DAL CANNOLO ALL'AMARONE

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L’umorismo “da riso in bianco”…

Qualcuno mi considera una mente “tendenzialmente folle”, la quale partorisce, ripetutamente, parole così strambe che farebbero accapponare la pelle agli accademici della crusca.

Ogni tanto trovo qualcuno che ragiona “alla Mobys”, e ciò, ovviamente, mi fa piacere. L’altro giorno, parlando al telefono con una gentile signorina, feci una delle mie classiche battute: “Il peso è di 800 kg. Mi sto riferendo ovviamente al bancale di vino, non al mio !”. Lei rispose facendo altre battute e, dopo che il discorso scivolò sul famigerato “umorismo anglosassone”, mi colpì dicendo: “Si, in effetti, il mio è un umorismo da riso in bianco“.

Umorismo da riso in bianco ? Mai sentito prima ! E cosa facciamo quando sentiamo o leggiamo qualcosa di strano ? Googlizziamo ! Telefonate e whatsapp a parte, cercare qualche minchiata su Google è l’unica maniera per non utilizzare il telefonino solo per i social network. Ecco, non esiste una frase del genere: la mia interlocutrice è una Mobys, ovvero una che spara minchiate senza un filo logico. Mi sono innamorato !

Guarda caso, qualche giorno prima, mi ero inventato l’S.C.M., ovvero il “Sarcasmo Camionistico della Minchia”. In pratica, feci caso al fatto che, qualche camionista, entrando nel mio ufficio, abbozza un sorrisino che dura qualche millesimo di secondo di troppo. Quando il sorriso supera i valori standard, indicati nelle apposite tabelle stilate dall’Organizzazione Mondale della Sanità, vuol dire che c’è qualche problema: o il tizio si è innamorato di te (e, visti i miei gusti, non sarebbe il caso) o ti sta pigghiannu pù culu. Dopo il primo, secondo, terzo sorrisino, ecco l’illuminazione: i camionisti notano la bottiglia di acqua Danone Vitasnella, posizionata in bella vista sulla mia scrivania, e pensaranno sicuramente: “Guarda sto mona… Prima si fotte kebab, risotti e costate, e poi cerca di rimediare con la fantomatica acqua che elimina l’acqua…”.

Si lo so, è solo una mia paranoia, ma a volte mi sento davvero preso per il culo. Qualche settimana fa, ho chiamato l’idraulico per un problema alla caldaia (che belli i tempi in cui accendevo la caldaia per riscaldare le mie stanche membra !). Gli idraulici, com’è noto, fanno continuamente ciò che tutti noi ci limitiamo a fare dentro la doccia o in auto: canticchiano. Evidentemente, avere a che fare con tubi, acqua, filettature, teflon, ecc., fa subentrare un meccanismo tale nella loro mente, da renderli perpetuamente felici. Oppure pensano che, anche se il lavoro è da 2 euro, te ne inculeranno 50, e questo ovviamente renderebbe felice chiunque. L’unico nero che rende felici le persone ! Orbene, io posso capire che canticchi, posso anche capire che un po’ canticchi e un po’ fischietti, ma, aspè, sto sentendo bene ? Salendo le scale di casa mia, fischietta la musica che si ode quando una coppia entra in chiesa per sposarsi ! Cazzarola, lo stavo buttando fuori a calci ! Ma fai della sottile ironia ? Proprio a me, un single da guinnes da primati, mi fischietti la musichetta del matrimonio ? Cosa è ? un augurio o un segno di cattivo presagio ?

A volte le cose non si spiegano e tutto risulta essere più deprimente della sigla di Twin Peaks. Deprimente come coloro che si sono affrettati a postare su facebook la foto del mitico Peppino Impastato, corredata con tanto di pensiero profondissimo contro la mafia: peccato che nessuno abbia avuto tre secondi di tempo per commentare la foto che io stesso ho scattato alla volante della scorta di Giovanni Falcone (la “quartosavona” che ha fatto il giro dell’Italia, partita da Peschiera del Garda e giunta a Palermo in occasione del 25° anniversario della strage di Capaci). Ma questa è una vecchia storia, ormai mi sono arreso, ho capito che, su Facebook, la voglia di apparire supera di gran lunga quella di interagire con gli altri. Peccato, l’idea non era malvagia…

Lo so, bisognerebbe rilassarsi di più, ma il caldo non mi aiuta. Vorrei fare un corso di meditazione, ma nei dintorni del paese in cui vivo c’è ben poco. La scorsa domenica, mentre perdevo la mia canonica mezz’oretta in libreria, notai un settore dedicato ai libri da colorare. “Libri antistress da colorare”. Per me leggere “antistress” è come per Rocco Siffredi vedere una vagina. Prendo, sfoglio e mi stavo agitando ancora di più. Ma come minchia ci si rilassa aprendo quelle pagine piene di forme assurde, pavoni, sagome, triangoli che si mischiano con i quadrati, parentesi tonde, parentesi quadre, ecc. ??? A me verrebbe l’ansia, altro che metodo di rilassamento !sushi

Ecco, qualcosa che mi rilassa è il pranzo nei ristoranti giappocinesi. Il problema, semmai, è che mangio troppo. Secondo me, un giorno vieteranno la formula “all you can eat”, perchè, per maiali come me, non c’è speranza ! Un ultimo sushi e poi vado via, un ultimissimo involtino primavera e poi giuro di andar via, oh! cavolo, il sushi col tonno è arrivato adesso, porcatroia ci sono i noodles caldi caldi, ecc. ecc. Un incubo. Esco sempre soddisfatto da quei posti. Ogni tanto vengo assalito da una delle mie tante malattie, ovvero la “fantasite acuta”, e mi vengono in mente scene che mi portano a sorridere da solo e ad apparire quindi obiettivamente mezzo pazzo. Un paio di sabati fa, mi è passato davanti un ragazzo con un bel piattazzo ricco di cosucce succulenti e stavo quasi per chiedergli: “Ascolta, bel butel, già che sei in piedi, mi faresti un piatto uguale ? non ti devi disturbare più di tanto, lo devi fare preciso al tuo, mi piacciono tutte le cose che hai preso ! Magari mi lasci questo e tu vai a rifartelo”. Chissà che faccia avrebbe fatto..

