, amico o mezzo amico che tu sia, la gente capisce quando ti rivolgi ad essa con un atteggiamento formale. “Pronto vincenzo vuoi venire in pizzeria sabato sera ?”, “ehmm sabato ???? …. mmmmm”, “no no vabbè lascia perdere, tanto immaginavo che dicessi di no, ciao”. E sticazzi !

Insistere (specie con un tipo come me, che quando sente il fiato sul collo, inizia a correre come una pantera) è sempre sbagliato, ma le persone possono anche avere dei problemi tali da aver bisogno di qualcosa di più di una minchia di sms !

Le persone sono importanti, non bisogna lasciarle andare frettolosamente per la propria strada. Non dobbiamo aggrapparci alle caviglie di nessuno, come facevamo all’asilo con le nostre mamme, ma dobbiamo imparare ad ascoltare, una cosa che ormai pochi fanno. Tutti a postare e a pubblicare foto di gattini meravigliosi, nessuno (o comunque pochi) che guarda cosa hai da dire tu !

Guardare le stelle col cannocchiale è spettacolare, ma ogni tanto bisogna occuparsi d’altro. Voglio dire che le nostre passioni sono importanti ma bisogna anche trovare il tempo per dedicarsi agli altri. Invece siamo tutti a “Senso Unico”, partiamo come razzi e non guardiamo per nulla cosa ci lasciamo dietro, cosa abbiamo appena sorpassato, cosa stiamo sorpassando. La vita è diventata come i concerti, in cui la gente passa più tempo col telefonino in mano che a godersi lo spettacolo. Metaforicamente parlando il telefonino è il nostro mondo, il palco è ciò che succede realmente attorno a noi, accanto a noi !

E allora non faccio il buonista, non dico per l’ennesima volta “prendetevi cura del vostro vicino, anzichè fare discussioni inutili sull’adozione a distanza di un cavallo zoppo”, dico semplicemente: godetevi le persone, le persone sono importanti. Prima di chiudere la porta in faccia al prossimo, riflettete sul fatto che quella persona, che state abbandonando al proprio destino con estrema facilità, un giorno potreste essere voi !

“Non esiste povertà peggiore che non avere amore da dare”, Madre Teresa di Calcutta.

Scusate le chiacchiere e gli errori.

“La Rivoluzione del coniglio”: la magnifica storia di un buddista NORMALE !

Antonello Dose è, fra le tante cose, un giornalista che, da un ventennio, conduce il programma radiofonico “Il ruggito del coniglio” su Rai Radiodue.

Non ascolto la radio e non conosco questa persona. In una delle mie “escursioni libresche domenicali”, notai il suo libro per un paio di motivi: innanzitutto il sottotitolo è “come il buddismo mi ha cambiato la vita”, e chi sta facendo questo tipo di percorso, vedi il sottoscritto, parla spesso di cambio di stile di vita. In secondo luogo, non mi sembrava vero notare che, in un intero scaffale in cui le librerie Giunti posizionano vergognosamente ed esclusivamente libri sul buddismo riferiti al Dalai Lama e a Osho, finalmente c’era un libro che parlasse della filosofia che seguo, ovvero quella che fa riferimento a Nichiren Daishonin.

Dopo aver letto delle positivissime recensioni su Amazon, decisi di comprarlo. Devo dire che l’ho “divorato” !

Come dico spesso, non sono un recensore. Noto con piacere che le mie recensioni scritte su TripAdvisor, riguardanti località e ristoranti, ottengono un buon punteggio, probabilmente dovrei dedicare più tempo a questo tipo di attività, ma tutto, alla fin fine, verte attorno al Giudizio e a me non piace moltissimo giudicare l’operato degli altri, a meno che non mi facciano incazzare (vedi ristorante giapponese aperto dentro dentro il Galassia di San Giovanni Lupatoto). In definitiva, non credo che il mio livello di scrittura da “pseudo giornalaio diplomato all’Industriale”, mi consenta di scrivere delle belle recensioni.