Ah! Mobys, proprio tu non parlare di facce ! Chissà com’era la mia, quella sera di un annetto fa quando, per far colpo su tal Consuelo da Buttapietra, organizzai una cenetta a lume di candela a casa mia, ingaggiando un amico che, per guadagnarsi da vivere, faceva lo Chef a domicilio. Cazzarola, stava andando tutto a meraviglia (anche se lei indossava i pantaloni e non un abito corto, e per me una donna con i pantaloni è come un gran premio di Formula 1 senza la Ferrari…), avevo altresì messo su uno di quei cd di musica rilassante indit-shirt-non-sono-pazzo-mia-madre-mi-ha-fatto-controllare-citazioni-sheldon-cooper-the-big-bang-theoryana, vado un attimo al Cessò per fare un bisognò (quel cazzo di prosecco mi fa un effetto diuretico peggio dell’acqua frizzante) e, al mio ritorno, li trovo che pomiciano sopra il tavolo della cucina ! Immaginate quanto mi incazzai ! “Dico, almeno certe cose fatele sul divano, non sul posto dove devo mangiare”, sbottai con fare comprensibilmente polemico (mi stava sfuggendo qualcosa ?).

Chiudo qui queste mie profondissime riflessioni estive, sicuramente incasinate come un negozio gestito da cinesi, sicuramente senza senso, un po’ come il calcolo della radice quadrata (ancora oggi mi chiedo perchè a scuola mi abbiano “violentato” pissicologicamente con questo cazzo di radice quadrata !) e sicuramente storie poco esileranti, a differenza, per esempio, di quella degli operai fiat che erano depressi perchè non gli era consentito di rientrare al lavoro !

ahahahahahah ancora oggi rido…. “Ciao come stai ? Ti vedo giù ! Ti è morto il cane ? Ti sei separato ?”. “No, sai Vincè, mi pagano lo stipendio però, per ragioni disciplinari, non mi fanno tornare in fabrica a spaccarmi la schiena, quindi sono molto depresso”… ahahahaha ve salutooooooooo !

Arriverà la fine !

Scrivo all’indomani del sabato sera in cui Londra è stata vittima di un altro attentato e dove a Torino c’è stato un pauroso fuggi fuggi generale da una Piazza San Carlo gremita per assistere allo show del Real Madrid.

Per svariati motivi ho sempre evitato argomenti particolarmente “scottanti”. Nella maggior parte dei casi ci si divide ancora di più, non si arriva quasi mai ad una soluzione che metta completamente d’accordo Guelfi e Ghibellini e, come ho detto più volte, il mio fine principale, nel momento in cui scrivo, a parte la componente-sfogo, è quello di far sorridere, non di peggiorare il vostro umore, magari già sotto terra dopo aver visto Tg e certe incantevoli  trasmissioni televisive.

Mi dispiace, ma oggi non riesco a non trasmettervi il mio pensiero, non ce la faccio a tenermelo dentro, mi sento come uno stomaco alle prese con una mega porzione di pasta e fagioli.

Mi fa riflettere e mi amareggia soprattutto un dato: a Torino ci sono stati 1.527 feriti e tre persone (di cui un bambino) sono in gravi condizioni. Nella stessa serata, un furgone attraversa London Bridge, investe diverse persone, quattro terroristi scendono dal veicolo, con fare non curante iniziano a sgozzare chiunque gli veniva a tiro e il bilancio è di 6 morti e 50 feriti. Insomma, anche se la bellissima piazza torinese era gremita e a Londra parliamo di una seppur frequentatissima zona, possiamo ben dire che l’isis ha fatto più danni con la psicosi a Torino che con i suoi soldati a Londra.

Del resto, lo sapevamo tutti anche prima di ieri. La psicosi ha cambiato le nostre vite. Oggi, alla Lidl, avevo accanto l’ennesima donna musulmana, sicuramente molto più pacifica di me, ma mentre guardavamo contemporaneamente le confezioni di mele golden, stavo quasi per dirle: “prego prego, le prenda pure, non vorrei che se le prendessi io, qui saltiamo tutti per aria”. Si lo so, sono stupido anche quando c’è da piangere.

Mentre tornavo a casa, mille pensieri assalivano la mia mente: il primo fu “ma non sentono caldo con sto velo in testa ?”. Successivamente il mio cervello fu capace, incredibilmente, di partorire idee ben più serie.

Mi chiedevo (e mi chiedo spesso): Come se ne esce ? Arriverà la fine di questo incubo ?

Andiamo per esclusione. Rinunciare a frequentare eventi, cioè praticamente a vivere, è sbagliatissimo. La daremmo vinta a questa gentaglia. Bisogna quindi continuare a vivere le nostre vite, ben consapevoli del fatto che siamo in guerra. Solo che prima c’erano i romani che andavano a scassare la minchia ai greci per una fornitura di yogurt scaduti, adesso il nemico potrebbe essere il nostro vicino di casa, come se già non bastassero gli scassaminchia col karaoke, i cani che abbaiano 10 ore al giorno e quelli che tagliano l’erba puntualmente la domenica alle 15. Sei pensionato, non hai nulla da fare tutto il giorno ma quando la tagli l’erba ? La domenica alle 15 ! Gli va giusto quel giorno e giusto a quell’ora … Torniamo seri.

ariana1La seconda considerazione che ha partorito la mia mente geniale (…) è che sicuramente non vinceranno mai. Si, ho capito che forse nel corano c’è scritto che un giorno il mondo sarà popolato esclusivamente da musulmani, ma ciò non accadrà mai. La battaglia non è solo di religione (cosa te la prendi a fare con i bambini che vanno al concerto di Ariana Grande a Manchester ?) ma culturale, e li vede soli contro tutti. Soli perfino contro altri musulmani (ai concerti vanno tutti !).

Fino a prova contraria i tutti siamo di più, solo che per adesso i furbastri rompono il cazzo in Europa, ma provate a fare incazzare i cinesi. Perchè non vanno a prendere di petto le persone in Corea ? Ziocan, la Corea no, quelli lì ci sparano i missili nel culo ! E come mai in Australia non succede mai nulla ? E in Argentina ? In Messico ? In Canada ? Qual è il loro obiettivo ? distruggere le armate blu ? conquistare 18 località europee a loro scelta ? Hanno un carro armato, un fante e un cavaliere e non sanno come minchia si gioca a Risiko ?

Tranquilli ragazzi, l’estremismo islamico non l’avrà mai vinta. Mieterà purtroppo altre vittime, lo so, lo sappiamo tutti, siamo in guerra, ma dobbiamo andare avanti. Purtroppo noi buddisti siamo gli unici individui a pregare per la pace del mondo, ma siamo troppo pochi e troppo poco potenti.

Il mondo sta cambiando e si sta adeguando alle nuove minacce. Noi stiamo vivendo questa fase. Si arricchiranno le aziende che produrranno nuove tecnologie e arriveremo, secondo me, al giorno in cui entrando nei centri commerciali, le telecamere leggeranno la nostra retina oculare (vedi film Johnny Mnemonic), sapendo all’istante che il Mobys ha un debole non tanto per le donne, quanto per il sushi.

Siamo, ripeto, in una fase di transizione e stiamo tutti imparando. Il terrore, il sangue, le lacrime, ci DEVONO far apprendere nuovi strumenti e una nuova mentalità. Ieri sera, a Torino, bastava secondo me qualche poliziotto alla capitano Harris con un megafono per limitare i danni. Quando viaggio in aereo e c’è qualche pertubazione, mi harristolgo le cuffie e ascolto ciò che dice il comandante. Magari bluffa, ma la sua voce, l’apprendere che “stiamo semplicemente attraversando una turbolenza, tenete allacciate le cinture di sicurezza”, mi da conforto. Ieri scappavano tutti senza alcun senso. Ci fossero stati degli altoparlanti, la gente poteva anche non credere ad un cazzo, ma io mi sarei tranquillizzato. A parte il fatto che, considerata la mia mole, se fossi caduto, la gente avrebbe fatto prima a girarmi attorno piuttosto che a scavalcarmi ! :-). Si parla di scarsa organizzazione. Ok, potremmo riconsiderare l’idea di riempire le piazze come ai vecchi tempi, ma il pericolo è dietro l’angolo: centri commerciali, cinema, ristoranti, teatri, ecc. Quindi è perfettamente inutile prendersela con chi ha organizzato il maxi schermo a Torino !

Ci saranno altri attentati, sicuramente un giorno colpiranno anche l’Italia, magari colpiranno anche me che sono un grosso blogger buddista. E chissenefrega ? Non vinceranno mai. Attentati, arresti, attentati sventati, altri arresti. Dobbiamo abituarci a questa merda. Arriverà la fine. Non so se la conosceremo noi o i nostri figli, ma arriverà. Poi magari faremo la guerra a chi ama la carbonara, ma pazienza. Il mondo è popolato da tante persone che fanno dell’odio il proprio stile di vita.

Ricordatevi, amici miei, che essi sono e saranno sempre e comunque una minoranza.

Fanno casino, rompono le palle, hanno modificato il nostro stile di vita (se non ci fossero stati gli attentati, ieri sera a Torino non sarebbe accaduto un bel nulla !), ma la gente che odia, isis o non isis, rappresenta comunque una minima parte. Certo, nello specifico questi hanno un’arma formidabile: si fanno saltare per aria. Inoltre chiunque sia in possesso di un veicolo, prendendo spunto da Nizza, può far danni, ma arriverà il giorno in cui capiranno che il Vero ed Unico paradiso è qui e ora, non certo chissà dove e con chissà quante vergini.

Mi sono dilungato, scusatemi. Siccome, come ho detto all’inizio, ho sempre preferito evitare certi argomenti, difficilmente tornerò su questo, peraltro abbastanza spinoso. Non tornandoci probabilmente più, voglio concludere con una mia ultima idea sull’argomento estremismo islamico. Un’idea che fra l’altro coltivo da tantissimi anni. Ecco, secondo me non esistono i cosidetti “musulmani moderati”. Questo non vuol dire che tutti i musulmani sono terroristi, ci mancherebbe altro !

Secondo me, essi si dividono in due semplici categorie: quelli che uccidono (molti dei quali magari nelle loro vite probabilmente hanno letto solo fumetti, altro che Corano !) e quelli che, fondamentalmente approvano, ma non possono ammetterlo perchè, appunto, si definiscono “moderati”. Approvano ma non possono ammetterlo perchè pensano “qui in occidente ho trovato il paradiso, benessere, centri commerciali, aria condizionata, acqua corrente, ecc., siete tutti degli infedeli di merda, ma io sfrutto questo vostro benessere perchè in fondo la vita è una”. Per la serie: musulmano si, fesso no.