Malgrado ciò, volevo condividere con voi la mia esperienza alquanto positiva nell’aver letto un libro bellissimo che mi ha colpito soprattutto per un aspetto: è un racconto di una persona normale che parla del buddismo senza perdersi in inutili disquisizioni filosofiche, che un po’ come al Mobys (Dose perdonarivoluzionemi se uso codesto accostamento !) riesce a centrifugare perfettamente il dolce e l’amaro, raccontando una storia bella, che ha un senso, e che non si perde in discorsi capibili solo da una persona che sale in cima al Monte Baldo per meditare insieme agli augelli e a San Francesco resuscitato.

Tempo fa scrissi un post sull’Elogio alla Normalità (post del 1/5/2016). Ero stanco di notare, a destra e a manca, persone che cercavano di nascondere i propri difetti, sparandole continuamente grosse e credendosi esseri superiori solo perchè magari hanno procreato o perchè sono stati artefici di “grandi trasgressioni”, come mangiarsi un kebab all’una di notte ! Probabilmente, grazie alla cassa di risonanza offerta dai socialnetwork, molti sono vittime delle manie di protagonismo di fantozziana memoria.

“La Rivoluzione del coniglio” è un libro normale, scritto da una persona normale e rivolto soprattutto ai buddisti che recitando Nam-Myoho-Renge-Kyo credono (a ragione) di poter cambiare le sorti della propria vita e di migliorare tutto ciò che li circonda.

Non so nemmeno quanti libri abbia letto sull’argomento, ho perso il conto ! Sono una delle poche persone che ha conosciuto la Soka Gakkai dopo aver letto qualche libro. Ci sono entrato da solo, non c’è stato nessuno che mi ha accompagnato ad uno dei nostri meeting (Zadankai), e un giorno magari vi racconterò cosa ha provato, un timido-orso-forse asociale come me, quando si è ritrovato in un soggiorno di una casa sconosciuta, in mezzo ad una decina di persone che parlavano giapponese, forse coreano, o magari cinese della bassa Provenza.. Ma questa è un’altra storia.

Ho letto parecchi libri, qualcuno mi ha coinvolto, altri meno. Ero partito proprio da Osho, ma quando arrivavo a pagina 20, mi rendevo conto di capirne nella stessa misura in cui capisco le donne: un emerito cazzo.

Questo di Dose è un bellissimo libro perchè non si perde, come dicevo all’inizio, in discorsi complicati. Lo leggi con piacere perchè ti sembra di ascoltare un amico, direi “il buddista della porta accanto”, ti rendi conto di essere meno solo; sei felice perchè pensi che da qualche parte del mondo esiste una persona che ha compiuto un percorso molto simile a quello che stai intraprendendo o hai intrapreso.

E’ un libro stupendo perchè ti regala la cosa più preziosa al mondo, dopo l’amicizia: la speranza. La speranza che continuando a recitare, continuando a percorrere questo stupendo cammino, le cose vadano sempre meglio o addirittura si sistemino. “La rivoluzione del coniglio” fa riferimento alla tua Rivoluzione Umana sulla quale il Maestro Ikeda ha scritto tantissimi libri. Perchè ? Perchè, ripeto per l’ennesima volta, è la rivoluzione di una persona che ha sofferto e che ha intravvisto la luce in fondo al tunnel grazie al buddismo.

Caro Antonello, con una persona come te non smetterei mai di parlare di buddismo. Tu forse, vivendo in una città come Roma, non ti rendi conto quanto sia difficile rivoluzionare la propria vita in mezzo al deserto. E’ una grande e difficilissima sfida. Io sono molto contento ma ancora mi sento all’inizio di quel percorso che ho citato prima, altro che vedere la luce in fondo al tunnel. In questo mio percorso sono felice di aver incontrato, a parte i miei compagni di fede, il tuo libro, perchè tutti noi abbiamo bisogno di parole come le tue, di discorsi NORMALI, non di parabole, iperboli, triangoli isosceli, oscilloscopi, legge di Ohm, madonne lacrimanti e quant’altro…

E allora ti ringrazio. Tu, ovviamente, non leggerai mai queste mie parole ma non importa: ti ringrazio ugualmente. E malgrado la mia vista sia abbastanza stanca dopo l’ennesima giornata infernale in ufficio, ho dedicato la mia serata a cercare di fare ciò che è il mio più grande sogno, da qualche mese a questa parte: aiutare gli altri. E se, in definitiva io, nel mio piccolo, in questo spazio che rappresenta una goccia nell’oceano, posso, con la mia testimonianza positiva, aiutare UNA persona a stare meglio grazie alla lettura del tuo libro (e grazie quindi al buddismo), non posso che esserne felice !

L’umorismo “da riso in bianco”…

Qualcuno mi considera una mente “tendenzialmente folle”, la quale partorisce, ripetutamente, parole così strambe che farebbero accapponare la pelle agli accademici della crusca.

Ogni tanto trovo qualcuno che ragiona “alla Mobys”, e ciò, ovviamente, mi fa piacere. L’altro giorno, parlando al telefono con una gentile signorina, feci una delle mie classiche battute: “Il peso è di 800 kg. Mi sto riferendo ovviamente al bancale di vino, non al mio !”. Lei rispose facendo altre battute e, dopo che il discorso scivolò sul famigerato “umorismo anglosassone”, mi colpì dicendo: “Si, in effetti, il mio è un umorismo da riso in bianco“.

Umorismo da riso in bianco ? Mai sentito prima ! E cosa facciamo quando sentiamo o leggiamo qualcosa di strano ? Googlizziamo ! Telefonate e whatsapp a parte, cercare qualche minchiata su Google è l’unica maniera per non utilizzare il telefonino solo per i social network. Ecco, non esiste una frase del genere: la mia interlocutrice è una Mobys, ovvero una che spara minchiate senza un filo logico. Mi sono innamorato !

Guarda caso, qualche giorno prima, mi ero inventato l’S.C.M., ovvero il “Sarcasmo Camionistico della Minchia”. In pratica, feci caso al fatto che, qualche camionista, entrando nel mio ufficio, abbozza un sorrisino che dura qualche millesimo di secondo di troppo. Quando il sorriso supera i valori standard, indicati nelle apposite tabelle stilate dall’Organizzazione Mondale della Sanità, vuol dire che c’è qualche problema: o il tizio si è innamorato di te (e, visti i miei gusti, non sarebbe il caso) o ti sta pigghiannu pù culu. Dopo il primo, secondo, terzo sorrisino, ecco l’illuminazione: i camionisti notano la bottiglia di acqua Danone Vitasnella, posizionata in bella vista sulla mia scrivania, e pensaranno sicuramente: “Guarda sto mona… Prima si fotte kebab, risotti e costate, e poi cerca di rimediare con la fantomatica acqua che elimina l’acqua…”.

Si lo so, è solo una mia paranoia, ma a volte mi sento davvero preso per il culo. Qualche settimana fa, ho chiamato l’idraulico per un problema alla caldaia (che belli i tempi in cui accendevo la caldaia per riscaldare le mie stanche membra !). Gli idraulici, com’è noto, fanno continuamente ciò che tutti noi ci limitiamo a fare dentro la doccia o in auto: canticchiano. Evidentemente, avere a che fare con tubi, acqua, filettature, teflon, ecc., fa subentrare un meccanismo tale nella loro mente, da renderli perpetuamente felici. Oppure pensano che, anche se il lavoro è da 2 euro, te ne inculeranno 50, e questo ovviamente renderebbe felice chiunque. L’unico nero che rende felici le persone ! Orbene, io posso capire che canticchi, posso anche capire che un po’ canticchi e un po’ fischietti, ma, aspè, sto sentendo bene ? Salendo le scale di casa mia, fischietta la musica che si ode quando una coppia entra in chiesa per sposarsi ! Cazzarola, lo stavo buttando fuori a calci ! Ma fai della sottile ironia ? Proprio a me, un single da guinnes da primati, mi fischietti la musichetta del matrimonio ? Cosa è ? un augurio o un segno di cattivo presagio ?