Non dobbiamo perseguire gli untori, non dobbiamo fare alcuna guerra preventiva, ma non credo di dire un’eresia asserendo che i primi nemici dei terroristi dovrebbero essere i musulmani stessi !

Se i palermitani sporcassero le strade di Verona, è più probabile che ascoltino le parole dissuasive degli altri palermitani, magari più anziani, piuttosto che quelle dei veronesi, che sicuramente tanto odiano ! Il problema semmai è: ci sono palermitani contrari alla munnizza per le strade di Verona ? Oppure davanti alle telecamere faccio lo sdegnato e quando chiudo la porta apro una bottiglia di buon prosecco per festeggiare i cumuli di munnizza creati dai miei simili ?

Sarò pessimista ma non credo che ci sia stato UN musulmano che abbia pianto all’indomani delle stragi compiute dai loro “fratelli” ! Io, invece, dopo Manchester, ho trascorso dei giorni molto tristi, non mi andava nemmeno di scrivere o di suonare l’arpa.

Forse diranno che hanno esagerato, forse diranno che basterebbe scrivere “Suca Papa”, “Inter merda”, ecc., ma, nel loro cuore, non c’è alcuna tristezza e alcun disgusto. Ne sono certo, anche se ovviamente mi auguro di sbagliarmi di grosso !

Mi chiedo, infine, come si fa ad essere terroristi nella città più bella del mondo, cioè Londra, un luogo che sogno quotidianamente manco fosse Monica Bellucci ! Io posso capire che coltivi l’odio a Scicli, a Volargne, a Biondè, ma non a Londra ! (consentitemi questa battuta !).

Scusate gli errori.

Vi lascio con un video che mi ha fatto ridere tantissimo, ma che, all’indomani del caos di Torino, si esprime meglio delle mie tante parole…

 

 

I viaggi sono un cerchio che non si chiude mai. 

Amici, ma quanto è bella la frase che ho pensato come titolo ? Prima di scriverla l’ho cercata su google perchè mi sembrava strano che nessuno ci avesse pensato prima, e ho scoperto che è tutta farina del mio sacco ! Non sono un genio ? Foisseeeeeee.

Pensavo al cerchio che si chiude dopo aver trascorso la Pasqua a Milano, una città che non avevo mai visto prima. Giunto in tram, a pochi passi da Piazza Duomo, non appena mi trovai davanti il famoso monumento, pensai: “Caro Mobys, con Milano il cerchio si chiude”. Non è così !

Scrivere un post sui luoghi che ho visitato in tutta la mia vita è impossibile. Non sono mai stato un grandissimo viaggiatore da aereo e mete esotiche/erotiche, ma guardando le mie foto su Flickr l’altro giorno mi resi conto che, quantomeno in Italia, ho visitato parecchi bei posti. La prova del nove l’ho avuta quando ebbi serie difficoltà a scegliere la meta dove andare a scattare foto in questo periodo così ricco di ponti.

In un forum ho scritto che la fotografia mi ha salvato la vita. E’ un’iperbole, ma in fondo devo dire che solo grazie a questo hobby, peraltro conosciuto in epoca relativamente recente (direi 2009 circa), ho scoperto il gusto di visitare nuovi posti e le mie gite domenicali sono diventate qualcosa a cui non intendo rinunciare.

Tutto iniziò quando nel già citato Meemi (l’unico vero socialnetwork mai esistito sulla faccia del web) l’amico Tiziano vide una mia foto e disse “Secondo me, sei da reflex !”. Sinceramente non sapevo nemmeno cosa significasse la parola reflex, mi informai e mi stuzzicava l’idea di iniziare a scattare con qualcosa di semi professionale, anche perchè ai tempi chissà quale citofonino avevo, altro che iPhone…

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La “Sfera da mago” che mi è arrivata dalla Cina. Parecchio difficile da utilizzare, ti consente di fare cose incredibili. Nella foto ero ai bordi del Lago di Toblino.

Il discorso sulle macchine fotografiche è infinito, come quello sui viaggi, quindi tagliamolo qua. O qui ? Vabbè tagliamolo lo stesso ! Ho già parlato dell’argomento foto in un post passato (Ti scatterò una foto). La cosa che mi premeva dire è che la passione per la fotografia mi ha portato a vedere posti meravigliosi e l’essere stimolato a “creare” qualcosa di mio e quindi evitare di scattare in automatico o le classiche foto da cellulare punta e scatta, mi ha portato spesso a fare tantissimi km, malgrado il mio maledetto difetto di avere il mal di testa quando guido tanto.

Un difetto che ho cercato di tenere a bada tramite appositi braccialetti, olii essenziali e perfino la Vagisil spalmata sulle tempie. Adesso va molto meglio, ma ogni volta che torno dalle mie gite fotografiche, sembro reduce da una partita di calcetto. Alla stanchezza da viaggio e da guida si somma quella legata al fatto che spesso c’è da camminare tanto e con uno zainetto in spalla, con magari più obiettivi, non è il massimo della vita, specie per uno come me che è tutto fuorchè un tipo sportivo.

La passione per la fotografia mi ha cambiato: adesso, qualsiasi passo io faccia, vedo potenziali immagini da catturare. Mi piacerebbe postare scatti assurdi, partoriti dalla mia mente mezza folle, ma ancora non ho il coraggio necessario e, alla fin fine, le mie foto non sono di un livello superiore rispetto a qualsiasi altro turista per caso. Lo scatto viene prima di qualsiasi cosa: non mi interessa se mi trovo dentro una Chiesa o dentro lo stadio dell’Inter, mi interessa esclusivamente cercare di portare a casa una bella fotografia.