A volte le cose non si spiegano e tutto risulta essere più deprimente della sigla di Twin Peaks. Deprimente come coloro che si sono affrettati a postare su facebook la foto del mitico Peppino Impastato, corredata con tanto di pensiero profondissimo contro la mafia: peccato che nessuno abbia avuto tre secondi di tempo per commentare la foto che io stesso ho scattato alla volante della scorta di Giovanni Falcone (la “quartosavona” che ha fatto il giro dell’Italia, partita da Peschiera del Garda e giunta a Palermo in occasione del 25° anniversario della strage di Capaci). Ma questa è una vecchia storia, ormai mi sono arreso, ho capito che, su Facebook, la voglia di apparire supera di gran lunga quella di interagire con gli altri. Peccato, l’idea non era malvagia…

Lo so, bisognerebbe rilassarsi di più, ma il caldo non mi aiuta. Vorrei fare un corso di meditazione, ma nei dintorni del paese in cui vivo c’è ben poco. La scorsa domenica, mentre perdevo la mia canonica mezz’oretta in libreria, notai un settore dedicato ai libri da colorare. “Libri antistress da colorare”. Per me leggere “antistress” è come per Rocco Siffredi vedere una vagina. Prendo, sfoglio e mi stavo agitando ancora di più. Ma come minchia ci si rilassa aprendo quelle pagine piene di forme assurde, pavoni, sagome, triangoli che si mischiano con i quadrati, parentesi tonde, parentesi quadre, ecc. ??? A me verrebbe l’ansia, altro che metodo di rilassamento !sushi

Ecco, qualcosa che mi rilassa è il pranzo nei ristoranti giappocinesi. Il problema, semmai, è che mangio troppo. Secondo me, un giorno vieteranno la formula “all you can eat”, perchè, per maiali come me, non c’è speranza ! Un ultimo sushi e poi vado via, un ultimissimo involtino primavera e poi giuro di andar via, oh! cavolo, il sushi col tonno è arrivato adesso, porcatroia ci sono i noodles caldi caldi, ecc. ecc. Un incubo. Esco sempre soddisfatto da quei posti. Ogni tanto vengo assalito da una delle mie tante malattie, ovvero la “fantasite acuta”, e mi vengono in mente scene che mi portano a sorridere da solo e ad apparire quindi obiettivamente mezzo pazzo. Un paio di sabati fa, mi è passato davanti un ragazzo con un bel piattazzo ricco di cosucce succulenti e stavo quasi per chiedergli: “Ascolta, bel butel, già che sei in piedi, mi faresti un piatto uguale ? non ti devi disturbare più di tanto, lo devi fare preciso al tuo, mi piacciono tutte le cose che hai preso ! Magari mi lasci questo e tu vai a rifartelo”. Chissà che faccia avrebbe fatto..

Ah! Mobys, proprio tu non parlare di facce ! Chissà com’era la mia, quella sera di un annetto fa quando, per far colpo su tal Consuelo da Buttapietra, organizzai una cenetta a lume di candela a casa mia, ingaggiando un amico che, per guadagnarsi da vivere, faceva lo Chef a domicilio. Cazzarola, stava andando tutto a meraviglia (anche se lei indossava i pantaloni e non un abito corto, e per me una donna con i pantaloni è come un gran premio di Formula 1 senza la Ferrari…), avevo altresì messo su uno di quei cd di musica rilassante indit-shirt-non-sono-pazzo-mia-madre-mi-ha-fatto-controllare-citazioni-sheldon-cooper-the-big-bang-theoryana, vado un attimo al Cessò per fare un bisognò (quel cazzo di prosecco mi fa un effetto diuretico peggio dell’acqua frizzante) e, al mio ritorno, li trovo che pomiciano sopra il tavolo della cucina ! Immaginate quanto mi incazzai ! “Dico, almeno certe cose fatele sul divano, non sul posto dove devo mangiare”, sbottai con fare comprensibilmente polemico (mi stava sfuggendo qualcosa ?).

Chiudo qui queste mie profondissime riflessioni estive, sicuramente incasinate come un negozio gestito da cinesi, sicuramente senza senso, un po’ come il calcolo della radice quadrata (ancora oggi mi chiedo perchè a scuola mi abbiano “violentato” pissicologicamente con questo cazzo di radice quadrata !) e sicuramente storie poco esileranti, a differenza, per esempio, di quella degli operai fiat che erano depressi perchè non gli era consentito di rientrare al lavoro !

ahahahahahah ancora oggi rido…. “Ciao come stai ? Ti vedo giù ! Ti è morto il cane ? Ti sei separato ?”. “No, sai Vincè, mi pagano lo stipendio però, per ragioni disciplinari, non mi fanno tornare in fabrica a spaccarmi la schiena, quindi sono molto depresso”… ahahahaha ve salutooooooooo !

Arriverà la fine !

Scrivo all’indomani del sabato sera in cui Londra è stata vittima di un altro attentato e dove a Torino c’è stato un pauroso fuggi fuggi generale da una Piazza San Carlo gremita per assistere allo show del Real Madrid.

Per svariati motivi ho sempre evitato argomenti particolarmente “scottanti”. Nella maggior parte dei casi ci si divide ancora di più, non si arriva quasi mai ad una soluzione che metta completamente d’accordo Guelfi e Ghibellini e, come ho detto più volte, il mio fine principale, nel momento in cui scrivo, a parte la componente-sfogo, è quello di far sorridere, non di peggiorare il vostro umore, magari già sotto terra dopo aver visto Tg e certe incantevoli  trasmissioni televisive.

Mi dispiace, ma oggi non riesco a non trasmettervi il mio pensiero, non ce la faccio a tenermelo dentro, mi sento come uno stomaco alle prese con una mega porzione di pasta e fagioli.

Mi fa riflettere e mi amareggia soprattutto un dato: a Torino ci sono stati 1.527 feriti e tre persone (di cui un bambino) sono in gravi condizioni. Nella stessa serata, un furgone attraversa London Bridge, investe diverse persone, quattro terroristi scendono dal veicolo, con fare non curante iniziano a sgozzare chiunque gli veniva a tiro e il bilancio è di 6 morti e 50 feriti. Insomma, anche se la bellissima piazza torinese era gremita e a Londra parliamo di una seppur frequentatissima zona, possiamo ben dire che l’isis ha fatto più danni con la psicosi a Torino che con i suoi soldati a Londra.

Del resto, lo sapevamo tutti anche prima di ieri. La psicosi ha cambiato le nostre vite. Oggi, alla Lidl, avevo accanto l’ennesima donna musulmana, sicuramente molto più pacifica di me, ma mentre guardavamo contemporaneamente le confezioni di mele golden, stavo quasi per dirle: “prego prego, le prenda pure, non vorrei che se le prendessi io, qui saltiamo tutti per aria”. Si lo so, sono stupido anche quando c’è da piangere.

Mentre tornavo a casa, mille pensieri assalivano la mia mente: il primo fu “ma non sentono caldo con sto velo in testa ?”. Successivamente il mio cervello fu capace, incredibilmente, di partorire idee ben più serie.

Mi chiedevo (e mi chiedo spesso): Come se ne esce ? Arriverà la fine di questo incubo ?