Qualche volta ho anche rischiato qualcosina, tipo quando mi sono ritrovato in mezzo al nulla in montagna, oppure quando mi ritrovai in una piazza di un paesino del mantovano in uno scenario surreale: negozi chiusi, nessuno che passeggiava e la piazza preda di un folto gruppo di extracomunitari che con gran veemenza intendeva spiegarmi in quale vicolo potevo andare a fare delle foto spettacolari. Quella volta me ne sono uscito con un “Suca” di valenza internazionale….

Scegliere il luogo dove andare non è facile. Ottime dritte vengono da siti come quello dei Borghi più belli d’Italia o delle Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano. Una volta notato il borgo interessante, bisogna capire quanto lo sia dal punto di vista fotografico e generale. Qualche spunto utile viene offerto dalla recensioni di tripadvisor (dove ho ottenuto un gran numero di “recensioni utili”: grazie !).

La cosa più importante è capire se quel determinato luogo vale i chilometri che bisogna fare per raggiungerlo. Il 25 aprile, dopo aver visitato la discreta Treviso, ho fatto tanta strada in più per raggiungere Cison di Valmarino, ma non valeva assolutamente la pena. La stessa cosa vale magari per la mia cara San Giorgio di Valpolicella, posto davvero incantevole ma che, secondo me, non vale lo sforzo da parte di persone che vivono a più di 100 km di distanza ! Facciamo anche 50…

Come in tutto nella vita, è importante la componente “culo”. Per questo tra fotografi amatoriali l’augurio che si pronuncia spesso è “Buona luce !”. Il posto può essere anche meraviglioso ma se il cielo è grigio, addio foto stupende e se le foto fanno cagare per me è una vera tragedia perchè ho fatto un sacrificio fisico ed economico assolutamente inutile. Insomma, a me interessa scattare, non comprare souvenir !

Tuttavia, le condizioni meteo sono facilmente intuibili tramite vari siti, c’è un margine di errore, ma diciamo che è abbastanza improbabile che sia previso cielo sereno ed invece si trovi pioggia ! Sono altre le amare sorprese che si celano dietro l’angolo: la posizione del sole (a meno che non decidiate di passare tutto il giorno in quella meta), oppure i dannati mercati; io lo beccai a Ferrara e per me quella fu una trasferta fallimentare.

Per concludere il discorso legato agli intoppi, non posso non citare il vero e proprio grande super incubo di qualsiasi fotografo: le due coppie che si aggirano nei vostri pressi. Tutti pensano che i bimbi rompicoglioni rappresentino la vera piaga dell’umanità, in realtà, probabilmente, non avete mai fatto caso a cosa accade quando due coppie si trovano nei pressi di una scena che volete immortalare. Prima si fa la foto lei, poi il lui dell’altra coppia, poi il selfie di quell’altro coglione, e facciamoci anche il selfie insieme, e proviamo a metterci così, e proviamo a metterci colì, che ne pensi di fare swinging ?, aspè riprova perchè sono venuta col prezzemolo sui denti, facciamo la foto anche con i bimbi, (ma ai bimbi non gliene fotte un cazzo delle foto, loro vogliono giustamente solo correre e giocare !!), allora grida, urla, perdite di tempo, rotture di cazzo che, in confronto, il classico pullman di turisti 90 enni, vogliosi ed insaziabili, rappresenta il meno peggio !

Milano non ha chiuso il cerchio dei viaggi. Nella mia vita ho visto tantissimi posti, pochi sono quelli in cui tornerei di corsa, vedi Roma e Londra. Milano mi è piaciuta tantissimo malgrado la calca pasquale. Ho anche stretto la mano a Gianluca Di Marzio, uno dei miei giornalisti preferiti, che era a passeggio con la moglie. Paradossalmente conosco bene Roma, ma non ci sono mai tornato per fotografarla. Questo è il mio piccolo grande cruccio. Anche quando sono stato a Venezia non avevo la mentalità del fotografo. Idem per Londra, vista nel 2009, quando forse avevo una di quelle compatte che si trovano dentro le patatine. Tre posti stupendi visti, vissuti (almeno quello !), ma non immortalati decentemente ! Assolutamente da tornarci.

Per quanto riguarda i “sogni”, cioè i posti che mi auguro con tutto il cuore di vedere quanto prima, a prescindere dalle foto, direi che, da appassionato di calcio, metto in cima alla lista la visita all’Old Trafford (lo stadio del mio amato Manchester United) e, sogno dei sogni, mi piacerebbe tantissimo assistere ad una partita ad Anfield Road, lo stadio del Liverpool, con relativo canto dell’inno “You’ll never walk alone“, sperando che il mio cuore regga. Per il resto penso a Sydney, Dubai, Hong Kong, i castelli scozzesi. Una visita molto “forte”, ma che voglio assolutamente fare, è quella al campo di Auschwitz.

Tornando ai Borghi più Belli d’Italia, devo dire che tra Lombardia, Trentino, Veneto ed Emilia Romagna, li ho visitati praticamente tutti. Come dicevo prima, molti meritano la visita, altri sono un po’ “forzati”. Qualcuno è visitabile in pochissimo tempo, per altri ne occorre di più. In parecchi casi, purtroppo, ci sono ancora troppe auto in pieno centro.

Non riesco a fare una sorta di classifica dei miei luoghi preferiti, sia perchè adoro troppo la Toscana, e quindi mi viene quasi istintivo dire che qualsiasi angolo di quella regione è favoloso, sia perchè, ripeto, a parte qualche raro flop, ogni luogo ti lascia un briciolo di emozione, a meno che voi non siate delle persone apatiche che vivono trascinando passivamente il passeggino o il carrello della spesa 🙂

L’Italia è bella proprio perchè conserva dei tesori dietro ogni angolo. Magari a fronte di una cazzo di Grazzano Visconti, ti ritrovi una Bobbio spettacolare. Poi passa il tempo e ti ricordi le perle e non certo i flop (un po’ come con le donne…), ti porti dentro al cuore, come detto, città come Londra o Roma, ma anche Caorle, Bergamo, per non parlare di posti poco conosciuti come Limone sul Garda o l’incredibile Montisola, una montagna-isola sul Lago d’Iseo. E’ stato bello vedere Brescello, il set di Don Camillo e Peppone, per non parlare di Torino e di Trieste, due grandi città che hanno, secondo me, due piazze fra le più stupende (se non le più stupende) di tutta la nazione.

Ovunque vai apprezzi gli scorci (per non parlare della cucina), magari ti incazzi per il casino che hai trovato, ma in fondo il bello è anche questo, cioè uscire da casa e fare il Mobys, ovvero  ritrovarsi tra la gente senza far parte della gente, per poi tornarsene nella propria amata caverna.

Il numero dei luoghi da visitare non potrà mai esaurirsi, ecco perchè il cerchio non si chiude. Il mio consiglio conclusivo è quello di godersi quelle ore o quelle giornate, magari scattando foto, magari postando anche la vostra esperienza sui social network, ma non dimenticando di godersi la magia di quei posti.

Piazza San Carlo a Torino, il Castello di Miramare a Trieste, la Rocca di Manerba nel bresciano, il Lago di Braies in Trentino, per fare qualche esempio che mi viene in mente adesso, sono posti da fotografare in tutti i modi possibili, ma non dimenticatevi mai di fermarvi, zittire vostro figlio logorroico, e assaporare quell’istante, perchè quell’istante, credetemi, tale e quale, non tornerà mai più…

Scusate gli errori ma sono troppo incazzato.

Come festeggia la Pasqua un buddista ? Mangiando la cassata !

La novità del 2017 non è tanto la nuova attrazione a Gardaland, quanto il fatto che parecchi amici, sia di presenza che via sms, mi hanno chiesto: “Vincè, ma possiamo augurarti Buona Pasqua ?”.

Ecco, li ho uccisi tutti.

Torniamo seri e cerchiamo, almeno nella notte in cui nasce il bambinello (scusate ho un po’ di confusione in testa…), di scrivere un post quantomeno “presentabule”.

Si, potete augurarmi Buona Pasqua, cosa del resto che ho fatto e farò anch’io, rivolgendomi ai miei amici e alle mie fans.

Sinceramente non mi interessa se, col mio atteggiamento troppo “moderato”, vado contro i principi del buddismo di Nichiren Daishonin. Chi mi conosce bene sa benissimo che odio le etichette e soprattutto le barricate. Prima di essere un buddista sono una persona e sono un (fiero) italiano. Sono nato in una terra cattolica che mi sta dando la possibilità e la libertà di praticare un’altra “religione” senza essere perseguitato.

Ho massimo rispetto nei confronti dei cattolici e di chiunque, non faccio parte di una sorta di schieramento avversario, non sono un “alternativo della minchia”, mi godo sto lunedì di pasquetta in vacanza e, se fossi nella mia Palermo, mangerei una fetta di cassata (massimo due ! aspè la terza nel pomeriggio insieme al caffè delle cinque…), rigorosamente la parte verde, quella che sa di pistacchio.

Nella vita, Rispetto è la parola chiave. Rispetto per le libertà altrui. Come ho già scritto in passato, ho avuto amici omosessuali e per me non erano nè gay e nè lesbiatane, erano semplicemente Roberto, Michele, Laura ed Elisa. Le persone vengono prima di tutto, ed etichettarle vuol dire creare quelle barriere che io odio con tutto me stesso.

Buona Pasqua a tutti. Buona Pasqua anche a chi si mangia l’agnello. Ebbene sì, a me non interessa se vi mangiate l’agnello a Pasqua ! Perchè sta battaglia ? Perchè è un animale simpatico ? Perchè, come mi disse un mio collega una volta, non è giusto che venga privato della sua vita così giovane ? Ok, ma quando uccidete una mosca o una zanzara prima gli chiedete se ha fatto la Prima Comunione ? Perchè la sogliola ha meno diritti ?

Festeggiate e vivete la vostra vita senza mettere sempre e per forza lo zampino nelle vite altrui. Vi piace l’agnello ? Ripeto, avete il diritto di mangiarvelo (visto che non c’è una legge dello Stato che lo vieta); non vi piace perchè vi sentireste in colpa ? Non lo fate ! Non c’è bisogno di gridare ai quattro venti che bisogna abolire questa usanza, non c’è bisogno che martedì rompiate le palle postando su facebook che avete trascorso la pasquetta mangiando fragole, bacche selvatiche e yogurt magro 0,1%.

Io non sono mai stato un vero cattolico, quindi per me questa festa non ha mai avuto alcun significato. L’unico mio pensiero, anni addietro, era quello di organizzare le grigliate con gli amici. Bei tempi. Questo era per me la Pasqua, ovvero un’occasione per fare mega mangiate con gli amici, giocando col supersantos fra un’aletta di pollo e l’immancabile “crastu” (per i miei amici veneti, il crasto è il maschio della pecora). I baci al sapore di sasizza e di stigghiole erano qualcosa di un romantico unico ! 🙂

Adesso che sono buddista non cambia chissà quanto la sostanza. Anzi forse, se proprio devo dirvela tutta, e non so se il buddismo c’entri o meno, ma in cuor mio mi piacerebbe fare una mega grigliata non solo con gli amici, ma con coloro che definisco “I veri ultimi”. Essi non sono i senzatetto, i barboni, i profughi, ecc., ma le persone sole.