Andiamo per esclusione. Rinunciare a frequentare eventi, cioè praticamente a vivere, è sbagliatissimo. La daremmo vinta a questa gentaglia. Bisogna quindi continuare a vivere le nostre vite, ben consapevoli del fatto che siamo in guerra. Solo che prima c’erano i romani che andavano a scassare la minchia ai greci per una fornitura di yogurt scaduti, adesso il nemico potrebbe essere il nostro vicino di casa, come se già non bastassero gli scassaminchia col karaoke, i cani che abbaiano 10 ore al giorno e quelli che tagliano l’erba puntualmente la domenica alle 15. Sei pensionato, non hai nulla da fare tutto il giorno ma quando la tagli l’erba ? La domenica alle 15 ! Gli va giusto quel giorno e giusto a quell’ora … Torniamo seri.

ariana1La seconda considerazione che ha partorito la mia mente geniale (…) è che sicuramente non vinceranno mai. Si, ho capito che forse nel corano c’è scritto che un giorno il mondo sarà popolato esclusivamente da musulmani, ma ciò non accadrà mai. La battaglia non è solo di religione (cosa te la prendi a fare con i bambini che vanno al concerto di Ariana Grande a Manchester ?) ma culturale, e li vede soli contro tutti. Soli perfino contro altri musulmani (ai concerti vanno tutti !).

Fino a prova contraria i tutti siamo di più, solo che per adesso i furbastri rompono il cazzo in Europa, ma provate a fare incazzare i cinesi. Perchè non vanno a prendere di petto le persone in Corea ? Ziocan, la Corea no, quelli lì ci sparano i missili nel culo ! E come mai in Australia non succede mai nulla ? E in Argentina ? In Messico ? In Canada ? Qual è il loro obiettivo ? distruggere le armate blu ? conquistare 18 località europee a loro scelta ? Hanno un carro armato, un fante e un cavaliere e non sanno come minchia si gioca a Risiko ?

Tranquilli ragazzi, l’estremismo islamico non l’avrà mai vinta. Mieterà purtroppo altre vittime, lo so, lo sappiamo tutti, siamo in guerra, ma dobbiamo andare avanti. Purtroppo noi buddisti siamo gli unici individui a pregare per la pace del mondo, ma siamo troppo pochi e troppo poco potenti.

Il mondo sta cambiando e si sta adeguando alle nuove minacce. Noi stiamo vivendo questa fase. Si arricchiranno le aziende che produrranno nuove tecnologie e arriveremo, secondo me, al giorno in cui entrando nei centri commerciali, le telecamere leggeranno la nostra retina oculare (vedi film Johnny Mnemonic), sapendo all’istante che il Mobys ha un debole non tanto per le donne, quanto per il sushi.

Siamo, ripeto, in una fase di transizione e stiamo tutti imparando. Il terrore, il sangue, le lacrime, ci DEVONO far apprendere nuovi strumenti e una nuova mentalità. Ieri sera, a Torino, bastava secondo me qualche poliziotto alla capitano Harris con un megafono per limitare i danni. Quando viaggio in aereo e c’è qualche pertubazione, mi harristolgo le cuffie e ascolto ciò che dice il comandante. Magari bluffa, ma la sua voce, l’apprendere che “stiamo semplicemente attraversando una turbolenza, tenete allacciate le cinture di sicurezza”, mi da conforto. Ieri scappavano tutti senza alcun senso. Ci fossero stati degli altoparlanti, la gente poteva anche non credere ad un cazzo, ma io mi sarei tranquillizzato. A parte il fatto che, considerata la mia mole, se fossi caduto, la gente avrebbe fatto prima a girarmi attorno piuttosto che a scavalcarmi ! :-). Si parla di scarsa organizzazione. Ok, potremmo riconsiderare l’idea di riempire le piazze come ai vecchi tempi, ma il pericolo è dietro l’angolo: centri commerciali, cinema, ristoranti, teatri, ecc. Quindi è perfettamente inutile prendersela con chi ha organizzato il maxi schermo a Torino !