In uno dei meeting buddisti del giovedì (“Zadankai”) feci il solito Mobys che è puntualmente troppo “poco ancorato” per essere il perfettino-figo della situazione, e mi permisi di citare Madre Teresa di Calcutta, la quale una volta disse: “L’amore comincia prendendosi cura di quelli più vicini, quelli che sono a casa”. Sto principio l’avete letto spesso in questo noioso Blog, mi dispiace essere ripetitivo, ma per me è fondamentale. E’ fuori dubbio che la gente che soffre merita tutto l’aiuto di questo mondo, ma per me è altrettanto indubbio che troppo spesso ci dimentichiamo di coloro che ci stanno accanto.

E allora Buona Pasqua anche a te, persona sola che magari vaghi senza una meta alla ricerca di risposte, di qualche sorriso e magari di un briciolo di compagnia. A te che non hai nessuno che ti fa una campagna per donare 2 euro, a te che non sei mai preso in considerazione quando si allestiscono i banchetti dove si vendono azalee, arance, castagne, ricchi premi e cotillon. A te che spegni e riaccendi il cellulare perchè pensi che ci sia un virus che impedisca l’arrivo degli sms …

Se ben ricordo per i cattolici la Pasqua è “Resurrezione”. Ecco, ovunque tu sia, spero che avvenga la tua piccola grande “resurrezione”, che tu esca dal tunnel della solitudine, della tristezza o addirittura della depressione.

Puoi e DEVI farcela !

Non esiste uomo sulla terra che meriti di essere infelice e solo. Il tempo trascorso senza sorridere è tempo perso ! E pazienza se non vivete dove si producono le cassate, qualcosa di ugualmente buono (e ipocalorico…) lo troverete comunque ! 🙂

Vi abbraccio tutti tutti tutti !

La regola del pagliaccio non sbaglia mai.

Ci sono pochissime cose che mi rilassano e, per esempio, fotografare rappresenta una di queste. Se poi mi imbatto in una giostra piena di bimbi euforici, come accaduto ieri all’Arsenale di Verona (un luogo che spero venga sistemato quanto prima, perchè non merita cotanta decadenza), allora, almeno per quei pochi minuti, vengo travolto dal dolce nonchè raro sapore della serenità e della gioia.

Sono stanco, ho camminato tanto, lo zainetto con la mia amata Fuji e gli obiettivi pesa, c’è anche un caldo fin troppo caldo per essere fine marzo/inizio di Aprile. Mi fermo in un benedettissimo chiosco per acquistare una bottiglietta d’acqua e, mentre la sorseggio, guardo una scena che, ripeto, mi mette di buon umore, malgrado rappresenti una delle scene più classiche della vita: i bimbi, seduti sui cavallucci, continuano a girare, girare, girare. Ogni tanto si alza, ogni tanto si abbassa. Chi afferra il lazzo vince un altro giro. La sfida mi intrigava (avete presente “Tre uomini e una gamba”, dove Giovanni batte a braccio di ferro un bambino ?), ma temevo di distruggere il cavalluccio a seguito del mio peso non certo piuma e alla fine ho desistito.

Mentre i bimbi erano strafelici nel fare sti giri del cavolo pensavo che, rispetto ai miei tempi, i giochi sono identici, mentre sono cambiati i genitori che osservano, e soprattutto è cambiato il loro modo di guardare i rispettivi figli. Ai miei tempi, mio padre, mentre io mi facevo sti giretti, sicuramente si distraeva, magari fumandosi una delle sue amatissime MS morbide e tenendo in mano lo stereo della macchina il quale, incredibilmente, in quel tempo, ognuno si doveva portare appresso. Adesso i genitori hanno l’ansia da registrazione video e sono accompagnati puntualmente dalla stupida e ridicola convinzione che i rispettivi figli abbiano il sorriso migliore della giostra o addirittura che stiano seduti sul cavalluccio come nessuno mai.  “Un giorno Luigi sarà uno Sceriffo !”, sbotta qualche intelligentone …

Ok, è mezzodì, ho bevuto una cinquina di sorsi d’acqua e posso rimettermi in macchina per tornare a casa. Mentre mi incammino verso l’uscita dell’Arsenale, odo non solo augelli far festa, ma la musica di “Sunshine Reggae”, proveniente da un’altra attrazione, penso dal deserto autoscontro.

“Sunshine, sunshine reggae, Don’t worry, don’t hurry, take it easy”

Mi metto in macchina sorridendo, sia perchè, suvvia, Sunshine Reggae non può mettere tristezza nemmeno ad un interista, sia perchè il suo invito a sorridere, in questo periodo, mi da una parvenza di presa per il culo nei miei confronti. Ma questa è un’altra storia.

Sorrido anche per altri motivi. Mentre ero alle prese con i miei scatti dalla Torre dei Lamberti (a proposito, anche voi avete beccato il coglione di turno che fa suonare la campana ?), ricevo un lungo messaggio “Uopapp” di un mio ex collega di corso di fotografia. Poichè (vedi post precedente) ho letto da qualche parte che è buona creanza non solo rispondere ma chiedere altresì “Come stai ?” (visto che lui/lei te lo chiese !), domandai a Giovanni info sul come se la passa, fermo restando, inutile dirvelo, che sinceramente non me ne fotteva un’emerita minchia di come se la passava e come se la passa.

Mi risponde con il simbolo/emoticon del pianto. Conoscendomi, già questo, di per se, sarebbe bastato per cancellarlo, bloccarlo, eliminarlo dai contatti, buttare l’iPhone dalla Torre, prendere la testa del coglionazzo e sbattergliela dentro la campana, ovviamente con tutta la calma tipica di un buddista del mio calibro ! Ma ieri non mi andava di essere incazzoso.

Cosa accadde ? (ormai sei fregato, non puoi tirarti indietro. Lo so che devo smettere di chiedere come stanno le persone !). Accadde che si mollò con la morosa, anche lei conosciuta in quel corso. Il Giova mi dice che Michelina (già a chiamarla così…. meriti di essere lasciato…) l’ha mollato perchè ha perso la testa per un suo nuovo collega, tal Cosimo, un pugliese biondino alquanto figo, con barbetta da sparviero, magro, elegantone e capello sempre perfetto stile Brendon di “Beverly Hills 90210”. Insomma il classico tipo uscito dal catalogo di Postal Market (pace all’anima sua).

Caro Giovanni, ti fai lasciare per un Cosimo ???? Io perderei la testa ! No, non mi interessa se tu mi lasci, però quantomeno lasciami per un Antonio, un Giuseppe, un Marco, o magari per tutti e tre insieme perchè sei diventata amante delle gang bang, ma per cortesia, non per un Cosimo ! Chi minchia si chiama Cosimo a Verona ? Ah vero, il tizio è pugliese, quello del nome è solo l’ultimo dei suoi problemi (scherzo ovviamente !).

Il discorso si fa complicato. Io sono sceso dalla Torre anche perchè tira un vento della malora. Riprendo la chat in Piazza Erbe. Giovanni mi dice che, in buona sostanza, Michelina stava benissimo con lui, che non aveva mai riso così tanto da quando stava con lui, che sin dal primo momento si sono capiti col semplice sguardo, tutto era meraviglioso, il mare, il sole, la vita, bla bla bla, ma poi è arrivato il Cosimo che sembra un principe e non importa se poi, in realtà, è un coglionazzo: è bello.

Concludo (dovevo andare a magnar !) dicendo a Giovanni che lo capisco benissimo. Lui ha avuto la fortuna di aver vissuto un annetto di storia sentimentale con la gentil donzella, io spesso mi fermo prima. “E’ la dura legge dei pagliacci”, gli dissi, concludendo la nostra inedita chattata domenicale.

Al di là della storia del Giova, difficilmente chi è (quantomeno in teoria) divertente, simpatico, cazzeggiatore, ecc., riesce a colpire il cuore di una donna. Si va a letto col figo, magari dopo aver scritto all’amicone-simpatico che hai litigato con il capo. A me è capitato un sacco di volte di sentirmi dire “menomale che ho un amico come te, che mi fa ridere sempre !”, e sono tutte persone con le quali non sono mai andato a letto ! Ovviamente l’ideale sarebbe trovare il giusto equilibrio, ma in realtà, secondo il mio modestissimo parere, le scintille nascono da altri fattori (sguardo, chimica, condivisione di interessi, naturale attrazione fisica), non dalle risate che ti ha fatto fare il clown della situazione.

Io, per esempio, a differenza di Giovanni, non sono equilibrato, lo ammetto. Prima di prendere alloggio dentro una caverna, quindi ai tempi in cui uscivo con altre persone, mi veniva quasi naturale fare da “trascinatore”. E’ una dote (perchè io la considero orgogliosamente una dote !) che la mia famiglia si porta avanti da generazioni, non sto scherzando. Non riesco a fare il taciturno, il diplomatico, il maturo semi brizzolato che senti a stento durante tutto l’arco della serata. Nel momento in cui io ero in compagnia, volevo semplicemente ridere e far ridere, non mi interessava altro. Potevo trovarmi con una compagnia maschile, con tre coppie, con genitori alle prese con bimbi scassaminchia, con due prostitute d’alto bordo, ecc., per me non cambiava la sostanza: sorridere era fondamentale, almeno per quelle due-tre urine non bisogna pensare ai problemi. Poi, per carità, mi accorgo anche io che in fondo, seduto quasi defilato, con fare non curante, in qualsiasi gruppo con cui voi usciate, c’è il fighetto della situazione che ti guarda e non favella, che non sbaglia mai nulla (e anche se sbagliasse, è un figo !), ma poi, quando arrivi alla mia età, pensi: amatevi e moltiplicatevi.

Con la mia maturità, il mio passato, il mio presente, il mio bagaglio umano e culturale, non posso certo rodermi il fegato se l’oca di turno sbava appresso al belloccio della situazione ! E’ logico che una donna sotto ai 30/35 anni non cerchi “profondità” ma esclusivamente puro e sano divertimento, più o meno sessuale. Gli uomini e le donne sono uguali.

Questa è la differenza fra me e il povero Giovanni, il quale, avendo una quindicina di anni in meno del Mobys, giustamente, c’è rimasto male. Pensava di aver trovato la donna della sua vita e di averla fatta innamorare perdutamente grazie alle sue continue battute e al suo continuo cazzeggiare, ma sbagliava clamorosamente.

Sorridi caro Giovanni, Gimme, gimme, gimme just a little smile: le delusioni fortificano e, in ogni caso, delle oche possiamo tranquillamente farne a meno, sia a 20 anni che a 45.

giugno: 2017
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Foto da Flickr

Bye bye Palermo! :sob:

Villa Pisani a Strà

Fontana delle tette, Treviso

Milano

Tomba Sant'Antonio Maria Gianelli

Lago di Garda visto dalla Rocca di Manerba.

Duomo di Bobbio

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