Ci saranno altri attentati, sicuramente un giorno colpiranno anche l’Italia, magari colpiranno anche me che sono un grosso blogger buddista. E chissenefrega ? Non vinceranno mai. Attentati, arresti, attentati sventati, altri arresti. Dobbiamo abituarci a questa merda. Arriverà la fine. Non so se la conosceremo noi o i nostri figli, ma arriverà. Poi magari faremo la guerra a chi ama la carbonara, ma pazienza. Il mondo è popolato da tante persone che fanno dell’odio il proprio stile di vita.

Ricordatevi, amici miei, che essi sono e saranno sempre e comunque una minoranza.

Fanno casino, rompono le palle, hanno modificato il nostro stile di vita (se non ci fossero stati gli attentati, ieri sera a Torino non sarebbe accaduto un bel nulla !), ma la gente che odia, isis o non isis, rappresenta comunque una minima parte. Certo, nello specifico questi hanno un’arma formidabile: si fanno saltare per aria. Inoltre chiunque sia in possesso di un veicolo, prendendo spunto da Nizza, può far danni, ma arriverà il giorno in cui capiranno che il Vero ed Unico paradiso è qui e ora, non certo chissà dove e con chissà quante vergini.

Mi sono dilungato, scusatemi. Siccome, come ho detto all’inizio, ho sempre preferito evitare certi argomenti, difficilmente tornerò su questo, peraltro abbastanza spinoso. Non tornandoci probabilmente più, voglio concludere con una mia ultima idea sull’argomento estremismo islamico. Un’idea che fra l’altro coltivo da tantissimi anni. Ecco, secondo me non esistono i cosidetti “musulmani moderati”. Questo non vuol dire che tutti i musulmani sono terroristi, ci mancherebbe altro !

Secondo me, essi si dividono in due semplici categorie: quelli che uccidono (molti dei quali magari nelle loro vite probabilmente hanno letto solo fumetti, altro che Corano !) e quelli che, fondamentalmente approvano, ma non possono ammetterlo perchè, appunto, si definiscono “moderati”. Approvano ma non possono ammetterlo perchè pensano “qui in occidente ho trovato il paradiso, benessere, centri commerciali, aria condizionata, acqua corrente, ecc., siete tutti degli infedeli di merda, ma io sfrutto questo vostro benessere perchè in fondo la vita è una”. Per la serie: musulmano si, fesso no.

Non dobbiamo perseguire gli untori, non dobbiamo fare alcuna guerra preventiva, ma non credo di dire un’eresia asserendo che i primi nemici dei terroristi dovrebbero essere i musulmani stessi !

Se i palermitani sporcassero le strade di Verona, è più probabile che ascoltino le parole dissuasive degli altri palermitani, magari più anziani, piuttosto che quelle dei veronesi, che sicuramente tanto odiano ! Il problema semmai è: ci sono palermitani contrari alla munnizza per le strade di Verona ? Oppure davanti alle telecamere faccio lo sdegnato e quando chiudo la porta apro una bottiglia di buon prosecco per festeggiare i cumuli di munnizza creati dai miei simili ?

Sarò pessimista ma non credo che ci sia stato UN musulmano che abbia pianto all’indomani delle stragi compiute dai loro “fratelli” ! Io, invece, dopo Manchester, ho trascorso dei giorni molto tristi, non mi andava nemmeno di scrivere o di suonare l’arpa.

Forse diranno che hanno esagerato, forse diranno che basterebbe scrivere “Suca Papa”, “Inter merda”, ecc., ma, nel loro cuore, non c’è alcuna tristezza e alcun disgusto. Ne sono certo, anche se ovviamente mi auguro di sbagliarmi di grosso !

Mi chiedo, infine, come si fa ad essere terroristi nella città più bella del mondo, cioè Londra, un luogo che sogno quotidianamente manco fosse Monica Bellucci ! Io posso capire che coltivi l’odio a Scicli, a Volargne, a Biondè, ma non a Londra ! (consentitemi questa battuta !).

Scusate gli errori.

Vi lascio con un video che mi ha fatto ridere tantissimo, ma che, all’indomani del caos di Torino, si esprime meglio delle mie tante parole…